23 Giugno 2017
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IL TEMPIO DELLE CLESSIDRE + Ingranaggi Della Valle @ Roma, L´Asino che Vola eccellenze italiane...progressive!

19-05-2017 17:34 - CONCERTI
Il Tempio Delle Clessidre
Eugenio Stefanizzi e Elisabetta Pasca
Eugenio Stefanizzi, Elisabetta Pasca e gli Ingranaggi Della Valle
Eugenio Stefanizzi e Elisabetta Pasca
Ingranaggi Della Valle
Ingranaggi Della Valle: Flavio Gonnellini (chitarra e cori) e Davide Savarese (voce ed effetti)
Ingranaggi Della Valle: Mattia Liberati (tastiere e cori)
Ingranaggi Della Valle: Flavio Gonnellini (chitarra e cori)
Ingranaggi Della Valle: Mattia Liberati (tastiere e cori)
Ingranaggi Della Valle: Davide Savarese (voce ed effetti), Shanti Colucci (batteria e percussioni) e Marco Gennarini (violino e cori)
Ingranaggi Della Valle: Alessandro Di Sciullo (chitarra, tastiere, sintetizzatori)
Ingranaggi Della Valle: Davide Savarese (voce ed effetti)
Ingranaggi Della Valle: Antonio Coronato (basso) e Alessandro Di Sciullo (chitarra, tastiere, sintetizzatori)
Ingranaggi Della Valle:
Ingranaggi Della Valle
Ingranaggi Della Valle: Flavio Gonnellini (chitarra e cori)
Ingranaggi Della Valle: Flavio Gonnellini (chitarra e cori) e Davide Savarese (voce ed effetti)
Ingranaggi Della Valle: Shanti Colucci (batteria e percussioni) e Marco Gennarini (violino e cori)
Ingranaggi Della Valle: Davide Savarese (voce ed effetti)
Ingranaggi Della Valle
Il Tempio Delle Clessidre
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori)
Il Tempio Delle Clessidre: Giulio Canepa (chitarre), Francesco Ciapica (voce) e Mattias Olsson (batteria)
Il Tempio Delle Clessidre: Francesco Ciapica (voce)
Il Tempio Delle Clessidre: Giulio Canepa (chitarre) e Francesco Ciapica (voce)
Il Tempio Delle Clessidre: Mattias Olsson (batteria)
Il Tempio Delle Clessidre: Mattias Olsson (batteria)
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori)
Il Tempio Delle Clessidre: Mattias Olsson (batteria) e Fabio Gremo (basso)
Il Tempio Delle Clessidre:
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori) e
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori) e Giulio Canepa (chitarre)
Il Tempio Delle Clessidre: Francesco Ciapica (voce) e Mattias Olsson (batteria)
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori)
Il Tempio Delle Clessidre: Fabio Gremo (basso)
Il Tempio Delle Clessidre: Elisa Montaldo (tastiere/cori)
Il Tempio Delle Clessidre:
Il Tempio Delle Clessidre: Mattias Olsson (batteria), Francesco Ciapica (voce) e Fabio Gremo (basso)
Il Tempio Delle Clessidre
Serata primaverile infrasettimanale quella di Mercoledì 10 Maggio 2017, che ha visto ancora una volta protagonista assoluta la musica, quella che piace a noi, senza etichette né limiti di genere, suonata con il cuore e tanta passione: dopo aver ospitato nei mesi scorsi importanti eventi quali, solo per citarne alcuni, Marco Mendoza (ex Whitesnake e Thin Lizzy) e il poliedrico chitarrista italo-francese Frank Carducci, il noto locale capitolino, L´Asino Che Vola, si riconferma un luogo topico per tutti gli appassionati di musica live, soprattutto per l´ambiente accogliente e l´atmosfera unica ed intima che vi si respira! Non poteva dunque che essere un´altra serata fantastica quella organizzata dallo staff del locale assieme all´intraprendente Eugenio Stefanizzi, noto appassionato e frequentatore di concerti, che da anni si batte per sostenere e supportare iniziative di questo genere, dove musica e arte si fondono in un unicum armonico: anche per questa occasione troviamo infatti esposte delle opere del pittore Michelino Scanu, noto per il suo live painting, nonché la bellissima mostra del giovane fotografo di origini calabresi Danilo D´Auria (Classic Rock, Repubblica XL, ExitWell), rinomato per i suoi scatti durante importanti concerti. La presenza di pubblico, nonostante il giorno infrasettimanale, è stata più che soddisfacente, regalando una cornice memorabile di quella che si è rivelata essere una kermesse di successo che presto, si spera avrà un seguito: oltre a tanti appassionati sono inoltre presenti in sala alcuni sponsor d´eccezione tra cui Francesco Pozone, organizzatore del Music Day Fiera del Disco di Roma, Pino Pintabona in rappresentanza della Black Widow Records (casa discografica di entrambe le band coinvolte), la redazione della rivista Lester, Simone Corini della RIFF Events & Production oltre allo staff di RADIO TRS Rock 102.3 con i suoi dj ed operatori per interviste e diretta streaming. Un evento più unico che raro, se si pensa alla situazione attuale non certo felice per la musica live underground, ma che ci fa ben sperare per un futuro più roseo, soprattutto se il riscontro di partecipazione sarà come quello corposo visto stasera: l´esibizione prima dei giovani romani Ingranaggi della Valle, sostenuti da un nutrito seguito di amici e appassionati, e poi dei genovesi Il Tempio Delle Clessidre, ritornati nella Città Eterna dopo ben cinque lunghi anni, hanno regalato momenti di giubilo per le orecchie e i sensi di tutti gli ascoltatori presenti, per quasi tre ore intense di musica!



