10 Agosto 2020
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HELLOWEEN @ Assago (MI), Mediolanum Forum – Notte magica in compagnia delle zucche di Amburgo riunite!

24-11-2017 00:56 - CONCERTI
Helloween
Helloween: la trepidante attesa prima del concerto!
Helloween: i 7000 e più metalheads presenti al Filaforum!
Helloween: l´inizio dell´indimenticabile show milanese
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween: Sascha Gerstner (chitarra)
Helloween: Andi Deris (voce), Markus Großkopf (basso) e Sascha Gerstner (chitarra)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween: Andi Deris (voce)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Andi Deris (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Andi Deris (voce) e Michael Kiske (voce)
Helloween: Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce) e Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce) e Michael Kiske (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce) e Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Sascha Gerstner (chitarra), Kai Hansen (chitarra, voce) e Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Michael Kiske (voce), Dani Löble (batteria) e Andi Deris (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce), Dani Löble (batteria), Andi Deris (voce) e Markus Großkopf (basso)
Helloween: Markus Großkopf (basso)
Helloween
Helloween: Michael Kiske (voce) e Markus Großkopf (basso)
Helloween: Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween: Markus Großkopf (basso)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Andi Deris (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Andi Deris (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce) e Andi Deris (voce)
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween: Seth & Doc
Helloween: Seth & Doc
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce) e Markus Großkopf (basso)
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce), Michael Kiske (voce) e Mchael Weikath (chitarra)
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween: Drum Solo - Dani Löble (batteria) e Ingo Schwichtenberg (batteria)
Helloween
Helloween: Michael Kiske (voce) e
Helloween: Michael Kiske (voce)
Helloween
Helloween: Dani Löble (batteria), Sascha Gerstner (chitarra), Michael Kiske (voce), Markus Großkopf (basso) e Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween
Helloween: Kai Hansen (chitarra, voce)
Helloween
Esistono eventi nella vita a cui non è possibile rimanere impassibili e indifferenti: uno di questi certamente è stata la tanto attesa quanto bramata ormai da anni reunion della leggendaria band tedesca, gli Helloween, definiti all´unanimità i padri putativi del power metal ante litteram, concretizzatasi oramai quasi un anno fa con l´annuncio dell´altisonante ´Pumpkins United World Tour´ e che ha visto il ritorno in formazione dei due membri storici del gruppo di Amburgo: il fondatore Kai Hansen (chitarra e voce) e del "figliol prodigo" Michael Kiske (voce)! Ma come tutti i ritorni altisonanti, anche quest´ultimo ha visto una diatriba tra i fan entusiasti di quello che solo fino a pochi anni fa sembrava essere un sogno pressoché irrealizzabile e dall´altra sponda i soliti detrattori pronti a gridare il loro futile dissenso basato su supposizioni e non su basi concrete: insomma, a prescindere dalle classiche chiacchiere da bar sport, questa reunion ha suscitato indubbiamente l´interesse di tutto il popolo metallico del globo terrestre, così come quello dei principali mass media che si sono succeduti nel pubblicizzare e supportare un evento storico di tale portata! Dopo le prime date di fine Ottobre del celebrato tour in Messico e America Latina, i sette musicisti di Amburgo (da notare la non casuale similitudine con le famigerate "sette chiavi" del loro concept - n. d. r.) sbarcano in Europa per diverse tappe, molte delle quali già sold out da mesi, e vengono a farci visita nella loro unica data italiana, prevista per Sabato 18 Novembre 2017, inizialmente all´Alcatraz ma successivamente spostata al Filaforum di Assago (Milano) proprio per le numerose richieste dei biglietti. L´evento, targato Vertigo, ci ha fatto rivivere per ben tre ore tutti i momenti salienti della lunga e variegata storia della band tedesca, passando repentinamente dalle produzioni più recenti ai successi più datati, in un continuum fluido che ci ha emozionato e resi partecipi di questo show memorabile: di seguito il racconto di questo viaggio nel tempo che rimarrà indelebile nella mente del sottoscritto e dei più di 7000 presenti che hanno vissuto un´altra serata indimenticabile. Buona lettura a tutti!

