24 Maggio 2017
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MASTERPLAN @ Roma, Traffic Live - Ritorno al futuro !

16-09-2016 01:28 - CONCERTI
Masterplan
Elena Mazzullo (Kantica)
Kantica: Matteo Venzano (chitarra) e Fulvio Decastelli (basso)
Kantica: Andrea Cappellari (chitarra)
Kantica: Enrico Borro (tastiere)
Last Frontier
Last Frontier
Last Frontier: Darka (voce)
Last Frontier: Thor Underdog (basso) e Nitrokill (chitarra)
Last Frontier: Cyrion Faith (tastiere)
Last Frontier: Cyrion Faith (tastiere) e Darka (voce)
SkeleToon
SkeleToon: Renzo Lanziani (chitarra)
SkeleToon: Roland Grapow (Masterplan) e Tomi Fooler (voce)
SkeleToon: Roland Grapow (Masterplan) e Tomi Fooler (voce)
SkeleToon
SkeleToon: Tomi Fooler (voce) e Charlie Dho (basso)
SkeleToon: Andrea Lanza (chitarra) e Charlie Dho (basso)
Masterplan
Masterplan: Roland Grapow (chitarra), Rick Altzi (voce), Kevin Kott (batteria) e Jari Kainulainen (basso)
Masterplan: Roland Grapow (chitarra)
Masterplan: Rick Altzi (voce), Roland Grapow (chitarra) e Jari Kainulainen (basso)
Masterplan: Roland Grapow (chitarra) e Jari Kainulainen (basso)
Masterplan: Rick Altzi (voce)
Masterplan: Roland Grapow (chitarra), Jari Kainulainen (basso) e Rick Altzi (voce)
Masterplan: Rick Altzi (voce)
Masterplan: Axel Mackenrott (tastiere)
Masterplan: Roland Grapow (chitarra)
INDIMENTICABILE SERATA IN COMPAGNIA DELLA BAND DI ROLAND GRAPOW, TRA NUOVI BRANI E CLASSICI - Tra gli eventi di apertura della nuova stagione del Traffic Live Club, locale di riferimento oramai da diversi anni per tutta la scena musicale capitolina, non poteva di certo mancare il gradito ritorno in terra italica, lo scorso Venerdì 16 Settembre 2016, di una delle band che, forse più di altre, ha lasciato un segno indelebile nel panorama metal degli ultimi dieci anni: stiamo parlando infatti dei Masterplan, formazione guidata dal celebre Roland Grapow, storico chitarrista degli Helloween dal 1989 al 2001, un artista rinomato e stimato in tutto il panorama metal europeo! Il biondo crinito leader è rimasto, assieme al tastierista Axel Mackenrott, l´unico membro fondatore di questo progetto, che nel corso degli anni ha visto la presenza tra le sue fila di noti musicisti del calibro di Jorn Lande, Mike Di Meo, Mike Terrana, Uli Kursch e altri ancora. Dopo la dipartita dell´apprezzatissimo Lande (voce) e della sezione ritmica composta da Jan S. Eckert (basso) e da Terrana (batteria), il virtuoso chitarrista teutonico ha deciso di ricostruire il gruppo con l´innesto di altrettanto validi sostituti: stiamo parlando infatti di Rick Altzi (cantante degli AtVance), del celebre Jari Kainulainen (ex bassista storico degli Stratovarius) e di Martin Skaroupka (batterista ex Cradle Of Filth) che si alterna alla batteria con Kevin Kott (AtVance). Con questa nuova lineup, dopo il convincente "Novum Initium" (2013) e il successivo live album "Keep Your Dream aLive" (2015) usciti entrambi per la AFM Records, il gruppo si appresta a pubblicare il prossimo Ottobre un nuovo album che conterrà delle rivisitazioni di brani degli Helloween risalenti al periodo in cui Grapow militava tra le "zucche di Amburgo"! Un´occasione quindi unica per rivedere dal vivo una band che, dopo alcuni anni turbolenti, sembra essere tornata in piena forma, soprattutto in sede live e per conoscere nuove interessanti realtà quali sono i nostrani Kantica, i Last Frontier e gli SkeleToon: purtroppo la risposta del pubblico capitolino non è di certo stata all´altezza della situazione, soprattutto se si pensa ai nomi altisonanti presenti in formazione, e la presenza di poche decine di spettatori dimostra ancora una volta, come spesso accaduto recentemente, la pigrizia e i campanilismi che avvolgono da tempo la scena underground romana. Certo i forti temporali pomeridiani non hanno facilitato la cosa, ma a prescindere da ciò il sostegno e il calore di tutto il pubblico presente è stato ineccepibile dall´inizio alla fine dello show, rispondendo con applausi e cori ad ogni singolo brano, suggellando una serata che tutti noi ricorderemo nel nostro cuore!


