30 Novembre 2020
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DIAMOND HEAD @ Traffic Live, Roma – la NWOBHM risplende sulla Capitale!

16-11-2018 22:48 - CONCERTI
Diamond Head
Adamas
Adamas
Adamas
Adamas
Adamas
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Run Chicken Run
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Diamond Head
Di fronte ad un nome così altisonante e degno di nota, per tutta la storia dell’hard’n’heavy internazionale e non solo, quale quello della storica formazione britannica capitanata dal sempreverde cofondatore Brian Tatler (chitarra), non potevamo di certo esimerci dal mancare questo imperdibile appuntamento, con il ritorno in Italia dei leggendari “diamanti” della NWOBHM per quattro imperdibili appuntamenti, previsti per Venerdì 9 Novembre all'Exenzia Rock Club di Prato, Sabato 10 Novembre allo Slaughter Club di Paderno Dugnano (MI), Domenica 11 Novembre al Traffic Live di Roma ed infine Lunedì 12 Novembre al Padiglione 14 di Collegno (TO)! La data capitolina, nonostante il giorno pre-feriale, ha riscontrato un’ottima affluenza di pubblico e di afficionados storici, giovani leve e attempati metalheads, pronti a dare il degno supporto che un nome di tale portata, qual è quello dei Diamond Head, merita! Altra nota positiva di questo evento, targato Good Music in collaborazione con la Erocks Production, è stata sicuramente la partecipazione di due formazioni italiane in apertura di serata che hanno dimostrato tutta la loro forza e il loro valore: gli umbri Adamas e i ruspanti rockers marchigiani Run Chicken Run! Insomma una data a dir poco perfetta, come non lo si vedeva da anni ormai, sia per la buona riuscita complessiva che per la nutrita presenza di pubblico: tenetevi pronti dunque per gustarvi questo avvincente e dettagliato reportage, buona lettura!

Adamas
L’onere e l’onore di aprire le danze di questa serata tanto attesa tocca a questa giovane formazione proveniente da Spoleto (PG), dedita ad un sound corposo in bilico tra l’hard’n’heavy ottantiano e sonorità più moderne: il combo, guidato da Luigi ‘Faithful Father’ Castellani (voce e chitarra), è sulle scene da più di dieci anni, vantando un buon seguito a livello nazionale, ed anche in questa occasione ha saputo degnamente dimostrare tutti i suoi punti di forza. Purtroppo non ci è stato possibile assistere a tutta la loro ben riuscita esibizione perché, nel mentre, eravamo alle prese con un’intervista esclusiva a Brian Tatler, storico fondatore dei Diamond Head, che uscirà prossimamente sulle nostre pagine di VeroRock: ma i nostri sono riusciti comunque a farsi apprezzare da un pubblico a dir poco esigente e fortunatamente il loro sound massiccio è arrivato anche alle orecchie del sottoscritto e del deus ex machina della leggendaria band britannica! L’apertura affidata a “Bitch Night” e all’omonima “Adamas” sono un ottimo biglietto da visita per tutti coloro che li hanno visti per la prima volta in questa occasione, così come la titletrack del nuovo lavoro in studio, “Heavy Thoughts”, riesce ad essere incisiva e a bilanciare il mix di sonorità moderne e vintage che da sempre contraddistingue il trademark del gruppo, grazie soprattutto al pregevole lavoro della sezione ritmica composta da Alessandro ‘Gufo’ Manini (basso) e da Eugenio ‘Magnosuuvicchieri’ Castellani (batteria). Si prosegue quindi con “Pregnant With Hate” e “Pit My Skin”, potenti ed energiche al punto giusto, grazie anche ai riff sprigionati dalla sei corde di Federico ‘Mastro’ Fondacci (chitarra), sempre arrembanti e mai banali: il pubblico presente, pur non essendo ancora folto, segue con attenzione la performance del gruppo, regalandogli applausi più che meritati anche al termine della loro breve ma intensa esibizione che si conclude sulle note di “E.T.N.A.”!

Adamas setlist:

“Bitch Night”
“Adamas”
“Heavy Thoughts”
“Pregnant With Hate”
“Pit My Skin”
“E.T.N.A.”