Ingranaggi Della Valle
Mentre il locale si inizia sempre più a riempire di tanti amici e appassionati accorsi per questa serata irripetibile, il nostro anfitrione Eugenio Stefanizzi ci introduce brevemente il programma dell´evento, ringraziandoci tutti per l´inusuale supporto e affetto dimostratogli: accompagnato dalla ridente Elisabetta Pasca sul palco, di cui ci ricorda il suo primo romanzo "Troppo presto per andare altrove" edito da Fuorilinea Editore, il simpatico Eugenio ci rammenta come questa iniziativa sia un vero e proprio tributo alle forme artistiche e di come egli apprezzi la nostra copiosa presenza, non dovuta solo ed esclusivamente alla forte amicizia e simpatia che da sempre ci lega a lui, ma soprattutto perché siamo, chi più e chi meno, amanti della musica e dell´espressione artistica più genuina e spontanea! Dopo questa breve ma doverosa presentazione, nella quale vengono menzionati e ringraziati anche diversi amici tra i quali Guido Bellachioma, direttore artistico del Planet Live Club nonché rinomato giornalista e caporedattore di PROG Italia, che da sempre si battono e sbattono per promuovere e supportare giovani realtà italiane, ha inizio questo spettacolo che ci condurrà attraverso universi musicali paralleli. Tutti noi presenti veniamo così catapultati in un viaggio cosmico, orchestrato alla perfezione dai sette musicisti in scena: freschi del loro secondo full lenght, Warm Spaced Blue, uscito nell´autunno 2016 e che ha visto la partecipazione in qualità di ospite da parte di Fabio Pignatelli dei Goblin! L´inizio è affidato agli effetti elettronici della lunga "Call for Cthulhu - Orison", apripista del loro ultimo lavoro, caratterizzata da un inizio a dir poco soffuso e molto onirico, per poi tramutarsi in una prog song a cavallo tra suoni sinfonici vicini agli epigoni storici del genere (King Crimson, Genesis) per poi sfociare in diversi spunti più moderni (The Mars Volta su tutti). Sulla seguente "Inntal" Davide Savarese (voce ed effetti) e Mattia Liberati (tastiere e cori) sono protagonisti indiscussi, soprattutto negli arrangiamenti degli intermezzi strumentali, veramente ben congegnati, dal carattere molto sinistro: i loro suoni psichedelici sembrano condurci letteralmente nelle atmosfere di una "valle" incantata, così come i soli sempre eleganti e raffinati di Flavio Gonnellini (chitarra e cori) e i passaggi sinfonici di Marco Gennarini (violino e cori), mai scontati che anzi arricchiscono notevolmente il sound già assai variegato del settetto! I meccanismi collaudati di questi giovani musicisti sono visibilmente apprezzati dal pubblico, in particolare quello delle prime file che sembra sempre più calato in un trasporto emotivo ininterrotto, quasi una sorta di trip mentale: "Lada Niva" ne è una prova, essendo basata su suoni elettronici ma al contempo vintage, così come la prova di Shanti Colucci (batteria e percussioni) è sospesa in un drumming eterogeneo, tra colpi soavi e al contempo ruvidi, disegnando linee sinusoidali avvolgenti che sfociano in più punti in parti più acerbe e spigolose; da notare anche le influenze fusion e jazz che forse rispetto al loro primo album sono qui decisamente più presenti, mentre ammirevole è anche l´esibizione di Alessandro Di Sciullo (chitarra, tastiere, sintetizzatori) che si alterna a più riprese sui suoi diversi strumenti, sempre con una carica ed un´energia inusuali. Le loro contorsioni musicali continuano a persistere anche su "Ayida Wedo", introdotta da un refrain quasi ossessivo di effetti e sintetizzatori, sui quali spicca il groove impeccabile di Antonio Coronato (basso), sempre dietro il proscenio e silenzioso, ma il cui compito si di-mostra di assoluta importanza nell´amalgama e coesione complessiva del sound proposto: è un piacere per le orecchie, così come per gli occhi poter ammirare a bocca aperta tanta bravura e tanto talento, sempre finalizzato alla composizione riuscita e mai ai virtuosismi fini a se stesso. Dopo essersi messi in mostra alla scorsa edizione del Progressivamente Free Festival, lo scorso autunno (dove per l´appunto presentarono il loro nuovo disco dal vivo - n. d. r.), gli Ingranaggi si sono dimostrati nuovamente una delle punte d´eccellenza tra le nuove generazioni prog contemporanee italiane ed europee, grazie soprattutto ad un sound fresco, inusuale ed imprevedibile, mai teso a riproporre stilemi triti e ritriti ma sempre proteso verso nuovi orizzonti sonori! "Call for Cthulhu - Promise", traccia di chiusura del loro ultimo lavoro, è anch´essa sospesa tra atmosfere psichedeliche settantiane e parti più oscure e moderne, il tutto sempre realizzato senza passaggi azzardati ma calibrato con una cura e una minuzia a dir poco certosine: i sette ragazzi ci salutano e ringraziano sentitamente per essere accorsi a questo importante evento e ci salutano con un brano tratto dal loro album di debutto, In Hoc Signo (2013), la ritmata "Musqat", un´arcobaleno di sfumature e duelli di hammond/chitarra/basso che segue un leitmotiv ben riuscito per tutta la durata, supportata dai fraseggi di violino e pianoforte in più punti! Gli applausi piovono a cascata dopo una prova superba come quella appena vissuta, sperando di poterli apprezzare al più presto in sede live: encomiabili!

