17 Febbraio 2019

News
percorso: Home > News > CONCERTI

GUITAR NIGHT @ Roma, Jailbreak Live Club – I tre moschettieri della “sei corde”!

06-02-2019 17:42 - CONCERTI
GUITAR NIGHT: Massimo Canfora, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Edoardo Taddei Trio
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Bruno Cavicchini Band
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision feat. Giorgio Lorito
Massimo Canfora MC Vision
Massimo Canfora MC Vision feat. Giorgio Lorito, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei
Massimo Canfora MC Vision feat. Giorgio Lorito, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei
Massimo Canfora MC Vision feat. Giorgio Lorito, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei
Massimo Canfora MC Vision feat. Giorgio Lorito, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei
Tre chitarristi assai diversi tra loro, per stile, età ed esperienza con tre proposte assai variegate ed eterogenee, ciascuna con un proprio personale marchio di fabbrica: questo e tanto altro ancora è stata questa fantastica Guitar Night, serata dedicata visibilmente a tutta l’essenza dello strumento a sei corde in tutto il suo splendore grazie all’esibizione di questi tre eccezionali interpreti e dei loro rispettivi compagni di avventura! Venerdì 1 Febbraio 2019 ha visto ancora una volta il “Tempio Rock della Capitale”, il Jailbreak Live Club di Roma, protagonista ancora una volta di un evento che ha visto susseguirsi sul palco un trittico a dir poco da infarto per tutti gli appassionati della buona musica: prima il talentuoso giovane chitarrista Edoardo Taddei, accompagnato in trio, a seguire l’attesissimo Bruno Cavicchini che, con la sua fedele band, ha infiammato letteralmente il locale con i suoi funambolici soli ed eleganti arrangiamenti, ed infine un altro veterano della scena capitolina, ovvero l’estroso Massimo Canfora, accompagnato dai suoi MC Vision, ci ha catapultati nel suo magico mondo musicale, con brani tratti dal suo recente ‘Create Your Own Show’ (Ghost Label Record, 2018)! Insomma tante pietanze musicali prelibate ci sono state servite in questa magica notte romana, dove il pubblico, abbastanza numeroso ed eterogeneo, è stato sempre partecipe dall’inizio alla fine di ciascuna delle tre esibizioni, a dimostrazione che, ancora una volta, il sacrificio e la costanza artistica spesso ripagano quando si ha davvero talento come nel caso dei tre protagonisti di cui sopra. Preparatevi dunque a gustare anche voi questa memorabile serata attraverso il nostro puntuale ed esaustivo reportage: buona lettura!


Edoardo Taddei Trio
Ad aprire le danze ci pensa il diciannovenne chitarrista romano, vera promessa della scena chitarristica nazionale, accompagnato per l’occasione da altrettanto apprezzati musicisti come Dino Gubinelli (basso) e Andrea De Carolis (batteria, già con Timestorm e De La Muerten. d. r.): si parte dunque con uno dei pezzi più famosi dell’alieno Joe Satriani, “Satch Boogie”, su cui Edoardo ci dimostra tutta la sua classe e il suo talento, nonostante la sua giovanissima età, per poi passare ad una apprezzata reinterpretazione di “Birdland” dei Weather Report di Jaco Pastorius, dal loro celebre ‘Heavy Weather’ (1977), in pieno stile jazz-fusion! Ma non poteva mancare anche un tributo ad uno dei suoi riferimenti principali, ovvero sua maestà Y. J. Malmsteen, con la riproposizione della suite “Trilogy”, ancora una volta riletta con maestria dal buon Edoardo. “Perpetual Burn” è invece un omaggio ad un altro grande interprete della sei corde, lo sfortunato Jason Becker, in questo suo brano dal sapore neoclassico: la tecnica del nostro giovane musicista è a dir poco sorprendente ed è stupefacente vedere come riesce a rendere “apparentemente” semplici e facili tutti i velocissimi passaggi presenti. Molto interessante anche la sua “Sentimental Bipolarism”, unico brano originale presente in scaletta, che ci mostra anche la sua non meno ammirevole capacità compositiva; il suo breve ma intenso set si conclude infine con due brani del chitarrista americano Tony MacAlpine, “Tears Of Sahara” e “Hundreds Of Thousands”, per poi salutarci sulle note di “Stratofortess” dei power metallers Stratovarius, il cui fondatore, Mr. Timo Tolkki, è certamente un'altra influenza evidente nel back-ground chitarristico di Edoardo. Dispiace purtroppo per essere arrivato quasi a fine esibizione ma spero prossimamente di poter apprezzare con più costanza il suo innato talento: chapeau!


