17 Giugno 2019

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HELLIGATORS + De La Muerte @ Roma, Jailbreak Live Club – il ritorno dell’accoppiata vincente rock capitolina!

26-01-2019 12:24 - CONCERTI
HELLIGATORS + De La Muerte: Sabato 19 Gennaio 2019 @ Jailbreak Live Club, Roma
De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
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De La Muerte
De La Muerte
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De La Muerte
De La Muerte
De La Muerte
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
Helligators
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Helligators
Helligators
Helligators
Come si suole spesso dire in certi frangenti “squadra che vince non si cambia”, calza letteralmente a pennello per l’attesissimo evento svoltosi Sabato 19 Gennaio 2019 presso il “Tempio Rock” della Capitale, il Jailbreak Live Club di Roma: a distanza quasi esatta di un anno (Sabato 20 Gennaio 2018), Helligators e De La Muerte tornano sul luogo del delitto, questa volta a parti invertite. Se nell’occasione precedente infatti gli alligatori capitolini hanno aperto la serata per lasciare la scena principale agli amici adepti musicali di Nuestra Señora de la Santa Muerte per il release party del loro ultimo ‘Venganza’ (uscito per Revalve Records a fine 2017 – n. d. r.), questa volta tocca invece alla band di Gianluca “Maracas” Mastrangelo e soci ricambiare il favore, dando il via alle danze di quella che si rivelerà essere nuovamente una serata di grande successo tanto a livello di livello di originalità di entrambe le proposte quanto per la massiccia partecipazione di pubblico presente in sala, a riprova del grande seguito riscosso da diverso tempo a questa parte da parte dei due gruppi capitolini, tra i più amati della scena metal underground romana! Non ci resta dunque che augurarvi una buona lettura del resoconto di questa ennesima memorabile serata di rock capitolino!