Al termine di un lungo e stancante viaggio in pullman direttamente dalla Capitale, dopo un breve cambio abiti a casa di un amico e il seguente tragitto in metro (culminato in una assurda quanto improbabile multa ATM – n. d. r.), ci accingiamo finalmente, dopo mille peripezie, ad attendere con ansia nel pit del Filaforum di Assago l´uscita in scena di quello che si preannunciava già da mesi oramai come uno degli eventi che entreranno di diritto nella storia e a cui è assolutamente vietato mancare: sono da poco passate le 20.40 quando ecco affievolirsi gradatamente le luci e accendersi dei riflettori rossi sullo sfondo del proscenio, sul quale fa per primo il suo ingresso Dani Löble (batteria), accolto da un boato di tutta la sala, così come i suoi compagni di squadra, sulle note dell´immancabile e sinistra "Halloween", brano che è da sempre il manifesto della band, ma che mai come in questa occasione assume un valore maggiore, vista l´importanza della tourneè in questione: da una zucca gonfiabile emergono incredibilmente i due frontman che ci accompagneranno in questa travolgente avventura nel magico mondo delle Zucche! Il duetto tra il tanto atteso Michael Kiske (voce) ed il suo alter ego Andi Deris (voce) riesce veramente alla meraviglia, a dispetto delle malelingue che da tempo criticavano la scelta dei due cantanti e le prestazioni di Michi non sempre entusiasmanti a livello canoro: e invece pare proprio che questo esperimento, voluto o cercato che sia, risulti a dir poco ben riuscito, mettendo in mostra i due timbri vocali radicalmente differenti dei due singer, ma che si sposano perfettamente nell´alternanza di parti più pulite ad altre più graffiate. Questa varietà canora è riscontrabile anche nella successiva "Dr. Stein", accolta da un boato del Filaforum (che come ci ricorda il buon Andi "è pieno zeppo di 7000 metalheads!"n. d. r.), sulla quale le due voci si alternano nelle varie strofe per poi andare all´unisono nel celebre ritornello, cantato a squarciagola da tutte le migliaia di presenti: altro protagonista indiscusso della serata è di certo il goliardico Markus Großkopf (basso), altro membro storico, sempre pronto ad interagire e scherzare tanto con il pubblico quanto con tutti i suoi colleghi di palco, nessuno escluso! Con il fiato sospeso per l´emozione passiamo repentinamente ad un brano inaspettato quanto amato, "I´m Alive", dal primo Keeper, su cui questa volta è il solo Kiske a regalarci una prestazione forse non perfetta ma sicuramente appassionante, supportata nei cori da tutta l´audience, mentre è Kai Hansen (chitarra, cori) ad ammaliarci con i suoi soli da brividi e i suoi celebri fraseggi con il suo compagno storico Michael Weikath (chitarra), forse proprio il meno coinvolto almeno in apparenza tra tutti i componenti.

Dopo questa prima parte incentrata ovviamente su brani tratti dai due Keeper (che festeggiano per l´appunto i trent´anni dalla loro uscita – n. d. r.), si passa alla produzione più recente ed ecco tornare sul podio l´applauditissimo Andi, tra i principali fautori della reunion assieme a Kai, sulle note introduttive della lenta "If I Could Fly", intonata da tutti noi, mentre forse l´esecuzione di "Are You Metal?", per quanto energica e accattivante passa in secondo piano rispetto ad altri brani presenti in scaletta: ne è forse un esempio la seguente "Kids of the Century" su cui torna il suo collega al microfono che viene apprezzata dal pubblico, pronto ad aiutare e sostenere Michi anche sulle note più alte e difficili da eseguire dopo così tanti anni. Ma per sgombrare il campo da qualsivoglia querelle sterile quanto futile, va sin da subito detto riguardo lo stato di forma di entrambi i cantanti: sicuramente entrambi al di sopra di ogni più rosea aspettativa, hanno dimostrato di riuscire a rendere bene anche sui classici quasi come ai vecchi tempi, ricordando che sicuramente Kiske, avendo alle spalle vari anni di inattività in sede live in modo così continuativo, ha certa-mente avuto più difficoltà durante tutto l´arco del concerto visti i picchi canori difficili da replicare a distanza di così tanti anni, ma nel complesso ha superato la prova sia a livello vocale che di carisma a pieni voti, così come il suo fido compare Andi, bravo a destreggiarsi oltre che sui pezzi di sua produzione come "Waiting for the Thunder" o la ballabile "Perfect Gentleman", sulla quale sfoggia un cilindro con bastone da perfetto gentleman, anche nei duetti col collega, dove in più di un´occasione è stato fondamentale nel sostegno canoro.

