Nel concerto dell’1 dicembre a Milano erano presenti solo due membri della primordiale band, Andy Parker e Phil Mogg, il tastierista Paul Raymond pur essendo un veterano si è unito a loro nel 1977, un anno prima del distacco di Michael Schenker.
Certo è che l’assenza ormai assodata, privata di ogni speranza, del biondo Schenker pesa sul gruppo, Michael sarà anche una persona irrequieta ma è colui che è servito agli U.F.O. per raggiungere l’apice del successo, i fan della più famosa formazione della band, in questo caso, possono aver fatto da ago della bilancia.
Nel frattempo a noi si è aggregata un’altra amica dei bei vecchi tempi lei, si occupa di organizzare gli spettacoli, quella sera era lì per lavoro in quel caso per piacevole lavoro! All’improvviso ha detto: - “
Voi avete visto in giro cartelloni che li pubblicizzavano?” – No! Nessuno di noi li aveva visti. Un fatto sbalorditivo l’assenza di pubblicità.
La domanda che ci siamo posti subito dopo è stata: -
“Ma i giovani dove sono?”- Ognuno diceva la sua a riguardo, infine eravamo tutti d’accordo. Va bene ascoltare e partecipare ai concerti dei gruppi più attuali, non si possono comunque trascurare di conoscere e apprezzare le radici delle sonorità che ascoltiamo oggi, gli U.F.O. a suo tempo sono stati un faro influenzando alcune famose band del presente.
Intanto gli U.F.O. proseguivano nella loro performance, oltre a brani del nuovo album “The Visitors” ci deliziavano anche con brani di grande successo del passato. Alle prime note di “Doctor, Doctor” ci siamo abbracciati tutti e quattro. Grande musica! Grande serata.
Anna