De La Muerte
Sono da poco passate le 22.30, quando il già folto pubblico previsto si riversa tra le prime file pronto ad accogliere i loro beniamini: a prescindere dai gusti musicali di ciascuno, non si può in alcun modo negare la bravura e la capacità di interazione che il combo lucano-capitolino da sempre sta riscuotendo tra le schiere di followers, sempre più numero-si nonostante l’inizio abbastanza recente della loro avventura! Vestiti di tutto punto in pieno stile messicano con tanto di sombrero, gilet e stivaletti, nonché truccati col loro caratteristico facepainting, i nostri si presentano sulle note dell’introduttiva “Theme Of Revenge” e della successiva omonima “De La Muerte”, due brani del loro ultimo lavoro in studio, che non hanno certo bisogno di alcuna presentazione. La bellissima “Lady Death”, eseguita con il piglio e l’energia giusta, fa da apripista all’arrembante “The Last Duel”, sulla quale sale sul palco un ospite oramai conosciuto divenuto si può dire una sorta di mascotte della band capitanata da Gianluca “Maracas” Mastrangelo (voce): il simpatico Simon Tornado, vestito da pistolero del far west, con tanto di pistolone e cappello, si diletta nel suo ruolo in cui ormai si è da tempo calato, riuscendo a catalizzare tutta l’attenzione dei presenti su di lui, peccato solo non essere riuscito a vederlo essendo arrivato poco dopo! Sempre dall’ultima loro fatica discografica, “Gambling In Hell” e “Heart Of Stone”, mettono in mostra tutta la loro perizia tecnica, in particolare del duo lucano composto dagli amici Gianluca Quinto (chitarra) e Christian D’Alessandro (chitarra), evidenziando la loro evoluzione sonora e stilistica avvenuta negli ultimi anni: pur avendoli recensiti svariate volte in passato, il sottoscritto non li vedeva da almeno un anno e forse più, e devo ammettere, in tutta sincerità, di essere rimasto particolarmente colpito soprattutto dalla loro capacità compositiva e di sperimentare diverse commistioni tra lo stoner rock moderno, influenze messicane e ovviamente elementi vintage come piacciono a me! Altro ospite, anche lui oramai fisso negli show della band, l’amico Frank Marino (voce, già con gli Union Radio di John Macaluso e con i The Glamn. d. r.), è invitato a salire sul palco per duettare con l’istrionico e coinvolgente Gianluca “Maracas” sulla stupenda “Death Engine”: è sempre un piacere poter apprezzare le ugole di entrambi questi voca-list, dotati, seppur in modo differente, di un registro canoro a dir poco versatile e invidiabile! “How Do You Feel?” e “Horizon” riescono a rapirci come non mai, complice sicuramente il carisma di Gianluca “Maracas”, un intrattenitore nato: ho inoltre apprezzato con piacere anche il buon Claudio Michelacci (basso e cori), di cui ricordavo una capigliatura assai moderna, e che invece mi ha stupito sia per il suo look molto più consono al contesto e sia per la sua verve mostrata tanto nei cori quanto nell’esecuzione dei brani nonché per i simpatici siparietti con il suo frontman e con l’audience! Iniziamo ad avvicinarci verso la fine del loro appassionante set sulle melodie della rilettura di "Canción del Mariachi", nella versione Los Lobos, eseguita quasi come fosse un’originale, proprio per la passione e la personalità trasmessa agli spettatori dalla band; “Scream Of Madness” sembra segnare l’epilogo dell’esibizione ma per fortuna ci vengono offerti altri due sussulti, prima con la loro reinterpretazione della canzone popolare messicana “Malaguena Salerosa” ed infine con l’immancabile “Silver Bullet”, unico brano estratto dal loro omonimo album d’esordio: pur conoscendoli bene ormai da anni, devo ammettere che i ragazzi mi hanno notevolmente rapito, come già sottolineato in precedenza, proprio per la loro capacità di essersi saputi mettere in discussione ed evolversi, sia stilisticamente sia a livello di look, senza adagiarsi invece sugli allori con la solita minestra riscaldata come usano fare molti loro colleghi anche più conosciuti! E sicuramente è stata anche una grande sorpresa apprezzare l’esordio dietro le pelli di Andrea De Carolis (batteria, già in forza ai power metallers capitolini Timestorm n. d. r.) in sostituzione del precedente duo composto da Luca e Simon Ciccotti, una garanzia assoluta! Non posso quindi che congratularmi con gli amici De La Muerte, con la speranza di poter apprezzare anche il futuro successore del loro riuscitissimo ‘Venganza’ il più presto possibile: una piacevole riconferma!

De La Muerte setlist:

“Theme Of Revenge”
“De La Muerte”
“Lady Death”
“The Last Duel”
“Gambling In Hell”
“Heart Of Stone”
“Death Engine” (feat. Frank Marino)
“How Do You Feel?”
“Horizon”
"Canción del Mariachi" (Los Lobos cover)
“Scream Of Madness”

Bis:

“Malaguena Salerosa” (canzone popolare messicana)
“Silver Bullet”


