17 Giugno 2019

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BAD BONES + Fenisia @ Roma, Il Postaccio Ristopub & Music – Demolition Rock´n´Roll!

03-01-2017 01:20 - CONCERTI
Bad Bones
Fenisia: Nic Ciaz (voce e chitarra)
Fenisia
Fenisia
Fenisia: Tig Smith (batteria)
Fenisia: Nic Ciaz (voce e chitarra) e Doctor Liquido (basso)
Fenisia: Doctor Liquido (basso)
Fenisia: Nic Ciaz (voce e chitarra) e Doctor Liquido (basso)
Fenisia: Tig Smith (batteria) e Doctor Liquido (basso)
Fenisia
Bad Bones
Bad Bones: Massimiliano Max Bone (voce)
Bad Bones: Steve “Bone” Balocco (basso)
Bad Bones
Bad Bones: Lele “Bone” Balocco (batteria)
Bad Bones: Massimiliano Max Bone (voce)
Bad Bones
Bad Bones: Serjoe Bone (chitarra)
Bad Bones
Bad Bones: Steve “Bone” Balocco (basso)
Bad Bones
Bad Bones: Massimiliano Max Bone (voce)
Bad Bones: Massimiliano Max Bone (voce) e Steve “Bone” Balocco (basso)
Bad Bones: Serjoe Bone (chitarra)
Bad Bones: Massimiliano Max Bone (voce)
Bad Bones
Non poteva iniziare nel modo migliore la programmazione del nuovo locale capitolino, Il Postaccio, sorto sulle ceneri dell´ex Porky´s Garage, sempre sito in Via di Torre Maura: a pochi giorni dall´inaugurazione ufficiale, eccoci offerta una fantastica serata all´insegna del rock a stelle e strisce in compagnia di due ottime band della scena musicale italiana! Oltre ai romani Fenisia, da sempre molto seguiti nel panorama underground della Capitale, è stata l´occasione per rivedere i piemontesi Bad Bones, una delle realtà sicuramente più interessanti e più meritevoli dell´attuale scena hard´n´heavy tricolore! Dopo la loro ultima esibizione in terra romana,..., il gruppo, capitanato da Massimiliano Max Bone (voce) e da Steve ´Bone´ Balocco (basso), freschi del loro recente "Demolition Derby" (Sliptrick Records 2016), che ha ricevuto ottime critiche da parte della stampa italiana ed internazionale, tornano nuovamente a trovarci, Giovedì 16 Dicembre 2016, per un´altra rovente serata all´insegna dell´hard blues di matrice statunitense! Purtroppo, vista anche la presenza di altri eventi in contemporanea, la presenza di pubblico non è stata assai nutrita come forse ci si aspettava, ma nonostante ciò l´affetto e il calore delle diverse decine di fan e di appassionati hanno regalato una serata prenatalizia ancora una volta da ricordare e che ci fa ben sperare per l´organizzazione di altri eventi di qualità come questo!

