Prato, 23 maggio, 2009
Ciao Andre! Eccoci di nuovo qui, con Verorock. Come stai, visto che questo tour per "Time To Be Free" si è concluso da appena una settimana?
Giusto! Questa è stata l’ultima parte del tour europeo. E’ andato molto bene, credo che abbiamo fatto un giro abbastanza esteso per “ Time To Be Free”, in tutto il mondo. Siamo stati anche molto nell’ est europeo, sia per aprire alcuni concerti, sia come band solista, in paesi come Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.
Per la maniera in cui sono andate le cose, il disco ha avuto una buona riuscita, credo di essere molto motivato per il prossimo album, stiamo lavorando molto ed abbiamo l’intenzione di fare un lancio a livello mondiale, a partire da agosto o settembre.
Che linea stilistica seguirà quindi il nuovo album?
Il nuovo album sarà un evolversi del primo, alcune caratteristiche ed elementi saranno mantenuti, ma nello stesso tempo credo che verrà fuori un’opera più spontanea. Perciò penso che la maniera più corretta di dare un seguito sia uno stile riconoscibile, che non cambi radicalmente; ossia ci deve essere sì un progresso, ma tenendo a mente qual è il proprio stile, perché la gente lo riconosca.
E' un po' di tempo che si vocifera su di un DVD riguardante tutta la tua carriera. Sarà presto una realtà?
Così speriamo! Naturalmente i progetti più immediati sono di terminare il lavoro per il secondo album e successivamente registrare questo DVD. Forse riusciremo nella realizzazione anche entro quest’anno, se tutto va bene, abbiamo dei progetti per qualcosa di molto speciale, e quindi se sarà possibile sarà pronto per la fine del 2009.
Per Natale!
Si, per Natale!
E' dall'anno scorso che su MySpace stanno moltiplicandosi sempre più Street Team/Fan Club dedicati a te, da tutto il mondo. Che ne pensi?
Meraviglioso! Perché per la prima volta abbiamo gente veramente appassionata per quello che facciamo, che diffonde il mio nome, il mio lavoro, dappertutto. Ho molto rispetto di questo, se è possibile proverò ogni volta a supportarlo e ad aiutarlo, quando so che la gente ha buone intenzioni. E’ proprio quello che mi piace vedere! Per esempio, ho già incontrato persone coinvolte in tutto ciò, da diversi paesi, tutte con la stessa mentalità, che si relazionano molto bene tra di loro e non c’è quella che normalmente potrebbe essere una concorrenza. Si aiutano e sono interessati a conoscersi, a fare una cosa sola, uniti. Sta accadendo per la prima volta, perché non l’abbiamo mai raggiunto con gli Angra e gli Shaaman , quindi sono stato abbastanza impressionato e spero che la cosa continui così, in questo modo, per aver sempre il mio appoggio.
Molti tuoi fan dal Sudamerica (come Colombia, Cile, etc.) ti vorrebbero vedere dal vivo, in paesi che per ora non hanno fatto parte di alcun tour. Hai qualche novità per loro?
Sto guardando col mio management le varie possibilità di fare un giro per questi paesi, forse anche prima dell’uscita del prossimo album; altrimenti se non riusciamo adesso, quando sarà lanciato il disco, questo potrà realizzarsi. Con la Colombia stiamo già in trattativa; anche con Cile e Argentina e abbiamo contatti con Venezuela, Perù ed Ecuador. Potremo fare un giro più completo. L’unica cosa è che l’organizzazione diventa più difficile poiché a differenza dell’Europa, dove tutto è ben collegato e si può andare da un posto all’altro anche via terra, come in tour-bus, in Sudamerica l’unica via per muoversi è l’aereo ed è un bel po’ più costoso, ma tuttavia possibile. Molta gente mi scrive anche da paesi dell’America Centrale, come Costa Rica, Panama, dove non sono mai stato ma mi piacerebbe molto andare; anche in Messico abbiamo un seguito abbastanza grande. Cosicché se riusciamo a trovare la maniera per collegare le tappe di un tour lungo tutti questi paesi sarebbe il modo migliore, magari andare dappertutto in una ventina di giorni. E’ curioso che essendo brasiliani siamo così vicini, ma che sia più facile fare il tour in Europa che in Sudamerica.
A settembre la tua band sarà headliner di un importante festival Usa ad Atlanta: il ProgPowerFestival. Che effetto ti fa?
Non siamo mai stati lì. Sono molto contento che siamo stati scelti per essere gli headliner di questo festival che è il più importante in America, per questo genere musicale. Penso sarà una buona porta aperta, anche per continuare in seguito. Il mercato americano è sempre stato molto chiuso, ma ora sta iniziando ad aprirsi ai gruppi esteri, così la gente si può interessare a questo tipo di musica, e ciò denota un miglioramento nello scenario musicale americano.
Sei prossimo al tuo 25° anno di carriera. Com’è cambiato Andre Matos in tutto questo tempo? Che idea ti sei fatto del business che gira intorno alla musica?
Si, veramente ci entrerò ufficialmente nel 2010! Penso di non essere cambiato internamente, ho sempre la stessa passione che mi guida. Il mio amore per la musica è sempre stato presente. Però in 25 anni una persona si confronta con tante realtà che non sapeva che esistessero. Il tema che gira intorno alla musica, quello commerciale insomma, molte volte non è bello e quindi in molti desistono per questo motivo. Fino ad ora mi è andata bene, credo di poter ottenere anche qualcosina di più ancora! Ahah!
Come ti vedi professionalmente tra 10 anni?
Spero meglio! Sempre meglio! Spero che il mio lavoro maturi. Sicuramente non posso prevedere quello che starò facendo, ma spero che il tempo mi lasci la possibilità di proseguire con i tanti progetti che ho in testa. Spero di continuare con la stessa passione per la musica e sapere esattamente dove ubicarmi, ossia molta gente va avanti con gli anni nel mondo della musica, ma perde il senso di ciò che fa, pensando che ad una certa età non si possano più fare le stesse cose, mentre ci sono altre persone che vogliono continuare e sanno farlo con classe. E' così che spero di fare anche io.