19 Gennaio 2019

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HEVIDENCE + Impervious Mind @ Roma, Jailbreak Live Club – Da "impervie" sonorità moderne all´hard´n´heavy ottantiano!

04-12-2016 01:33 - CONCERTI
Hevidence
Impervious Mind
Impervious Mind: Andrea Furcas (voce)
Impervious Mind: Ryan Mahawili (chitarra solista)
Impervious Mind: Ryan Mahawili (chitarra solista) e Andrea Furcas (voce)
Impervious Mind: Gustavo Pizzini (batteria)
Impervious Mind: Federico Pecci (chitarra ritmica)
Impervious Mind
Impervious Mind: Matteo Battisti (basso)
Impervious Mind: Andrea Furcas (voce) e Federico Pecci (chitarra ritmica)
Impervious Mind: Ryan Mahawili (chitarra solista)
Impervious Mind: Matteo Battisti (basso)
Impervious Mind: Federico Pecci (chitarra ritmica) e Matteo Battisti (basso)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Hevidence: Diego Reali (chitarra)
Hevidence: Andrea Arcangeli (basso e cori) e Marco Marchiori (chitarra)
Hevidence: Emiliano Bonini (batteria)
Hevidence
Hevidence: Marco Marchiori (chitarra)
Hevidence: Andrea Arcangeli (basso e cori)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Hevidence: Diego Reali (chitarra) e Emiliano Bonini (batteria)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Hevidence: Andrea Arcangeli (basso e cori)
Hevidence: Diego Reali (chitarra)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Hevidence: Marco Marchiori (chitarra)
Hevidence: Corrado Quoiani (voce)
Serata in compagnia della nuova band di Diego Reali (ex chitarrista dei DGM) e di Andrea Arcangeli (bassista dei DGM) per il release party del loro ultimo lavoro "Nobody´s Fault" in uscita per Frontiers Records venerdì 2 Dicembre!

Nella gelida notte di Giovedì 1 Dicembre 2016, il Jailbreak Live Club, rinomato locale romano, da sempre attento a proporre una programmazione all´insegna della qualità, ci offre la giusta ricetta per scaldare i cuori e gli animi dei diversi presenti accorsi per l´occasione: in anteprima assoluta tornano gli Hevidence per presentarci i nuovi brani che andranno a comporre il loro secondo album, "Nobody´s Fault", seguito del loro esordio discografico "There´s Only Ten Left" del 2011. Dopo alcuni cambi di lineup e di moniker (hanno cambiato il nome da Evidence a Hevidence - n. d. r.), i cinque rockers capitolini ritornano in pista con un nuovo frizzante disco, ricco delle più disparate influenze, dall´hard´n´heavy ottantiano, al rock blues, sempre con qualche spruzzata qua e la delle originarie reminescenze più classiche del primo Y. J. Malmsteen! Il compito di precederli in questa serata è affidato ai giovani Impervious Mind, gruppo sempre di Roma, attivo sulle scene da poco meno di quattro anni. Insomma un evento interessante per poter gustare e conoscere nuove realtà musicali contemporanee!

