17 Gennaio 2019

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COSTA DE FUEGO, Valencia (España) - Il neo-festival infiamma Benicàssim

26-07-2012 - CONCERTI
La deserta e arida Benicàssim (Valencia) è il luogo ospitante la prima edizione del festival "Costa de Fuego". Da subito capiamo che l´organizzazione dell´evento non è il massimo, ma l´area è ben attrezzata, con campeggio gratuito e ben collegata con il centro della cittadina e con il mare. Il festival è destinato a band e artisti rock, metal e hardcore sia emergenti che affermati (headliner: Guns N´ Roses e Marylin Manson) e si è svolta il 20 e 21 luglio 2012.

Il primo gruppo che vediamo sul palco principale sono gli AMORPHIS (foto 1). Andare a un loro concerto è sempre stato un sogno e finalmente eccoli a pochi metri da noi! Certo, dall´abbronzatura non si direbbe che sono finlandesi! Tomi sfoggia un microfono/navicella spaziale/phon per capelli molto interessante ... ma questi sono commenti irrilevanti! Coinvolgenti e travolgenti ci regalano un´ora di emozioni, ma avrebbero sicuramente meritato un orario migliore. Passando da un classico all´altro, senza tralasciare la famosissima "My Kantele", terminano con la splendida "House of Sleep" tra i cori degli spettatori.

Verso le 20:00 ecco che sul palco appare tra gli applausi Frost, il batterista dei SATYRICON. E´ lui che dà inizio alle danze con la potentissima "Now, Diabolical", seguito poi dagli altri musicisti. Il cadaverico Satyr (foto 2), col suo microfono-forchettone, ha una presenza scenica notevole e cerca di far partecipare attivamente il pubblico, mentre i chitarristi oltre ad avere potenza e tecnica elevate, sono degli ottimi headbangers. "Mother north" è un classico che non può non far parte della loro scaletta e viene eseguito alla perfezione. Dopo un po´ anche il pubblico iberico finalmente si accende, incitato da questo brano così poderoso e continuando sulle note di "Fuel for Hatred" e "K.I.N.G.", degna conclusione per una delle maggiori band esponenti del Black metal.

Dopo i Satyricon ci avviciniamo al secondo stage. Non è esattamente quello che immaginavamo, vedere decine di bagni posizionati immediatamente a lato palco! Comunque assistiamo a parte del concerto dei PARADISE LOST, anche loro una scoperta per noi. Atmosfere cupe e allo stesso tempo di grande impatto ed energia. Molto esuberante l´interpretazione del chitarrista Aaron Aedy, che scuoteva come un matto la testa e con le braccia la chitarra; resta ancora un mistero come fosse riuscito a suonare nel frattempo!

Torniamo quindi alla postazione principale per i tanto attesi GUNS´N´ROSES, che in linea di massima fanno un grande spettacolo con tanto di fuochi pirotecnici, che si protrae per ben 3 ore. Grandi classici come "Welcome to the jungle", "Paradise city", "You could be mine" e qualche canzone da "Chinese Democracy", album a dir poco penoso e ben lontano dai bei tempi dove la band era ancora unita. I brani sono intervallati dai vari solo di ciascun membro della band. Inutile dire che il fulcro del concerto sono state le canzoni storiche, ma ci è dispiaciuto molto notare un gruppo molto statico, con musicisti ottimi ma che non riuscivano a comunicare niente, come se stessero lì per fare un lavoro qualsiasi per poi tornarsene a casa. Axl (foto 3) ha cercato di emulare il passato senza ottenere buoni risultati, poiché la sua voce è ben diversa dai vecchi tempi. Avrebbe dovuto evitare di strafare durante alcuni pezzi ed impostare la band in maniera differente. Nonostante tutto questo, per chi non è così puntiglioso come noi, il concerto si può definire un bel concerto che comunque affascina chi magari non ha mai avuto la possibilità di vedere i Guns dal vivo, certamente un´occasione da non perdere.