Kantica
A rompere gli indugi ci pensa il sestetto proveniente da Savona, guidati dalla grintosa e avvenente Elena Mazzullo (voce), che ci propone un sound sulla scia del symphonic metal assai blasonato negli ultimi anni da band del calibro degli Epica, dei Nightwish e degli After Forever: dopo una breve intro si parte con la raggiante "´Till The End Of Time", eseguita molto bene da tutti i componenti a livello strumentale e a livello canoro da Elena. Purtroppo chi vi scrive non è di certo un appassionato delle band sinfoniche con voce femminile, ma a prescindere da ciò non si può di certo negare tutti i loro pregi e la loro bravura soprattutto nell´eseguire il loro repertorio dinanzi a poche persone, cercando, nel breve tempo a loro disposizione, di fornirci una prova comunque positiva nel complesso. "Northern Apocalypse" e "Sacrifice" continuano a fornirci ulteriori indizi di tutte le buone qualità presenti: dagli arrangiamenti di Enrico Borro (tastiere), al duo alle chitarre composto rispettivamente da Andrea Cappellari e da Matteo Venzano. Su "Albatross" e sulla successiva "Illegitimate Son" va invece sottolineata l´ottima prova di Daniele Barbarossa (batteria) e di Fulvio Decastelli (basso), sempre precisi e puntuali, mentre la sensuale Elena ci regala una voce a cavallo tra Tarja Turunen e Floor Jansen, frutto dei suoi studi classici. I ragazzi ci salutano con "Mescaline", al termine della quale ricevono comunque il meritato riconoscimento da parte dei primi presenti, pronti a supportare la giovane band ligure.

Kantica setlist:

"´Till The End Of Time"
"Northern Apocalypse"
"Sacrifice"
"Albatross"
"Illegitimate Son"
"Mescaline"


Last Frontier
Dopo una breve pausa, ecco salire sul palco il secondo live act previsto per la serata: il combo partenopeo è autore di una proposta a cavallo tra il primo power delle origini, di stampo prettamente teutonico, e diversi intermezzi dalle forti venature progressive: tutti i brani eseguiti sono stati tratti dal recente "Theta Healing (Through The Poison)", uscito un anno fa per la Revalve Records. Breve intro strumentale ed è la volta di "Arachnophobia", dai toni decadenti, dove il pianoforte e le orchestrazioni dell´imponente Cyrion Faith (tastiere) fanno da amalgama ad un suono debitore sicuramente di band quali i primi Queensrÿche e i Fates Warning. "Dragonfly´s Trail" prosegue in questo enigmatico viaggio a cavallo tra suoni più diretti e parti più introspettive: ottima la prova del frontman Darka (voce), sia a livello canoro e sia per tutto il carisma sprigionato in questa felice occasione! "Beyond This Scene" mette in mostra tutta la loro maestria dell´usare bellissimi tappeti sonori a sostegno di un livello compositivo ed esecutivo a dir poco invidiabile: molto ben congegnati gli arrangiamenti di Nitrokill (chitarra) e della sezione ritmica composta da Thor Underdog (basso) e da Silent Kaos (batteria), precisi ed ineccepibili. Si prosegue con "Perdition", dall´incedere più cadenzato nella parte iniziale, per poi sfociare nella classica heavy-power song dalle avvolgenti melodie nel ritornello: il timbro vocale di Darka ricorda per certi versi ed in alcuni passaggi il buon Geoff Tate, soprattutto per la capacità di passare repentinamente da tonalità baritone a toni più alti. "Dying Storm" è un´altra perla sfoderata con gran classe e soprattutto tanta energia, non sempre scontata se si pensa la variegata proposta sonora a volte di non immediata assimilazione, mentre con "The Root Of His Anger" cala il sipario su questa brillante esibizione: è il giusto brano di chiusura proprio per le sue ritmiche arrembanti e i suoi cambi di tempo tra le strofe e il bridge centrale, caratterizzato come sempre da una prova sugli scudi da parte di tutti e cinque i musicisti. Non si può che applaudire di fronte ad una performance di questo livello ed anche questa volta il sostegno delle prime file è immancabile: speriamo dunque di poterli rivedere presto nella Capitale!

