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KINGCROW + LYKAION @ Roma, Traffic Live - Tempesta prog metal !

01-10-2016 23:46 - CONCERTI
Kingcrow
Lykaion
Lykaion
Lykaion - Fabio Valentini (chitarra)
Lykaion - Fabio Valentini (chitarra)
Lykaion - Valerio Lippera (basso)
Kingcrow
Kingcrow - Diego Marchesi (voce)
Kingcrow
Kingcrow - Diego Marchesi (voce) e Diego Cafolla (chitarra e cori)
Kingcrow - Ivan Nastasi (chitarra e cori)
Kingcrow - Francesco D´Errico (basso)
Kingcrow - Manuel Thundra Cafolla (batteria)
Kingcrow - Cristian Della Polla (tastiere e synth)
Kingcrow - Diego Marchesi (voce)
Kingcrow - il saluto finale ai fan
IL RITORNO DOPO POCHI MESI TRA DISTORSIONI PROGRESSIVE E RAPSODIE METALLICHE - Sono passati solo pochi mesi dalla loro ultima esibizione nella capitale (con precisione l´11 Marzo scorso, sempre al Traffc Live n. d. r.), ed eccoli nuovamente di ritorno per regalarci un´ennesima serata da ricordare: stiamo parlando dei romani Kingcrow, una delle realtà del progressive metal italiano più seguite e rinomate all´estero! Con alle spalle ben sei album e tre demo, la band capitolina, attiva ormai da quasi venti anni sulle scene, dopo il loro ultimo e riuscitissimo "Eidos", uscito a Giugno 2015 per la Sensory Records, ha raggiunto oramai una notorietà mondiale che le ha permesso di condividere palchi assai prestigiosi in tutto il mondo al fianco di nomi del panorama metal internazionale (Iron Maiden, Slayer, Judas Priest, Jon Oliva´s Pain e Pain Of Salvation solo per citarne alcuni n. d. r.). In questa occasione, a differenza della loro ultima esibizione che li ha visti accompagnati dai polacchi Votum, ad aprire le danze ci sono i loro concittadini Lykaion, dediti ad un dark metal ricco di svariate influenze melodiche, che ben si addice al clima meteorico previsto. La serata di Sabato 1 Ottobre infatti è stata caratterizzata da forti precipitazioni e temporali che però non hanno di certo eccessivamente intaccato la buona resa delle band, soprattutto perché accolte da un folto pubblico caloroso che anche questa volta non ha mancato questo importante appuntamento al Traffic Live di Roma.

Lykaion
Per l´imminente tempesta, viste le note difficoltà nell´usare i mezzi pubblici nella Capitale, siamo purtroppo costretti ad assistere solo parzialmente all´esibizione della band guidata da Alessandro Sforza (voce/chitarra), che a quanto ci è stato riferito dai numerosi presenti, ha regalato un´ottima esibizione nel complesso. I nostri partono con la detonante "Passion Kills", scandita dall´incessante drumming di Andrea Alberati (batteria), un vero metronomo! Siamo di fronte ad una proposta musicale che, come ricordato in precedenza, cerca di unire influenze alquanto eterogenee tra loro, fondendole in una matrice dark nel complesso: una sorta di connubio tra lo sleaze/street metal svedese contemporaneo e il gothic metal anni ´90, portato in auge da band quali i Sentenced, gli Anathema e i Katatonia. Dal loro ep del 2010 "Swallowed By The Sea" è tratta invece "End Of Time", scandita da melodie granitiche, ben arrangiate da Sforza e dal suo collega Fabio Valentini (chitarra). Purtroppo chi scrive non è particolarmente avvezzo alle sonorità anni ´90, rimanendo fedele al metallo puro e duro della decade precedente, premesso ciò però, non si può negare la bravura del quartetto sia dal punto di vista musicale che dall´inusuale bravura nel saper tenere il palco. Dal loro secondo lavoro in studio, "Nothin´ But Death", uscito per la Bakerteam Records nel 2012, viene riproposta "Empty", anch´essa basata su un ritornello melodico e di facile presa, mentre "For Love", di cui è stato girato anche un video, continua sugli stessi binari gothic rock delle precedenti canzoni. "Sick Love" è invece caratterizzata da influenze forse più moderne, soprattutto negli arrangiamenti strumentali, ma ben suonata da tutti e quattro, e in particolare da Valerio Lippera (basso), sempre puntuale in ogni parte del brano. Con "Light" passiamo invece su registri acustici, atti a creare la giusta atmosfera decadente e romantica a sostegno della giusta dose di melodia, mentre "Fuck You", nonostante l´inizio lento, si trasforma in una song intrisa di riff a cavallo tra lo stoner e il glam metal svedese! Arriviamo così alla fine del loro set, con la titletrack del loro secondo disco, "Nothing But Death", ricca di effetti e di buoni arrangiamenti nonché di un cantato molto intimista, e in chiusura con la lenta "Accept Yourself", dove si alternano parti più soft ad altre più dure e cupe nel ritornello centrale. Al termine della loro esibizione il quartetto riceve la giusta dose di applausi che confermano il buon riscontro da parte del pubblico presente.

