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SABOTAGE
SABOTAGE – EXENZIA CLUB (Prato) – 17/10/09

I presupposti per una serata infuocata erano stati posti in essere fin dai giorni precedenti lo show leggendo i propositi battaglieri che i Sabotage hanno diramato attraverso il loro sito myspace e si sa che quando i Sabotage promettono di dare fuoco alle polveri accendendo la loro monolitica macchina da guerra, le promesse sono presto mantenute. L’esercito dei guerrieri toscani ha letteralmente preso d’assedio l’Exenzia Club lo scorso sabato 17 Ottobre trasformando il locale in un campo da guerra dal quale aprire il fuoco all’impazzata sul festoso pubblico pratese, che non ha fatto mancare il proprio supporto partecipando numeroso a una sera che è senz’altro riuscita nel suo intento. Padrona assoluta della serata, la band guidata dai fratelli Caroli alle 23 e poco più ha imbracciato gli strumenti e subito l’aria ha preso fuoco sulle note della devastante “Hot Zone”, la quale non è sembrata sufficiente a svegliare un pubblico ancora troppo assopito ma dalla seguente “Warmachine” la risposta dei presenti ha iniziato a farsi più energica.

La sete di vendetta dei Sabotage, tornati per riappropriarsi di oltre vent’anni di storia che loro stessi hanno contribuito a scrivere, non è facile da placare in sole poche apparizioni che la band ha effettuato dalla sua reunion, e questo è un peccato perché una band come i Sabotage meriterebbe ampio spazio in giro per l’Italia, ma tant’è che anche quelle poche volte che la band fiorentina ha deliziato i fans lo ha sempre fatto con l’energia esponenziale che caratterizza i propri show, esplosivi soprattutto a livello sonoro. Le mura dell’Exenzia Club infatti hanno faticato non poco a reggere l’impatto frontale con la micidiale e dirompente forza del Sabo-sound, potente e preciso a riprova di quanto questi talentuosi musicisti abbiano dato tanto in carriera e raccolto purtroppo troppo, troppo poco. Molti sono stati gli estratti dai due dischi storici “Hoka Hey” e “Behind The Lines”, quest’ultimo riproposto quasi nella sua interezza, rieditati entrambi come sappiamo quest’anno dalla My Graveyard Productions; pezzi dal tiro siderurgico come “Ridin’Through The Dark” e “Hoka Hey” riproposte come sempre con la stessa imponenza udibile su disco.

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PHOTOS by Jo "Sweet Pandemonium"
 La band sul palco è apparsa come sempre carica e piena di energia, con Danilo Bacherini e Andy Fois veri Rambo della situazione, quasi avessero per le mani delle mitragliatrici al posto delle chitarre, le quali si sono appoggiate sul sempre dinamico e ciclopico tappeto ritmico composto da Henry e Dario Caroli. Non sono mancati anche i grandi classici di Hoka Hey, come “It’s Time”, “I Belived” passando anche dallo storico split Ep “Welcome”. Dalla vetta di questa barriera sonora ha svettato come una sirena la sempre squillante voce del capitano della squadra Morby, autore di una prova superlativa a dimostrazione come lui e i suoi compagni mettano ogni volta professionalità e impegno quando sono chiamati sul palco.

La serata è filata liscia come l’olio e quasi non ci si era accorti che il concerto era ormai agli sgoccioli, ma c’è stato ancora il tempo di divertirsi sotto alle note di “Victim Of The World” e di “Nightkiller”, eseguite nel bis finale, che ha così posto fine allo show, uno show in cui ancora una volta si è tributato l’onore e il rispetto per il metal italiano. Come menzionato all’inizio l’evento ha fatto confluire un vasto numero di appassionati, così tanto atteso al punto che è stata consistente anche la partecipazione di fans provenienti da Abruzzo, Veneto e Piemonte, tra i quali vale la pena citare Arturo Iustini , l’organizzatore dell’Heavy Metal Night”, un evento importante che si sta consolidando come una vera e propria realtà del Centro Italia proprio grazie alla sua passione incrollabile che permette anche alla costa Adriatica di avere un festival che parli chiaro a livello musicale, il figlio di Iustini, Federico “Ace” Iustini degli Witchunter, Angus Bidoli dei Fingernails, oltre ovviamente alla Bud Tribe al completo , venuta a dar manforte da sotto il palco agli amici – parenti. Possiamo dire senza paura di essere smentiti che l’Italian Metal di un tempo non ha intenzione di abdicare ancora, e che il tempo ci conservi ancora band come i Sabotage, veri e propri cardini dell’Italia Metal.

Francesco "Running Wild"