Ingranaggi Della Valle setlist:

"Call for Cthulhu - Orison"
"Inntal"
"Lada Niva"
"Ayida Wedo"
"Call for Cthulhu - Promise"
"Musqat"

Il Tempio Delle Clessidre
Siamo ancora letteralmente estasiati da quanto vissuto in questo intenso e memorabile set, che ecco la volta degli ospiti della serata, di ritorno nella Città Eterna a distanza di oramai quasi ben cinque anni (l´ultimo loro concerto alla Casa del Jazz): il quintetto genovese è impegnato attualmente in un breve tour lungo la penisola, in supporto del nuovo lavoro, Il-ludere, uscito lo scorso 4 Maggio per la Black Widow Records. Dopo le date di Genova (L´Angelo Azzurro), Milano (La Casa di Alex), Verona (Club Il Giardino) e Pistoia ( Birreria HB), ecco dunque la volta della Capitale: l´attesa è a dir poco spasmodica e i numerosi fan della band presenti in sala ne sono la prova lampante! L´inizio è affidato ad una intro pre-registrata, "Le Regole del Gioco", basata su suoni soffusi, per poi partire con la rockeggiante "Come Nelle Favole", sulla quale spiccano i riff graffianti di Giulio Canepa (chitarre): ci rendiamo sin da subito di assistere ad un´altra esibizione che rimarrà indelebile per molto tempo nella nostra mente! L´ugola graffiante di Francesco Ciapica (voce) è alquanto idonea al genere proposto, che si distingue per la sua poliedricità ed eterogeneità di suoni, figli delle diverse anime del gruppo, ciascuna con un proprio background musicale ben preciso: nonostante le loro differenti estrazioni musicale appaiono quanto mai amalgamati nella ricerca di un suono compatto, diretto e melodico! Rimaniamo sempre sull´ultimo album con le atmosfere vintage di "La Parola Magica", dove al suono struggente dell´hammond di Elisa Montaldo (tastiere/cori) fanno da controcanto fughe repentine di piano e di sintetizzatore: insomma la simpatica e sensuale Elisa si rivela ancora una volta una delle artiste più rinomate del panorama musicale italiano, grazie sia alla sua eccellente preparazione tecnica ma anche e soprattutto al gusto nella ricerca di sonorità e fraseggi mai scontati. Ed è infatti la bellissima Elisa a ringraziarci personalmente per essere presenti a questo evento, nonostante il giorno infrasettimanale, per accogliere a braccia aperte il loro ritorno in terra romana: coglie inoltre l´occasione per ricordarci come il loro nuovo disco "Il-ludere" tragga ispirazione da un gioco di parole latine e di come in inglese la parola "play" (in latino ludere per l´appunto - n. d. r.) abbia un significato ambivalente (giocare/suonare), rivelandoci che il significato a cui loro si riferiscono è relativo alla giocosità della musica, in un mondo dove invece la vita è presa a volte fin troppo seriamente! "Dentro La Mia Mente" ha un inizio caratterizzato da un avvolgente arpeggio di tastiera su cui si innalza la voce adesso meditativa di Francesco, accompagnata dal martellante e preciso lavoro del pittoresco Fabio Gremo (basso), in tenuta zebrata a dir poco ottantiana: la coda finale del brano è affidata ad un solo struggente di Giulio, degno dei grandi nomi della sei corde quali Steve Rothery (Marillion) e Neal Schon (Journey). Si passa adesso all´ambientazione meditativa e surreale sprigionata dai suoni sognanti di "Danza Esoterica di Datura", dove è appunto