Fenisia
Sono da poco passate le 22 quando fanno il loro ingresso in scena i tre rockers capitolini: sulla scena sin dal 2009, data della fondazione ufficiale, orfani del chitarrista Lian Ciaz, uscito di recente per motivi familiari, il trio ha rilasciato poco meno di due anni or sono il secondo lavoro in studio, Fenisia Café (2015), autoprodotto, che ha riscosso sin da subito un buon successo sulle varie testate di settore. Nonostante quindi la mancanza in organico di un membro importante, il suono sin dalle prime battute è apparso sicuramente più duro e compatto, atto ad esaltare ancor più le ecclettiche attitudini dei singoli componenti: ne è la prova l´ottima opener "Blizzard", caratterizzata da ottimi riff sanguigni, in pieno stila southern metal! "Outpost" rimane sui binari già tracciati, e mette in luce tutta la loro passione per l´hard rock di stampo statunitense contemporaneo (Black Label Society, Alter Bridge, Soundgarden, ecc.), mentre "Mr Hughes" è scandita da un giro di chitarra letale, su cui il cantato di Lord Nic Ciaz (voce e chitarra), leader indiscusso del combo romano, ricorda in più di un passaggio quella del madman Ozzy Osbourne. Con la rocciosa "Venus", supportata dal dirompente Doctor Liquido (basso), si torna indietro nel tempo, al primo lavoro in studio, Lucifer (2011), album che li ha lanciati musicalmente, consentendo loro di ritagliarsi una discreta fetta di fan nel panorama underground capitolino, e soprattutto di forgiare il sound che li ha da sempre contraddistinti e che loro stessi hanno denominato "Lumières Metal" (Metal Illuminista): sicuramente è riscontrabile al suo interno diverse influenze stilistiche, dai sovracitati Zakk Wylde, Ozzy, Pride & Glory fino al southern rock settantiano di Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd! Ma arriviamo ora ad uno dei piatti forti della serata: la trasognante "Jaded Days", una sorta di semi-ballad elettrica, che ricorda vagamente qualcosa del gruppo di Myles Kennedy & co., soprattutto per i passaggi e gli arrangiamenti melodici, ma che risulta sicuramente molto godibile in sede live, uno dei brani migliori tratti dall´ultimo disco! Si torna a saltare su "Wasted Time", introdotta da un solo di chitarra, per poi sfociare in una song infuocata, piena di energia e ben composta, complice la buona prestazione di Tig Smith (batteria): sicuramente il genere proposto, come detto in precedenza, risente indubbiamente delle influenze musicali di cui sopra, ma il carisma mostrato dai no-stri, unito alla giusta dose di grinta e capacità tecniche, sono un cocktail micidiale per qualsiasi appassionato di un rock crudo e sincero! "Morning Star", dal loro primo disco, risulta molto impattante in sede live, ma a mio parere non apporta novità rilevanti, così come la successiva graffiante "Adamant": intendiamoci, stiamo parlando di due ottimi brani, ben strutturati e ben suonati, ma che forse perdono un po´ di mordente sul finale, dovuto anche alla stanchezza dei componenti. I tre infatti, ci salutano e ci ringraziano con un loro cavallo di battaglia, "Live Loyal Die Loyal", dedicata al club di motociclisti che da sempre li supporta: il pezzo ha una carica esplosiva, con un ritornello di facile assimilazione e di forte presa sul pubblico! Al termine della loro esibizione ricevono quindi la giusta dose di applausi da parte dei presenti che hanno ampiamente gradito il loro show!

Fenisia setlist:

"Blizzard"
"Outpost"
"Mr Hughes"
"Venus"
"Jaded Days"
"Wasted Time"
"Morning Star"
"Adamant"
"Live Loyal Die Loyal"