Edoardo Taddei Trio setlist:

“Satch Boogie” (Joe Satriani cover)
“Birdland” (Weather Report cover)
“Trilogy” (Y. J. Malmsteen cover)
“Perpetual Burn” (Jason Becker cover)
“Sentimental Bipolarism”
“Tears Of Sahara” (Tony MacAlpine cover)
“Hundreds Of Thousands” (Tony MacAlpine cover)
“Stratofortess” (Stratovarius cover)


Bruno Cavicchini Band
E’ sempre difficile dover recensire un amico caro con cui da anni si condividono passioni ed esperienze di vita comuni, come nel caso del qui presente artista materano, sulle scene romane ormai da circa vent’anni e con all’attivo lo stupendo ‘Mood Balance’ (Videoradio, 2013) oltre a svariate collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Ian Paice (Deep Purple), Dave Pegg (Jethro Tull), Gerry Conway (Jethro Tull), Jonathan Noyce (Jethro Tull/Gary Moore/Rick Wakeman), Jaqui McSheen (Pentangle) oltre ad aver aperto le serate per Doogie White (Rainbow/Y.J.Malmsteen/Michael Schenker), Neil Zaza (chitarrista virtuoso italoamericano - n. d. r.) e il britannico Krissy Matthews. Stesso discorso dicasi anche per i componenti della sua fantastica band, con cui da anni ho un rapporto di amicizia profonda: cercherò dunque di essere il più imparziale possibile! Sono le 22.30 circa quando il nostro Bruno ci da il benvenuto alla sua esibizione che di li a poco ci rapirà letteralmente: l’apertura affidata alla consueta e frizzante “The Chase” è a dir poco trascinante, complice anche l’ottimo drumming controtempato di Danilo Ombres (batteria), silenzioso ma incisivo quanto basta! Per noi tutti, amici nonché fan di vecchia data dell’artista di origine lucane, non è assolutamente una sorpresa ma lo è certamente per i diversi volti nuovi presenti tra il pubblico in sala, letteralmente rapiti sin da questi primi sussulti: sempre dal bellissimo ‘Mood Balance’ ci viene offerta la bellissima “Serenity”, un pezzo arioso, complice certamente l’egregio lavoro con i tappeti sinfonici profusi dal goliardico Paolo Castellani (tastiere) sui quali Bruno può letteralmente sfogare tutta la sua vena melodica, alternata ad alcuni arrembanti riff di matrice hard rock supportati dall’hammond! Con “Dimensions”, brano cantato e dalle atmosfere quasi floydiane, e la successiva orientaleggiante “Into The Flow” siamo di fronte a due brani inediti della sua produzione: soprattutto il secondo risulta assai variegato ed attesta la qualità non solo tecnica quanto interpretativa dei suoi musicisti, soprattutto di Paolo e di Ivano Salvatori (basso, già con i Balletto di Bronzon. d. r.), in grado di apportare sempre quel quid in più alla classe innata del suo leader! Torniamo adesso a pezzi tratti dal suo unico album solista all’attivo con “Here and Beyond”, opener anche del disco, dalle melodie malinconiche ed avvolgenti, capace di rapirci nel suo magico mondo, mentre con la seguente mid-tempata “Duckman” siamo su lidi molto rock-blues dal sapore vintage e settantiano, da preludio alla sua immancabile “Fallocaster”, il suo brano secondo me più rappresentativo di tutta quella che è la sua maestria, la sua a volte “incontrollata” esuberanza chitarristica, e il suo gusto compositivo, capace non soltanto di rileggere in chiave attuale tutte le sue svariate influenze musicali, bensì di apportare qualcosa sempre di inaspettato e di innovativo nelle sue composizioni! Ringraziandoci a più riprese per aver partecipato a questo suo ritorno al Jailbreak, dove oramai è di casa da diversi anni, e ricordandoci della presentazione il giorno successivo, Sabato 2 Febbraio presso Ace Records, della ristampa su vinile del suo lavoro con la sua storica band materana Eclipse, il nostro ci saluta sulle note della stupenda “Floating Moons”: altro brano assai articolato ma suonato divinamente, da parte di tutti e quattro i componenti, nessuno escluso! Come detto in precedenza, una piacevole conferma per noi tutti amici, appassionati ed addetti ai lavori, mentre sicuramente, come avviene ad ogni suo concerto, diversi sono gli spettatori che non lo conoscevano ma che inizieranno presto ad amarlo: bentornato “Fallocaster”!