un piano esoterico e quasi ipnotico a creare delle sensazioni inusuali nelle menti di tutti noi: ancora una volta non mi stancherò per esaltare la bravura e la ricercatezza di Elisa, vera Dea ex Machina del combo ligure! Ma le sorpese non finiscono qui, ed ecco ora la volta di un altro dei momenti più belli e intensi di tutta la loro esibizione: "Manitou", con alcune strofe cantate in giapponese, sempre dal loro ultimo lavoro, è eseguita in una versione nuova, cantata non da Francesco ma dalla toccante voce di Elisa, spesso coadiuvata dall´uso di effetti canori, atti a creare una vera e propria trance mistica! E mentre la sabbia del tempo scorre in questo tempio incantato, passiamo adesso alla dolcezza eterea di "Prospettive", magistralmente eseguita tanto a livello strumentale quanto a livello canoro: da sottolineare il contributo preziosissimo del nuovo entrato Mattias Olsson (batteria, ex Änglagård) che, nonostante le difficoltà logistiche nel provare assieme agli altri componenti (vivendo in Svezia), si rivela fondamentale nell´innalzare ulteriormente la qualità già presente all´interno del gruppo; il suo inusuale e pittoresco modo di suonare in diversi modi e con differenti sfumature il suo strumento è sotto gli occhi di tutti noi, soprattutto per gli effetti sonori ricavati con l´ausilio delle colonne metalliche laterali, aspetto che rende la sua performance ancora più gradita e travolgente! Piccolo passo indietro nel tempo, per la precisione al loro penultimo lavoro in studio, Alienatura (2013), con la sinfonica leggerezza di "Fino Alla Vetta", altro viaggio sonoro da brividi, in particolare per i testi molto toccanti e intimisti, fino a sfociare in una parte più cupa sul finale; atmosfere più vintage, quasi in stile Kansas o Styx si possono respirare nella successiva "Il Passo", memorabile per i fantastici arrangiamenti e per il ritornello melodico e di facile presa, sicuramente uno dei momenti più appassionanti del loro set eccezionale! Ci avviamo verso la conclusione di questo emozionante viaggio e lo facciamo con un´altra perla dell´ultimo album, "La Spirale Del Vento", introdotta da un azzeccato fraseggio di basso e pianoforte, molto anni ´70, per poi sfociare a più riprese verso lidi new prog alla Pallas, IQ o Marillion: come già espresso in precedenza, la loro bravura risiede soprattutto nel riuscire a sintetizzare alla perfezione il loro vasto e ricco background individuale in una unione comune, apprezzabile ancora una volta nel bridge centrale, fino al crescendo finale sinfonico, dove sono i sintetizzatori di Elisa ad avvolgerci magicamente in un vortice di estasi! Dopo averci dolcemente cullato per più di un´ora di musica intensa, che ci ha tenuto desti e partecipi in ogni sua sfaccettatura, i cinque musicisti genovesi ci ringraziano nuovamente per il supporto e per aver reso possibile un evento di questo tipo, fuori dai giri del music business, dove è soltanto la passione per la vera musica e il coraggio di osare ad aver consentito la buona riuscita: ci salutano così con la bellissima "Antidoto Mentale", brano di chiusura del loro primo omonimo disco (2010), a conclusione di una serata a dir poco indimenticabile, con l´augurio di poterli riabbracciare e gustare al più presto: memorabili!