Ma nonostante l´aria di festa e di giubilo, oggi, come ci ricorda giustamente Kai Hansen, è venuto a mancare uno dei chitarristi più importanti della storia del rock, Malcom Young degli Ac/Dc, al quale il rosso furetto tedesco dedica il suo medley andando a pescare alle origini della carriera e precisamente da quella perla che fu ´Walls Of Jericho´ (1986): risentire dal vivo dei pezzi immortali come la debordante "Starlight", la guerresca "Ride the Sky" o "Judas" cantati dall´ugola un po´ acciaccata ma pur sempre unica del frontman dei Gamma Ray è un´autentica panacea per le nostre orecchie, così come con orgoglio lo accompagnamo sul ritornello dell´antemica "Heavy Metal (Is the Law)"! Il tempo passa per tutti certo, ma l´energia e la verve che da sempre contraddistinguono il fondatore degli Helloween sono ancora vive e vegete, risultando sicuramente uno dei momenti più topici e memorabili dell´intero set della serata, così come la successiva e lenta riproposizione della ballad strappalacrime "Forever and One (Neverland)", altro brano dell´era Deris molto amato da tutti i fan, interpretato in una veste semi-acustica dall´ex Pink Cream 69 accompagnato dal buon Michael che si rivela eccezionale anche nella rilettura di pezzi non di sua produzione e dal bravo (ma dalla pettinatura improponibile) Sascha Gerstner (chitarra): insomma siamo tutti ammaliati dalla classe e dall´eleganza con la quale i due cantanti ci dilettano, tanto sui brani più veloci quanto su questi più intimi e lenti, soprattutto per il forte feeling e la sinergia che è percepibile tra di loro (saranno anche semplici scelte di convenienza certo, ma non mi meraviglierei se in futuro dovessimo assistere ad un allettante progetto targato Kiske/Deris....chissà magari targato Frontiers srln. d. r.).

Altra perla malinconica che non poteva di certo mancare all´appello tra i brani del repertorio storico è certamente la struggente "A Tale That Wasn´t Right", intonata dal solo Kiske, ancora capace di infondere quella forza e potenza sia sulle parti baritone che su quelle più acute, sempre sostenuto e incitato da tutto il pubblico, riversatosi in massa soprattutto per riabbracciare lui e il redivivo zio Kai! Dal più recente ´Better Than Raw´ (1998) è eseguita dal simpatico Andi invece la spedita "I Can", non di certo tra i pezzi più memorabili del loro vasto repertorio ma pur sempre gradevole in sede live, prima di lasciare spazio ad un prolungato quanto pazzesco "duello di batteria" tra il detonante Dani Löble e il suo storico predecessore, il compianto Ingo Schwichtenberg, sempre presente però nei ricordi di tutti i fan, che appare in una registrazione video degli anni d´oro: che dire, le sorprese di questa magica notte sembrano essere ancora tante, e di certo questa scelta ardita quanto mai azzeccata di usare una sorta di ologramma per simulare questo drum solo è assolutamente da apprezzare con applausi a scena aperta!

E si ritorna sempre indietro nel tempo con l´accoppiata "Livin´ Ain´t No Crime / A Little Time" direttamente dai due favolosi Keeper, e nuovamente al microfono troviamo il solo Michael Kiske pronto a regalarci altri brividi con la sua ugola che sembra, anche se solo lontanamente, vicina a quella degli anni d´oro, mentre dal sottovalutatissimo ´Master Of The Ring´ (1994) vengono proposte prima la melodica "Why?", con entrambi le due voci presenti, mentre al solo Deris è affidata l´esecuzione della raggiante "Sole Survivor", così come della successiva "Power", un inno autentico e tra i brani più celebrati del secondo periodo della band tedesca: il famigerato coro centrale è cantato da tutto il Filaforum, in un tripudio metallico come non si vedeva da tempo. Il ridente frontman ci riserva sempre qualche battuta tra un brano e l´altro, come quando per introdurre la sempre gradita "How Many Tears" ci rivela come questo storico pezzo fosse il primo che lui avesse mai ascoltato del combo di Amburgo, quando era molto più giovane: il refrain centrale è supportato anche dalla ruspante voce di Hansen, questa sera nuovamente in stato di grazia sia fisicamente che vocalmente.

Sembra di essere giunti tristemente all´epilogo di questa indimenticabile nottata, ma ovviamente mancano ancora alcuni classici di repertorio da udire: breve pausa ricreativa inframmezzata dai simpatici cartoon proiettati sullo schermo che vedono come protagonisti due impacciati personaggi a forma di zucca, Seth e Doc, che ci hanno accompagnato tra un brano e l´altro per tutta la serata, prima di rivedere tornare sul palco i nostri sette beniamini, richiamati a gran voce da tutti in coro per il bis finale! Ma arriviamo ora ai piatti più gustosi di questo ricco e vasto menù: la celebre intro strumentale "Invitation" ci introietta direttamente nella fantastica "Eagle Fly Free", accolta da grida di giubilo, risultando essere ancora oggi un brano attuale tanto per la melodia quanto aimè per il testo di denuncia sociale; il redivivo Kiske ci ammalia nuovamente sulle note di un brano che ha fatto la storia del metal, così come il goliardico Markus col suo solo di basso nel bridge, mentre noi tutti intoniamo instancabili il famoso ritornello! Sono lacrime di gioia quelle che sgorgano dai nostri volti, piene di emozione per poter vivere in prima persona un sogno che fino a pochi anni fa sembrava non dovesse mai realizzarsi, così come vedere dal vivo una magistrale esecuzione della loro lunga suite "Keeper of the Seven Keys", sulla quale il duetto Kiske/Deris giunge ad uno dei picchi più alti dello show; ci apprestiamo verso l´epilogo della serata nel migliore dei modi, con la conosciutissima intro di chitarra da parte di zio Kai Hansen, una rilettura dell´opera del compositore norvegese Grieg "Hall Of The Mountain King", che fa da apripista all´immancabile "Future World" su cui Michi duetta ripetutamente con l´audience, mai doma fino alla fine, per poi lanciarsi in un tripudio finale assieme a tutto il resto della band, Andi compreso, nel finale affidato alla tanto bramata "I Want Out", sulla quale piovono letteralmente migliaia di coriandoli e numerosi palloni a forma di zucche arancioni e nere, rendendo questa notte di festa veramente da ricordare e da raccontare per anni e anni alle generazioni metalliche che verranno!


