Gennaio '08
Sono da poco passate le una di notte, negli studi di registrazione ormai le note riposano e le menti affaticate sono pronte per un meritato riposo; un autunno piuttosto cupo alla periferia di Firenze, avaro di piogge,ma non certo di idee per il Ranfa ed il suo progetto d’esordio “Little Hard Blues”.
Andrea nonostante la stanchezza è un Rocker di parola e risponde alle mie domande senza tirarsi indietro,d’altronde è la sua miglior caratteristica,la disponibilità.
1) Allora Andrea, finalmente viene alla luce il tuo album d'esordio "Little Hard Blues", ti lascio carta bianca parlacene a ruota libera...
E’ un progetto che ho in testa da molto tempo, ma vuoi per impegni, vuoi per soldi, vuoi per musicisti non sempre affidabili è slittato fino ad oggi!
Non è niente di originale! Sono sempre stato dell’idea che è meglio una cosa vecchia che suona bene che una nuova che non regge e da qui l’ispirazione alle vecchie sonorità seventies. E cosa c’è di meglio che riprendere le vere radici del rock…il blues o meglio l’hardblues!
Prendendo ispirazione dai miei eroi e da quello che mi ricordo anche dai tuoi:
Led zeppelin, Deep purple, Free, ZZ top, Grand Funk Railroad, Whitesnake (del primo periodo) fino ad ispirarmi ai gruppi più recenti come Gary Moore nel suoi album di blues e i Black Crowes.
Insomma il vecchio sano classic rock. Abbastanza energico da riuscire a suonarlo a tre strumenti più la mia voce e arrangiabile per big band, vedi le registrazioni con più chitarre e sezioni di fiati.
Nel cd trovi brani di blues classico, dei boogie, brani di funky rock, di rock‘n roll e persino un folk con una spruzzata di gospel, il tutto cercando sempre di mantenermi su di uno stile.
2) All'interno di questo tuo album spiccano nomi di primordine, raccontaci qualche anedotto e qualche curiosità.
Devo dire che ogni personaggio ha la sua caratteristica oltre che musicale, soprattutto personale, Ian è stato molto disponibile e dopo una serie di date insieme si è reso disponibile a registrare il brano, grazie anche al mio amico Filippini (Moonstone Project) che già aveva stabilito degli ottimi contatti. Da Bernie ho ricevuto tanti bei complimenti che mi hanno fatto molto piacere e la nostra collaborazione sull’ultimo brano del cd ne è la prova. Con James ci siamo scambiati una serie di mail e solo dopo la registrazione ho avuto modo di parlarci a voce, lui infatti ha registrato direttamente in casa sua, come anche Tracy G,mentre gli altri, Paice e Marsden hanno registrato allo studio, da non dimenticare la mega disponibilità di Roberto Tiranti (Labyrinth) cantante bravissimo e nonostante tutto il suo successo, uno dei pochi con i piedi ancora per terra. Lui si che si è dimostrato veramante un amico!!!
3) “Little hard Blues” un punto d'arrivo o una rampa di lancio ? quali saranno i prossimi passi ?
L’obiettivo era fare un album e proporlo a qualche festival europeo!
Vediamo cosa esce fuori da questo progetto, se la cosa procede bene, ho già altri brani per farne altri due CD!
4) Una vita per il rock, cosa vuol dire Ranfa ?
Per me vuol dire indebitarsi per fare quello in cui si crede,( registrare il disco), vuol dire farsi Firenze-Prato tutti i giorni in bicicletta anche sotto la pioggia e il freddo per arrivare alla sala prove e sperare che un tuo sogno diventi realtà.