23 Ottobre 2017
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VANEXA + T.I.R. @ Roma, Let It Beer nel segno del metal tricolore!

21-09-2017 16:25 - CONCERTI
Vanexa
Tractors
Tractors: Emiliano Natali (basso e voce)
Tractors: Paolo Nevi (chitarra)
Tractors: Michele Arnone (chitarra)
Tractors: Giorgio Pioli (batteria)
T.I.R.
T.I.R.: Dino Gubinetti (basso)
T.I.R.: Danilo Antonini (chitarra)
T.I.R.: Flavio Falsone (voce)
T.I.R.: David Folchitto (batteria)
T.I.R.: Sergio Bonelli (chitarra)
Vanexa
Vanexa: Artan Selishta (chitarra e cori)
Vanexa: Pier Gonnella (chitarra) e Artan Selishta (chitarra e cori)
Vanexa: Pier Gonnella (chitarra)
Vanexa: Andrea Balestri (batteria)
Vanexa: Sergio Pagnacco (basso)
Vanexa: Sergio Pagnacco (basso) e Andrea Ranfagni (voce)
Vanexa: Andrea Ranfagni (voce) e Artan Selishta (chitarra e cori)
Vanexa: Andrea Ranfagni (voce) e Artan Selishta (chitarra e cori)
Vanexa: Andrea Ranfagni (voce)
Vanexa: Sergio Pagnacco (basso), Artan Selishta (chitarra e cori) e Pier Gonnella (chitarra)
Vanexa: Andrea Ranfagni (voce) e Flavio Falsone (T.I.R.)
Non sono neanche passate ventiquattr´ore dalla loro folgorante performance all´ultima edi-zione dell´Heavy Metal Night, tenutasi Sabato 16 Settembre in quel di Martinsicuro (TE) (al fianco di altre band storiche del calibro dei Sabotage, dei Fingernails e dei britannici Quartz - n. d. r.), ed ecco approdare in quel di Roma, con precisione nella raccolta location del Let It Beer, due storiche band del panorama metal italiano: stiamo parlando nella fattispecie dei liguri Vanexa e dei capitolini T.I.R. (Temple Of Infernal Rock). Nonostante si tratti di un giorno pre-lavorativo, la serata di Domenica 17 Settembre, ha dimostrato come il popolo della scena underground romana si sia fatto comunque sentire, anche se non in gran numero, per supportare questi due gruppi storici che, a distanza di tanti anni e svariati cambi di lineup, sono ancora oggi attivi e in ottimo stato di forma! Insomma gli ingredienti per vivere un´altra accattivante notte di puro metallo ci sono tutti, grazie soprattutto al folto seguito di appassionati che non hanno di certo fatto mancare il loro sostegno a questi due storici act!

Tractors
L´apertura di serata è affidata ad una giovane band di origine viterbese, abbastanza attiva negli ultimi mesi, che già abbiamo potuto conoscere pochi mesi or sono in occasione del ritorno a Roma dei Tygers Of Pan Tang, lo scorso mese di Marzo al Traffic Live: va sin da subito precisato che il loro genere è alquanto inusuale e forse dissonante dai classici cliché cari alla vecchia guardia di metalhead, di cui il sottoscritto fa parte, ma non per questo da disprezzare. Il loro mood, all´insegna della bucolicità nuda e cruda, forse può far storcere più di qualche naso presente in sala, ma di certo è innegabile che il quartetto ci mette l´anima dall´inizio alla fine del loro set: la campestre "The Countryhouse Boys" è il "colpo di vanga" che da inizio alla loro esibizione, improntata su un rurale e grezzo "Agri-Metal", come loro stessi lo definiscono. La grinta e il coraggio sono sicuramente uno dei punti di forza di questi ragazzi, improntata ad un approccio a cavallo tra il punk e lo speed-thrash metal: la voce urlante di Emiliano Natali (basso e voce) è supportata dalla ritmica serrata del duo alle asce, anzi alle "vanghe", composta da Paolo Nevi (chitarra) e da Michele Arnone (chitarra) anche nelle seguenti "La Vendetta della Falce Fienara" e in "Pianta O Muori". In "Chicken´s Life" e nella ironica "Il Silenzio Dei Pappataci", è sprigionata tutta la loro quantomai originale goliardia per la vita campestre, con testi quasi vicini al rock demenziale, sempre con una base vicina all´alternative metal contemporaneo, supportata dalla dirompente cassa di Giorgio Pioli (batteria); sul loro cavallo di battaglia "Arma Letame" è invece presente come ospite un certo David Folchitto (batteria, Gravestone, Prophilax, ecc.), uno dei più quotati batteristi italiani, la cui presenza rende il brano molto più gustoso, nonostante il tema trattato sia davvero poco commestibile! Ripeto, a discapito della loro proposta alquanto eterogenea e forse poco attinente col contest in questione, il loro sforzo è comunque ripagato dagli applausi un po´ tiepidi ma sinceri da parte dei primi presenti in sala: il loro set si conclude con le altisonanti "Sale Marino" e la scoppiettante "Fucili A Sale". Per chi, come il sottoscritto, non è avvezzo a questo tipo di sonorità difficilmente potrà appassionarsi alla loro musica, ma, al di là di personali considerazioni e giudizi soggettivi, va dato loro atto di essere coerenti con il loro stile e di continuare a credere in questo progetto bucolico...."de gustibus non disputandum est"!

