23 Ottobre 2020
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BLAZE BAYLEY + Cesare & Freddy + Noise From Nowhere @ FuckSia, Roma – The ‘Acoustic’ Factor!

25-11-2018 20:09 - CONCERTI
Blaze Bayley
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Noise From Nowhere
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Cesare & Freddy
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Anne Baker (violino e voce)
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Anne Baker (violino e voce)
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Blaze Bayley
Thomas Zwijsen (chitarra acustica)
Blaze Bayley
Un appuntamento infrasettimanale che, nonostante l’umidità tardo autunnale e la distanza non certo agevole almeno per il sottoscritto, non si poteva certamente mancare: l’evento di Mercoledì scorso 14 Novembre 2018, presso il FuckSia Billiards & Rock'n'Live sito in località Dragona nella zona sud della Capitale, ha tutte le premesse per rivelarsi attrattivo, visto il nome dell’ospite presente! Torna a farci visita infatti Mr. Blaze Bayley, ex frontman dei celeberrimi Iron Maiden, dei quali ha fatto parte durante il loro periodo più oscuro a cavallo tra la metà e la fine degli anni ’90 (dal 1994 al 1999 per la precisione - n .d. r.), prima del ritorno in pompa magna del suo predecessore Bruce Dickinson: nonostante le ben note diatribe tra i fan sul giudizio dato a tale periodo della Vergine di Ferro, con i quali ha sfornato i due lavori ‘The X Factor’ (1995) e il successivo ‘Virtual XI’ (1998), nonché sulle sue innegabili doti canore, il buon Blaze ha comunque sempre saputo tener testa ad un pubblico alquanto esigente e variegato, grazie alla sua timbrica forse non altissima e squillante ma che comunque ha saputo regalare molteplici emozioni per il pathos e l’interpretazione offertaci. Questa volta il cantante britannico torna in una veste acustica, accompagnato dal giovane talentuoso Thomas Zwijsen (chitarra acustica) e dalla splendida Anne Bakker (violino, voce) per eseguire brani tratti dal suo repertorio solista, e in particolare dall’ultimo recente ‘December Wind’ (2018), oltre a riletture di brani storici del suo periodo nei Maiden e qualche chicca risalente ai suoi esordi con i Wolfsbane! Un evento più unico che raro si direbbe, vista soprattutto l’atmosfera intima e raccolta, quasi familiare, grazie anche ad una partecipazione non massiccia ma molto calorosa da parte del pubblico presente, con il quale il buon Blaze ha interagito dall’inizio alla fine della serata, prima della sua esibizione, durante lo show e al meet & greet finale, a testimonianza del fatto che i suoi sostenitori sono tutti parte di una “comunità” come lui stesso la definisce! Ultima nota lieta, ma non di certo secondaria, l’apertura di serata con due ottimi live act che hanno saputo scaldare a dovere gli animi in questa umida serata novembrina: i giovani alternative Noise From Nowhere e i navigati rockers Freddy Rising & Cesare Verdacchi, accompagnati dal fido Emiliano “Eme” Laglia al basso! Non ci resta dunque che augurarvi una buona lettura!


