23 Giugno 2017
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ANGRA @ Roma, Traffic Live Club - Celebration Day !

18-10-2016 01:38 - CONCERTI
Angra
Timestorm
Timestorm: Faber Troy (chitarra) e Marco Migliaccio (basso)
Timestorm: Claudio Vattone (voce)
Timestorm: Paolo Campitelli (tastiere) e Giuseppe Longo (chitarra)
Timestorm: Andrea De Carolis (batteria)
Timestorm: Faber Troy (chitarra) e Marco Migliaccio (basso)
Stage Of Reality
Stage Of Reality : Andrea Neri (chitarra)
Stage Of Reality: Damiano Borgi (voce)
Stage Of Reality: Bernardo Nardini (chitarra) e Marco Polizzi (basso)
Stage Of Reality: Daniele Michelacci (batteria)
Stage Of Reality: Daniele Borgi (voce), Marco Polizzi (basso) e Andrea Neri (chitarra)
Sailing To Nowhere
Sailing To Nowhere: Clara Trucchi (voce)
Sailing To Nowhere: Andrea Lanzillo (chitarra) e Clara Trucchi (voce)
Sailing To Nowhere: Marco Palazzi (voce)
Sailing To Nowhere: Alessio Contorni (tastiere)
Sailing To Nowhere: Clara Trucchi (voce) e Marco Palazzi (voce)
Sailing To Nowhere: Helena Pieraccini (voce)
Sailing To Nowhere
Sailing To Nowhere: Helena Pieraccini (voce), Clara Trucchi (voce) e Marco Palazzi (voce)
Angra
Angra: Dedè Reis (percussioni)
Angra: Rafael Bittencourt (chitarra)
Angra: Fabio Lione (voce) e Rafael Bittencourt (chitarra)
Angra: Rafael Bittencourt (chitarra)
Angra: Marcello Barbosa (chitarra) e Rafael Bittencourt (chitarra)
Angra: Fabio Lione (voce) e Felipe Andeoli (basso)
Angra: Fabio Lione (voce)
Angra: Felipe Andeoli (basso)
Angra: Bruno Valverde (batteria)
Angra: Marcello Barbosa (chitarra)
Angra: Fabio Lione (voce)
Angra: Fabio Lione (voce)
Angra: Marcello Barbosa (chitarra) e Felipe Andeoli (basso)
Angra: Rafael Bittencourt (chitarra)
Angra: Marcello Barbosa (chitarra)
Angra
LA CELEBRAZIONE DEL VENTENNALE DI ´HOLY LAND´ IN UNA NOTTE MAGICA! - Quando si è di fronte a nomi storici della scena hard´n´heavy internazionale, non si può di certo esimersi dal mancare ad un appuntamento tanto richiesto e tanto atteso dai moltissimi supporter che la band brasiliana ha sempre avuto nel nostro Belpaese: il combo sudamericano, attualmente capitanato dal nostro amato Fabio Lione (voce), con il quale ha pubblicato il frizzante e sperimentale "Secret Garden" (uscito nel 2014 per la earMUSIC - n. d. r.), ha intrapreso recentemente un tour mondiale per le celebrazioni di uno degli album fondamentali per tutta la storia del power degli anni ´90, ovvero il capolavoro di "Holy Land" (1996)! Tra le svariate date europee, i nostri hanno previsto ben tre tappe in terra italica, tra le quali non poteva di certo mancare una nella Capitale, Martedì 18 Ottobre al Traffic, da sempre terra felice per le esibizioni del gruppo carioca. Una serata che si preannuncia dunque spumeggiante sia per la presenza del celebre gruppo di Rafael Bittencourt, e sia per l´opportunità di poter assistere alle esibizioni di importanti live act romani che nel corso degli ultimi anni stanno ricevendo ottimi responsi di critica e di pubblico: i rampanti Timestorm, i rocciosi Stage Of Reality e i pittoreschi Sailing To Nowhere! Insomma ci sono tutti gli ingredienti giusti per sfamare gli appetiti di tutti i generi: il pubblico presente si è quindi dimostrato alquanto ricettivo alla chiamata, accorrendo in massa per l´evento che fortunatamente si è rivelato un successo strepitoso, facendo registrare il tutto esaurito!