Impervious Mind
Dopo un breve ritardo dovuto ad alcuni piccoli imprevisti tecnici, fanno il loro ingresso in scena i cinque ragazzi romani, pronti a scaldare le gelidi membra dei primi presenti: il sound proposto è un connubio tra l´hard rock mainstream (Alter Bridge, Guns´n´Roses,ecc.) e sonorità più moderne, vicine all´alternative metal, con la compresenza di svariate influenze contemporanee (Muse, Radiohead, ecc.). Purtroppo chi vi scrive non è particolarmente avvezzo a questi inusuali connubi, essendo un estimatore in particolare dell´ hard´n´heavy classico ma anche di progressive rock e AOR, ma, nonostante questa doverosa premessa, non posso di certo negare comunque le buone qualità del gruppo nel complesso: partenza affidata alla rombante "King Of Nothing", e Andrea Furcas (voce) si mostra all´altezza della situazione, soprattutto a livello canoro e forse un po´ meno a livello di appeal. Su "We Are One" e la seguente "Are You Breathing?" è da apprezzare il lavoro alla sei corde della coppia composta da Ryan Mahawili (chitarra solista) e dal suo compagno Federico Pecci (chitarra ritmica), soprattutto negli arrangiamenti del primo, che alternano parti arpeggiate e più introverse ad altre più energiche e veloci. Arriviamo così alla omonima "Impervious Mind", aperta da un portentoso stacco di batteria, su cui si sovrappone la voce potente di Andrea: buona prova infatti della sezione ritmica, formata da Gustavo Pizzini (batteria) e da Matteo Battisti (basso), sempre puntuali in tutte le circostanze. Si prosegue ora con "One More Soldier", aperta da un arpeggio elettrico di chitarra, per poi trasformarsi in una rock song sanguigna al punto giusto, con degli interessati arrangiamenti di chitarra nel bridge centrale, mentre "Black Lullaby" è su ritmi più spediti, con un cantato che ricorda vagamente quello di Miles Kennedy (Alter Bridge), e anche la struttura del brano sembra molto ispirata dalle sonorità profuse dal noto Mark Tremonti & co. Con "Fairy Tales" ci avviciniamo verso la fine del loro set, sicuramente ben suonato, senza alcun dubbio, ma che forse ha riscontrato alcuni cali di tensione durante lo svolgimento: probabilmente una delle cose che meno mi ha convinto è l´interpretazione canora del frontman, dotato veramente di una gran bella timbrica e di un´ottima estensione vocale, ma che forse probabilmente non è apparso molto in serata in alcuni momenti. E´ una cosa normale, può starci, peccato che però ne abbiano risentito i diversi brani presenti in scaletta, ma ovviamente avranno sicuramente altre occasioni migliori per farsi conoscere e apprezzare alla meglio: "Dark Society" chiude così il sipario su una prestazione con alti e bassi al suo interno, ma che complessivamente ci ha confermato tutte le loro buone potenzialità che hanno solo bisogno di essere espresse nel miglior modo possibile e nei giusti tempi. Sicuramente un consiglio che mi sento di dare a questi ragazzi è di mostrarsi più incisivi a livello di empatia con l´audience, una delle ricette fondamentali per farsi apprezzare e per valorizzare al meglio il proprio repertorio, ma, come ricordato prima, avranno tutto il tempo per crescere e per migliorare tutto quel che hanno di buono, e non è poco!

Impervious Mind setlist:

"King Of Nothing"
"We Are One"
"Are You Breathing?"
"Impervious Mind"
"One More Soldier"
"Black Lullaby"
"Fairy Tales"
"Dark Society"


