11 Dicembre 2017
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FIREWIND @ Roma, Jailbreak Live Club il devastante fuoco ellenico della band di Gus G. si abbatte sulla Capitale!

12-11-2017 21:49 - CONCERTI
Firewind
Even Flow
Even Flow: Pietro Paolo Lunesu (chitarra)
Even Flow: Gavino Salaris (basso)
Even Flow: Marco Pastorino (voce)
Even Flow: Pietro Paolo Lunesu (chitarra)
Even Flow: Giorgio Lunesu (batteria)
Even Flow: Marco Pastorino (voce)
Even Flow
Timestorm
Timestorm: Paolo Campitelli (tastiere)
Timestorm
Timestorm
Timestorm: Marco Migliaccio (basso)
Timestorm: Marco Migliaccio (basso) e Fabrizio Troiano (chitarra)
Timestorm: Claudio Vattone (voce)
Timestorm: Fabrizio Troiano (chitarra)
Timestorm: Paolo Campitelli (tastiere)
Timestorm: Giuseppe Longo (chitarra)
Timestorm
DragonhammeR
DragonhammeR: Max Aguzzi (voce)
DragonhammeR: Giulio Cattivera (tastiere)
DragonhammeR: Flavio Cicconi (chitarra)
DragonhammeR: Gaetano Amodio (basso e cori)
DragonhammeR: Max Aguzzi (voce)
DragonhammeR: Flavio Cicconi (chitarra)
DragonhammeR: Flavio Cicconi (chitarra) e Gaetano Amodio (basso e cori)
DragonhammeR: Andrea Gianangeli (batteria)
DragonhammeR: Gaetano Amodio (basso e cori)
DragonhammeR
DragonhammeR: Max Aguzzi (voce) e Gaetano Amodio (basso e cori)
DragonhammeR: Max Aguzzi (voce) e Gaetano Amodio (basso e cori)
DragonhammeR: Giulio Cattivera (tastiere)
DragonhammeR
Firewind
Firewind: Gus G. (chitarra)
Firewind: Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Firewind: Gus G. (chitarra)
Firewind: Gus G. (chitarra)
Firewind: Jo Nunez (batteria)
Firewind: Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Firewind: Gus G. (chitarra) e Petros Christo (basso)
Firewind: Gus G. (chitarra) e Petros Christo (basso)
Firewind: Gus G. (chitarra) e Petros Christo (basso)
Firewind: Henning Basse (voce)
Firewind: Jo Nunez (batteria)
Firewind: Petros Christo (basso)
Firewind: Gus G. (chitarra) e Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Firewind: Gus G. (chitarra) e Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Firewind: Jo Nunez (batteria) e Gus G. (chitarra)
Firewind: Gus G. (chitarra)
Firewind: Gus G. (chitarra)
Firewind: Petros Christo (basso) e Jo Nunez (batteria)
Firewind: Gus G. (chitarra), Henning Basse (voce) e Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Firewind: Henning Basse (voce) e Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica)
Dopo averli attesi per tanti anni qui nella Città Eterna, dopo il loro forfait dello scorso 18 Marzo che li avrebbe visti di scena sempre nella stessa location di oggi, torna a grande richiesta la storica band heavy power del celeberrimo Gus G., ex axe man di Ozzy Osbour-ne, nonché rinomato shredder in tutto il globo! L´attesa è tanta dunque per questa serata che si prevede di alto profilo visto anche il bill che precederà l´esibizione dei Firewind, nella loro unica data italiana, prevista per Venerdì 27 Ottobre presso il Jailbreak Live Club: oltre ai sardi Even Flow, il menù prevede in lista i capitolini Timestorm e i loro concittadini DragonhammeR che per l´occasione ci presenteranno dal vivo il loro ultimo lavoro, Obscurity, in uscita il giorno stesso del concerto, in anteprima assoluta! Insomma non ci resta dunque che apprestarci a raccontarvi una serata che è destinata a lasciare il segno nel cuore dei tanti presenti, accorsi per l´occasione al noto locale romano! La risposta del pubblico è stata quindi più che buona, anche se come direbbe qualcheduno "si può fare di più" ma sicuramente ritengo che viste le attuali condizioni della scena musicale da Roma in giù, è già un buon risultato di partenza quello raggiunto in questa fredda serata autunnale!


