- NAZIONE: Germania
- ANNO: 2005
-
GENERE: Metal/Gothic Metal
-
ETICHETTA: Drakkar Records
-
WEB: www.xandria.de
-
VOTO: 9
Se fosse sufficiente un unico aggettivo per descrivere “India”, secondo album degli Xandria, “sorprendente” sarebbe, a mio avviso, il più appropriato.
Non bisogna, infatti, lasciarsi ingannare dal titolo, che farebbe supporre la presenza di trame orientaleggianti.
Eccezion fatta per la titletrack, l’album vive sull’alternanza tra brani melodici e metal.
Proseguendo nell’ascolto, ci si rende conto di come tale caratteristica sia il filo conduttore dell’album: è proprio questa dualità il segreto dietro cui si cela il successo del lavoro, in grado di soddisfare sia i palati più raffinati con gradevolissime ballate (alcune immerse in suggestive atmosfere celtiche ) sia quelli più ruvidi che troveranno pienezza di gusto in adrenaliniche tracce come “Now And Forever” e “Fight Me”.
Le ballate regalano delicate e mai banali sensazioni e fanno apprezzare gli Xandria come splendidi cantori di emozioni. Il tutto è accompagnato da ritornelli che è difficile togliersi dalla mente: sfido chiunque a non ascoltare più volte la stupenda “In Love With The Darkness”, la cui base strumentale ha poco da invidiare alla colonna sonora di un film ed il cui chorus rapisce, invitando quasi ad accompagnare Lisa nella strofa.
In “Like A Rose In The Grave Of Love” e “The End Of Every Story” si percepiscono immaginifiche atmosfere che richiamano alla musica folk irlandese. Tanta è la leggerezza della ritmica, che si ha quasi la sensazione di librarsi in volo sulle lussureggianti colline della verde isola....
“La quiete e la tempesta”: questo potrebbe essere il sottotitolo dell’album: e così dopo essersi stropicciati gli occhi con i due precedenti pezzi, l’album regala un brusco metal-risveglio con “Widescreen” e “Who We Are (And Who We Want To Be)”. Ma subito dopo le atmosfere ritornano morbide con i sinuosi archi di “Dancer”.
A chiudere quest’ottimo lavoro ci pensa “Return To India”, che si riallaccia nelle sonorità alla traccia d’apertura.
In tutto l’album le parti orchestrali sono ben amalgamate e la voce di Lisa risulta incisiva, pur non sconfinando mai nel cantato lirico vero e proprio (segno che si può fare dell’ottimo Gothic anche senza avere in casa Sua Maestà Tarja...).
Anche se da più parti fioccano i confronti con altre band (esercizio che, a mio modesto parere, lascia il tempo che trova), credo che per versatilità gli Xandria siano accostabili più agli After Forever che non ai Nightwish (che a quanto pare sono l’incubo di ogni Gothic Band....).
C’è da dire, tuttavia, che gli olandesi producono un sound più ricercato sia nelle parti strumentali classiche che moderne.
Viene da interrogarsi sul come un gruppo come gli Xandria, che avrebbe tutte le carte in regola per emergere anche al di fuori del mercato Nord Europeo, rimanga, invece, confinato nel limbo delle “quasi-star”.
Forse perchè nel panorama musicale odierno il “sigillo di qualità”, senza il quale una band difficilmente può godere del successo planetario, deve possedere una cinquantina di stelline contornate da una decina di strisce bianche e rosse...
Ma questa è un’altra storia.
Ed a mio parere, vale la pena una volta tanto diffidare dai marchi d’oltre oceano: i “nostri” teutonici sono, senza dubbio, degli ottimi musicisti.
Luca – “Gothic Sensation”