Helligators
Il bello di queste occasioni non è soltanto l’aspetto musicale che, come già ribadito in precedenza, è stato di alto profilo ma anche e soprattutto quello sociale e di condivisione, vista la grande affluenza di persone, di tantissimi amici e conoscenti con i quali è sempre un piacere disquisire e conversare di musica e similia: dopo questa breve pausa ricreativa, eccoci adesso pronti a gustarci un ennesimo terremoto rock assieme agli amici alligatori, una garanzia per tutti gli appassionati del rock duro contemporaneo. La band guidata dallo scatenato e mai domo Simone “Dude’’ (voce) sono un condensato giusto per tutti gli amanti di sonorità anni ’90 sulla scia di band come Black Label Society, Queens Of Stone Age e surrogati vari, il tutto però infarcito di suoni old school che pescano sia dall’hard rock ottantiano e sia dal grunge/doom dei primi Soundgarden: insomma un piatto a dir poco invitante per tutti gli affamati metalheads presenti quest’oggi! L’apertura è affidata alla rocciosa “Rebellion”, brano di nuova produzione di cui è anche stato girato un videoclip, così come l’apprezzatissima “Southern Cross” mentre con “Doomstroyer” e “Scream” si torna leggermente indietro nel tempo al loro riuscitissimo album di debutto ‘Road Roller Machine’ (uscito per la Sliptrick Records nel 2015 – n. d. r.): l’accoppiata alla sei corde, rispettivamente composta da Daniele Kamo (chitarra) e da Michele “El Santo” Chessa (chitarra), è sicuramente uno dei loro ingredienti principali e un’autentica arma letale, sciorinando riff monolitici e soli genuini, senza troppi fronzoli. Si prosegue così prima con l’eccellente “Black Sun” e con la struggente “Born Again”, sulle quali l’impavido Simone si cimenta in un headbanging condiviso da tutte le prime file: il suo timbro vocale ricorda a volte Phil Anselmo, altre Chris Cornell, ma certamente è un altro degli elementi catalizzatori della loro originale proposta musicale! Anche la loro personale riproposizione del classico “Nice Boys” dei Rose Tatto, resa celebre anche dagli stessi Guns ‘n’ Roses, è risultata assai gradita a tutti i presenti e soprattutto al sottoscritto, da sempre appassionato di glam/sleaze rock anni ’80. “Servant No More” e “Nomad” sono altri due ottimi brani che ben rappresentato la loro musica e il loro stile, diretto e senza alcun orpello di sorta, così come il messaggio sincero di coraggio e di solidarietà che lanciano a tutte le band e gli artisti underground presenti in sala, accolto da applausi di tutti noi. Su “She Laughs” e la sublime “Last Caress” svetta invece incontrastata tutta l’energia e il groove profuso dalla sezione ritmica, vera arma letale, che vede il silenzioso quanto sinistro Pinna “Yeti” (basso) accompagnare il dinamico drumming di Alex Giuliani (batteria), autentica macina inarrestabile! “Snake Oil Jesus”, anch’essa caratterizzata da un riff coinvolgente, sembra chiudere definitivamente il loro fantastico set di questa sera, ma, nonostante l’orario tardo, non sembra esserci alcun segno di stanchezza sul volto dei presenti, ancora vogliosi e affamati di sano e succulento rock’n’roll davanti ad una immancabile birra con cui brindare assieme ai nostri amati alligatori capitolini! Ed eccoci dunque accontentati con un bis da infarto grazie alla doppietta micidiale “Where I Belong”- “Truckdriver” per il piacere dei nostri palati famelici, che mette il sigillo su questa serata veramente appassionante, goduta dal primo all’ultimo istante da tutti i presenti, nessuno escluso!

Helligators setlist:

“Rebellion”
“Southern Cross”
“Doomstroyer”
“Scream”
“Here To Stay”
“Black Sun”
“Born Again”
“Nice Boys” (Rose Tatto cover)
“Servant No More”
“Nomad”
“She Laughs”
“Last Caress”
“Snake Oil Jesus”

Bis:
“Where I Belong”
“Truckdriver”


Non possiamo dunque che complimentarci con tutti i musicisti che si sono esibiti nuova-mente in questo fantastico weekend capitolino, riconfermando ancora una volta di meritarsi tutto il folto seguito di fan e affezionati che da anni li supportano e che, anche in questa occasione, hanno dimostrato tutta la passione e l’affetto verso i loro beniamini! Un ringraziamento finale va come sempre a tutto lo staff del Jailbreak Live Club e in particolar modo agli amici Pino e Angelo Mercuri, al fonico Nino De Natale, all’ufficio stampa curato da Ilaria Degl’Innocenti e a tutti coloro che hanno collaborato a rendere questo sabato sera a dir poco perfetto: Helligators + De La Muerte, una garanzia assoluta!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi
Kamo 02-02-2019
Precisazione
Grazie della bellissima recensione Raffaele, volevo solo precisare che Road Roller Machine del 2015 non é il nostro debut album ma il secondo. Il nostro debut album, autoprodotto nel 2010/11 é Against all Odds, dove si trovano brani come tattooed killer, southern cross e burn che spesso ancora suoniamo dal vivo. Un abbraccio e grazie ancora ��



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