Last Frontier setlist:

"Intro"
"Arachnophobia"
"Dragonfly´s Trail"
"Beyond This Scene"
"Perdition"
"Dying Storm"
"The Root Of His Anger"


SkeleToon
Arriviamo adesso ad una delle band sicuramente più attese della serata: il quintetto ligure, nato dalla mente del simpatico Tomi Fooler (voce), è un tentativo interessante ed originale per certi versi di unire l´allegria e la spensieratezza del power classico con tematiche e riferimenti all´universo "Nerd" e ironizzando con spensieratezza sulle problematiche derivanti da tale stato sociale. "Timelord", preceduta da una veloce intro strumentale, è a dir poco una partenza col botto, e sin da subito possiamo felicemente constatare l´ottimo stato di forma dei cinque componenti, pronti a regalarci uno show a dir poco sensazionale: il buon Tomi, vera e propria icona della band, non perde un´istante per aizzare gli animi e coinvolgere tutti in un vortice goliardico e festoso, all´insegna dell´autoironia, altra dote inusuale se si pensa ai tanti, forse troppi, artisti che si prendono troppo sul serio al giorno d´oggi. "What I Want", è un´altra bellissima song, dal testo divertente ma soprattutto suonata alla perfezione da parte di tutti, nessuno escluso: l´accoppiata alle chitarre formata da Andrea Lanza e Renzo Lanziani è fautrice di elettrizzanti duelli sonori, a sostegno della voce cristallina e ispirata del goliardico Tomi, pronto a volteggiare la sua piccola asta luminosa. Con "Heroes Don´t Complain", sempre tratta dal loro album di debutto, "The Curse Of The Avenger" uscito pochi mesi fa sempre per la Revalve Records, si continua su questo po-wer scanzonato di matrice helloweeniana, che ha visto la partecipazione in studio addirit-tura di Roland Grapow nel bellissimo solo finale: l´esecuzione anche in sede live non tradisce le aspettative di chi li aveva semplicemente apprezzati su disco. E a proposito del chitarrista ex Helloween, eccolo duettare questa volta alla voce con il coinvolgente Fooler nella riproposizione di "Mankind" (dal sottovalutatissimo "Pink Bubbles Go Ape" del 1992 n. d. r.), una delle composizioni più belle della sua ex band di Amburgo: molto ben riuscito anche il siparietto iniziale nel quale, dopo essere stato acclamato a gran voce dal pubblico, il simpatico Roland compare sotto il palco, sommerso dagli applausi, per poi prendere posto al microfono accanto al suo amico Antonio (Tomi). L´atmosfera che si respira durante questa esecuzione è a dir poco magica: l´ospite si rivela non soltanto un ottimo intrattenitore ma anche un buon cantante, soprattutto nel riarrangiare i picchi canori del leggendario Kiske! "Joker´s Turn" è un altro pezzo ricco di accattivanti linee melodiche e di un testo sempre spensierato: da notare il buon lavoro di Charlie Dho (basso) e del suo compare Henry "Sydoz" Sidoti (batteria), svolto con eleganza e maestria per tutto il set. Sulla titletrack dell´album ("The Curse Of The Avenger" n. d. r.) il frontman ligure è ancora una volta il protagonista assoluto, e si diletta non soltanto in pregevoli acuti, ma anche in un surfin´ sui malcapitati delle prime file, pronti a sorreggerlo e a scapocciare con lui. Il finale di questo memorabile show è riservato ad un autentico inno, "Heavy Metal Dreamers", intonato da tutte le schiere di presenti che regalano alla band un caloroso e prolungato applauso, degno coronamento di un´esibizione da incorniciare sotto tutti i punti di vista!