Timestorm
A scuotere gli animi dei già numerosissimi presenti ci pensa il combo capitolino guidato dalla possente ugola di Claudio Vattone (voce), pronto a regalarci un set intenso e senza esclusione di colpi: si parte con la cybernetica "Lost In The Net", dal loro album di debutto "Shades of Unconsciousness", datato 2000, ed è subito un giubilo per le orecchie e per gli occhi di tutti i presenti: il sound proposto è di matrice tipicamente helloweeniana, con riff arrembanti ma al contempo melodici, sfornati dall´accoppiata alle chitarre composta da Faber Troy (nome d´arte di Fabrizio Troiano - n. d. r.), membro fondatore del progetto, e dal suo collega Giuseppe Longo, supportate dalla versatile e acuta ugola di Vattone! La band in questione ha una storia oramai quasi ventennale, anche se rimasta per quasi dieci anni inattiva, ed è in procinto di registrare un nuovo album in studio dopo il debutto storico: si prosegue dunque con la funambolica "Catharsis", dove la voce di Vattone ricorda non poco i fasti delle zucche di Amburgo del primissimo periodo, guidate dall´indimenticabile Michael Kiske, soprattutto nei cori molto melodici e di forte impatto. Nonostante la serata è soltanto agli inizi il combo capitolino sembra avere il giusto piglio e la giusta verve per scaldare a dovere tutti i presenti: "Labyrinth Of Dreams" è un altro brano di pregevole fattura, soprattutto perché chi vi scrive è un autentico appassionato delle sonorità power/prog arcaiche dei primi anni ´90: per l´occasione è presente in sede live anche l´amico Paolo Campitelli (tastiera, già nei Kaledon - n. d. r.), capace di architettare le sinfonie e gli arrangiamenti giusti per arricchire ancor più il suono ben strutturato del gruppo, sia nei tappeti e nei chorus che nei soli supersonici! Siamo purtroppo giunti quasi al termine del loro breve ma intenso set, quando eccoci proposti per la prima volta due nuovi brani che andranno a comporre il prossimo album: "Sea Of Hate", di forte impatto live, dove la prova del duo composto da Marco Migliaccio (basso) e dal suo compagno Andrea De Carolis (batteria), è a dir poco martellante e precisa, a sostegno di un ritornello che scorre veloce e dritto al cuore, mentre chiude il sipario "Genesis", più cadenzata e rocciosa, sostenuta ancora una volta dall´ugola di Vattone, da poco entrato nella band, che si è dimostrato un ottimo frontman per tutta la durata dello show, tanto per le doti tecniche che per l´interazione con l´audience! Dopo questa performance dirompente non ci resta che sperare di rivederli al più presto.

Timestorm setlist:

"Lost In The Net"
"Catharsis"
"Labyrinth Of Dreams"
"Sea Of Hate"
"Genesis"