Bruno Cavicchini Band setlist:

“The Chase”
“Serenity”
“Dimensions” (inedita)
“Into The Flow” (inedita)
“Here and Beyond”
“Duckman”
“Fallocaster”
“Floating Moons”


Massimo Canfora MC Vision
Prepariamoci adesso ad assistere ad un altro eccezionale show dedicato al mondo della sei corde, questa volta con una proposta più improntata sul sound di metà/fine anni ’80 portato in auge da chitarristi del calibro di Steve Vai, Joe Satriani, Tony MacAlpine solo per citare le influenze principali riscontrate nella proposta comunque originale di Massimo Canfora, rinomato musicista del panorama capitolino: fa il suo ingresso in scena accompagnato dai suoi fedelissimi MC Vision, vestito con un abbigliamento molto vistoso e in linea con lo stile steam punk! “Create Your Own Show/Crysis” è la giusta scarica di adrenalina metallica capace di introiettarci nel suo magico mondo, mentre la meno agitata “Transmission” è un mid-tempo rockeggiante, supportato sapientemente da una sezione ritmica sublime, composta da due signori musicisti del calibro di Gianluca CataBoom (batteria) e Marco Fiormonti (basso), artefici di un groove pazzesco e quasi ipnotico sul quale si staglia tutta la bravura e tecnica profusa da Massimo. Non poteva mancare però anche un doveroso riconoscimento ad una delle sue fonti principali di ispirazione, ovvero il celebre Steve Vai con il rifacimento di “The Blood & Tears”, eseguita anch’essa in modo ineccepibile, nonostante alcuni inaspettati problemi tecnici accorsi ma ben presto risolti per la gioia di tutti noi attenti spettatori. Si ritorna però subito al suo repertorio, quasi tutto tratto dal suo ultimo eccellente lavoro in studio (‘Create Your Own Show’ del 2018 per l’appunto – n. d. r.), con la bluseggiante e breve “Valiant & Valiant”, brano anch’esso strumentale come quasi tutti quelli eseguiti sull’album e in questa occasione riproposti, mentre si vira su lidi più duri con la seguente “Screamers, Pt.2” su cui risulta efficace an-che il riff a sostegno delle volate chitarristiche di Massimo, eseguito in modo ineccepibile da Marco Maisano (chitarra). Con “Sun In The Box” veniamo trasportati da una cullante melodia slow rock in pieno stile anni ’50, subito però seguita da un altro giro chitarristico di matrice hard rock, altro brano sicuramente notevole di quelli ascoltati quest’oggi: Massimo si dimostra non soltanto un ottimo musicista, dotato di una tecnica invidiabile, bensì anche un talentuoso compositore, grazie anche ai musicisti che hanno contribuito a forgiare questi pezzi! Atmosfere sognanti invece introducono la calma e dolce “Fake Papyrus”, una sorta di semi-ballad elettrica su cui si inseguono tempi dispari e parti arpeggiate di chitarra, capace di trasportarci per pochi minuti in un viaggio dalle tinte quasi oniriche, per poi rituffarci nel magico mondo del rock più sanguigno e diretto con riff e soli dall’innato sapore melodico e giri che ti entrano subito nella testa con “Screamers, Pt.1”. Ci iniziamo ad avvicinare verso