17 Gennaio 2019

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IAN PAICE & Into The Purple @ Roma, Crossroads Live Club – ...E il Crossroads si tinge di Porpora!

22-03-2017 23:47 - CONCERTI
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice
Paolo Sburlati
Emanuele Morabito
Into The Purple
Into The Purple: Vins Perri (voce)
Into The Purple: Giorgio Barozzi (hammond e tastiere)
Into The Purple: Giovanni Zaccaria (basso)
Into The Purple
Into The Purple: Antonio Mercuri (chitarra)
Into The Purple
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Giovanni Zaccaria (basso) e Marco Palazzi (voce)
Ian Paice (batteria)
Ian Paice (batteria)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Giovanni Zaccaria (basso) e Marco Palazzi (voce)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Antonio Mercuri (chitarra), Giovanni Zaccaria (basso) e Marco Palazzi (voce)
Ian Paice (batteria)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Antonio Mercuri (chitarra) e Giovanni Zaccaria (basso)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Marco Palazzi (voce) e Giorgio Barozzi (hammond e tastiere)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Marco Palazzi (voce) e Giorgio Barozzi (hammond e tastiere)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Marco Palazzi (voce) e Giorgio Barozzi (hammond e tastiere)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Giovanni Zaccaria (basso) e Marco Palazzi (voce)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Antonio Mercuri (chitarra)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Giovanni Zaccaria (basso), Ian Piace (batteria), Marco Palazzi (voce) e Giorgio Barozzi (hammond e tastiere)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Vins Perri (voce) e Marco Palazzi (voce)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Vins Perri (voce), Ian Paice (batteria) e Marco Palazzi (voce)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Vins Perri (voce), Ian Paice (batteria) e Marco Palazzi (voce)
Into The Purple feat. Marco Palazzi & Ian Paice: Davide Calabretta (batteria) e Ian Paice (batteria)
E´ veramente difficile descrivere le forti emozioni che si possono provare al solo annuncio di un evento di siffatta portata, come quello previsto per Sabato 18 Marzo 2017, presso la prestigiosa location del Crossroads Live Club di Roma, in compagnia di uno dei musicisti che ha letteralmente scritto le pagine più importanti nonché fondamentali, per tutti i quaranta e più anni a venire, della storia del Rock: stiamo per l´appunto parlando del leggendario Ian Paice, un artista mondiale, che non ha di certo bisogno di presentazioni! Il suo tocco unico ed inimitabile, le sue intense cavalcate e i suoi soli da capogiro, hanno da ormai quasi cinquant´anni caratterizzato il sound dei suoi compagni di avventura, i Deep Purple! Nonostante i suoi imminenti impegni con la band inglese, prossima alla pubblicazione del loro ventesimo album in studio ("Infinite", la cui uscita ufficiale è prevista per il prossimo 7 Aprile per la earMUSIC - n. d. r.), nonché di un tour mondiale, il simpatico Ian si concede alcune "pause musicali", esibendosi in piccoli club in giro per l´Europa accompagnato da rinomati musicisti locali, riproponendo tutti i classici della storica band originaria di Hertford! Per questo suo minitour italiano, l´istrionico batterista è stato nuovamente accompagnato dagli Into The Purple, giovane tribute calabrese, nati poco più di due anni or sono, con i quali ebbe già occasione di esibirsi (nell´indimenticabile serata al Teatro Gentile di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, lo scorso 30 Maggio 2016)! Insomma gli ingredienti sembrano essere quelli giusti, la cornice una delle migliori e la presenza e il calore del pubblico quella delle grandi occasioni: nonostante la buona affluenza dei presenti e soprattutto dei fan storici, dispiace constatare, come già in molte altre occasioni, la mancanza nel pubblico di tutti i giovani appassionati di rock, metal e dintorni che forse spesso non danno il giusto peso ad artisti di tale portata, senza i quali probabilmente tutte le loro amate band moderne non esisterebbero minimamente! Ma a prescindere da ciò non possiamo che riscontrare un´atmosfera unica, che ci ha accompagnato in questo lungo viaggio color porpora, per quasi due ore intense, ricche di sorprese, e soprattutto vissute al cospetto di un pilastro della musica!

