Dopo un intro come “The Final Impact”, tirato quanto basta per riscaldare a pieno i padiglioni auricolari si prosegue col tiro incrociato della title track, un martello pneumatico schiacciato letteralmente sulla testa, dove a fare la partita è la furia cieca di quello speed metal classicamente oltranzista sempre innaffiato comunque da una goccia di thrash che non stona nel contesto, mentre è sempre sostenuta ma con un gusto più spiccato per la melodia l’altrettanto sostenuta “Babylon”.
Non è solo il classico speed metal il terreno fertile dove si trovano a proprio agio gli Anguish Force, ma anche le parti più anthemiche, quasi epiche direi come in “World Of Wars” dove i ritmi cadenzati, a tratti malinconici, rispecchiano fedelmente la visione tragica di un mondo ridotto in macerie dopo una furiosa guerra. Molto accattivante il refrain della stessa track, facilmente assimilabile già dalle prime battute. Si ritorna a macinare riffs siderurgici nella diretta “Nuclear Penalty”, pura ed efficace come una mitragliata in pieno petto, ed è solo l’anticamera per la lunga suite del disco, “Hkcainos (Cassandra’s Reign)”, sedici minuti di heavy metal sontuoso che si ricollega al tema della fine dei giorni; la song si struttura nei primi dieci minuti in una parte oscura dove a dettare la legge è l’aggressività delle chitarre, accompagnate da un leggero sottofondo di tastiere le cui atmosfere oscure ricreano arie arabeggianti e mistiche, mentre nella parte finale, intervallata da un passaggio acustico che sa molto di Maiden, il suono fiammante e aggressivo rialza prepotentemente la testa in un attacco in doppia cassa e chitarre sprigionanti proiettili sonori in grado di atterrare gli elefanti e con un refrain che tende a volte ad andare vicino a quello di Isthar dei Death SS, non divenendone comunque un vero e proprio plagio ai danni della band di Steve Sylvester.
Di ben altra pasta “Cry Gaia Cry”, puro metal allo stato fondente come sempre rapido e diretto, mentre si naviga sui lidi del rock’n’roll sfrontato di “Don’ t Stop Cryin’ (For the Rain)”, un’altra prova in cui i ragazzi altoatesini azzardano senza timore riuscendo a essere convincenti con una song divertente e semplice, ma mai banale. Chiusa la parentesi dello sballo è l’heavy metal che prepondera nelle orecchie con la veloce “Apocalypse is Near”, intervallata da uno stacco mid tempo per poi rimettersi a correre sopra un potente e deciso assolo di….per andare in chiusura sulle stesse metriche siderurgiche. La storia non cambia con il finale decretato da “2035: The end of the World”; ritmiche sostenute si fanno largo prendendo il largo sulla parte del refrain tirando a dritto come la palla incandescente di un cannone.
Bisogna dare davvero atto a LGD e soci di essere riusciti a confezionare un disco molto buono che si fà ascoltare spesso e volentieri, senza voler per forza inventare qualcosa ma riuscendo a farsi apprezzare comunque, benché non sia semplice risultare sempre vincenti in un genere “a senso unico” come l’heavy speed metal. I miglioramenti ci sono stati e sono evidenti, anche per quanto riguarda la prestazione del vocalist Johnny Thunder, molto maturato anche sulla padronanza della sua stessa voce. Date ai vostri sterei un buon motivo per autodistruggersi con gli Anguish Force.
VOTO: 7,5
Francesco “Running Wild”