VeroRock.it : Neil Carter

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Da Nillo a Neil ...
Intervista con Neil Carter, tastierista, chitarrista e cantante famoso per i suoi trascorsi con Wild Horses, U.f.o. e infine con il chitarrista irlandese Gary Moore con il quale ha chiuso la sua gloriosa carriera.

Ciao Neil e grazie per aver trovato un po’ del tuo tempo prezioso. La mia passione per Gary Moore e per gli U.f.o. mi ha permesso di conoscere uno dei più grandi e completi musicisti della scena rock. Come ti sei avvicinato alla musica?
Ho iniziato come molti ragazzi della mia generazione con un registratore scassato, ero cosi affascinato dalla musica che era difficilissimo togliermelo via ed è per questo che in casa non ero molto popolare. I miei genitori comunque mi hanno sempre incoraggiato in particolare mia madre visto che amava molto la musica ed era sempre disponibile per aiutarmi.

E’ riduttivo considerarti come semplice strumentista oppure One man band è il termine più idoneo visto che suoni chitarra, tastiere, clarinetto, sassofono e chissà quale altro strumento?
Invidio un One Man Band visto che è in grado di suonare più strumenti contemporaneamente, cosa che io non riesco proprio a fare, per quanto riguarda la parola strumentista diciamo che sono abbastanza d’accordo anche se negli ultimi tempi non suono più ne chitarra ne tastiere ma soltanto strumenti a fiato.

Mi spieghi come fai a suonare così bene ogni tipo di strumento con tanta naturalezza?
Beh, non li suono tutti così bene come dici! Ho una specie di istinto naturale, immagino un tipo di suono e lo associo ad uno strumento musicale e se sono motivato e fiducioso riesco a dare il 150%. Nella maggior parte di quello che ho suonato nella mia carriera ho impiegato la mia attenzione al 150%, sono però anche a conoscenza dei miei limiti ma sono anche disposto a provare nuovi strumenti.

Abbiamo parlato fino ad ora di strumenti musicali, vogliamo parlare anche della tua voce? Quando eri con Gary Moore non ti limitavi solo alle backing vocals ma in diversi momenti ti sostituivi a lui esibendo un timbro vocale molto simile a quello del chitarrista irlandese. E’ solo una mia impressione?
No, non è un impressione, per certi aspetti le nostre voci erano molto simili. Non ricordo come sono finito a cantare così tanto ma sembrava funzionare. Amavo cantare, sinceramente è qualcosa che mi manca davvero, oggi non canto più…un vero peccato.
Bob Dasley, Gary Moore, Neil Carter e Cozy Powell

Dopo “After The War” Gary Moore decise di abbandonare le sonorità Hard Rock per tornare al suo vecchio amore, il Blues. E’ stato questo cambiamento che ti ha fatto smettere con il mondo del Rock oppure eri stanco della vita passata in tour lontano dalla famiglia?

Un po’ entrambi. Ero stanco, ma a quel tempo era l’unica cosa che potevo fare quindi era una scelta quasi obbligata. Avevo molte idee in testa, entrare in altra band o addirittura dedicarmi alla produzione ma niente di tutto ciò si è avverato e con il tempo mi sono abituato a rimanere fermo a casa mia. La parte difficile della mia situazione era che avevo raggiunto un livello alto nel mio lavoro e non avevo entusiasmo per ricominciare da capo o per fare un passo indietro. Per avere successo bisogna “affamati” ed io ero abbastanza sazio in quel periodo ...

”Blinded By A Lie”, “Empty Room”, “Victim Of The Future”, “Strangers In The Darkness” e la potentissima “Thunder Rising” sono solo alcuni esempi delle splendide canzoni che portano la tua firma accanto a quelle di Gary Moore e a quella di Phil Moog. La mia preferita è senza dubbio “Thunder Rising” della quale ricordo una splendida e incredibile versione tratta dal “Live At Isstadion Stockholm del Wild frontier tour. Qual è la canzone che più adoravi suonare on stage?
Amavo suonare la maggior parte dei brani del Wild Frontier Tour. Con gli U.f.o. avevo un debole per le canzoni composte prima del mio arrivo come “Lights Out” e “Only You Can Rock Me” canzoni molto divertenti da suonare perché sono splendide canzoni rock senza tempo.

Mi sono innamorato della musica folk irlandese grazie al magico suono sprigionato dalle Uillean Pipes, con l’uscita di Wild Frontier”, uno dei dischi più belli in assoluto della discografia di Gary Moore, si è rafforzato ulteriormente in me l’amore per questa musica meravigliosa. Com’è stato lavorare con i Chieftain, veri maestri del genere folk su quel disco?
E’ stato molto divertente perché sono dei personaggi fantastici. Abbiamo anche fatto un programma tv insieme in Irlanda in occasione di un anniversario e abbiamo suonato live con loro. Conservo ancora quella serata su un Dvd, per me è un classico!