Run Chicken Run
Passiamo adesso ad una band che già da diverso tempo ha saputo ritagliarsi una buona fetta di estimatori anche in terra capitolina, grazie alle ottime e convincenti performance che li hanno visti in apertura a gruppi del calibro degli Oliver/Dawson Saxon o Thomas Silver (ex chitarrista degli svedesi Hardcore Superstar), solo per citarne alcuni: l’ironia, a partire dalla storia relativa al loro moniker, unita ad una ruspante spensieratezza e ad un sound sanguigno, a cavallo tra hard rock d’annata e blues rivisitato in chiave contemporanea, sono il marchio di fabbrica di questi ragazzi provenienti dall’interland di Ancona, da poco entrati nel roster dell’etichetta partenopea Volcano Records, già con l’agenzia di booking & management Soundsrock Agency! Per il sottoscritto dunque non è stata una novità il loro show bensì una piacevole conferma di tutte le potenzialità che questi rockers hanno dimostrato di avere, a partire da quel memorabile show al Let It Beer di Roma dello scorso 20 Aprile di spalla alla band di Graham Oliver e Steve Dawson, ex Saxon, che ci ha regalato momenti unici e che ha aperto la strada nei circuiti musicali capitolini a questa meritevole realtà italiana! Saliti sul palco nel loro completo caratteristico, ovvero una tuta in stile agro-industriale, i nostri sono pronti a deliziarci con le loro sonorità graffianti, debitrici della lezione impartita da gruppi storici del calibro di AC/DC, Krokus e Airbourne, il tutto riletto in chiave moderna: l’opener “We’re Gonna Rock You” è il loro biglietto da visita diretto e senza troppi fronzoli ed orpelli di sorta, accolto da urla di giubilo da parte degli spettatori che stanno iniziando a riempire sempre più la sala; “Rust From Space” e “Black Shadow” sono altre due songs tutte da gustare, facendoci scapocciare ripetutamente e inducendoci a muovere il piedino ritmicamente come da miglior tradizione r’n’roll, complici anche l’energia sprigionata da Michele Montesi (voce e chitarra) e dalla goliardica “duck walk” inscenata da Leonardo Piccioni (chitarra) durante i suoi soli! Ma le sorprese non finiscono qui, perché per l’occasione ci vengono adesso proposti ben due nuovi brani di prossima produzione, ovvero la trascinante “Dreaming Revolution” e la scoppiettante “Final Rollercoaster”, che ci fanno veramente ben sperare per il loro futuro capitolo in studio di prossima pubblicazione: la padronanza strumentale e l’esperienza sfoderata dall’amico Paolo Scarabotti (basso) e dalla new entry Simone Medori (batteria, che ha recentemente preso il posto dell’ex Mirko Santacroce) sono una garanzia per tutti, con il loro groove preciso e puntuale, invidiabile da chiunque! La veloce “Blackout Out” fa da apripista all’omonima “Run Chicken Run”, eseguita con tanto di maschera di gallo indossata come di consueto nei loro show dal batterista: un pezzo degno di una chiusura da applausi, così come già avvenuto in apertura. Non resta altro da aggiungere se non dei rinnovati complimenti che mi sento personalmente di fare a questi giovani ruspanti rockers, visti i notevoli sacrifici che da sempre fanno per poter vivere e offrirci con passione ed energia il sacro verbo del rock’n’roll; alla prossima ragazzi!


Run Chicken Run setlist:

“We’re Gonna Rock You”
“Rust From Space”
“Black Shadow”
“Dreaming Revolution” (new song)
“Final Rollercoaster” (new song)
“Blackout Out”
“Run Chicken Run”