Stage Of Reality
La serata però è ancora lunga e piena di inaspettate sorprese nonché di band dalle proposte musicali alquanto diversificate: tocca ora per l´appunto alla seconda band, ovvero i nostrani Stage Of Reality, nati dalla mente di Andrea Neri (chitarra), noto per i suoi trascorsi alla corte di un certo Blaze Bayley, ex incompreso frontman dei Maiden, con il quale ha collaborato per circa due anni, sia in studio che in sede live. Il quintetto romano è fautore di un suono alquanto eterogeneo e variegato, che unisce i riff di chiara matrice hard rock ad alcune influenze più alternative e moderne, intrise di una giusta dose di prog contemporaneo: si parte quindi con lo stoner rock di "Dignity", sulla scia di Alterbridge e dei Black Label Society, costantemente accompagnata dal battito delle mani dei presenti, subito rapiti dalla loro energia sul palco! Damiano Borgi (voce) riesce bene nel suo compito, imprimendo anche la giusta dose di intimità ai testi dei vari pezzi, mentre tutta la loro sperimentalità viene fuori nella seguente "The Breathing Machines", titletrack del loro lavoro di debutto del 2014, song atipica, con un alternarsi di cori quasi parlati a effetti elettronici, ma sempre supportati da un muro chitarristico eretto da Andrea e da Bernardo Nardini (chitarra). Si prosegue ora con "Grey Men", altra song che mischia le più disparate influenze funkeggianti al suo interno, supportate dall´egregio lavoro del pittoresco Marco Polizzi (basso), sempre preciso e puntuale in ogni parte, mentre il suo compare Daniele Michelacci (batteria) è perennemente intento in un drumming roccioso! Gli applausi tra un pezzo e l´altro sono sempre più intensi, soprattutto per i tanti seguaci giunti per supportare i loro beniamini: nonostante la nascita da pochi anni di questo progetto, il riscontro di pubblico e critica è stato indubbiamente positivo, tanto da fargli condividere i palchi in compagnia di Gus G. (chitarrista di Ozzy - n. d. r.), dei veneti Arthemis e dello stesso Blaze! Arriviamo adesso alla presentazione del nuovo singolo da poco uscito, di cui è stato girato anche un simpatico videoclip, la semi-acustica "Never", dal ritmo triste e lento, dove la voce di Damiano si riveste di un velo di malinconia trasognante fino a sfociare in un ritornello urlato e grintoso, supportato dall´immancabile solo di Andrea, di pregevole fattura e gusto melodico! Siamo così giunti all´ultimo pezzo previsto, ed è un piacere apprezzare come gli stessi musicisti siano rimasti stupiti dall´accoglienza calorosa del pubblico presente in sala, tanto da ringraziarli sentitamente: "The Next Generation" è una conclusione al cardiopalma, con intermezzi più soft a ritmi arrembanti e controtempati che trovano sfogo di un refrain centrale scandito da cori imponenti. Altra esibizione di alto profilo, che ci riconferma una delle realtà più interessanti e sperimentali del panorama underground contemporaneo della nostra scena musicale!

Stage Of Reality setlist:

"Dignity"
"The Breathing Machines"
"Grey Men"
"Never"
"The Next Generation"

Sailing To Nowhere
E´ il momento tanto atteso degli ospiti d´onore di questa fantastica serata autunnale: gli impavidi Sailing To Nowhere, navigatori di orizzonti misconosciuti e impervi, sempre però con la giusta dose di goliardia e ironia! L´allestimento della scenografia è quanto mani arduo, ma d´altronde imprescindibile per evidenziare anche il loro lato visivo oltre che musicale: per l´occasione fanno il loro ingresso sul palco ben sette musicisti, pronti a condurci per oceani tempestosi! La partenza è affidata all´atmosferica "No Dreams In My Night", dal loro album di debutto "To The Unknown" (2015), dove il lavoro di Alessio Contorni (tastiere) fa da apripista agli altri componenti: I riff sprigionati da Andrea Lanzillo (chitarra) sono precisi e taglienti, mentre la voce ruspante di Marco Palazzi (voce) è supportata per l´evento da Clara Trucchi (voce femminile), in un dipinto sonoro alquanto variegate. Il genere proposto infatti è molto eterogeneo al suo interno, andando a pescare parti rockeggianti ad altre di stampo più sinfonico (Epica, Nightwish) e progressivo. La successive "Big Fire" è introdotta da una parte pianistica a cui si sovrappongono gli altri strumenti: l´innesto di Emiliano Tessitore (chitarra) è sicuramente un arma in più per l´oscuro veliero, mentre Carlo Cruciani (basso) è sempre presente in tutte le parti. "Fallen Angel" è la classica ballatona strappalacrime, sulla quale il buon Marco si attesta su tonalità baritone sulle strofe, sprigionando la sua potenza canora durante il ritornello, coadiuvato dalla sua college Clara. Altro pezzo lento e dolce, "Lovers On Planet Earth", rimane sui binari della precedente song, regalandoci un ritornello di grande potenza e impatto sonoro: da sottolineare gli ottimi fraseggi di chitarra che disegnano trame sonore dalla forte vena melodica seppur semplici nella struttura. Gli spettatori sono rapiti dalla simpatia sprigionata dai nostri e in particolare dall´indole di Marco, sempre pronto a scherzare e a interagire con il folto pubblico: ci regalano l´ascolto di un nuovo pezzo, "Fight For Your Dream", chiamando sul palco per l´esecuzione due amici, Helena Pieraccini (voce) e David Folchitto (batteria), acclamati da tutte le prime file! Oramai è quasi impossibile muoversi sul palcoscenico, vista la presenza di cotanta gente, e invece i nostri sono in perenne movimento senza mai accennare a un calo. E´ la volta dell´omonima "Sailing To Nowhere" introdotta dall´ottimo stacco di Giovanni Noè (batteria), tornato dietro al suo posto, autentico mattatore della serata, in gran forma sia sul suo strumento che nelle urla di ringraziamento che regala alla fine del brano al pubblico romano: le tre voci riescono a imprimere la giusta epicità al brano che è già diventato uno dei cavalli di battaglia del gruppo! I ragazzi ci salutano con l´ultima "You Won´t Dare", che alterna ritmi più cadenzati ad altri più serrati, al termine della quale vengono letteralmente inondati dalle grida festose e dagli applausi di tutta la platea! Sicuramente una performance dalle mille sfaccettature che ci ha offerto una prova comunque convincente e incisiva della giovane band capitolina, di cui attendiamo il secondo imminente lavoro in studio!