Noise From Nowhere
Sono da poco passate le ore 21.00 quando, con un’affluenza ancora molto esigua di partecipanti presenti in sala, salgono sul raccolto palco del FuckSia tre giovani ragazzi, dediti ad un sound molto moderno e mainstream che in più di un’occasione in passato non mi aveva di certo fatto impazzire, viste le mie ben note passioni per l’hard’n’heavy stagionato: in questa veste acustica però devo ammettere che i nostri si sono saputi far apprezzare al meglio, mettendo in evidenza le loro buone qualità nel riarrangiare in chiave diversa i loro brani elettrici. “Give It Up” e la seguente “Believe” scorrono dolcemente grazie all’alternanza dei due fratelli Sim Reda (voce e chitarra acustica) e Marco Reda (voce e percussioni) dietro il microfono, coadiuvati dalla sei corde di Mirko Mattei (chitarra): dove forse in chiave elettrica non mi avevano granché stupito, in versione acustica sono riusciti a colpire nel segno, rendendo i loro brani più accessibili anche ai palati più esigenti come quello del sottoscritto! Queste giovani leve, ormai attivi da quasi sette anni e più, hanno dimostrato, a prescindere dai gusti musicali di ciascuno di noi, di meritare tutto il seguito e l’attenzione che la stampa e la critica di settore gli sta riservando da anni, ricevendo anche questa sera degli applausi più che meritati. “Demons In My Bed” e “Run Away” continuano sulla falsariga delle songs precedenti in questo loro breve ma intenso set: ci salutano quindi con la rilettura acustica del celebre brano dei Linkin Park, “Numb”, in memoria del recentemente scomparso frontman della band Chester Bennington, ricevendo il giusto riconoscimento da parte di tutti i presenti per la loro passione e capacità di saper rielaborare in una nuova veste i pezzi della loro produzione!


Noise From Nowhere setlist:

“Give It Up”
“Believe”
“Demons In My Bed”
“Run Away”
“Numb” (Linkin Park cover)


Cesare & Freddy
E passiamo così ora da sonorità più moderne eseguite da giovani leve promettenti, a brani più vintage suonati e interpretati da tre “lupi di mare” del panorama underground capitolino, attivi oramai da diverse decadi sulle scene e circuiti di Roma e dintorni: il repertorio proposto, scelto appositamente per l’evento odierno, spazia da brani della loro produzione e delle svariate collaborazioni che da anni li vede coinvolti in progetti paralleli, oltre ovviamente a due classici senza tempo del progressive rock tricolore! Il locale si sta così poco a poco riempiendo sulle note dell’apertura affidata a “Vecchio Blues”, della produzione di Freddy Rising (voce), mentre con “Hatred” ci si alterna con quella relativa a Cesare Verdacchi (chitarra e voce), questa sera in versione molto southern rock a partire dall’altisonante look della sua sei corde! “Chi Può Sapere” ci fa tornare con le sue melodie alla carriera di Freddy dal suo ultimo lavoro in collaborazione con Max Smeraldi (‘Strada Maestra' del 2017 – n. d. r.) mentre con la doppietta “The Legacy” e “Fall” ritorniamo al repertorio di Cesare, il quale, ringraziando il trio che li ha preceduti, li chiama erroneamente “Sailing To Nowhere”, scusandosi tra le risate generali per questa innocente quanto divertente svista: la simbiosi magica tra questi due leoni dell’underground capitolino è agli occhi di tutti, così come la classe e la naturalezza con la quale il buon Emiliano “Eme” Laglia (basso) si prodiga nelle sue linee ritmiche, dandoci quasi l’impressione di bere un bicchier d’acqua tanta la perizia maturata ormai da anni di esperienza tra cover band e progetti originali nei circuiti romani. La stupenda “Where Is Your Love”, sulla quale Freddy ci diletta con le sue doti canore, fa da apripista ad un breve ma doveroso e sentito tributo alla grande stagione del progressive rock italiano degli anni ’70: si parte con gli storici partenopei Osanna di Lino Vairetti in una versione rivisitata del loro celebre “L’Uomo”, per poi eseguire una versione da applausi di “Impressioni di Settembre”, manifesto della nostra amata PFM (Premiata Forneria Marconi), intonata da tutti i presenti sempre più numerosi adesso. Il loro assai apprezzato set si conclude con un altro brano tratto dall’ultimo lavoro di Freddy con Max Smeraldi, “Venditore di Sogni”, con il quale i nostri ci salutano ringraziandoci per il supporto e per aver partecipato a questo raccolto quanto sentito show, veramente un piacevole preludio di quello che si prospetterà essere l’evento clou della serata!