Lykaion setlist:

"Passion Kills"
"End Of Time"
"Empty"
"For Love"
"Sick Love"
"Light" (acustica)
"Fuck You"
"Nothing But Death"
"Accept Yourself"


Kingcrow
Dopo un rapido cambio palco eccoci dunque di fronte al tanto atteso ritorno dei beniamini Kingcrow, da sempre apprezzati e sostenuti da numerosissimi fan che, anche in questa piovosa serata autunnale, non hanno fatto mancare il loro sostegno al sestetto. La band, guidata dal mai domo frontman Diego Marchesi (voce), è accolta da un´ovazione generale di tutto il locale, pronto a godersi l´ennesima esibizione sugli scudi da parte di questa fantastica creatura musicale: "The Drowning Line", da "In Crescendo" del 2013, è il brano giusto per immergerci in questo viaggio ipnotico nella loro vasta discografia, da cui verranno estratti tutti i brani previsti: dopo un´intro condita da effetti e da un crescendo iniziale, si passa su strofe sinistre, sulle quali tutti e sei i componenti danno brillantemente sfoggio delle loro capacità tecniche ma soprattutto compositive. Sempre dal loro penultimo album è eseguita "Right Before", scandita dai riff monolitici di Diego Cafolla (chitarra e cori) e Ivan Nastasi (chitarra e cori), che si alternano con il loro collega Cristian Della Polla (tastiere), efficace nell´uso dei pad con suoni orchestrali nelle strofe. Si passa ora ad un brano tratto dall´ultimo "Eidos" (2015),"At The Same Pace", introdotto da un sublime intreccio chitarristico, a cui si sovrappone la grintosa voce di Diego, in gran forma sia canora che fisica, vista la sua instancabile verve che lo porta spesso a scherzare e dialogare col pubblico: l´alternanza di parti più pacate con cori sullo sfondo, ad altre ricche di assoli sono l´ingrediente giusto per evocare intense emozioni nell´animo degli spettatori. Il loro sound, caratterizzato da elementi eterogenei ma fusi sempre in una matrice sonora di stampo progressive, è alquanto variegato e colmo di tantissime sfumature, sapientemente eseguite anche in sede live dal gruppo: ne è un esempio la lunga e magniloquente "The Deeper Divide", divisa in varie sezioni, ognuna delle quali è perfettamente legata alle altre. Si ritorna momentaneamente al penultimo disco con la dolce "Morning Rain", e qui il cantato profondo di Diego è quantomai ispirato, degnamente supportato dai suoi compagni di avventura nei cori centrali. Siamo giunti all´incirca a metà del loro set, quando eccoci ridestare dal ritmo arrembante di "Timeshift Box", dal loro capolavoro "Phlegeton" (2010), dove Manuel Thundra Cafolla (batteria) è il vero protagonista, con cambi di tempo repentini e stacchi perentori di doppia cassa, sempre precisi e mai scontati! Scherzando con l´audience, Diego ci confessa che il brano che stanno per eseguire "non è certo una canzone d´amore", ed infatti "This Ain´t Another Love Song", nonostante l´inizio più soft, si rivela un´altra devastante song, ricca di spunti interessanti e ritmiche differenti: anche il lavoro del silenzioso Francesco D´Errico (basso) è quanto mai encomiabile, sia nelle parti più veloci che in quelle più cadenzate. Dallo stesso album è tratta "Washing Out Memories", altro brano assai apprezzato dai fan, che accompagnano il tempo con le mani: qui invece si riscontrano molto le influenze anni ´80 di matrice new prog (i Marillion di "Childhood´s