Tractors setlist:

"The Countryhouse Boys"
"La Vendetta della Falce Fienara"
"Pianta O Muori"
"Chicken´s Life"
"Il Silenzio Dei Pappataci"
"Arma Letame" (feat. David Folchitto)
"Sale Marino"
"Fucili A Sale"

T.I.R.
Deposte le vanghe e i trattori, iniziamo a lubrificare gli scudi e le asce di guerra, perché adesso si inizia a fare seriamente, un vero e proprio tripudio di metallo puro, senza contaminazioni di sorta: il pubblico diventa sempre più numeroso adesso, richiamato a gran voce dagli stessi musicisti che sono pronti a calcare il palco, a nemmeno un giorno dal loro show tenutosi all´Heavy Metal Night, assieme agli attesissimi Vanexa. Siamo di fronte ad una band storica dell´underground capitolino, che dopo vari cambi di formazione, sembra aver oggi ritrovato una seconda giovinezza, grazie anche e soprattutto al recente ingresso in formazione del frontman Flavio Falsone (voce, ex Messerschmitt, già in forza ai Whisperz e ai thrasher Asphaltator n. d. r.), il cui battesimo di fuoco è avvenuto solo pochi mesi or sono, con precisione lo scorso 12 Maggio al New Rockness di Genzano, in compagnia degli Scala Mercalli. E´ difficile riuscire ad essere il più oggettivo possibile quando si parla di un amico come Flavio, ma è innegabile riconoscere il suo inusuale valore e la sua grinta e passione che da sempre ci mette sia sopra che sotto il palco, supportando da sempre e con convinzione la scena metal romana e italiana ormai da anni e anni di concerti vissuti con quel fuoco metallico mai sopito e sempre ardente, mai come oggi: il suo apporto alla buona riuscita di un combo già ben collaudato quali sono appunto i T.I.R. è felicemente riscontrabile nel suo approccio canoro, mai così ben amalgamato con il tipo di genere proposto dagli altri componenti. Dopo una breve intro strumentale si parte con l´epicità di "Roma", che mette subito in chiaro di che pasta metallica sono fatti questi ragazzi: Sergio Bonelli (chitarra) e Danilo Antonini (chitarra) sprigionano riff monolitici, degni di un sound fortemente debitore a band del calibro degli Accept, mentre sulla oscura "Dark Rebel" il grintoso Flavio ci mostra tutte le sue notevoli capacità che da sempre lo contraddistinguono, destreggiandosi egregiamente su registri più alti e più bassi, così come sull´immancabile manifesto metallico "Heavy Metal T.I.R.", intonata a squarciagola da tutti i fan più fedeli della band: altra prova ineccepibile del "piccolo-grande" David Folchitto (batteria), un musicista che non ha di certo bisogno di ulteriori presentazioni, contraddistinta da un drumming micidiale e serrato! Anche sulla spedita "Vai", la prova del gruppo è veramente superlativa, a dimostrazione di come anche la scelta del cantato in italiano possa risultare vincente se ben amalgamata con un sound roccioso e monolitico; la strumentale "Firesword", dove i riferimenti ai primissimi Def Leppard sono a mio parere più che azzeccati, fa da apripista alla successiva "Hidra" e alla melodia avvolgente che ci arriva dritta "Nell´Anima". Arriva così anche il momento per un ospite d´eccezione come il simpatico Ulisse "Er Murena", loro ex cantante nonché icona della scena underground capitolina degli anni ´80: l´istrionico personaggio non poteva che esibirsi sul loro pezzo forte, "Il Volo delle Aquile", sul quale esprime tutta la sua magniloquenza metallica, e sulla celebre cover dei Judas Priest, "Breaking The Law", un classico senza tempo che il gigionesco Ulisse esegue in modo non proprio fedele all´originale, ma che fa sempre piacere ascoltare dal vivo. Ritorna dietro il microfono il buon Flavio, sprigionando tutto il suo grido metallico nella gagliarda "Shout", il cui ritmo martellante è suggellato dalla maestria del riccioluto Dino Gubinetti (basso); l´ultimo sigillo di questa intensa e riuscita esibizione è affidato alla fulminante "Satan´s Ride", accolto dagli applausi più che meritati, mentre il caro Flavio ringrazia tutti noi presenti per il supporto e la passione mostrata durante il loro show: ancora una volta voglio sottolineare come oltre ad essere un ottimo vocalist, degno sostituto del dimissionario Giuseppe Cialone, si dimostra ancora una volta una persona umile e rispettosa, grande appassionato prima ancora che musicista di alto profilo. Che dire....Temple Of Infernal Rock....una infernale garanzia!