Cesare & Freddy setlist:

“Vecchio Blues”
“Hatred”
“Chi Può Sapere”
“The Legacy”
“Fall”
“Where Is Your Love”
“L’Uomo” (Osanna cover)
“Impressioni di Settembre” (PFM cover)
“Venditore di Sogni”


Blaze Bayley
Siamo pronti così, tra un cambio di palco e l’altro, a prepararci per l’attesissimo evento previsto, al cospetto di un musicista che, nel bene e nel male, ha segnato un’epoca della longeva e invidiabile carriera degli Iron Maiden: la sala adesso è abbastanza piena, certo non come ci si aspetterebbe da un nome di questo tipo ma, viste le distanze e il giorno infrasettimanale, è comprensibile una presenza non proprio numerosissima ma comunque calorosa, pronta a supportare e sostenere dall’inizio alla fine del suo show il signor Blaze e i suoi fidi compari! Ma prima di riabbracciare il singer britannico, eccoci nuovamente allietati dal giovane talentuoso Thomas Zwijsen (chitarra acustica), sempre sorridente e alla mano con il pubblico: il chitarrista fiammingo ha da poco pubblicato un suo lavoro in studio, ‘Nylon Guitar’, nel quale rilegge in chiave acustica tutti i classici immortali della storia del rock! Un’arpeggiante “The Trooper” fa da apripista alla stupenda “Temple Of The King” dei Rainbow di Ritchie Blackmore, per poi ritornare al repertorio di quella che lui stesso considera la più grande heavy metal band di tutti i tempi, gli Iron Maiden, con la tanto richiesta “Alexander The Great”, eseguita assieme all’elegante Anne Bakker (violino e voce). Si prosegue tra gli applausi generali con la poco conosciuta “Strange World” sempre del repertorio del gruppo di Steve Harris, il cui intro, come sottolineato dal goliardico Thomas, ricorda molto quello della ben più conosciuta “Nothing Else Matter” dei Metallica. Questo breve e inaspettato set si chiude sulle note del tema di Ennio Morricone di “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo”, rendendo omaggio al nostro grande compositore di fama internazionale!

Thomas Zwijsen solo set:

“The Trooper”(Iron Maiden song)
“Temple Of The King” (Rainbow cover)
“Alexander The Great” (Iron Maiden song, feat. Anne Baker)
“Strange World” (Iron Maiden song, feat. Anne Baker)
“Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo” (Ennio Morricone cover)