la fine di questa splendida serata, ma c’è ancora tempo per apprezzare e gustarci tutta la classe di questi quattro musicisti sul palco: il supporto nei loro confronti da parte di tutti i presenti è a dir poco commovente e sincero, e ne è la prova la presenza di diversi loro colleghi presenti in sala e sotto il palco, tra cui ad esempio l’amico Freddy Rising (che ha collaborato anch’egli in alcune brevi parti canta-te/parlate all’interno dell’ultimo lavoro di Massimo – n. d. r.). I nostri ci salutano con un altro brano di matrice prettamente blues, un classico 4/4 che chiude anch’esso il disco, “Pay The Ticket”, su cui possiamo ammirare ancora una volta la bravura di Canfora anche su giri più convenzionali ma non per questo banali e scontati per poi essere trascinati da un finale in crescendo e assai più veloce, peccato però le parti del bellissimo solo di hammond non possano trovare giustizia anche in questa veste live, ma il mio ovviamente è un semplice giudizio da appassionato e dilettante dello strumento! Siamo giunti ormai al termine della serata ma, dopo gli immancabili ringraziamenti di rito, eccoci riservato un ultimo saluto da parte di Massimo e dei suoi musicisti che invitano a salire on stage Bruno Cavicchini ed Edoardo Taddei, per una mega jam sulle note della ultrablasonata e coverizzata “Smoke On The Water” dei Deep Purple, con alla voce un ospite d’eccezione come l’amico Giorgio Lorito, frontman dei capitolini Ushas, altro artista talentuoso e assai seguito nel panorama underground: duetti, duelli tra questi “tre moschettieri della sei corde” che ci mostrano ancora una volta il meglio del loro repertorio e del loro stile variegato ed eterogeneo per il piacere di noi tutti temerari spettatori, ancora pronti a far festa assieme a loro!


Massimo Canfora MC Vision setlist:

“Create Your Own Show/Crysis”
“Transmission”
“The Blood & Tears” (Steve Vai cover)
“Valiant & Valiant”
“Screamers, Pt.2”
“Sun In The Box”
“Fake Papyrus”
“Screamers, Pt.1”
“Pay The Ticket”

Bis:

“Smoke On The Water” (feat. Giorgio Lorito, Bruno Cavicchini & Edoardo Taddei - Deep Purple Cover)


Una serata che ci ha saputo rapire e coinvolgere nonostante la quasi totalità strumentale dei pezzi, cosa dunque non da poco, grazie certamente alla classe e alle estrose abilità di tutti e tre i chitarristi coinvolti e dei loro sapienti compagni di avventura! Un ringraziamento sentito va a Michela Polito per le splendide foto fatte all'Edoardo Taddei Trio, gentilmente concesse, come sempre a tutti loro, al pubblico presente e allo staff del Jailbreak Live Club che, ancora una volta, si rivela essere attento e ricettivo non solo verso i grandi nomi del rock e metal ma anche e soprattutto dei tantissimi valenti artisti locali che meritano certamente più spazio e una cornice adeguata come il contesto di questa sera!











Fonte: Raffaele Pontrandolfi



Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio




[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio