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La leggenda torna in Italia !

MILANO, 19 marzo, 2009

DATCHFORUM - Raccontare il concerto degli Ac/Dc a Milano?...Beh, non è proprio una cosa semplice. Non solo perchè, come si dice in questi casi, si ha a che fare con un pezzo di "storia", o perché erano anni che non si vedevano da queste parti. Il motivo è che quando le luci si sono spente, e sugli schermi è partito un fantasmagorico video-cartoon con i nostri eroi alle prese con un treno impazzito, e il primo accordo di "Rock and Roll Train" è stato sgranato... ecco a quel punto siamo caduti tutti quanti in un incantesimo.

Siamo tutti quanti precipitati in quello stato di stupore incondizionato con cui i bambini assistono per la prima volta al circo e alle sue meraviglie. Tutti a bocca aperta come quando si vedono per la prima volta i leoni, e gli acrobati e si vorrebbe che non finisse mai la sequenza di sorprese. Lo so forse, fin qui è insoddisfacente come recensione ... ma credetemi, qui non si tratta di scaletta (perfetta peraltro) o di dettagli: quando esci dal circo sei talmente frastornato che non ti ricordi più se ci sono stati prima gli elefanti o i clown. E allora si prova a rimettere insieme un po' di ricordi in ordine sparso.
 

In un evento del genere passa quasi in sordina che ad aprire siano un gruppo come gli Answer. Svolgono egregiamente un ruolo difficilissimo. Suonano alla grande e catturano il pubblico nonostante l'handicap del suonare a mezza potenza (ma perchè? Gli Ac/Dc dimostreranno di non avere certo da temere ingenerosi confronti...), e l'attenzione tutta concentrata altrove. Insomma scaldano la platea facendosi anche apprezzare, e non è poco in questa situazione.
 

Breve pausa e poi via! Fin dall'inizio è chiaro:

A) Che questo è uno spettacolo pensato nei minimi dettagli, che non si esaurisce in quello che accade sul palco.
B) Che il suono è semplicemente grandioso. L'uso degli schermi, che alternano video ad hoc con riprese perfette del gruppo, è notevole e permette di godere del concerto da qualunque posizione.

La scaletta è fantastica e attinge a piene mani dai primi dischi, e tutte le volte ci si guarda stupiti: sì, davvero stanno facendo "Dirty Deeds"? E "The Jack"? E "Back in Black"? E "Whola Lotta Rosie"? E via e via. Nel mezzo, perfettamente amalgamati, i brani dell'ultimo cd. Come suonano? Fanno paura, davvero. Si ha la sensazione che il Rock and Roll non possa essere che così. Ho sempre avuto diffidenza nei gruppi Rock "dinosauri", ma mi sono dovuto ricredere. Non si sa come sia possibile condurre uno show su questi ritmi forsennati, roba che neanche dei ventenni.
 

La ritmica è quella: rocciosa, senza un cedimento e non solo. Con gli anni la band ha raggiunto una maestria nel suonare "appoggiata" sul tempo, che rende l'impatto ancora più maestoso. I due frontman sono due forsennati. Angus sembra più che mai fuori di sè dall'inizio alla fine, il clou si raggiunge nel suo show personale in cui suona da solo per circa 10 minuti mentre: raggiunge la pedana al centro del pubblico, viene sollevato dal braccio meccanico, torna indietro, sale su un podio che sta dietro al palco, quindi torna giù...Brian Johnson è il solito di sempre, non un'incertezza (ci sono soltanto delle difficoltà su un brano, ma probabilmente era successo qualcosa ai suoi monitor, perchè per il resto non ha fatto una piega).
 

Gli Ac/Dc si concedono una pausa di nemmeno 10 minuti, e poi via di nuovo. Come se non bastasse l'energia del concerto, si succedono anche le sorprese, come ad esempio una gigantesca "Rosie" gonfiabile che si muove a tempo. Il finale è ovviamente coi colpi di cannone. Non ce ne siamo accorti, ma sono passati due ore. Siamo tutti emozionati. Gli Ac/Dc ci hanno riportato all'emozione pura del Rock and Roll, alla sua natura più immediata di divertimento, potenza e immediatezza. Tanto che il pubblico, estremamente eterogeneo per età, è uscito tutto allo stesso modo: tutti quanti emozionati come ragazzini che il giorno dopo a casa imbracceranno una fantasmagorica chitarra e si dimeneranno ancora una volta sulle note di Highway to Hell.

Marco Superti