Qualche anno più tardi in Europa sono nate molte band che hanno unito la musica folk alla musica metal. Non credi che sia stato anche un pò merito vostro se questo nuovo genere musicale è diventato molto popolare?
Merito nostro? No non credo, mixare due diversi stili è diventata ormai una tradizione diffusa in diversi paesi. Credo sia una cosa buona ascoltare Celtic Rock poichè sono due generi che si fondono molto bene insieme.
 "Shapes Of Things (Live) 1984, with Gary Moore


Wild Horses, U.f.o. e Gary Moore, quali sono I ricordi più belli che hai vissuto con queste tre band?
Domanda difficile, con Wh e U.f.o ci sono molti brutti ricordi! Credo che con i The Horses è stato eccitante perché ero all’inizio della mia carriera, le prime prove su un grande palco circondato da tutta l’attrezzatura etc etc. Fare da supporter ad Ozzy Osbourne al Madison Square Garden di New York è stato eccitante. Ci sono anche dei bei ricordi legati a brutte esperienze. Il più bel ricordo con Gary Moore è stato suonare allo show dei queen e al Wild Frontier Tour perché le cose andavano davvero bene.

Hai mantenute buoni rapporti con le persone con cui hai suonato? Se si, c’è qualcuno che ti ha chiesto di ritornare a suonare di nuovo?
Vedo Gary molto spesso, e ho parlato con alcuni membri degli U.f.o. ma risuonare insieme non è nelle priorità di nessuno. E così tanto che ho smesso che sarebbe come cominciare di nuovo dall’inizio.

Dopo avere visto l’incredibile energia che sprigionavi on stage mi risulta difficile immaginarti rilassato a dare lezioni di clarinetto o di sassofono ai tuoi ragazzi della scuola, ti hanno mai fatto domande su quando suonavi hard rock?
Alcuni di loro conoscono il mio passato rock, altri lo scoprono via via e alcuni loro genitori sono venuti ai miei concerti. Sono sempre stato affascinato da come funziona il fato, il nostro prete a scuola fece un audizione al Reading Festival nel 1980 quando c’erano anche gli U.f.o., questo si che è strano.

Qualche volta mi viene da pensare che i Deep Purple suonano “Smoke on the Water” fin dal lontano 1972. Pensi che suonare la stessa canzone ogni sera per molti anni possa essere noioso per ogni musicista?
Immagino arrivi un momento in cui pensi “noooooooooooo” ma la reazione che ti da il pubblico che ama sentire quei vecchi pezzi ti da di nuovo entusiasmo per suonare. Queste canzoni sono speciali per alcuni, ed è bello che molte band continuino a suonarle.

C’è attualmente qualche nuova Hard Rock Band che secondo la tua esperienza potrebbe diventare famosa?
Se devo essere onesto non sono a conoscenza di nessun tipo di band di quel genere……. È veramente triste!

C’è una canzone che avresti voluto scrivere di tuo pugno?
“Bohemian Rhapsody” senza dubbio!!

Cosa pensi dei musicisti che non si fermano a firmare autografi e a fare foto con i loro fans dopo lo show?Il fan ha bisogno del contatto con l’artista e quando ciò non accade è una vera delusione. La tua opinione?
In generale credo che le band dovrebbero mostrare il loro apprezzamento e la maggior parte delle volte non ci sono scuse per non farlo. Significa molto per i fans se riesci a trovare un po’ di tempo da dedicare a loro dopo lo show. Credo che molti non amano farsi disturbare ed è un peccato.
Toglimi una curiosità personale, un musicista colleziona i dischi su cui ha suonato ma soprattutto ascolta le proprie canzoni?
Sono un grande collezionista e non butto mai nulla, ho una buona collezione di tutto quello che ho registrato nella mia carriera ma non li ho mai ascoltati fatta eccezione per quelli recenti, in particolare gli album degli U.f.o. che la Emi ha rimasterizzato con l’aggiunta di alcune bonus tracks molto interessanti da ascoltare, solo per sentire come erano.

C’è qualche canzone che secondo te poteva essere migliorata oppure tutto è stato fatto nel migliore dei modi?
Quando ero con gli U.f.o gli album sembravano un po’ leggeri rispetto a come poi suonavano in sede live ma faceva parte della produzione e non credo che si potessero migliorare. La maggior parte dei brani sembrano più che accettabili.

Il mio più grande rimpianto musicale è stato quello di non avere potuto assistere ad un concerto del Wild Frontier Tour del 1987. Il mio sogno si è infranto contro una data annullata a Reggio Emilia e l’unica cosa che veramente mi consola è la testimonianza su Vhs del suddetto Tour che fortunatamente mi fa respirare l’atmosfera che era presente ai vostri concerti. Come mai ancora oggi non è stata fatta una versione Dvd fornita di un ottimo sound 5.1 di quella mitica videocassetta? Credi che il mio desiderio e quello di molti altri fans verrà esaudito?
Credo che sarebbe una riedizione di successo, e non ho idea del perchè non sia stata ancora fatta. Chiederò a Gary la prossima volta che lo vedrò.

Un grazie di cuore per l’intervista che gentilmente hai concesso alla nostra webzine Verorock con la speranza che un giorno non tanto lontano io possa assistere ad un tuo ritorno on stage.

Grazie ancora Neil per tutte quelle emozioni che con la tua bravura ci hai regalato!

Nillo Metal