Even Flow
Pur essendo presenti ancora pochi e sparuti spettatori, tocca aprire le danze della serata al combo proveniente dalla lontana Sardegna, dedito ad una sorta di connubio tra il progressive metal di ultima generazione e il rock melodico ante litteram: una proposta alquanto inusuale e per certi versi allettante che ci viene mostrata nel loro breve ma intenso set. Si parte infatti con "Alternative State Of Mind", sulla quale svetta l´ugola di Marco Pastorino (voce, già con i Temperance), caratterizzata per l´appunto da parti più lente e melodiche ad altre più veloci e graffianti, così come su "Come To Life" e "Secret Prayer", dove gli arrangiamenti profusi da Pietro Paolo Lunesu (chitarra) riescono a rendere le composizioni alquanto variegate e ricche di elementi provenienti dai genere più disparati, grazie soprattutto al ricco background dei singoli musicisti. Il pubblico, seppur in modo fievole, sembra essere rapito dalla loro performance, soprattutto quelli come me non li avevano ancora mai visti in sede live: una delle loro caratteristiche migliori è sicuramente il senso di unione e di affinità che pervade ciascun componente, riuscendo a rendere al meglio le proprie inusuali qualità tecniche al servizio del gruppo e mai fini a se stesse! Ultimi due brani previsti, "Oblivion" e la fantastica "Infinity", sulle quali svetta la prova anche della sezione ritmica composta rispettivamente da Giorgio Lunesu (batteria) e da Gavino Salaris (basso), sono accolte da applausi meritati da parte delle prime file, mentre il locale inizia pian piano a riempirsi: con la speranza di poterli rivedere quanto prima e magari con un set più lungo, non possiamo che complimentarci con questi quattro ragazzi!

Even Flow setlist:

"Alternative State Of Mind"
"Come To Life"
"Secret Prayer"
"Oblivion"
"Infinity"


Timestorm
Inizia a farsi sentire sempre di più adesso la presenza di pubblico, che inizia a riempire con maggiore convinzione tutte le prime posizioni del locale, in attesa ovviamente degli ospiti della serata: ma i tanti metalheads presenti non fanno di certo eccezione anche nel sostenere la band capitanata dal mitico Fabrizio Troiano (aka Faber Troy, chitarra), tornata sulle scene musicali ormai già da qualche anno, dopo una lunga pausa di quasi due decadi dalla loro fondazione, che abbiamo potuto già apprezzare e saggiare in più di un´occasione (soprattutto in apertura ai brasiliani Angra, poco più di un anno fa al Traffic Live, e sempre qui al Jailbreak nel Dicembre 2016 per l´anteprima dell´edizione 2017 del METAL FOR KIDS UNITED!, di cui lo stesso Fabrizio è il mastermind - n. d. r.). Come già nelle precedenti esibizioni, la band, riformata rispetto alla line up degli esordi, ci ripropone un set breve ma intenso, per energia e melodia profusa, incentrato ovviamente su estratti dall´album d´esordio (Shades of Unconsciousness del 2000 - n. d. r.) oltre naturalmente a qualche inedito di prossima pubblicazione: la partenza, come oramai da copione, è affidata alla cybernetica "Lost In The Net", una vera e propria power song, dove le due asce di Fabrizio Troiano (chitarra) e di Giuseppe Longo (chitarra) sono al servizio dell´ugola invidiabile della new entry Claudio Vattone (voce), mentre con la seguente "Catharsis" siamo catapultati in atmosfere di stampo happy metal, assai debitrici del sound dei primi lavori della band di Amburgo, ma sempre con quel tocco di personalità che ha da sempre contraddistinto il combo romano! Insomma, nonostante forse questa performance non sia apparsa la più convincente in assoluto di quelle sino ad ora ammirate, a parere di chi vi scrive naturalmente, è comunque un piacere poter partecipare alle trascinanti melodie, supportate sapientemente da un altro membro fondatore, Marco Migliaccio (basso e cori) e dal roccioso drumming di Andrea De Carolis (batteria), sempre sul pezzo, sia in parti più lente che nelle arrembanti cavalcate, come in "Labyrinth Of Dreams" o nell´inedita "Sea Of Hate", condita da fraseggi ben riusciti tra le due chitarre! Ripeto, come già hanno sottolineato altri amici e colleghi, forse questa esibizione è mancata di una dose leggermente più massiccia di energia a cui fino ad oggi il sestetto ci aveva abituato: altro prezioso contributo è indubbiamente quello dell´amico Paolo Campitelli (tastiere, già con i Kaledon), bravo nel destreggiarsi sia sui pad che sui soli veloci con i lead! Per concludere, i ragazzi ci ringraziano salutandoci sulle note di un´altra composizione nuova, "Genesis", accolta da applausi più che meritati per questa loro breve ma intensa esibizione!