Il nostro beniamino passa tra le file di tutti i presenti per stringere la mano a ciascuno, in segno di rispetto e riconoscenza per il supporto ricevuto nel corso degli anni, pronto a regalarci una serata che difficilmente potremo dimenticare per pathos, intensità e coinvolgimento: un set perfettamente bilanciato tra i brani della sua recente produzione solista e quelli ben più conosciuti del suo periodo alla corte della Vergine di Ferro. E si parte infatti proprio con “Virus”, brano mai apparso in nessun album in studio, intonata da tutti quanti in coro, mentre “The Launch” fa da apripista per l’arrembante “Lord Of The Flies”, altro gioiello da quell’album assai sottovalutato, almeno a parere di chi vi scrive, che fu ‘The X Factor’ (1995), così come la fantastica “Judgment Of Heaven”. Il nostro ospite è molto affabile con tutti quanti, dichiarandosi orgoglioso di avere un pubblico unico come il suo, al di fuori di qualsivoglia canale mainstream, visto che i suoi recenti lavori sono prodotti tramite la sua etichetta, senza essere distribuiti da grandi case discografiche, bensì sostenuti dal solo supporto dei fan. “What Will Come” ci riporta al presente, prima di essere, ma solo momentaneamente, trascinati nel suo passato maideniano sulle ali di una “Futureal”, da ‘Virtual XI’ (1998), che anche in versione acustica riesce a farci scapocciare come non mai! Dalla sua recente ultima collaborazione con Thomas Zwijsen viene eseguita la sognante “December Wind”, una dolce e lenta ballad atta a farci rifiatare e trasportare emotivamente, che ci rivela il lato più intimista del buon Blaze, la cui voce riesce ad abbracciare più registri baritoni. “2 A. M.” ci riporta per un attimo ai fasti degli anni ’90 prima di riassaporare le sue produzioni soliste prima con la bella “Prayers Of Light”, dal ritornello alquanto incisivo, e poi con l’energica “The Crimson Tide”. Se “Lightning Strikes Twice” è un’ennesima prova di come il suo passato coi Maiden abbia lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti i suoi estimatori, la veloce e spedita “Manhunt” ci ricorda anche la sua precedente esperienza con i Wolfsbane, con i quali si è recentemente ricongiunto e con cui spera in futuro di venire a farci visita anche qui in Italia, come lui stesso ci confessa: l’imponente vocalist inglese sembra aver ritrovato, dopo lunghi periodi bui, la freschezza e la serenità grazie al sostegno di un pubblico che lo ha sempre sostenuto e lo dimostra il coro sul ritornello! Ma c’è anche spazio per una cover assai gradita all’audience presente in sala, brano immortale per tutto l’hard’n’heavy nonché intro di apertura ormai da decenni di ogni concerto dei Maiden, ovvero la celebre “Doctor Doctor”, cavallo di battaglia degli UFO di Phil Mogg e Michael Schenker, cantata a squarciagola da noi tutti, ancora affamati di metallo e incuranti di qualsivoglia stanchezza. Come detto in precedenza, il senso di comunità che rende da sempre unico il rapporto tra Blaze e i suoi fan è ribadito in apertura dell’immancabile “The Clansman”, eseguita e riarrangiata in chiave acustica egregiamente dal duo Zwijsen/Bakker: ogni singola parola o coro sono intonati all’unisono da tutto il pubblico, in un’apoteosi finale, a cui veramente pochi artisti possono vagamente aspirare nel corso della propria carriera! Lo show sembra volgere tristemente al termine, ma c’è ancora spazio per due bramati sussulti: “Man On The Edge”, pur non potendo contare su una sezione ritmica vera e propria questa sera, riesce comunque ad aizzare gli animi di noi tutti desti e non ancora sopiti, per poi lasciarci con un sentito e sincero ringraziamento sulle note della sua stupenda “The Love Of Your Life”, a testimonianza del suo amore per la musica e per la sua gente che sono a tutti gli effetti la sua grande famiglia! Un’atmosfera diversa da quelle consuete a cui siamo solitamente abituati, e proprio per questo unica e difficilmente ripetibile, degna di essere vissuta con tutto l’entusiasmo e la passione viste questa sera, grazie soprattutto ad un ospite speciale che ha saputo ripagare degnamente tutte le nostre aspettative!


Blaze Bayley setlist:

“Virus” (Iron Maiden song)
“The Launch”
“Lord Of The Flies” (Iron Maiden song)
“Judgment Of Heaven” (Iron Maiden song)
“What Will Come”
“Futureal” (Iron Maiden song)
“December Wind”
“2 A. M.” (Iron Maiden song)
“Prayers Of Light”
“The Crimson Tide”
“Lightning Strikes Twice” (Iron Maiden song)
“Manhunt” (Wolfsbane cover)
“Doctor Doctor” (UFO cover)
“The Clansman” (Iron Maiden song)
“Man On The Edge” (Iron Maiden song)
“The Love Of Your Life”



Non possiamo dunque che ritenerci più che soddisfatti per questa magica notte vissuta in una veste più intima e raccolta di quelle elettriche alle quali siamo per lo più abituati: un ringraziamento speciale va fatto a tutte le band e ai musicisti che hanno onorato degnamente questo evento, organizzato dall’amico Marco Fatini e dal FuckSia che ringraziamo per la cortesia e disponibilità, con l’augurio di poter rivivere nuovamente al più presto queste atmosfere sognanti e rilassate ma pur sempre all’insegna della musica a cui noi tutti siamo da sempre legati!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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