SkeleToon setlist:

"Intro + Timelord"
"What I Want"
"Heroes Don´t Complain"
"Mankind" (Helloween cover) feat. Roland Grapow
"Joker´s Turn"
"The Curse Of The Avenger"
"Heavy Metal Dreamers"


Masterplan
Arriviamo così, dopo esserci gustati questo interessante trittico italiano che ci ha offerto proposte musicali assai variegate ma al contempo molto valide, all´attesissima band di chiusura della serata: fanno il loro ingresso sul palco i cinque musicisti, accompagnati dall´immancabile intro epicheggiante di "Per Aspera Ad Astra"! La partenza è da brividi con la celebre "Enlighten Me", dal loro primo omonimo lavoro in studio ("Masterplan" del 2003 n. d. r.), ed è subito un giubilo per le orecchie e per gli occhi degli spettatori che cantano assieme alla band il potente ritornello: sin da subito spicca su tutti l´ugola di Rick Altzi (voce), unitosi pochi anni or sono al gruppo, che, volendo comunque evitare improbabili paragoni con il suo inimitabile predecessore, ha dimostrato di sapere tenere il palco con un´inusuale maestria. Si continua sull´onda dei ricordi con l´altra hit "Spirit Never Die", sempre pescata dal loro esordio, dove ai tappeti sinfonici orchestrati dallo storico membro Axel Mackenrott (tastiere), presente sin dalla prima formazione, fa eco il riff roccioso del leader Roland Grapow (chitarra), ottimo sia nel pregevole lavoro sulla sei corde e sia nei cori su ciascun brano. Le melodie malinconiche di "Wounds" (dal bellissimo "Aeronautics" del 2005 n. d. r.), continuano a regalarci intense emozioni, in particolare per l´energia sprigionata dai cinque componenti, sempre pronti ad interagire con i loro fedelissimi fan: il drumming del nuovo entrato Kevin Kott (batteria) è preciso ed ineccepibile in ogni frangente, nonostante si trovi a sostituire un mostro come Mike Terrana! "Lost And Gone" invece prosegue questa escalation temporale, pescando ora da "MkII" del 2007: sicuramente è un brano dalla struttura molto semplice e lineare rispetto alle prime composizioni del gruppo, ma il ritornello di facile presa è l´ingrediente principale per attirare l´attenzione di tutti. Ma si ritorna nuovamente indietro negli anni con l´arrembante "Crimson Rider", altro cavallo di battaglia, intonato da tutto il locale all´unisono: il solo di chitarra di Grapow, unito al sapiente utilizzo delle orchestrazioni da parte di Mackenrott è la giusta base su cui svetta incontrastata la voce di Altzi. Certo, molti fan probabilmente ancora rimpiangono l´uscita dal gruppo del mastodontico Jorn Lande, inimitabile per carisma e timbrica, ma nonostante tutto non si può negare il visibile impegno da parte del suo successore nello svolgere questo delicato compito con la giusta dose di dedizione e passione! Passiamo ora su ritmiche più cadenzate con l´altra perla del primo periodo, "I´m Not Afraid", eseguita nel miglior modo da tutti quanti, che trovano ancora una volta nel pubblico il giusto sostegno nei cori centrali, presenti anche sulla successiva "Back For My Life", altro brano del repertorio storico del gruppo. "Time To Be King" ci riporta all´ultimo lavoro in studio con l´ex vocalist statunitense risalente al 2010, forse non una delle loro migliori composizioni, ma che comunque serve al pubblico per rifiatare dopo questa tempesta sonora: le sonorità più hard rock pervadono il pezzo soprattutto nel bridge finale, rendendolo comunque degno di nota e di apprezzamento. Si va a pescare ora dall´ultimo disco in studio ("Novum Initium" del 2013 n. d. r.) con la midtempata "Keep Your Dream Alive", caratterizzata da un calibrato uso delle parti di tastiera, sempre presenti al punto giusto e mai invadenti. Si ritorna alle origini però con la bellissima "Crystal Night", introdotta da un arpeggio di Grapow, che presto si trasforma in un refrain forsennato a cui risponde un headbanging scatenato da parte del pubblico: il testo poi, riferito liberamente al pogrom nazista del 1938, è a dir poco toccante e ben si sposa con il ritmo serrato della parte suonata. Si continua con "Soulburn", sempre dal loro capolavoro omonimo, introdotta dalle note di pianoforte che si alternano alle orchestrazioni nel refrain centrale: un´altra prova magistrale è sicuramente quella di Jari Kainulainen (basso), noto per i suoi trascorsi nelle file degli Stratovarius nel periodo del loro maggior successo (dal 1993 al 2005 n. d. r.), che si dimostra ancora una volta all´altezza della sua fama di musicista, sia nei brani storici che in quelli più recenti. Ma ecco adesso regalarci una sorpresa con l´inaspettata rilettura di "The Chance" degli Helloween, eseguita anch´essa con tanta passione e grinta, nonostante la visibile difficoltà nell´emulare i picchi di Michael Kiske da parte del buon Rick, che comunque non si tira indietro neanche in questa occasione. E a proposito dell´ex cantante della band di Amburgo, ci viene proposta l´altra immancabile "Heroes" (alla cui versione in studio partecipò lo stesso Kiske in veste di ospite n. d. r.), cantata da tutti a squarciagola assieme ai cinque membri, che incuranti dell´ora tarda continuano imperterriti a sfoderare una prestazione eccezionale. Dopo una breve pausa per rifiatare rientrano infatti sul palco per ringraziare tutti i presenti che hanno vissuto con loro questa notte magica, e ci riservano un bis finale: "Kind Hearted Light" è la giusta carica di adrenalina atta a ridestare tutti i presenti, pronti ancora una volta a sostenere i propri beniamini, ai quali non hanno di certo fatto mancare il sostegno in questa serata. La chiusura è affidata a "Crawling From Hell", ennesimo pezzo tratto dal primo album, eseguito nuovamente con tanta grinta ma anche un po´ di stanchezza: i cinque musicisti, ormai un po´ ubriachi, prolungano di molto la chiusura, concedendoci anche una rapida ma gradita improvvisazione di "Smoke On The Water" dei Deep Purple, prima di concludere la loro sensazionale esibizione ripagata da incessanti e meritatissimi applausi da parte di tutta l´audience!

