E’ da a quando questo cd è arrivato in redazione che mi pongo insistentemente una domanda: ma questi Hyborian Steel ci sono o ci fanno? Secondo me, la band misteriosa guidata dall’altrettanto misterioso Theodore Ulysses Berry e proveniente da Crystal City, Missouri, c’è, nel senso che è portata per fare un genere di heavy metal barbaro ed epico quale è quello contenuto nel suo debut album, anche se paga un forte tributo a band come primi Manowar, Manilla Road e Virgin Steele in primis.
Certo a pensarci bene parlare di album in questo caso è quanto mai essere di manica larga, visto che la produzione assai dozzinale e opaca lo porta più ad assomigliare ad un demo che a un vero e proprio disco. Comunque avventurarsi nell’ascolto di “An Age Undreamt Of…” significa percorrere un cammino indietro nel tempo e i più attenti di voi avranno capito di che periodo si tratti osservando la copertina.
“An Age Undreamt Of…” si può considerare la reale riproposizione in chiave musicale di quelle gesta rese famose a Hollywood grazie ai film di Conan il Barbaro, pur comunque non trattandosi di un vero e proprio concept, ma tanta è l’atmosfera riconducibile ai suddetti kolossal cinematografici, al punto che se questo disco fosse uscito ai tempi avrebbe potuto divenirne una parte della colonna sonora stessa dei film, e come non potrebbe essere altrimenti non appena “Hyborian Steel”, introdotta da un intro di tastiere e da una voce proveniente dal Valhalla, esplode in un fragore epico di altri tempi ma denotando purtroppo i difetti di produzione sopra menzionati. Diretta e spudorata, come l’orgoglio del guerriero cimmero, duro a scalfire.
La parte vera e propria dedicata alla memoria di Conan la si tocca con la seguente “Cimmerian”, altro pugno epico in faccia, con il guitar riffing del master mind della band sugli scudi. Non esaltante la voce di Howie Roberts, forse più espressiva che altro, come nella primordiale “Eyes Of The Serpent”, dove i toni rallentano per poi riprendersi nella parte centrale sino al termine. Tributo ai vecchi filibustieri del mare con “Pirates Of The Black Coast” e qui il dazio pagato alla band piratesca per eccellenza, i Running Wild, c’è ed è forte la sua presenza già nel riff iniziale, quasi un vero e proprio plagio ai danni della più famosa “The Privateer”, uno dei cavalli di battaglia della stessa band tedesca, che in seguito si presta pure a richiedere un prestito sonoro agli Heavy Load.
Le ostilità guerrafondaie degli Hyborian Steel si placano nella calma strumentale “A.R.Z”, cornice dove l’estro chitarristico di Theodore Ulysses Berry trova il suo massimo picco celebrativo, mentre “Heavy Metal Heaven” come da titolo vuol essere nella concezione Hyboriana la colonna sonora ideale per propagandare la via giusta della musica e infondere fiducia a coloro che si avvicinano all’heavy metal e ne vogliono fare il proprio credo. Epicità pura in “Behind The Mirror” mentre a metà strada tra la NWOBHM e il metal nordico dei già citati Heavy Load si staglia l’orgogliosa “Bringers Of Chaos” mentre la chiusura è affidata alla song che dà il titolo all’album “An Age Undreamt Of”, ennesimo capitolo in segno di quell’amore mai sopito verso tutto ciò che può rivestire di un solo panno epico e storico.
Che altro si può dire su questo debut album? Sicuramente se fosse uscito venti – trent’ anni fa avrebbe consacrato il nome degli Hyborian Steel come gruppo pioniere del filone Epic Metal, nel 2009 credo che potrà interessare solo quella fetta di appassionati legati a tal genere. Un album sicuramente non facile, non trascendentale e allo stesso tempo non destinato a tutti, per cui avvicinatevi a “An Age Undreamt Of” solo se siete consapevoli a cosa andate incontro.
Francesco “Running Wild”
TRACKLIST
1 – HYBORIAN STEEL
2 – CIMMERIAN
3 – EYES OF THE SERPENT
4 – PIRATES OF THE BLACK COAST
5 – A.R.Z
6 – HEAVY METAL HEAVEN
7 – BEHIND THE MIRROR
8 – BRINGERS OF CHAOS
9 – AN AGE UNDREAMT OF