Sailing To Nowhere setlist:

"No Dreams In My Night"
"Big Fire"
"Fallen Angel"
"Lovers On Planet Earth"
"Fight For Your Dream"
"Sailing To Nowhere"
"You Won´t Dare"

Angra
Dopo questa gradita escalation di matrice italica, arriviamo dunque al piatto forte della serata: il locale è a dir poco stracolmo di gente, registrando il tutto esaurito per questo evento magico, tanto atteso e bramato dal pubblico romano che mai come in questa occasione ha risposto egregiamente alla chiamata! La band carioca entra in scena accolta da applausi e ovazioni fragorose, sulle note di "Newborn Me", dalla loro ultima fatica discografica ("Secret Garden" del 2014 - n. d. r.), brano che mescola egregiamente il power sudamericano con le influenze più progressive e sperimentali: Fabio Lione (voce) si dimostra sin dalle prime note in grande serata, deliziandoci con I suoi acuti che da diversi decenni anno fatto la storia del genere. Si ripercorre a ritroso il tempo con "Wings Of Reality" (dall´ultimo album in studio con l´ex vocalist Andrè Matos, "Fireworks" del 2000 - n. d. r.), eseguita in una versione inedita ma di grandissimo impatto live: nonostante l´assenza del chitarrista e membro fondatore Kiko Loureiro (attualmente impegnato con i Megadeth ma sempre attivo in studio con la sua band di origine - n. d. r.), il suo sostituto temporaneo, Marcello Barbosa (chitarrista degli Almah di Edu Falaschi - n. d. r.), si fa sin da subito apprezzare per la precisione nell´eseguire le funamboliche parti solistiche, in alternanza con l´osannato Rafael Bittencourt (chitarra), unico membro originale in formazione. Ritorniamo così all´ultimo disco in studio con la cadenzata e oscura "Final Light", in cui si riscontra la presenza di Dedé Reis (percussioni), atta ad arricchire il sontuoso suono con parti più prettamente brasiliane, da sempre presenti nell´elaborato sound del gruppo: il buon Dedé inoltre, come ricordatoci da Lione, ha collaborato in passato con il nostro Lorenzo Jovanotti nel celeberrimo singolo "L´Ombelico del Mondo" (1995), e si dimostra un ottimo percussionista oltre che un egregio ballerino! Ma come preannunciato già da tempo, questo set prevede la celebrazione del loro album forse più importante, ovvero "Holy Land" (1996), ed eccocelo riproporre interamente: "Nothing To Say" è aperta da una intro serrata, ben riproposta dal duo alla sezione ritmica compost da Felipe Andreoli (basso), martellante e preciso come pochi nel suo ruolo, e dal nuovo entrato Bruno Valverde (batteria), che riesce magistralmente nell´arduo compito di sostituire il suo illustre predecessore Ricardo Confessori. Su "Silence And Distance" il buon Fabio si rende nuovamente protagonista con un cantato toccante e profondo, accompagnato dai cori dei presenti, dalla prima all´ultima nota: altra prova sugli scudi da parte di tutti e sei i musicisti, che ripropongono alla perfezione questo brano storico! Ma ci addentriamo sempre più in queste atmosfere fatate con la bellissima "Carolina IV", introdotta dal celebre ritmo tribale alternato dalle chitarre per poi sfociare in una speed song dal sapore classicheggiante: sul ritornello si solleva l´urlo del Traffic che intona questo inno a squarciagola. La titletrack, ovvero "Holy Land", più distesa e rilassata, è sostenuta dalle pelli di Dedè, mentre "The Shaman", altro cavallo di battaglia, chiude questa prima parte di un set intenso: è ora il turno della cristallina "Make Believe", riletta in chiave semi-acustica da Rafael Bittencourt, che si dimostra oltre che un ottimo chitarrista anche un eccezionale interprete nelle parti cantata. Si ritorna a correre con il drumming forsennato di "Z.i.t.o.", altro pezzo indimenticabile del loro vasto repertorio, sul quale si scatena un accenno di pogo sempre però pacato: peccato purtroppo che le tantissime parti strumentali presenti su disco siano riprodotte su basi preregistrate, ma d´altronde occorrerebbe un vero e proprio ensemble costantemente in tour, oltre ovviamente alle difficoltà logistiche nonchè gestionali. Sulla celestiale "Deep Blue" e sulla conclusiva "Lullaby For Lucifer" Bittencourt torna ad essere al centro della scena, deliziandoci con la sua voce, dolce e graffiante allo stesso tempo, mentre le sue mani scorrono sulla sei corde acustica, dipingendo panorami dal sapore metafisico e sognante! Si chiude così l´intera riproposizione di quest´opera immortale, ma c´è ancora tempo per ascoltare altri classici previsti: "Waiting Silence" (da "Temple Of Shadow" del 2004 - n. d. r.) ridesta gli animi parzialmente assopiti delle prime file, e il nostro Fabio si dimostra nuovamente a suo agio anche sui toni vocali del suo predecessore Edu Falaschi, coinvolgendo per tutta la durata del pezzo tutti i presenti, mentre si torna al primo disco ("Angels Cry" del 1993 - n. d. r.) con la suadente "Time", cantata ancora una volta alla perfezione! "Rebirth", dall´omonimo album del 2001, ci rivela tutta la passione e l´energia del combo brasileiro, nonostante la stanchezza e l´ora tarda: Barbosa ancora una volta ci delizia con soli veloci, alternate a riff serrate! La conclusione di questa indimenticabile serata è affidata all´immancabile "Nova Era" (sempre da "Rebirth" - n. d. r.), intonata da tutte quante le centinaia di presenti che in massa hanno riempito all´inverosimile il locale: al termine del brano piovono bordate di applausi da ogni dove verso il sestetto brasiliano che dopo gli inchini e i saluti di rito si congeda dopo questo concerto pazzesco!

