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OVER THE RAINBOW

BOLOGNA

Da qualche parte ho letto che il progetto Over The Rainbow non è altro che una cover band di lusso della grande hard rock band dei Rainbow, scusatemi ma non sono affatto d’accordo con questa affermazione. Innanzitutto quando si parla di cover band ci si riferisce ad un gruppo musicale creato con l'intento esplicito di riproporre  brani di un complesso o di un artista famoso, Joe Lynn Turner e Bobby Rondinelli vi sembrano forse dei semplici strumentisti della domenica chiamati ad esibirsi nelle feste paesane? Ognuno di loro ha nel proprio dna tracce di appartenenza a cosiddetta band, e allora perché parlare ancora di cover band? Gli Over The Rainbow si sono formati dietro insistenti pressioni dei loro fans vogliosi di ascoltare o di riascoltare i loro maggiori successi sparsi nell’arco delle varie epoche,una sorta di omaggio a quella che per alcuni anni è stata la loro famiglia. La line up in giro per l’Europa e per il mondo comprende Joe Lynn Turner alla voce(1980-1984) Bobby Rondinelli alla batteria(1980-1983)Paul Morris alle keyboards(1994-1997)Greg Smith al basso(1994-1997) e Jurgen Blackmore alla chitarra con il difficile compito di sostituto del padre. Di sicuro Jurgen non possiede il tocco magico che il padre ha sempre avuto ma il suo modo di suonare la chitarra non è proprio da disprezzare, anzi.

Causa leggero ritardo ci siamo persi, lo show degli Ancient Bards,  capitanati dalla bella e brava Sara che stando ai racconti dei presenti hanno aperto egregiamente la serata e una parte dello show dei prezzemolini  Markonee, band bolognese pronta ad entrare nel guinness world record come band spalla più presente al mondo. l’Estragon dal canto suo potrebbe essere un tantino più pieno vista l’importanza del nome in programma, la cosa però non ha disturbato più di tanto Joe Lynn Turner e soci che hanno fornito una prestazione davvero maiuscola. Come c’era da aspettarsi sono stati eseguiti i maggiori classici della band dell’arcobaleno, brani che hanno ripercorso i diversi anni e riportate alla mente le diverse formazioni transitate sotto la supervisione di Ritchie Blackmore. Ore 22:00 circa le luci si spengono e partono le note di “Tarot Woman” che danno il via allo show felsineo,  tempo un paio di canzoni di assestamento e gli Over The Rainbow  entrano in palla regalando emozioni ai fans accorsi alla loro unica data italiana. Joe Lynn Turner anche grazie alla sua trentennale esperienza fornisce una prova maiuscola sia sul versante vocale, ed era quella la mia più grossa paura, che come presenza scenica superando se stesso omaggiando Ronnie James Dio nelle canzoni estratte dagli album da lui inciso. C’è posto anche per un poderoso assolo di batteria di Roberto “Bobby” Rondinelli  che infiamma il pubblico in una serata colma di ricordi e di canzoni cantate a squarciagola per tutto l’arco della durata del live a testimonianza che alla gente non importa se alla chitarra c’è Ritchie o Jurgen Blackmore l’importante era essere presenti, ma molti si sono persi questa occasione, per riscoltare perle di hard rock melodico scritte con il cuore almeno per un ultima volta.

Nillo Metal