Diamond Head
Arriviamo così al momento clou della serata, mentre il Traffic è a dir poco stracolmo di metalheads di tutte le età, oltre le più rosee aspettative come già sottolineato in precedenza: un evento di tale portata con un nome così altisonante in cartellone non poteva di certo mancare nella lista degli eventi da non perdere da parte di tutti gli appassionati! Tornati sulle scene con il loro recente ultimo omonimo lavoro (‘Diamond Head’, edito nel 2016 per la Dissonance Productions – n. d. r.), gli storici britannici capitanati dall’unico membro storico nonché cofondatore Brian Tatler (chitarra), che abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare prima della loro esibizione, ci hanno riservato uno show d’eccezione, caratterizzato da una setlist incentrata su tutti i classici estratti dalla loro variegata discografia oltre a brani di più recente produzione! Partenza affidata alla corroborante “Play It Loud”, manifesto di quella che sarà la loro energica e diretta performance, accolta da un’ovazione generale, così come le seguenti “Borrowed Times” e “Sweet and Innocent”, autentiche perle tratte dai primi due storici lavori in studio (rispettivamente da ‘Lightning to the Nations’ del 1980 e dal successivo omonimo ‘Borrowed Time’ del 1982 – n. d. r.), eseguite con un’energia e una ventata di freschezza ritrovata grazie soprattutto all’apporto del nuovo frontman danese Rasmus Bom Andersen (voce)! “Bones” ci riporta al presente per poi rituffarci a capofitto nel glorioso passato con la stupenda “Helpless” prima di gustarci una versione melodica della aoreggiante “In The Heat Of The Night”, eseguita e cantata in modo egregio, senza farci sentire eccessivamente la forte assenza del membro storico Sean Harris dietro il microfono.
Una setlist bilanciata tra brani dell’ultimo corso e classici d’annata, passando per la recente “Set My Soul On Fire” e ritornando al loro periodo aureo con l’immancabile “Lightning To The Nations”, sulle quali il nostro Brian si prodiga in soli da capogiro, incitato da un pubblico attento e mai pago, che da tempo aspettava questa loro prima venuta nella Capitale! La melodica e trascinante “Diamonds” ci rapisce come non mai, con una prova sugli scudi del giovane Dean Ashton (basso), mentre su “Shoot Out The Lights” e sulla sublime “It’s Electric” è il navigato Karl Wilcox (batteria, con la band sin dal lontano 1991) a ricevere consensi unanimi grazie ad un drumming invidiabile. Sebbene si sentisse la mancanza di una seconda chitarra, vista l’imprevista assenza di Andy "Abbz" Abberley (chitarra ritmica) presente invece il giorno prima allo Slaughter Club, i nostri beniamini ci hanno offerto una prova impeccabile sotto tutti i punti di vista, degnamente ripagata da un pubblico coinvolto e partecipe come non lo si vedeva da tempo qui nell’ambiente romano se non per i mega eventi come di consueto: ci avviciniamo così verso la fine dello show sulle note di “The Prince” che fa da preludio al bis finale dove trova spazio il loro cavallo di battaglia, nonché pezzo più conosciuto grazie alla celebre rilettura dei metallica, “Am I Evil”, intonata all’unisono da tutti noi in coro, dall’inizio alla fine. C’è spazio infine per un ultimo sussulto, dopo una breve e fugace pausa ricreativa, con la veloce e devastante “Sucking My Love”, anch’essa accolta con giubilo da tutte le schiere di metalheads presenti: ripeto, non per voler essere prolisso, ma un’atmosfera e una partecipazione generale come in questa occasione non la si vedeva da tempo nel circuito concertistico della Capitale, facendo ben sperare per il futuro, soprattutto visti gli incoraggianti numeri, al di sopra delle aspettative e addirittura forse anche superiori alla precedente data lombarda! Un saluto finale ci viene riservato da tutti i componenti e in particolare dal corpulento Karl Wilcox che si ferma sul palco, microfono alla mano, per ringraziarci personalmente a nome di tutta la band per il sostegno e supporto ricevuto, facendoci notare come da parte loro ci sia ancora tutta la passione e la voglia di suonare per i fan e con i fan, a conferma di una politica democratica e trasparente portata avanti ormai da anni dalla band inglese, a differenza di molti altri loro colleghi che per primo lucrano sui loro fan a partire da prezzi di merchandise spropositati. Non resta che applaudirli a scena aperta, sia per la loro esibizione inappuntabile, colma di energia e coinvolgente, sia soprattutto per il loro modo di concepire la musica e il rapporto a stretta simbiosi con i fan, da sempre il loro punto di forza!

Diamond Head setlist:

“Play It Loud”
“Borrowed Times”
“Sweet and Innocent”
“Bones”
“Helpless”
“In The Heat Of The Night”
“Set My Soul On Fire”
“Lightning To The Nations”
“Diamonds”
“Shoot Out The Lights”
“It’s Electric”
“The Prince”
“Am I Evil”
“Sucking My Love”


Non possiamo dunque che complimentarci per questa buona riuscita dell’evento, ringraziando in particolar modo la Good Music e la Erocks Production, per l’ottima organizzazione oltre che per la cortesia e disponibilità che da sempre ci riservano, nonché tutto lo staff del Traffic Live e last, but not least, il numeroso pubblico che ha reso questo evento a dir poco memorabile sotto tutti i punti di vista: alla prossima!











Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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