T.I.R. setlist:

"Roma"
"Dark Rebel"
"Heavy Metal T.I.R."
"Vai"
"Firesword"
"Hidra"
"Nell´Anima"
"Il Volo delle Aquile" (feat. Ulisse Er Murena)
"Breaking The Law" (Judas Priest cover - feat. Ulisse Er Murena)
"Shout"
"Satan´s Ride"

Vanexa
Non rimane molto tempo per rifiatare, dopo questa inebriante dose di metallo italiano stagionato ma pur sempre fresco e diretto, perchè è giunta ormai l´ora per apprezzare una delle band storiche della scena hard´n´heavy italiana, tra le primissime assieme a poche altre a proporre un tipo di musica nuova e ispirata agli epigone anglosassoni del genere nel Bel Paese sin dalla fine degli anni ´70: ancora oggi infatti l´altisonante nome dei Vanexa regna incontrastato nel panorama metal nazionale, a prescindere dai cambi di formazione e dal sound evolutosi negli anni, ma sempre fedele alle proprie radici! Il loro set va a pescare dal loro vasto repertorio, sia dai classici che dalla produzione più recente, cercando di non apparire troppo datati ma neanche troppo moderni come oggi va di moda: freschi del successo avuto solo il giorno prima assieme ai T.I.R. al consueto appuntamento annuale a Martinsicuro, il combo, capitanato dal lungocrinito Andrea Ranfagni (voce) ci accoglie con la titletrack del loro ultimo lavoro in studio, "Too Heavy To Fly", del 2016, ed è subito un piacere poter constatare il loro ottimo stato di forma, grazie anche all´innesto nella band di nuove leve come ad esempio il funambolico Pier Gonnella (chitarra, già con I Necrodeath n. d. r.). I riff granitici sono un toccasana per tutti noi presenti, mettendo in luce tutta l´energia di una formazione che ancora oggi sembra poter dare molto ancora alla scena tricolore, così come nella seguente "Midnight Wolves" (dallo storico Back From The Ruins del 1988 n. d. r.), sulla quale il caro Andrea si dimostra all´altezza del ruolo che ricopre, non facendoci rimpiangere la voce di un´autentica icona quale è stato Marco Spinelli, così come il simpatico Pier, in grado di reggere degnamente il paragone con Roberto Merlone. Si torna al presente con la ritmicheggiante "007", su cui svetta su tutti Andrea Balestri (batteria), in sostituzione dello storico Silvano Bottari che per motivi familiari ha dovuto temporaneamente lasciare la band: lo stesso Ranfa ce lo presenta, sottolineando come sia riuscito in soli pochi giorni a imparare tutto il repertorio del gruppo! Breve tuffo nel passato con la fantastica e atmosferica "In The Shadow Of The Cross" (dal loro Against the Sun del 1994 con Roberto Tiranti alla voce n. d. r.), un brano dal sapore rockeggiante, dove è ancora una volta la voce a trascinare tutti in un coro all´unisono. Come ironicamente scherza lo stesso Andrea, il brano successivo è una sorta di tributo ad un loro fan, il cineasta Quentin Tarantino, in chiave heavy ovviamente: il riff della coppia Gonnella e Artan Selishta (chitarra e cori) è a dir poco sconvolgente, così come il groove detonante del membro fondatore Sergio Pagnacco (basso)! Rimanendo sempre sull´ultimo disco, ci viene proposta adesso la sognante e psichedelica "Kiss In The Dark", che ci regala un Andrea Ranfa alquanto ispirato e malinconico, in una sorta di power-ballad melodic anche sul finale sfocia in un bridge elettrico. Dal loro primo e celebre lavoro omonimo è tratta la veloce "1000 Nights", una speed song tagliente e dilaniante come poche ce ne sono in giro, e pensare che stiamo parlando di un brano risalente ai primi anni ´80 che tutt´oggi appare nuovo e godibile, così come l´assolo al fulmicotone di Pier Gonnella! Più contemporaneo invece il sound delle non meno belle "Rain" e "Paradox", accolte comunque con giubilo da tutti gli spettatori indomiti, soprattutto tra le prime file a ridosso del palco: la particolarità di queste nuove composizioni consiste soprattutto sull´etereogeneità riscontrabile al loro interno, con parti più lente alternate ad altre più dure, dove ancora una volta I due chitarristi ci dimostrano le notevoli qualità in loro possesso. Il gruppo ringrazia nuovamente tutto il pubblico che si è riversato nel Let It Beer per riabbracciare una band di spicco della scena nazionale, e in particolare tutti I gruppi che li hanno preceduti, così come l´amico Giovanni Loria (storico redattore di Classixx Metal e accanito divoratore di musica e collezionista rinomato - n. d. r.) che ha fatto da tramite per organizzare questo loro agognato ritorno nella Capitale! Non potevano però lasciarci a bocca asciutta senza l´esecuzione di due capolavori del metal italiano che hanno ispirato e ancora oggi ispirano generazioni di metalhead: prima la celeberrima "Metal City Rocker", sulla quale Ranfa duetta con il sempre presente Flavio Falsone dei T.I.R., e a seguire per concludere la trascinante "Rainbow In The Night", in una versione più spinta rispetto al pezzo originale, salutata da una pioggia di applausi innegabilmente meritati e sentiti, per un gruppo che a distanza di trent´anni riesce ancora ad emozionare gli amanti di un genere che ha detto la sua a gran voce anche da noi in Italia!

Vanexa setlist:

"Too Heavy To Fly"
"Midnight Wolves"
"007"
"In The Shadow Of The Cross"
"Tarantino Theme"
"Kiss In The Dark"
"1000 Nights"
"Rain"
"Paradox"
"Metal City Rocker"
"Rainbow In The Night"



Non ci resta dunque che sperare nuovamente in altre serate di tale livello, nella quali riscoprire o scoprire gruppi che hanno segnato un´epoca come i T.I.R. o i Vanexa, formazioni che, nonostante il passare inesorabile del tempo, risultano ancora in splendida forma e in grado di dare ancora tanto ad una variegate e ricca scena metal italiana; un ultimo sentito ringraziamento alla SoundsRock Agency per aver reso possibile questo evento e ovviamente al Let It Beer per la consueta accoglienza e disponibilità!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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