Masterplan setlist:

"Per Aspera Ad Astra" (intro)
"Enlighten Me"
"Spirit Never Die"
"Wounds"
"Lost And Gone"
"Crimson Rider"
"I´m Not Afraid"
"Back For My Life"
"Time To Be King"
"Keep Your Dream Alive"
"Crystal Night"
"Soulburn"
"The Chance" (Helloween cover)
"Heroes"
"Kind Hearted Light"
"Crawling From Hell"


Ancora una volta possiamo dire di aver assistito ad un evento memorabile, organizzato dalla Crown Metal in collaborazione con la Revalve Records, che si è rivelato riuscito sotto diversi punti di vista, ma che purtroppo ha visto una partecipazione alquanto esigua da parte degli appassionati del genere: sicuramente le piogge non hanno agevolato la buona riuscita, ma anche la pigrizia di molti sedicenti sostenitori della scena romana ha avuto un grosso peso sulla resa finale. Nonostante ciò tutti i musicisti, nessuno escluso, si sono rivelati disponibilissimi alla fine del concerto con tutti i loro fan, concedendosi per le foto e gli autografi di rito. Con l´augurio di un sostegno maggiore in futuro da parte di tutti, speriamo di poter assistere al più presto ad altri eventi di questa rilevanza nella capitale ed in particolare al Traffic Live, che colgo l´occasione per ringraziare per la consueta disponibilità e cortesia!




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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