Firenze, 23 aprile, 2009 - VeroRock.it

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Firenze, 23 aprile, 2009

VIPER THEATRE

Più che un semplice concerto è una rimpatriata che spinge vecchi amici a ritrovarsi tutti o quasi per festeggiare una serata insieme a colpi di Rock; così si può sempre definire uno show in terra fiorentina quando a essere mattatori sono la Strana Officina o la Bud Tribe. Non a caso, facce segnate inevitabilmente dal tempo ma che conservano sempre lo spirito che li spinge fin dalla giovane età a perseguire questo sentiero intrinseco e non privo di difficoltà che è l’heavy rock italiano, si ritrovano in una gradevole serata primaverile al Viper Theatre a darsi pacche sulle spalle e scambiare vecchi aneddoti di vita, e tra questi è doveroso citare personaggi storici del metal fiorentino come Max Bronx degli Shabby Trick e Rik Forsenna dei Tombstone, le cui presenze servono da esempio a tanti altri musicisti che spesso non seguono i concerti di altri colleghi, impedendo anche così una più profonda coesione del movimento hard rock made in Italy.

Dopo una breve sosta il camion si rimette in moto e dopo ben sedici lunghi anni torna a infiammare i palchi fiorentini, esattamente dalla ormai leggendaria edizione dell’Italian Monster del 1993 dove la Strana Officina si presentò all’indomani della scomparsa di Fabio e Roberto con gli eredi della stirpe dei Cappanera ossia il nipote di Fabio, Dario e il figlio di Roberto, Rolando. Questa sera proprio Dario è assente dal palco per esigenze lavorative e sostituito da un altro nome importante della NWOIHM, Luciano “Ciano” Toscani, leader dei parmensi LISTERIA i quali a breve rilasceranno il loro secondo album in carriera.

La scelta di far suonare la band durante un giorno infrasettimanale non è stata una scelta direi azzeccata, che ha impedito difatti un’affluenza maggiore di quella comunque buona vista ieri sera al capiente Viper Theatre, uno dei locali di cui Firenze può andare fiera grazie ad un’acustica impeccabile e ad una struttura che permette un’ottima visuale in qualsiasi punto del posto. Ma è anche merito della corazzata livornese se le mura del Viper hanno faticosamente retto alla pachidermica onda d’urto sonora che conferma da sempre l’attitudine live della band.

PHOTOS By Jo "Sweet Pandemonium"

L’inizio alle 23 e 10 ed è subito guerra all’ultimo colpo di nota aperta da un terremotante trittico a base di “The Ritual” – “King Troll” –“ Profumo di Puttana” che scalda a dovere il pubblico antistante il palco. Bud “il Maestro” compie come sempre il suo compito di direttore dei lavori, al quale si affianca il sempre diligente lavoro ritmico di Enzo Mascolo al basso, non a caso ritenuto più che giustamente uno dei migliori bassisti italiani, e di Rola Cappanera, questa sera in versione Pierò Pelù, devastante come un tornado dietro alle pelli, che con il suo drumming forsennato ha dato ulteriore spinta propulsiva al repertorio della vecchia Strana, come sulle sparate “Metal Brigade” e “Kiss Of Death”, repertorio che con l’apporto di Ciano acquista un’ atmosfera più “vintage” che in più di un’occasione riporta alla mente la stessa creata dalla magica chitarra di Fabio Cappanera sui solchi degli album storici della band labronica.

Come di consueto lo show è un susseguirsi di momenti caldi ed estremamente coinvolgenti, ma l’opus della serata si ha quando il Maestro con voce emozionata dedica alla memoria degli amici scomparsi la malinconica “Falling Star”, gli stessi amici e compagni di una vita che probabilmente in quel momento erano li sul palco a dar man forte ai ragazzi per rendere meraviglioso l’ennesimo tributo al rock’n’roll che da oltre trent’anni anima lo spirito indomito dei rockers Toscani, e non a caso ho voluto scrivere toscani con la T maiuscola poiché vi è compreso anche l’icona di Ciano che non fa rimpiangere assolutamente la defezione di Dario Cappanera, versando litri e litri di sudore per la causa labronica di cui ormai, che piaccia o non piaccia, ne fa parte meritatamente anche lui. Prima di accomiatarsi dal festoso pubblico fiorentino, l’Officina più pazza del mondo si concede in un frenetico bis schiacciando al massimo l’acceleratore per intraprendere il famoso “Viaggio In Inghilterra” per poi riprendere subito gli attrezzi da lavoro in “Officina” e chiudere così in bellezza un set di breve ma intensa durata (guardando gli orologi ci si accorge che in effetti lo show si è distribuito su un’ora scarsa di tempo).


Ogni show griffato Strana Officina è una garanzia, e lo ha dimostrato l’affetto dei fans che in ogni circostanza hanno affollato i locali di mezza Italia, lo hanno dimostrato coloro che hanno permesso alla band di intraprendere il lungo tour invernale portandola a suonare quasi ovunque nel paese, e dalla data di Firenze il martello si prepara a rendere anche l’estate 2009 ancor più calda di quanto non sia già prevista.

Francesco "Running Wild"                                  A BREVE IL PHOTO ALBUM