Timestorm setlist:

"Lost In The Net"
"Catharsis"
"Labyrinth Of Dreams"
"Sea Of Hate"
"Genesis"


DragonhammeR
Ma arriviamo così al momento clou della serata, dove ci aspettano i due live act principali: non me ne vogliano gli amici Even Flow e Timestorm, ma come disse il buon Robert De Niro in una celebre scena del film Gli Intoccabili (capolavoro di Brian De Palma del 1987 - n. d. r.): "Questo è un incontro all´ultimo sangue. Apettate la fine, uno solo resterà in piedi; è così che saprete chi ha vinto!". Insomma una vera e propria battaglia tra "titani", vista l´importanza che ricopre l´evento per entrambe le band di chiusura: da una parte I capitolini DragonhammeR presenteranno in anteprima assoluta il loro nuovissimo Obscurity, uscito proprio il giorno stesso per la My Kingdom Music, e dall´altra la band del rinomato axe hero Gus G., uno dei più famosi e apprezzati shredder al mondo nonchè ex braccio destro del Mad Man di Birmingham, che proporranno in questa loro unica apparizione italiana il loro ultimo Immortals, concept album incentrato sulla leggendaria e sanguinosa battaglia delle Termopili!
Adesso il Jailbreak è alquanto colmo di pubblico, pronto a supportare I propri beniamini freschi del nuovo full length: al termine di una intro sinfonica, "Darkness Is Coming", si parte subito con la nuova "The Eye Of The Storm", una classica power song dal sapore epicheggiante, degna di scaldare tutti gli animi dei presenti, grazie soprattutto all´arrembante Max Aguzzi (voce e chitarra), in gran forma e pronto con I suoi compagni di scuderia a regalarci un vero e proprio "tripudio metallico"! Con "Under The Vatican´s Grounds" restiamo sempre al loro ultimo disco, e veniamo trascinati dal riffing serrato di Max e di Flavio Cicconi (chitarra), mentre con "Fear Of A Child", tratta da Time For Expiation (2004), il buon Giulio Cattivera (tastiere) ci rende partecipi delle sue sfuriate sinfoniche, così come sulla seguente "Fighting The Beast", dove il groove corposo, profuse dalla premiata accoppiata composta da Gaetano Amodio (basso e cori) e dal giovane talentuoso Andrea Gianangeli (batteria), è al totale support di una melodia travolgente nel refrain centrale! Il pubblico sembra rispondere con vigore e ovazioni alla performance dei cinque metallers romani, così come sulla magniloquente "Legend", introdotta da un coro maestoso, mentre si torna al presente con la titletrack dell´ultimo lavoro, "Obscurity", anch´essa condita da sognanti sinfonie e arrangiamenti sublimi, mentre la bellissima "Blood In The Sky", caratterizzata da un bel giro di chitarra, ci conduce verso l´epilogo del loro show: sicuramente una esibizione ben riuscita, capace di offrirci una prova positiva del combo, oltre a farci apprezzare i brani di nuova composizione assieme ai classici presenti in scaletta. E per l´appunto Max, dopo I ringraziamenti di rito, ci lascia con l´immancabile "Dragonhammer", un autentico manifesto della loro proposta musicale: l´audience risponde benissimo a questo ultimo sussulto, concedendo una standing ovation più che meritata alla band, che si riconferma attualmente una delle realtà europee più interessanti nel genere!

DragonhammeR setlist:

"Intro / The Eye Of The Storm"
"Under The Vatican´s Grounds"
"Fear Of A Child"
"Fighting The Beast"
"Intro / Legend"
"Obscurity"
"Blood In The Sky"
"Dragonhammer"