Hevidence
Brevissimo cambio palco ed eccoci giunti al momento "cloo" della serata, il release party dell´ultimo disco ("Nobody´s Fault" in uscita per la Frontiers Records – n. d. r.), di questa band capitolina che annovera cinque ottimi musicisti al suo interno! A distanza di circa cin-que anni dal loro debutto discografico ("There´s Only Ten Left", 2011 – n. d. r.), e dopo diversi cambiamenti sia all´interno della lineup e sia, come precedente ricordato, nel nome stesso (da Evidence a Hevidence – n. d. r.), tornano finalmente alle cronache musicali con un nuovissimo e spumeggiante seguito di pregevole fattura: si parte dunque con la devastante "Dig In The Night", all´insegna di un hard rock di facile presa, condito da un ritornello trascinante e da un assolo memorabile, sprigionato dal funambolico Diego Reali (chitarra), ai più noto per la sua storica militanza nei DGM. Si passa subito alla titletrack, ovvero la melodica "Nobody´s Fault", basata su un mid-tempo arricchito da fantastici arrangiamenti chitarristici, profusi dal già citato Diego e dal suo compagno di avventure, Marco Marchiori (chitarra, anche lui ex bassista dei DGM), mentre il simpatico Corrado Quoiani (voce), nuovo entrato in formazione, si destreggia su tonalità baritone di forte impatto. Nessuna tregua ed eccoci a "Miracle", una speed song dalle tinte quasi power, dove ancora una volta la sezione ritmica si dimostra protagonista assoluta della scena: il drumming preciso e instancabile di Emiliano Bonini (batteria), unito al martellante e perentorio groove di Andrea Arcangeli (basso, attuale membro dei DGM) formano una coppia d´assi invidiabile per qualsiasi gruppo. Si passa ora su registri più rockeggianti con la spinta "So Unkind", che alterna parti più bluesly ad altre più elettriche: Corrado si dimostra come sempre un grande intrattenitore, soprattutto con le prime file, scherzando a più riprese con i presenti, mentre i suoi compagni sprigionato rock´n´roll da tutti i pori! Dal loro debutto viene riproposta la fiammeggiante "Fire", eseguita in modo ineccepibile da tutti i componenti, mentre "I Want More" ci riporta all´ultimo imminente album, con un´ennesima devastante dose di rock duro e puro: adesso siamo quasi sui lidi dello stoner contemporaneo, soprattutto nel ritornello, ma i nostri riescono a destreggiarsi al meglio sia su brani più veloci, sia su altri più lenti e vintage. Insomma questi cambi repentini, dall´heavy ottantiano all´hard rock moderno, ci portano alla grintosa "Overdrive", scandita da cori e controcori nel bridge centrale di grande presa e impatto live, sicuramente tra i brani più riusciti e apprezzati da tutti i presenti. "Ave Maria" si apre invece con un coro a cappella, dal sapore quasi prog, per poi sfociare nel classico brano epic-classicheggiante, caratterizzato dagli ottimi arrangiamenti malmsteeniani di Diego e da una prova sugli scudi da parte di tutti i musicisti. "Out Of Time" continua questo viaggio sonoro, ritornando sui binari di un rock moderno, dalle semplici ma efficaci melodie, come la seguente "Dogs Of Propaganda" (dal primo disco del combo – n. d. r.), leggermente più spinta e arricchita da riff arrembanti. Un assolo debordante fa da intro alla sanguigna "Pack Your Bags", dedicata a tutti i "nemici", e come un turbine ci rapisce e ci ammalia, soprattutto nel memorabile ritornello. Sicuramente questa serata ci ha confermato l´ottimo stato di forma del quintetto capitolino, in grado di saper tenere un palco come pochi altri sanno fare, per non parlare dell´eccelso livello tecnico e strumentale da parte di tutti: forse, se mi è concesso, vorrei spendere soltanto una breve considerazione relativa al goliardico frontman Corrado, instancabile per tutta la serata, la cui ugola però forse sarebbe secondo me più idonea ad uno stile vicino all´AOR ottantiano, di cui la Frontiers è tra i principali promotori a livello planetario. Intendiamoci, il suo timbro è certamente interessante ma forse poco avvezzo ad un sound più roccioso e metallico come quello suonato dai suoi colleghi, e lo stesso discorso vale anche per la sua attitudine, poco vicina al metal ma molto più consona per il rock mainstream. Dopo questo avvincente set la band si congeda con la rockeggiante "All I Ever Needed", semplice ma diretta, un autentico inno al rock´n´roll, capace di farci ballare e muovere le anche come non mai! Ma i fan non sembrano volersi accontentare ed eccoci dunque riproposta per ultima nuovamente la opener "Dig In The Night", in una versione più veloce e serrata, al termine della quale sono solo gli applausi più che meritati a far calare il sipario su questa godibile serata, atta a farci conoscere e rivedere due realtà della scena romana assai differenti tra di loro ma che si sono dimostrate all´altezza della situazione per energia e carica emotiva offerteci!

Hevidence setlist:

"Dig In The Night"
"Nobody´s Fault"
"Miracle"
"So Unkind"
"Fire"
"I Want More"
"Overdrive"
"Ave Maria"
"Out Of Time"
"Dogs Of Propaganda"
"Pack Your Bags"
"All I Ever Needed"
"Dig In The Night" (reprise)


Una menzione speciale infine va come di consueto al Jailbreak Live Club, che si rivela come sempre non soltanto un locale accogliente e disponibile, ma soprattutto attento a promuovere e rilanciare band locali alquanto interessanti e meritevoli di attenzione.




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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