24 Maggio 2017
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JACK RUSSELL´S GREAT WHITE - He Saw It Comin´ - 2017 - Voto: 8

01-03-2017 00:06 - RECENSIONI
Se vi siete soffermati per qualche istante su queste pagine per curiosità e non sapete di chi stiamo parlando in questa recensione sappiate che un certo signor Robert Plant (quello dei Led Zeppelin) alla domanda su chi si avvicinasse di più al suo stile dichiarò che tra tutti i suoi pessimi imitatori Jack Russell era il cantante migliore.

E finalmente eccolo qui, è uscito da poche settimane, rilasciato dalla Frontiers Records, questo "He Saw It Comin´" dei Jack Russell´s Great White; l´attesa, ora finita, si protraeva dal lontano 2010 come conseguenza principale dei notevoli gravi problemi di salute di Jack Russell oggi fortunatamente risolti.
L´ allontanamento voluto da Kendall e Lardie dai Great White nasce da qui, ma francamente Jack allora non stava bene (vedi filmati su youtube dell´epoca) e altrettanto francamente bisogna dire che i Great White con Ilous Terry alla voce non hanno certo fatto dimenticare il buon Jack.

L´uscita, non troppo pubblicizzata per la verità dalla Frontiers Records, che preferisce investire i propri soldi su band più giovani e promettenti (o forse più cinicamente non vuol agitare troppo le acque dato che anche i Great White di Kendal/Lardie sono della stessa scuderia e prossimi alla seconda uscita con Ilous), ci consegna un album di ottimo e vario hard rock dalle venature più funky (vedi "Don´t Let Me Go") piuttosto che blues.

Ciò che ci fa piacere e ben sperare per il prosieguo (e la gioia delle nostre orecchie) è la sua voce ancora calda evocativa ed espressiva ("Anything For You"). Se amate il suo timbro vocale l´acquisto è da fare a scatola chiusa, se amate l´hard rock venato di blues dei Great White dategli pure un ascolto prima dell´acquisto perché vi troverete frammenti che vi allieteranno nei 42 minuti del disco. Difficilmente soddisferà gli ascoltatori dell´hard rock più sfrenato ma potrebbe soddisfare i cultori di un certo A.O.R. radiofonico al quale ammicca forse un po´ troppo.

I rimandi sono ai soliti mostri sacri: Aerosmith ("Crazy", con un titolo così a chi altro poteva fare riferimento?), Queen ("He Saw It Comin´"), Foreigner, Boston ("Sign Of The Time"), Rolling Stones, una spruzzatina di Police ("She Moves Me"), o agli ultimi lavori con i Great White (Back To The Rhythm del 2007 e Rising del 2009) tanto per citare qualche assonanza. Ma il culmine è raggiunto con l´accattivante "Blame It On The Night" e "Spy Vs Spy" in puro stile Great White.

L´impressione è quella che Jack abbia voluto usare tutta la sua ecletticità per avere una più vasta base di fans al di fuori della solita cerchia Great White / hard rock. Ma la realtà è più semplice di quanto ci si possa aspettare, l´album è nato come un progetto libero da pressioni, costrizioni e vincoli in cui partecipano e si alternano vari "amici da palco" anche se solo ora la band sembra aver trovato la propria stabilità insieme a Tony Montana alla chitarra e tastiera già bassista con gli stessi Great White ai tempi d´oro e di platino, Robby Lochner l´altra chitarra, Dicki Fliszar (batteria ma in principio c´era l´amico Gary Holland anche lui Great White) e l´ultimo arrivo Dan McNay al basso (dopo la dipartita di Chris Tristram chiamato recentemente alla corte degli House of Lords), tutta gente con un certo pedigree musicale non indifferente (Montrose, Bruce Dickinson, Fight, Great White...).

Lo si sente e lo si percepisce fin dalla copertina, bruttina e non certo di quelle indimenticabili per la verità dove una rappresentazione della morte nelle sembianze di uno scheletro pirata evoca una palla di cristallo in cui due giovani guardano la band di Jack che suona all´interno. Il tutto è molto simbolico e significativo (sin dal titolo) delle sue ultime disavventure (dall´incendio del Rhode Island del febbraio 2003 con la morte di 100 fans e del chitarrista Ty Longley, alla morte dell´amico Jani Lane, dai problemi di salute già segnalati a quelli giudiziari tra cui anche quelli con la sua band di provenienza). Vicissitudini che avrebbero stroncato chiunque ma non certo Jack (e sua moglie, ringraziata nel librettino come fonte di ispirazione ed energia), novello Rocky pronto a salire ancora una volta sul ring nonostante le batoste subite per tornare a vincere. A noi le storie hollywoodiane a lieto fine piacciono sempre quindi se avete qualche euro in tasca scommettete tranquillamente su questo disco vincente. Non vi deluderà!



Tracklist:

1.Sign Of The Times
2.She Moves Me
3.Crazy
4.Love Don´t Live Here
5.My Addiction
6.Anything For You
7.He Saw It Comin´
8.Don´t Let Me Go
9.Spy Vs Spy
10.Blame It On The Night
11.Godspeed

Line-up:

Jack Russell (Voce)
Tony Montana (Chitarra, Tastiere)
Robby Lochner (Chitarra)
Dan McNay (Basso)
Dicki Fliszar (Batteria)

Genere: Hard Rock/ Melodic Rock

Data di pubblicazione: 2017

Etichetta: Frontiers Records


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Fonte: Giampaolo Paoletti



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Jack Russell´s Great White - "Sign of The Times"

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