VeroRock.it : UFO

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UFO, chi li ha visti?
MILANO, Magazzini generali, 1 dicembre, 2009

Potevo mancare al concerto degli U.F.O., una delle band britanniche che si è fatta notare molto nei mitici anni in cui imperversava la NWOBHM? No di certo!

Appena varcato l’ingresso dei Magazzini Generali a Milano, luogo dove si esibiscono, io e i miei due amici con i quali mi godrò lo spettacolo ci dirigiamo alla bancarella del merchandise non possiamo fare a meno di vedere come sono le magliette del nuovo tour ed eventualmente acquistarne una.

Uno sguardo attorno è sufficiente per notare che di gente ce n’è poca, positiva come sempre mi dico: - “Arriveranno”. – Hanno da poco finito di suonare i Bulletmonks, gruppo di spalla, in questi momenti d’intervallo c’è un’aria di allegra attesa, chi esce a fumare, chi va al bar, chi è impegnato come me su discorsi riguardanti la buona musica nei suoi vari generi. Dovete sapere che i miei epici amici sono entrambi delle banche dati di tutto ciò che riguarda la musica Rock end Heavy, parlare con loro è gratificante, hanno una memoria elefantiaca, come faranno a ricordare tutte le date precise delle tournée, i vari cambiamenti di formazione all’interno dei gruppi, i titoli dei brani che compongono tutti i cd, per me questo rimarrà un affascinante mistero.

Si spengono le luci, noi siamo ancora presi in ricordi e discorsi musicali poggiati al bancone del bar, è calato il silenzio che precede l’ingresso della band, eccoli finalmente! Mi guardo di nuovo attorno e mi rendo conto che nel frattempo i partecipanti non sono aumentati. Noto parecchia gente di mezz’età, fa piacere vedere che in loro vive la voglia di assistere a questi eventi, gente per cui la passione della musica non è stata una semplice moda.

Non è mia intenzione scrivere una recensione del concerto, voglio fare un’analisi del perché c’è stata così poca adesione.

Che sarebbero tornati gli U.F.O. con una nuova release per un'unica data in Italia, a Milano, si sapeva già dall’inizio della scorsa estate o almeno correva voce fra gli appassionati del genere, Verorock e altri siti che si occupano di musica ne avevano dato l’annuncio ufficiale, nel frattempo un mese prima dell’evento c’è stato un cambio di location, non più al Musicdrome come si era detto ma ai Magazzini Generali. Non credo sia da imputare a questo disguido la mancanza di pubblico, anche perché nei vari siti internet specializzati ne è stata data subito puntuale e ampia informazione.

Le motivazioni a mio parere sono molteplici.

Probabilmente i continui cambi di line-up, i vari litigi e scioglimenti hanno originato una mancanza di solidità che non ha favorito il gruppo nel corso degli anni, questo può in parte aver influito negativamente.
Nell’ultimo decennio inoltre la loro attività si è molto assottigliata, perché ognuno ha preferito occuparsi dei propri progetti musicali.
FOTO: Gli Ufo nell'era Shenker
Nel concerto dell’1 dicembre a Milano erano presenti solo due membri della primordiale band, Andy Parker e Phil Mogg, il tastierista Paul Raymond pur essendo un veterano si è unito a loro nel 1977, un anno prima del distacco di Michael Schenker.

Certo è che l’assenza ormai assodata, privata di ogni speranza, del biondo Schenker pesa sul gruppo, Michael sarà anche una persona irrequieta ma è colui che è servito agli U.F.O. per raggiungere l’apice del successo, i fan della più famosa formazione della band, in questo caso, possono aver fatto da ago della bilancia.

Nel frattempo a noi si è aggregata un’altra amica dei bei vecchi tempi lei, si occupa di organizzare gli spettacoli, quella sera era lì per lavoro in quel caso per piacevole lavoro! All’improvviso ha detto: - “Voi avete visto in giro cartelloni che li pubblicizzavano?” – No! Nessuno di noi li aveva visti. Un fatto sbalorditivo l’assenza di pubblicità.

La domanda che ci siamo posti subito dopo è stata: - “Ma i giovani dove sono?”- Ognuno diceva la sua a riguardo, infine eravamo tutti d’accordo. Va bene ascoltare e partecipare ai concerti dei gruppi più attuali, non si possono comunque trascurare di conoscere e apprezzare le radici delle sonorità che ascoltiamo oggi, gli U.F.O. a suo tempo sono stati un faro influenzando alcune famose band del presente.

Intanto gli U.F.O. proseguivano nella loro performance, oltre a brani del nuovo album “The Visitors” ci deliziavano anche con brani di grande successo del passato. Alle prime note di “Doctor, Doctor” ci siamo abbracciati tutti e quattro. Grande musica! Grande serata.

Anna