End" su tutti n. d. r.), sempre rilette in chiave moderna, soprattutto nel refrain centrale. Si giunge così a "The Moth", altro brano degno di menzione, tratto dal loro ultimo full length, dove si evidenziano le loro più svariate influenze, sia in chiave progressive che in chiave metal: nonostante la relativa brevità del pezzo, gli ingredienti che da sempre hanno contraddistinto il suono tipico della band ci sono tutti ed è un autentico piacere per le orecchie ascoltare anche gli stacchi di chitarra, che ancora una volta si rivelano azzeccati. Un tappeto di tastiere ed effetti apre la deliziosa "If Only", una vera e propria ballad semi-acustica, dal forte connotato melodico arricchito da cori, mentre a seguire tocca ad un´altra composizione di grande impatto sonoro: stiamo infatti parlando della lunga ma bellissima "In Crescendo", titletrack del penultimo disco, che viene intonata da tutti I fan di lungo corso tra il pubblico. Dopo un´altra breve pausa ricreativa il sestetto ritorna sul palco, incoraggiato dalle ovazioni dell´audience che chiede a gran voce un bis finale: ci vengono così riproposti due fantastici brani tratti da "Phlegeton" (2010)! L´orientaleggiante "Fading Out III" è sostenuta dal ritmato battito di mani delle prime file, sulle quali svetta ancora una volta la voce ora epica ora sussurrata di Diego, a cui fa da controcanto il lavoro egregio del duo alle chitarre. E non poteva esserci dunque chiusura migliore di una esilarante serata come questa se non con la tanto bramata "Phlegethon", uno dei loro cavalli di battaglia, da sempre apprezzato sia dalla critica di settore che dai fan: l´alternanza di tempi dispari con parti più aperte e sinfoniche è nuovamente il quid che ha da sempre contraddistinto lo spirito musicale di questa band, la quale, ancora una volta, ha confermato meritatamente di essere tra le realtà più vive, più interessanti e più seguite della scena metal italiana anche all´estero! Un´ondata di applausi sommerge i sei musicisti per tutte le emozioni che ci hanno regalato, soprattutto perchè hanno saputo dimostrare di essere sempre all´altezza della situazione, proponendoci una setlist che ben rappresenta tutta la loro lunga e gloriosa carriera.

Kingcrow setlist:

"The Drowning Line"
"Right Before"
"At The Same Pace"
"The Deeper Divide"
"Morning Rain"
"Timeshift Box"
"This Ain´t Another Love Song"
"Washing Out Memories"
"The Moth"
"If Only"
"In Crescendo"
"Fading Out III"
"Phlegethon"


Altro evento memorabile che rimarrà impresso nelle menti e nei cuori dei tanti presenti, i quali, impavidi delle forti precipitazioni meteoriche, hanno fatto sentire tutto il loro affetto e sostegno ad una band che si è dimostrata grande in tutti i sensi, sia dentro che fuori dal palco: al termine del loro show, nonostante l´ora tarda, sono stati disponibili con tutti i fan e i loro amici per scambiare quattro chiacchiere e fare qualche foto ricordo! Un ringraziamento va ancora una volta al Traffic Live, sia per la disponibilità e cortesia nei nostri confronti, ma anche e soprattutto per averci regalato la possibilità di rivedere o di vedere (per chi come me non c´era n. d. r.) a distanza di pochi mesi questa fantastica band!


Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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