Helloween setlist:

"Halloween" - (M. Kiske & A. Deris)
"Dr. Stein" - (M. Kiske & A. Deris)
"I´m Alive" - (M. Kiske)
"If I Could Fly" - (A. Deris)
"Are You Metal?" - (A. Deris)
"Kids of the Century" - (M. Kiske)
"Waiting for the Thunder" - (A. Deris)
"Perfect Gentleman" - (A. Deris)
"Starlight / Ride the Sky / Judas" - (Kai Hansen)
"Heavy Metal (Is the Law)" - (Kai Hansen)
"Forever and One (Neverland)" - (M. Kiske & A. Deris)
"A Tale That Wasn´t Right" - (M. Kiske)
"I Can" - (A. Deris)
"Drum Solo" - (Ingo & Dani Löble)
"Livin´ Ain´t No Crime / A Little Time" - (M. Kiske)
"Why?" - (M. Kiske & A. Deris)
"Sole Survivor" - (A. Deris)
"Power" - (A. Deris)
"How Many Tears" - (A. Deris & Kai Hansen)
"Eagle Fly Free" - (M. Kiske)
"Keeper of the Seven Keys" - (M. Kiske & A. Deris)
"Future World" - (M. Kiske)
"I Want Out" - (M. Kiske & A. Deris)

Al termine di un´esibizione di quasi tre ore vissute con tanta empatia ed intensità in comune con la band teutonica, possiamo a ben vedere ritenerci più che soddisfatti da questo tanto atteso reunion show: i presupposti giusti perchè questo esperimento allargato possa continuare nel tempo ci sono tutti, e lo testimonia il forte feeling che si è instaurato tra i due vocalist, oltre ad una ritrovata armonia generale! Nello specifico vorrei prima di concludere soffermarmi brevemente sulla prestazione di ciascuno dei sette musicisti coinvolti: il più convinto e coinvolto di tutti è sicuramente Kai Hansen ma d´altronde non poteva essere altrimenti visto il suo ruolo storico di membro fondatore e di principale promotore di questa riconciliazione, autentico mattatore della serata; anche Markus Großkopf ha dato un´ottima prova nonostante alcune sbavature qua e là, allo stesso modo di Andi Deris che ha dimostrato di meritarsi a pieno titolo il ruolo di frontman che ha ricoperto nella band ormai da oltre vent´anni; positiva certamente anche la prova di Michael Kiske, in difficoltà su alcuni brani ma che ha reso veramente memorabile l´evento nella sua totalità, mentre un po´ più opaca appare la prova di Michael Weikath, forse il meno interessato veramente a ricucire i rapporti con i suoi ex compagni di lineup (primo tra tutti Kiske con cui non si è notata molta empatia), ma comunque ci ha fatto piacere poterlo rivedere duettare come ai vecchi tempi assieme al suo compare Kai. E dei due ultimi arrivati (pur essendo nella band da circa dodici anni – n. d r.), Sascha Gerstner e Daniel Löble, che dire? Premesso che esteticamente, tra capigliature emo e tagli da moicano, non sembrano molto consoni all´appeal del gruppo, i due musicisti ci offrono comunque una prova ineccepibile su tutto il repertorio eseguito, meritando anche loro giustamente dei doverosi quanto meritati applausi!

In sintesi ci auguriamo tutti che questa fantastica serata sia la premessa per una futura collaborazione stabile tra i due ex storici componenti e il resto attuale della band (già si parla di un probabile dvd live e di un future eventuale album in studio – n. d. r.), ringraziando nuovamente la Vertigo per averci proposto questo imperdibile evento che continuerà a far parlare di se ancora per molto tempo....ai posteri l´ardua sentenza!





Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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