Bad Bones
E arriviamo così al momento clou della serata, tanto atteso dai tanti e le tante fan accorse appositamente per salutare i loro beneamini, giunti dal lontano nord ovest: dopo la loro ultima venuta in terra romana, oramai risalente a poco meno di due anni or sono, nel Marzo 2015 all´allora esistente Closer, il quartetto, capitanato dall´imponente Massimiliano Max Bone (voce), è attualmente in tour per promuovere la loro ultima fatica discografica, Demolition Derby, uscito solo pochi mesi fa per la Sliptrick Records, che ha ricevuto ampi consensi su diversi format e testate giornalistiche italiane ed internazionali! Insomma, i presupposti sembrano esserci tutti per quella che si appresta ad essere una serata indimenticabile all´insegna del r´n´roll: la partenza è affidata alla recente "Me Against Myself", brano di aperture dell´ultimo album, aperta da un riff frizzante di chitarra, su cui la voce calda di Max inizia sin da subito a scaldare gli animi e i corpi infreddoliti dei presenti: la band appare in una forma strepitosa, nonostante il lungo viaggio per arrivare a Roma, e ne è la prova la seguente "Don´t Stop Me", tratta dal penultimo Snakes & Bones (2014), un´autentica scarica di adrenalina Sonora, condita da cori arrembanti nel refrain centrale! Si passa così alla cadenzata "Shoot You Down", introdotta da un groove micidiale profuso dal simpatico Steve "Bone" Balocco (basso), membro fondatore del gruppo, abile nel disegnare ottime trame sonore in supporto alle melodie di forte impatto, e si continua con l´arrembante rock blues ottantiano di "Gasoline Rock", con evidenti reminescenze alla Poison. E si rimane sui lidi bluseggianti anche con la successiva "Some Kind Of Blues", con alcuni rimandi addirittura ai Whitesnake di David Coverdale, mentre il ritornello è caratterizzato da una melodia trascinante, condita da un solo da capogiro del meticoloso Serjoe Bone (chitarra), gradita ciliegina sulla torta per un pezzo veramente da applausi! Con la successive "Stronger" si torna invece su lidi più moderni, un melodic rock dalle tinte svedesi, ma sempre ben compost e amalgamato, in cui ogni passaggio risulta fondamentale e mai scontato nel complesso; ma è la bellissima ballad "Rambling Heart" a regalarci dei momenti indimenticabili per intensità e passione sprigionata: la voce di Max è alquanto poliedrica, capace di destreggiarsi tanto su registri canori alti quanto su parti baritone e più basse, e lo dimostra ancora una volta in questa occasione! "Rusty Broken Song" è invece un´altra killer song capace di radere al suolo chiunque come fosse un bulldozer, mentre "Nowhere Girl" ci rivela tutto il gusto dei componenti per gli anni ´80, grazie anche agli ottimi arrangiamenti di chitarra/basso, vero marchio di fabbrica del quartetto piemontese. Il pubblico appare letteralmente rapito, mentre "Endless Road" si presenta compatta ma al contempo variegata al suo interno, con un ritornello assolutamente trascinante! Si torna indietro nel tempo, precisamente ad A Family Affair (2010) con la rude "Road To R´nR", riproposta in una nuova veste musicale, sempre sanguigna al punto giusto, e si torna al presente con "A Perfect Alibi", altro brano all´insegna di una melodia semplice ma ben architettata, soprattutto nel ritornello centrale, cantata da tutti gli appassionati presenti in sala. Arriviamo così alla titletrack dell´ultimo disco, "Demolition Derby", un brano di Chiara matrice Skid Row, che ben si sposa con il sound del gruppo, capace di scatenare un piccolo pogo tra le giovani leve delle prime file, sul quale Lele "Bone" Balocco (batteria) si esalta in un drumming serrate e puntuale! Torniamo invece su toni più pacati con la lenta "Red Sun", sulla quale l´espressività del cantata di Max si fonde in un tutt´uno con la dolce parte strumentale; "Crazy Little Star", dall´andamento quasi punk, è il giusto compromesso tra un suono che oscilla tra energia e melodia, così come la seguente "Poser", altro brano storico del loro vasto repertorio. Ci apprestiamo sempre più al gran finale, nonostante la fame di rock sia percepibile sui volti di tutto il pubblico, quando eccoci proporre la loro ben riuscita rilettura di un classico come "Don´t Stop Believin´" dei Journey, un pezzo sicura-mente difficile sotto tutti i punti di vista: ma il modo in cui la band ha scelto di rileggere questa autentica perla dell´AOR, è alquanto personale e originale, facendocela sembrare quasi un pezzo di loro composizione; e anche il cantato di Max, lungi dal voler fare qualsiasi indebito paragone con la voce di una leggenda come Steve Perry, risulta indubbiamente apprezzabile, così come tutta la rilettura nell´insieme! C´è spazio però ancora per un brano, per chiudere in bellezza questa fantastica serata che tutti noi porteremo nei nostri cuori: un´altra song condita da un sottile blues che fa da filo conduttore a tutta la composizione, "Bad Bone Boogie", è la scelta migliore per concludere uno spettacolo che ha saputo ancora una volta rivelarsi tale e confermarci una delle realtà italiane più apprezzate all´estero, soprattutto negli States, dove da anni la band piemontese ha Saputo farsi apprezzare per le proprie doti musicali! Gli applausi e le ovazioni sono dunque tutti per loro, ed è un piacere riscontrare come questi quattro ragazzi siano riusciti a fare presa anche su chi, come me, non li aveva mai visti dal vivo e che ha potuto piacevolmente scoprire una nuova fantastica realtà musicale della nostra terra!

Bad Bones setlist:

"Me Against Myself"
"Don´t Stop Me"
"Shoot You Down"
"Gasoline Rock"
"Some Kind Of Blues"
"Stronger"
"Rambling Heart"
"Rusty Broken Song"
"Nowhere Girl"
"Endless Road"
"Road To R´nR"
"A Perfect Alibi"
"Demolition Derby"
"Red Sun"
"Crazy Little Star"
"Poser"
"Don´t Stop Believin´" (Journey cover)
"Bad Bone Boogie"

Era da tempo che non si viveva una serata come questa, piena di tanto sudore, grinta da vendere ma soprattutto tanto tanto sano rock´nroll che spesso oggi viene dimenticato da svariati gruppi in favore più dell´aspetto scenico che di quello più strettamente musicale: entrambe le band che si sono avvicendate sul palco hanno offerto delle performance alquanto positive, che hanno tenuto desti gli animi dei presenti, senza mai annoiare o concedersi delle tregue tra un brano e l´altro, ma cercando anzi di coinvolgere dall´inizio alla fine dei loro set tutti gli spettatori! Un ringraziamento in particolare va fatto alla Truck Me Hard, alla Heavy Soul Agency e a Il Postaccio per aver organizzato questo incredibile evento, con la speranza di poter assistere ad un seguito con il nuovo anno, sempre all´insegna del rock´n´roll di qualità come quello visto e apprezzato in questa occasione!


Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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