Contemporaneamente ai Guns´n´Roses, suonano sul palco secondario i LACUNA COIL. Quando ci avviciniamo notiamo che l´atmosfera è già calda. A dire il vero preferiamo loro ai maestri del rock, anche se ultimamente non li abbiamo seguiti molto. Cristina Scabbia in grande forma, spende volentieri qualche parola col pubblico (anche se non sente le nostre urla, che da buone connazionali volevamo dedicarle!). Tra le tante canzoni eseguite, nella scaletta le migliori rimangono "Heaven´s a lie" e "Swamped".

Ma descriviamo anche l´area festival...qui vi sono i classici stand dove si trova di tutto, rigorosamente metal! Zaini, magliette, polsini, spillette, chiodi, cd e via dicendo, sembra quasi un mercato. Anche per il cibo non ci facciamo mancar nulla! Si può scegliere tra pizza, classico hamburger e patatine fritte, ma anche thai, sushi, vodka bar e tanto altro ancora. Degna di nota l´area vip, sicuramente l´opposto rispetto quella del Gods Of Metal nostrano, composta da quattro panche, due gazebi e un bar. Qui invece era molto estesa, piena di grandi ombrelloni e comode zone relax composte da divanetti in pelle, o poltroncine con luci al loro interno, grandi materassi comodissimi dove distendersi, area spiaggia con sdraio, tavolini e sabbia! In più l´ufficio dedicato alla stampa, con monitor per le informazioni, organizzatori molto disponibili, area wi-fi e tutto quello che può servire per scrivere i nostri articoli in diretta.

Molto buona anche l´idea di distribuire gratuitamente l´acqua durante i concerti, cosa che non si vede normalmente in giro, segno di gran cura.

Un giro sul Booster, tipica giostra da Luna Park che ti porta in alto per poi partire nei suoi giri vorticosi, tanto da farti sentire dentro una lavatrice, così la giornata può dirsi completa!

Il secondo giorno inizia con un gruppo Black metal valenciano: i NOCTEM. Da qualche parte il loro nome è arrivato alle nostre orecchie e perciò ci avviciniamo curiose al loro stage. Truccati ed incappucciati come tradizione richiede, offrono una grande performance, con brani quali "Invictus","Divinity", "Under seas of silence" , acquistando anche molto seguito tra il pubblico presente.

Dopo di loro scopriamo piacevolmente il metalcore degli ARCHITECTS. Abbigliamento stile Brit-pop, visetti giovani; appena iniziano a suonare violentemente i loro strumenti capiamo che si tratta di tutt´altra cosa! Il cantante salta da una parte all´altra del palco e incita la folla ad eseguire circle pit e wall of death, per la gioia della security.

Ora è il turno di un gruppo che aspettavamo di vedere dal vivo da molto tempo, i mitici IN FLAMES (foto 4)! "Cloud Connected" apre le danze di questo concerto che si preannuncia fantastico fin dall´inizio. L´audience è fomentata fin dal primo secondo e di certo la band sul palco non smette di incitarla! Björn sfodera i suoi migliori sorrisi tutto il tempo, chissà, forse l´atmosfera spagnola...mentre Anders scherza con il pubblico aprendo molti dialoghi tra una canzone e l´altra. "Trigger", "Deliver us", sono i must della scaletta. Daniel Svensson alla batteria si scatena, specialmente sulle note di "The quiet place", canzone non così quiet per l´appunto! Ottima la coordinazione di tutta la band, "Take this life" è l´ultima canzone in lista e purtroppo gli In Flames ci salutano.

È arrivato quindi il momento dei NIGHTWISH, unici esponenti del metal sinfonico di questo festival. Dopo una lunga intro, irrompono sul palco sulle note di Storytime. Finalmente un po´ di sorrisi e di allegria! Anche loro si avvalgono di giochi pirotecnici e fumo, per strabiliare i loro fans con un´atmosfera surreale. Immancabili del vecchio repertorio "Nemo" e la cover di Gary Moore "Over the Hills and Far Away". Purtroppo, sulle note di successi un po´ meno recenti, come la splendida "Come cover me", si nota il nuovo stile del cantato eseguito da Anette Olzon, rispetto a Tarja Turunen a lei manca totalmente la componente lirica e perciò adesso sembrano molto lontani dalle atmosfere che li hanno resi famosi. Nonostante tutto, Anette ha una bella voce ed è molto brava a coinvolgere il pubblico, sempre sorridente e presa dalla musica. Anche Tuomas dall´alto delle sue tastiere incita il pubblico mentre Marko Hietala si fa seguire proponendo alcuni cori. Chiudono con "Last Ride of the Day" e dopo i saluti lasciano in sottofondo "Imaginareum" quando ormai sono usciti dal palco.

