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"Niente compromessi, รจ solo sano heavy metal"!

 
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Intervista Alltheniko
Gennaio '08


Verorock ha scambiato due chiacchiere con una delle più promettenti Heavy Metal band della Penisola, un manipolo di coraggiosi combattenti della causa. Ce ne parla Joe, il chitarrista del trio vercellese. Niente compromessi, solo sano heavy metal. Appassionati delle frivolezze, siete avvisati.

1) Un grosso saluto e un forte abbraccio dal sottoscritto che ha l’onore di colloquiare con una delle più sorprendenti heavy metal bands in circolazione nell’Italia odierna. Nei solchi del vostro esordio “We Will Fight” è impossibile non riconoscere tutta quella vena che diede importanza agli ormai lontani anni Ottanta, ed è altresì impossibile non tornare indietro nel tempo, anche se il sound è supportato da una produzione che ne rende pieno merito. Vogliamo cominciare a parlare un po del vostro excursus musicale, partendo dall’inizio dell’avventura Alltheniko fino ad arrivare ai giorni di “We Will Fight”?
Ciao Francesco! Innanzitutto grazie mille per lo spazio offertoci e complimenti a te e a tutti coloro che si occupano di metal per pura passione.
Gli Alltheniko nascono nel 2002, con me (Joe - chitarra), Dave (Basso-voce) e l’allora diciassettenne Luke (batteria). Eravamo inizialmente alla ricerca di un cantante, ma, trovato subito il feeling giusto tra noi tre, non ci volle molto a convincere Dave anche a cantare; iniziammo l’avventura con il primo demo “Animal Thing” (2002), poi “Sound Of Rust” (2003) e Extermination (2004), da quì i primi contatti con le label, e il contratto con Steelheart che risale al gennaio 2005, per cui registrammo “We Will Fight” nell’estate dello stesso anno. Successivamente la label cambiò idea, ci disse “è troppo thrash, non ha mercato!” e ci liquidò. Nei mesi seguenti l’ intenzione nostra era di lasciar perdere il progetto, ma in realtà non potevamo farne a meno, e con ricerca estenuante nel marzo 2006 arrivò l’accordo con Trinity Records Hong Kong, ottima label che comunque tardò l’uscita di mese in mese fino all’anno successivo. Nel frattempo una copia del promo arrivò tra le mani della My Graveyard Productions, che comprò la licenza alla Trinity, ed eccoci arrivati ai giorni nostri!


2) Il vostro esordio discografico è una gemma di puro e roccioso heavy metal, che io ritengo addirittura superiore a prodotti di heavy metal proveniente da altri paesi del mondo, specialmente quelli europei. Il sound che emana come detto prima è influenzato moltissimo dagli Eighties, ma cosa rappresentano veramente per voi gli Eighties? E quali erano e sono tutt’ora gli idoli a cui vi siete ispirati per dire “un giorno voglio diventare musicista”?
In realtà non abbiamo mai detto “un giorno vorrei fare il musicista”, ma è un processo che si è modellato giorno per giorno, grazie al costante piacere di fare musica, e anche a piccole grandi soddisfazioni, che ti fanno pensare di essere nella retta via, e ti inducono ad insistere e a persistere.
Per quanto riguarda gli ‘80s, essendo fans di tutti i grandi nomi che hanno segnato l’epoca, ci viene naturale suonare in quel modo, senza imporci nulla sul genere, anche se non disdegniamo assolutamente l’heavy prodotto nei giorni nostri. Forse il vero difetto attualmente è quello di uniformare e stereotipare i vari stili, rendendo i dischi poco distinguibili uno dall’altro, spesso manca quel “marchio sonoro” che renderebbe la band inconfondibile come invece succedeva in quegli anni.