Firewind
Ancora elettrizzati da questa energica scarica metallica, dopo una breve pausa ricreativa, ecco dunque la volta degli attesissimi ospiti di chiusura: rullo di tamburi, ed ecco salire sul proscenio i Firewind, pronti a regalarci un viaggio epico nelle antiche terre elleniche, dove si svolse uno dei più famosi scontri campali della storia, ovvero la Battaglia delle Termopili, le cui gesta sono raccontate nel nuovo concept album, Immortals (uscito lo scorso Gennaio per la AFM Records, prodotto da Dennis Ward degli Unisonic e dei Pink Cream 69 n. d. r.). E come in tutte le guerre che si rispettino, si parte dall´intro lenta e sincopata di "Ode to Leonidas", dedicate al celebre condottiero spartano che guidò le poleis greche contro l´impero persiano di Serse nel 480 a. C., su cui svettano incontrastati I granitici riff profusi dal nostro amato Gus G. (chitarra), mentre il poliedrico Bob Katsionis (tastiere/chitarra ritmica) si alterna di volta in volta tra la sei corde e i pad, addirittura anche all´interno dello stesso brano, lasciandoci di stucco; si prosegue senza tregua con la divampante "We Defy", dove alla ruggente ugola di Henning Basse (voce) fanno da eco i funambolici soli del simpatico Gus G., che già da soli valgono il prezzo dell´intero biglietto. Si torna indietro nel tempo con gli arrangiamenti melodici di chitarra di "Head Up High" (dal loro The Premonition del 2008 - n. d. r.), oramai uno dei loro cavalla di battaglia in grado di scatenare il pogo tra le prime file, mentre dal roccioso "Few Against Many" (2012) viene riproposta la titletrack, il classico brano heavy su cui è sempre il buon Gus a concederci attimi di giubilo con assoli e fraseggi inimitabili! Dall´omonimo album del 2002 è tratta in-vece "Between Heaven and Hell", su cui Petros Christo (basso) si rivela un fedele scudiero, in grado di svolgere un lavoro preciso senza sbavature pur lasciando la scena ai suoi compagni; è poi la volta di "Back on the Throne", introdotta da una atmosferica intro, per poi sfociare in un killer-groove, magistralmente eseguito da Jo Nunez (batteria), per poi passare alla rovente "World on Fire" (da Days Of Defiance del 2010 n. d. r.), dal ritornello molto orecchiabile, l´esatto opposto della successive strumentale "The Fire and the Fury", dal ritmo detonante dove ancora una volta Gus ci mostra tutte le sue ben note abilità chitarristiche, mentre Henning può finalmente rifiatare qualche minuto. Si torna al presente invece con la veloce "Hands of Time" e la seguente "Wars of Ages", così come sulla toccante ballad "Lady of 1000 Sorrows", accompagnata da decine di accendini, dove Basse si rivela un ottimo interprete anche in vesti meno aggressive e più rilassate: la perizia strumentale non solo di Gus ma di tutti i suoi colleghi è alquanto invidiabile, ma soprattutto mai fine a se stessa e sempre al servizio della composizione! La splendida "Mercenary Man" ci riporta nuovamente indietro negli anni, e viene intonata da tutti quanti, essendo oramai uno dei brani più rappresentativi della band ellenica, mentre sulle note di "Tyranny" iniziamo ad avviarci verso la fine di questa travolgente esibizione: dopo essere brevemente entrati nel backstage, i cinque musicisti rientrano sul palco per il bis finale, acclamati a gran voce dai tanti presenti! "Live and Die by the Sword" inizia con un lento arpeggio di chitarra a cui fa seguito una parte più energica, sulla quale il cantato di Henning si trasforma in un ruggito graffiante davvero ammirevole, anche se forse appare giustamente un po´ affaticato in alcuni punti, ma visto il lungo set eseguito quest´oggi è più che comprensibile e giustificabile, vista comunque una prova eccellente sotto tutti i punti di vista; una intro di chitarra effettata alternata a un solo di sintetizzatore, apre invece l´ultimo brano offertoci, "Falling to Pieces" (da Allegiance del 2006 n. d. r.), dal ritornello di facile presa e probabilmente un´ottima closer song, adatta alla chiusura di un´esibizione fantastica come quella vissuta questa sera, densa di pathos e magniloquenza ma anche di tanta passione ed energia: il pubblico, stanco ma felice, è ancora su di giri, e la sua risposta non si fa attendere di certo in un prolungato e meritato tributo a tutti e cinque i componenti che sembrano particolarmente soddisfatti di questa memorabile unica data italiana, e in particolare del response dei fan accorsi per l´evento!


Firewind setlist:

"Ode to Leonidas"
"We Defy"
"Head Up High"
"Few Against Many"
"Between Heaven and Hell"
"Back on the Throne"
"World on Fire"
"The Fire and the Fury"
"Hands of Time"
"Wars of Ages"
"Lady of 1000 Sorrows"
"Mercenary Man"
"Tyranny"
"Live and Die by the Sword"
"Falling to Pieces"


Numeri alla mano la serata non è andata male, poiché soprattutto dopo le prime due band il pubblico si è fatto sentire, rispondendo alla chiamata di Gus G. e compagni, anche se certamente sarebbe potuto essere più presente, in virtù soprattutto del giorno pre-festivo a ridosso del weekend e dell´importanza che ricoprono questi musicisti in ambito internazionale: ma nonostante ciò possiamo ritenerci comunque soddisfatti, visti i recenti insuccessi che aimé si riscontrano quotidianamente in molti locali d´Italia, dal Sud al Nord nessuno escluso. Infine un ringraziamento speciale va rivolto al Jailbreak che come sempre si è rivelato cortese e disponibile nei confronti del sottoscritto, così come alla Rock On Agency e alla DW Bookings che hanno ciascuno a modo suo contribuito a rendere speciale e riuscita questa serata!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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