Il Tempio Delle Clessidre setlist:

"Le Regole del Gioco" (intro mixer)
"Come Nelle Favole"
"La Parola Magica"
"Dentro La Mia Mente"
"Danza Esoterica di Datura"
"Manitou"
"Prospettive"
"Fino Alla Vetta"
"Il Passo"
"La Spirale Del Vento"
"Antidoto Mentale"

Poche parole rimangono per descrivere una serata letteralmente perfetta in ogni suo singolo dettaglio: dall´alto livello dimostrato dalle band coinvolte, al copioso numero di partecipanti, circa duecento, che non è cosa da poco se si tiene conto del giorno infrasettimanale, oltre ovviamente all´indiscusso e prezioso contributo di tutti gli sponsor dell´evento che hanno creduto e sostenuto incondizionatamente una kermesse che tutti noi ci auguriamo possa diventare un appuntamento fisso per tutti i non pochi appassionati della buona musica, senza limiti di genere. Un ringraziamento particolare va rivolto all´Asino Che Vola per la cortesia e disponibilità nei nostri confronti oltre che per aver puntato ormai da diverso tempo su eventi di qualità e non solo di quantità (come spesso invece avviene purtroppo in molti locali capitolini oggi), all´amico Daniele Papale di Metalforce per il suo prezioso contributo e gli spunti per il presente report, ed infine al caro amico Eugenio Stefanizzi, collaboratore del locale che, disinteressatamente e motivato come sempre da una forte passione per la musica a 360 gradi, ha reso possibile una serata che tutti noi speriamo di rivivere al più presto: appuntamento a Domenica 21 Maggio con l´accoppiata vincente La Bocca Della Verità + Il Giardino Onirico, sempre all´insegna della qualità!




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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