3) Da tempo in Italia stiamo assistendo a un costante risveglio di interesse verso la grande musica che una volta fu…basta vedere quante leggendarie band che hanno fatto la storia della New Wave Of Italian Heavy Metal si stanno via via riformando. Come vedete questa rinascita di movimento? C’è qualche band italiana dell’epoca di cui siete fans incalliti o vi siete anche voi fatti travolgere dall’epidemico bacillo dell’esterofilia?
È una figata sapere che il metal in Italia ha una base solida, aiuta anche noi esordienti, e spero che a queste bands vengano riconosciuti a pieno i propri meriti, e poi è un piacere sentire dischi nuovi e live di qualità, è tutto più attuale e “fresco” così, ed è sicuramente positivo!

4) Ricollegandomi alla domanda precedente..non credete che il pubblico italiano sia del tutto impreparato, allora come lo è oggi, a capire proposte interessanti come sono gli Alltheniko per esempio? Ve lo chiedo perché troppo spesso vedo in giro che la gente spreca il suo tempo in assurde diatribe da prima donna dicendosene di tutti i colori se l’ultimo disco degli Iron Maiden è bello oppure no, se erano meglio i Maiden con Paul Di Anno o con Bruce Dickinson ecc.. e che stia uscendo continuamente dal seminato, seminato che è rappresentato dall’apprezzare l’ottima musica che attualmente si sta facendo qui in Italia. Siete d’accordo con quanto ho detto?
Certo, certe cose non cambiano è vero… Però mi piace pensare che il metal non sia per tutti, che ci sia l’esigenza di cercare e scoprire, io ero un maideniano convinto da studente, i dischi li trovi al supermercato ed è facile essere un loro fan, ma in realtà ciò che è troppo facile spesso diventa superficiale, e se non vuoi andare oltre la facciata dell’Heavy chiamata Iron Maiden magari non sei veramente un metallaro!

5) Toglietemi una curiosità: cosa significa il nome Alltheniko?
Anche il nome è nato in modo del tutto casuale: agli inizi, non avevamo il nome, per cui iscrissi la band a dei concorsi locali, tutti con nomi differenti, poi abbiamo tenuto il nome corrispondente alla prima esibizione (Emergenza Festival 12 Gennaio 2003), infatti l’innocuo nome ALLTHENIKO deriva da OLDENICO, paesino nelle vicinanze di Vercelli “simpaticamente” rimodellato da noi in pronuncia inglese.
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6) “We Will Fight” segna l’inizio di una fruttuosa collaborazione con la My Graveyard Productions, dico fruttuosa perché tornerete sul mercato, sia come membri ufficiali del brand dell’etichetta sovrana dell’heavy metal italiano, sia perchè alle porte degli Alltheniko bussa un nuovo siderurgico album di cui ho potuto gustarmi i samples su Myspace, non senza una cospicua dose di orgasmo multiplo. Il primo pensiero che mi sono fatto ascoltando i promo è che siete una band nettamente migliorata dal punto di vista compositivo, il sound è sempre infarcito di riffs intimidatori e letteralmente terremotanti ma intriso di quel flavour che solo una band che lavora sodo può sfornare. Ci potete dare qualche delucidazione in più su questo album che da parte mia è super atteso?
Certo! Piacciono un sacco anche a me i pezzi nuovi, “Thunder And Steel” mi emoziona sul serio, e spero diventi un inno!!! il nostro secondo lavoro si intitola “DEVASTERPIECE”, uscirà quest’anno perché vogliamo dare continuità e ritmo al progetto Alltheniko (e su questo desiderio My Graveyard ci appoggia pienamente), sicuramente ci sarà tanto materiale audio e video perché da acquirente mi piace avere dischi in stile “special edition”! La produzione è più attuale rispetto alla precedente, la title track “Metal Unchained (Devasterpiece)” è la più speed del disco, mentre in questi giorni stiamo riarrangiando 2 tracce provenienti da nostri 2 demo, e se ci stà… ci buttiamo dentro anche Painkiller!

