GODS OF METAL '09/II - VeroRock.it

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Cronaca di una giornata ... da ricordare !

GODS 2009 – Perché Monza?

GODS 2009 – Perché Monza?

Gods of Metal il Festival più importante italiano dedicato alla musica Heavy, in scaletta per la giornata del 28 ben 12 band, due i palchi sui quali si alternano i gruppi, una moltitudine di persone impegnate negli staff, i fans arrivano da ogni parte d’Italia ed anche qualcuno dai vicini Paesi Europei. La location per questo grande evento quest’anno è stata la città di Monza, una bella pubblicità e occasione per il nuovo capoluogo di provincia lombardo, che ha messo a disposizione lo stadio Brianteo situato nella periferia sud-est.

Ero lì più che altro per assistere all’esibizione di Tarja e dei Dream Theater, sono rimasta soddisfatta, la performance della Turunen è stata ineccepibile una voce e un carisma davvero eccezionali oltre a brani tratti dal suo primo lavoro da solista ha deliziato i numerosi fans con alcuni classici dei Nighthwish , i musicisti che l’accompagnano sono straordinari, la mia attenzione in quell’ora è stata catturata spesso dalla capacità e dalla sensuale mascolinità del chitarrista Kiko Loureiro per poi essere rispedita alla maestosa finlandese.

Ottima esibizione anche quella dei Dream Theater, subito dopo come ultimo gruppo gli Slipknot che io giudico troppo estremi e molto scenografici, con le loro maschere, i fusti di birra usati come percussioni le urla animalesche, mi sono lasciata incuriosire da cotanta violenza, al secondo brano “Angus” il mio amico di concerti ha pensato a scuotendomi invitandomi a mettermi in cammino, erano le 23,10 l’ultimo treno per Milano partiva dalla stazione di Monza alle 00,05 quindi ci siamo avviati velocemente verso l’uscita.
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Appena fuori abbiamo chiesto dov’era la fermata dell’autobus che portava in stazione, alcuni ragazzi ci hanno guardati stupiti, l’autobus? Ma non ci sono autobus a quest’ora da qui per andare in stazione!!
Come no?! Non era possibile, insistiamo, loro ci indicano il percorso da farsi a piedi per arrivare alla più vicina fermata della linea dei trasporti urbana, non era vicino, ci affrettiamo, arrivati alla pensilina vi troviamo una coppietta, erano teneramente abbracciati, osiamo disturbare, stessa domanda di prima, la risposta è che non c’è più l’autobus a quell’ora, l’unica soluzione è andare in stazione a piedi, chiediamo se non ci sono taxi in quella città, lo sguardo stupefatto preannuncia una risposta altrettanto stupefacente, niente taxi, alcune macchine di servizio ma non circolano a quell’ora.

Ci facciamo indicare la strada per arrivare alla stazione di Monza a piedi, è lontanissima, cominciamo a preoccuparci di perdere il treno, allunghiamo il passo ulteriormente, nel frattempo si sono fatte le 23,30 siamo stanchissimi, camminiamo da un bel po’ come dannati, la stazione non si intravede nemmeno, chiediamo di nuovo, la strada è giusta ma, la signora interpellata ci dice che è ancora parecchio lontana, ci fumano i piedi, è ormai mezzanotte l’ultimo treno parte fra cinque minuti e noi siamo ben lungi dal poterci salire, determinati proseguiamo per giungere a questa fantomatica stazione, assetati e stremati, in giro ormai solo qualche macchina le persone sono rarissime la cittadina è spettrale, c’è sempre qualche semaforo che lampeggia in lontananza da raggiungere per poi svoltare a destra o a sinistra e raggiungere un altro semaforo ancora.

Davanti ad un bar tabacchi chiediamo ad un uomo se per la stazione stiamo andando bene e se da lì partono dei pullman per Milano, la risposta potrebbe causare una crisi ipertensiva, ci sono ancora 3 chilometri da percorrere e pullman non sa se ce ne sono.

Il mio amico pensa già di dover dormire sul marciapiedi ridendo aggiunge che fortunatamente ha preso una giornata di ferie per il lunedì, io invece cerco di porre fine a quest’odissea, incomincio a fare l’autostop, poco dopo fortunatamente si ferma una macchina chi la guida è un signore che fa parte dello staff del Festival, ci fa salire, ci offre dell’acqua fresca, ci accordiamo, è disposto ad accompagnarci ognuno a casa sua per un po’ di euro di ricompensa, affare fatto!!
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Alle 00,45 aiutata dalla fortuna sono al sicuro nel mio appartamento, ho impiegato un ora e mezza da Monza a Milano, sono disgustata dalla disorganizzazione che ha dimostrato il Comune ospitante, l’impressione è che tutto sia stato lasciato al caso, il Sindaco e gli Assessori che avrebbero dovuto coordinare l’avvenimento si saranno resi conto di quanta gente avrebbe attirato? Si saranno posti delle domande sui bisogni dei partecipanti? Com’è possibile ospitare un Festival Nazionale in una cittadina dove dopo le 23,00 pare esserci il coprifuoco, senza curarsi dell’accoglienza e dei trasporti?

L’Assessore ai trasporti di questo Comune di mestiere fa il “Consulente per le pratiche automobilistiche”, avrà forse pensato che tutti avrebbero usato la propria automobile per raggiungere lo stadio? La sua trascuratezza è da interpretarsi come distorsione mentale data dal suo lavoro?

L’Assessore con delega agli eventi giovanili e pari opportunità non si è chiesta come avrebbero fatto a rincasare tutti quei giovani, donne e ragazze comprese?

Chi si occupa di spettacoli cioè il Vice Sindaco e l’Assessore alla Cultura, nemmeno loro si sono posti delle domande.

E’ disarmante costatare che, chi occupa un posto in Comune per organizzare al meglio la città e i bisogni della gente non ha saputo organizzarsi fra loro, hanno semplicemente voluto che il Festival si svolgesse in quel luogo.

Questa italietta non finisce mai di stupirci, mi permetto di fare un paragone con la Bulgaria un Paese che ha avuto una storia sofferta, il signor Tzonko Tzonev Sindaco di Kavarna, ha fatto diventare la sua città la “mecca della musica rock”, la concezione di questo Sindaco si basa su Festival e Concerti attirando il maggior numero di persone possibile per incrementare il turismo e l’economia puntando così allo sviluppo della città, il prossimo obbiettivo di questo Sindaco è quello di ospitare il “Monsters of rock” naturalmente con tutte le strutture e l’organizzazione adatta a poterlo fare.

Io non pretendo assolutamente che in ogni Assessore o Sindaco si nasconda un futuro Tzonko Tzonev, vorrei solo poter partecipare ai prossimi eventi che si svolgeranno a Monza con la certezza di rivedere casa mia prima che spunti il sole, non mi pare di chiedere molto.

Anna

(Foto di Marcello Dubla)