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Giù le mani dal Rock !
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Domenica 26 aprile alle ore 22.00, in uno spazio Arci, veniva annunciata la trasmissione di un documentario dal titolo forte “Nazirock”, mi sono appuntata subito in agenda questo impegno.
Il mio bisogno di saperne di più era troppo forte per far sì che tale documento risultasse ai miei occhi poco rilevante, non era la prima volta che il rock giungeva a me accomunato alla destra italiana, avevo bisogno di capirne il perché, quindi attendevo la visione con grande curiosità.
La domenica fin dal mattino si preannunciava “nera”, una giornata di pioggia senza interruzione, la sera poi …., ancora peggio, acqua a catinelle, buio pesto, mi assalì una gran tentazione di starmene in casa all’asciutto, mentre questo desiderio cercava di farsi strada in me venne a soccorrermi un idea, non era altro che un oscuro tentativo della mia mente per esentarmi dal vedere quel film, motivo in più questo per andarci, mi preparai velocemente per affrontare il percorso che mi avrebbe portato alla sede Arci, la raggiunsi dieci minuti prima dell’inizio del filmato, giusto il tempo per potermi riscaldare con un buon calice di “Morellino”, ed eccomi seduta comodamente nella piccola saletta pronta per la visione.
Una breve introduzione al filmato fatta da uno degli attivisti del luogo preannunciava agli spettatori che, la pellicola avrebbe avuto una durata di 75 minuti, la regia era di Claudio Lazzaro, riguardava l’Italia del 2008. Il film ha avuto una storia difficile, diceva l’annunciatore, è stato programmato nel 2008 all’Anteo di Milano e al Politecnico Fandango di Roma, è stato annullato in entrambi i cinema per le minacce di Forza Nuova, infine è stato pubblicato in libreria da Feltrinelli Real Cinema.
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Nel filmato che seguì si raccontava della svolta a destra della politica italiana, usando come “specchietto per le allodole” band sconosciute, pare ve ne siano 12 nel nostro Paese, più menestrelli che musicisti, una vera tortura per l’udito, strimpellavano un genere musicale vario, si andava dal cantautorato, al rock-punk, al white power, le band che ho ascoltato cantavano tutte in lingua italiana, testi inneggianti alla supremazia bianca, alla violenza come soluzione per esaltare i propri odi.
Il filmato riprendeva i rituali di ragazzi e ragazze di estrema destra ed intervistava alcuni di loro, esprimevano idee e ideali visibilmente inculcati, parlavano in modo meccanico con veemènza per dare importanza alle loro parole, alla domanda dell’intervistatore “Cosa pensi dei milioni di morti nei campi di sterminio?” La maggior parte di loro non sapeva dare una risposta, si limitavano a dei semplici "Mah! Non so, non so se è vero", solo i loro fratelli maggiori, fra questi il leader di una fantomatica band, sapevano rispondere, rifiutandosi di farlo.
Molto bello il taglia e cuci del regista che avvicendava nel filmato documenti dei giorni nostri a quelli di vecchia data, dando avvio così alla riflessione, ancora oggi persistono certe ideologie, i comizi sono i medesimi, le persone oggi come allora, pur di sentirsi rassicurate cadono facilmente preda di manigoldi che ne approfittano per raggiungere i loro scopi personali, chi ne fa le spese in questi casi sono principalmente gli ingenui adolescenti, plagiati ed invogliati da falsi discorsi sulla giustizia e l’ordine, attirati con festosi eventi.
Le manifestazioni organizzate da Forza Nuova a Viterbo con il coinvolgimento di alcuni di questi gruppi musicali, di militanti e leader provenienti da vari Paesi europei non avevano nulla a che fare con il rock, ho visto solo una moltitudine di bandiere nere, di cori, di esaltati, che sottolineavano la caduta di valori, l’ignoranza, la stupidità.
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Anche negli anni ’70 avvenne in modo più rilevante la stessa cosa, la musica, i festival, muovevano un’infinità di giovani, attraverso questi eventi venivano propagate idee politiche.
Alla fine della pellicola mi sono chiesta perché questo titolo?
Il rock è un genere musicale nato in America negli anni ’50, nell’immediato dopoguerra quando la gente aveva voglia di ritornare a ballare, a vivere, non ha nulla a che vedere con quello che veniva documentato nel filmato.
Vuoi che per rock il regista intendeva sonorità che si sono sviluppate a cavallo fra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70? Ma no, quella era l’epoca dei zatteroni e dei jeans a zampa d’elefante, allora Claudio Lazzaro sarà così informato in campo musicale da riferirsi a gruppi dei meno lontani anni ’80? Facile in questo caso cadere in errore per i profani, il dispiego di borchie e vestiario in pelle nera per gli artisti metal di oggi e di ieri è una parodia non un ideologia, ma riflettendo ho capito che non poteva essere stato nemmeno l’abbigliamento a trarre in inganno il regista, i gruppi che lui stesso aveva filmato vestivano normalmente, come il vicino di casa che incrocio quando mi reco al lavoro.
Risulta veramente difficile dare una giusta definizione alla nuova parola coniata “nazirock”.
Un attenta analisi dei fatti passati e recenti, mi porta a credere che tutto risieda nella mente distorta dell’essere umano, il quale non può fare a meno di appropriarsi persino della musica, quando gli serve.
Non lasciamo che la creatività abbia una bandiera, la musica è fatta per portare allegria, felicità, per unire le persone non per dividerle, la musica in quanto arte è di tutti indistintamente, non ci sono generi musicali di destra o di sinistra, al massimo ci possono essere degli artisti di destra o di sinistra, ma questa è, e deve rimanere, una scelta loro personale.
Anna
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