7) Sempre a proposito di eventi targati My Graveyard il 23 Febbraio prossimo sarete chiamati a presenziare alla seconda edizione del Play It Loud in compagnia di nomi sacri dell’Heavy Metal mondiale come Manilla Road ed Helstar e nomi storici del metal italiano come i Sabotage e gli Adramelch. Come vi sentite emotivamente di far parte di un cast di tale portata? Vi state preparando al meglio suppongo.
Siamo stati i primi ad essere confermati, quindi l’attesa è tanta, perché è la prima volta che facciamo un live così importante, siamo fieri e onorati di essere al PIL e siamo intenzionati a non deludere le aspettative di chi ci conosce, oltre a voler sorprendere chi non si aspetta un granché nel primo pomeriggio. Quindi credo che saremo carichi e preparati a 1000!

8) Un altro annoso problema che affligge il nostro paese è la cronica impossibilità per le band che non siano un bieco plagio ai grandi nomi del passato, leggasi cover band, di suonare dal vivo. Voi come siete riusciti a ovviare a questo problema? Avete supportato sufficientemente dal vivo “We Will Fight”? Dateci una vostra opinione su questo fatto che le band che fanno musica propria si vedono scippare il posto da cover band di ogni sorta, con la compiacenza di avvoltoi patentati che sono i gestori dei locali.
Bella domanda… quante volte hai sentito dal vivo Highway Star dei Deep Purple solo nel 2007? Io centinaia! in realtà il problema non è mai stato ovviato ma persiste, le occasioni di promozione per noi sono state poche e spesso di giovedì, ma ci sono un sacco di fattori che portano a questo annoso problema, dimostrato dal fatto che anche i musicisti dei gruppi più conosciuti in Italia sopravvivono con progetti paralleli di cover e tribute bands. Penso che il motivo sia legato principalmente alla scarsa competenza e alla mancanza di spirito degli “addetti ai lavori”, più che dalla gente, che deve essere semplicemente “trascinata” da un live! dunque per me se un locale è mal gestito (come succede nel 99% dei casi), ed ha un’acustica che ti rincoglionisce (altrettanti casi) può funzionare e incassare solo con il tributo agli Iron o ai Deep Purple, sennò chiude!

9) Cosa ne pensate del fenomeno dilagante di Myspace? Potrà servire lontanamente un domani a invogliare la gente a scoprire la musica senza bisogno più di scaricarla, facendo leva di quanto sentito sui profili delle band?
Se pensiamo “in buona fede” sì, a noi myspace è comunque utile, e riusciamo ad avere contatti altrimenti impensabili, dunque si spera che arrivi anche a quelle utilità, d’altronde “We Will Fight!” lo trovi scaricabile facilmente, ma penso che al buon metallaro spesso piaccia avere il disco originale, e spero che si possano abbassare i prezzi nei negozi, così da permetterne l’acquisto anche a “scatola chiusa”.
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10) Avete un sogno da realizzare dal vivo, per esempio avere una band in particolare alla quale vi piacerebbe suonare da spalla o accompagnarli per una tournèe?

Certo! Sicuramente seguiremo i Piledriver quando torneranno in Europa (nel 2009), con loro c’è da divertirsi! Comunque il nostro desiderio è quello di poterci fare un tour all’estero, anche nei posti piccoli, sarebbe sicuramente indimenticabile!

11) Bene ragazzi, il tempo purtroppo è come sempre tiranno e mi vedo costretto a salutarvi, ma non mancherà occasione per poter scambiare due chiacchiere insieme anche in futuro. Vi ringrazio tantissimo per questa intervista e vi do appuntamento alla prossima, in occasione della recensione di “Devasterpiece”. Un abbraccio a tutti voi.
Un saluto anche a te, e grazie ancora per lo spazio e ci vediamo il 23 al PIL!
Stay Heavy,
ALLTHENIKO

Francesco "Running Wild"