Un telone nero copre l´arrivo dell´attesissimo MARYLIN MANSON (foto 5). Dopo l´intro di Suspiria dei Goblin ecco che il telo scende e appaiono il Reverendo e la sua band pronti con il nuovo singolo "Hey, Cruel World...". Quattro le canzoni del nuovo album: la scaletta è uguale a quella del concerto a Milano dell´11 luglio. Bellissima atmosfera in "Coma White" quando della neve finta cade dal cielo. Bello anche il microfono a forma di coltello, come se in questo festival ci fosse la gara per i microfoni più estrosi, ma alla fine ci aspettavamo qualcosa di più esaltante e scenografico da parte del controverso cantante. Pezzi conosciutissimi naturalmente, come "The Dope Show" e "The beautiful people" hanno fatto parte dello show ed i fan erano veramente tanti, si vedeva gente anche dalle collinette lì intorno per quest´artista che basa quasi la totalità del suo essere sulla stravaganza.

Nel "Bikini Stage" inizia l´esibizione dei mitici OPETH che aprono con "The devil´s orchard". Sufficienti le prime note a far infiammare il pubblico e un Mikael Åkerfeldt molto a suo agio che ride e scherza dal palco, vestito stile anni ´70 ma in grande forma sia vocale che musicale; passaggi da voce pulita a growl di una precisione estrema confermano. Non solo lui ma anche Mendez da grande prova di abilità col suo basso, la band è perfettamente amalgamata ed il sound pulito ed avvincente, come le tipiche atmosfere che solo gli Opeth sanno creare. Nel bel mezzo dello show ecco che arriva "Demon of the fall", brano meraviglioso che fa scaldare ancora di più il pubblico. Il concerto si conclude con un altro classico, "Deliverance", degna conclusione di una grande performance.

HAMLET e RISE TO FALL, due band entrambe spagnole, nonostante l´ora tarda (quasi le 3 di notte) riescono a tenere a sé più o meno tutto il pubblico, che non sembra accusare la stanchezza. Nu-metal i primi e pressappoco Death-Melodic i secondi, tirano fuori fin da subito la loro carica e dunque la festa non è ancora terminata! In particolare gli Hamlet hanno una lunga carriera alle spalle; nelle loro canzoni molto spesso possiamo notare temi riguardanti politica e rivendicazioni sociali. Naturalmente sono molto famosi in Spagna, la loro presenza al festival era quasi scontata.

Tirando le somme, possiamo dire che questa prima edizione del festival è stata complessivamente molto positiva. Manca giusto qualcosa da perfezionare nell´organizzazione e siamo certe che se ci sarà una seconda edizione si svolgerà al meglio. Per ora, secondo alcune cifre forniteci dagli organizzatori, possiamo dirvi che il campeggio ha ospitato più di 4000 persone, una cifra media insomma, più le tante altre accorse che hanno alloggiato in altri posti. La stampa spagnola faceva parte del 95% totale; speriamo che il prossimo anno le cifre si trasformino un poco in maniera tale da garantire una copertura un po´ più varia, internazionalmente parlando. Siamo state comunque prese a simpatia da tutti, essendo le uniche giornaliste italiane e correndo avanti e indietro per essere in grado di fornirvi un report valido e completo. Suggeriamo a tutti di provare questo festival, davvero interessante. Inoltre Benicàssim è una tranquilla cittadina sulla costa ben collegata a Valencia, quindi ne nasce spunto per un´ottima vacanza metallara sul mare!


Fonte: Crystal Night & Erica Berton
Marzio 02-08-2012
Grazie per le foto degli Opeth
e anche per le altre
CrystalNight 30-07-2012
FOTO OPETH
La gallery sarà finita in questi giorni, ed anche sistemata!! =)
Marzio 27-07-2012
OPETH
Avete foto degli Opeth?
Pam 27-07-2012
m/
Che bello!Complimenti per il report!!!Brave ragazze!
Nikky 26-07-2012
Bellissimo festival
Beate voi !!!



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