Angra setlist:

"Newborn Me"
"Wings Of Reality"
"Final Light"
"Nothing To Say"
"Silence And Distance"
"Carolina IV"
"Holy Land"
"The Shaman"
"Make Believe"
"Z.i.t.o."
"Deep Blue"
"Lullaby For Lucifer"
"Waiting Silence"
"Time"
"Rebirth"
"Nova Era"

La buona riuscita di eventi come questo, soprattutto in terra romana, che sta attualmente attraversando un periodo critico a livello di scena musicale underground, fa veramente ben sperare per il prosieguo dell´annata musicale: non era assolutamente scontato che ci fosse il sold-out, visti altri altisonanti concerti che hanno visto la presenza addirittura di poche decine di presenti. E invece il pubblico capitolino di è rivelato assai ricettivo all´avvento di Fabio Lione e soci, i quali si concedono per foto e autografi con tutti, a prescindere dall´ora tarda: unica pecca forse la mancata esecuzione di "Carry On", il brano forse più conosciuto e più amato dai fan, ma va bene lo stesso! Infine vorrei cogliere l´occasione per ringraziare il Traffic Live per la cortesia e disponibilità, e ovviamente tutti coloro i quali hanno reso possibile un evento di tale portata che si è rivelato un autentico successo: No Sun Music, Erocks Production, Time To Kill Records e Brothel Of Sound Agency, senza il duro lavoro delle quali non saremmo riusciti a goderci un siffatto spettacolo!





Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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