Breve contrattempo che posticipa di una mezz´oretta l´inizio della serata, quando ecco salire sul palco Paolo Sburlati, storico manager di Ian Paice, con cui collabora oramai da più di vent´anni, che ringrazia calorosamente tutti gli spettatori accorsi per l´evento, e ci introduce la serata chiamando sul palco il giovane Emanuele Morabito, il principale organizzatore di questo eccezionale evento che ha attratto l´attenzione dei giovani e dei meno giovani rockers capitolini: dopo una breve pausa, eccolo salire sul palco per ringraziarci e chiamare a gran voce sul palco la giovane band calabrese, accolta da molti applausi di incoraggiamento!
Il combo proveniente da Cittanova (RC), parte subito con la cupa "The Battle Rages On", dall´omonimo album del 1993, ultimo con Blackmore in formazione: la formazione si mette subito in mostra per le inusuali capacità tecniche ed interpretative, che l´hanno portata ad essere apprezzata e richiamata nuovamente dallo stesso Ian Paice, in particolare spicca sin da subito l´accoppiata composta da Antonio Mercuri (chitarra), sempre elegante tanto negli arrangiamenti quanto nei soli, e da Giorgio Barozzi (hammond e tastiere), autentico mattatore in tutti i brani proposti in scaletta! Dopo un veloce saluto di ringraziamento collettivo, ricordandoci di essere più partecipi trattandosi di un concerto rock e non di uno spettacolo a teatro, il riccioluto frontman Vins Perri (voce), ci offre tutta la sua potenza canora nella successiva "A Gypsy´s Kiss", dallo storico album della reunion Perfect Strangers (1984): sicuramente il suo stile sia vocale che estetico risulta più adatto forse a quello di Robert Plant o di David Byron degli Uriah Heep, ma non si può negare assolutamente il suo timbro inusuale e nasale che mette in risalto la sua ugola anche sui toni più alti! Ma passiamo adesso ad un altro classico senza tempo della band britannica, con l´immancabile "Hush": introdotta ancora una volta da un pregevole arrangiamento funkeggiante di hammond, questo anthem del rock è intonata da tutti i presenti all´unisono, regalandoci il primo momento magico della serata! "A Twist In The Tale" chiude questo primo set della serata nel migliore dei modi: una autentica speed song riproposta nel miglior modo possibile, nell´inconfondibile stile dei Deep Purple, con la sezione ritmica, composta dal martellante Davide Calabretta (batteria) e dal puntuale Giovanni Zaccaria (basso), sempre sugli scudi!

Ma arriviamo adesso al momento tanto atteso da tutti quanti i presenti, ed ecco entrare in scena il simpatico e mai domo Marco Palazzi (voce), che si dividerà su diversi brani assieme al suo collega Vins, pronto ad incitare tutto il pubblico dall´inizio alla fine dello show nel farsi sentire: ed è proprio lui ad avere l´arduo compito di chiamare a gran voce sul palco l´acclamatissimo Ian Paice, accolto da un autentico tripudio di applausi e da un´ovazione generale! Il 68enne batterista inglese, nonostante i recenti problemi di saluti relativi ad un ictus che lo ha colpito solo pochi mesi or sono, si dimostra sin dalle prime battute in serata, esibendosi con tutta la sua innata classe che ha fatto scuola nel mondo della batteria! Ed è un crescendo continuo sulla consueta opener "Highway Star", brano perfetto per scatenare l´apoteosi generale, nonché l´estrosità di tutti quanti i musicisti: il buon Marco (cantante dei Sailing To Nowhere e di diversi altri progetti e tribute band – n. d. r.) ci delizia con la sua voce calda e ruspante, destreggiandosi sia su toni baritoni che su picchi più acuti, riscontrando un ottimo apprezzamento da parte di tutta l´audience! Segue un´altra perla di matrice purpleiana, "Strange Kind Of Woman", eseguita come sullo storico live Made in Japan (1972), dove Palazzi si alterna in un duetto da capogiro con Antonio alla sei corde; si prosegue spediti con l´arrembante "Pictures Of Home", dove ancora una volta tutto il gruppo sprigiona tanta energia e passione, accompagnando Paice in modo ineccepibile! Si passa quindi ad una "breve" parentesi dal monumentale In Rock (1970), prima con la corroborante "Speed King", accolta da urla di giubilo, e soprattutto con la successiva e inaspettata "Child In Time", che, come ci ricorda Palazzi, è una vera e propria "croce e delizia" per tutti i cantanti: la prova è sicuramente riuscita, nonostante la difficoltà evidente nel rendere giustizia ad uno dei brani del rock più noti ma più difficili da interpretare non soltanto dal punto di vista canoro ma anche per l´affiatamento necessario tra i componenti nelle diverse parti e nei cambi di tempo al suo interno. Ancora una volta il batterista albionico ci offre una prova autentica di tutta la sua maestosità, sia nelle parti lente che nelle sfuriate repentine, deliziandoci a più riprese con assoli da capogiro! "Perfect Strangers" è introdotta dall´hammond graffiante di Giorgio, per poi mutare veste in una song a cavallo tra l´hard rock ottantiano e le atmosfere arabeggianti del bridge centrale; dopo questa midtempo si ritorna a muovere le teste al ritmo della velocissima "Fireball", altra highlight della serata per la verve espressa! E passiamo così ad un altro dei brani che hanno reso celebre il loro leggendario live in terra nipponica, ovvero la bluseggiante "Lazy", sostenuta dal battere incessante delle mani, dove il nostro ospite si esibisce nel suo storico assolo di batteria, che da ormai più di quarant´anni ha fatto letteralmente scuola tra le generazioni successive di musicisti: seppur di esigua durata il drumming incessante e alternato di Ian ma soprattutto il suo tocco inconfondibile e unico al mondo sono una manna per le orecchie dei presenti. E sempre nella versione del doppio album giapponese è eseguita l´esilarante "Space Truckin´", i cui cori centrali sono intonati da tutte le prime file; su "Mistreated" invece torna a farci compagnia anche Vins che si alterna con Marco alla voce, in uno slow blues da brividi, degno dell´epoca Coverdale: e sempre dallo stesso album è riproposta l´omonima titletrack, "Burn", introdotta dal riff sanguigno di Antonio, su cui svettano le due ugole, seguite da un altro solo di organo di pregevole fattura! Ci incamminiamo verso la conclusione di questa memorabile esibizione, quando il nostro beniamino scende a salutarci e a ringraziarci per essere venuti questa sera e per averlo sostenuto in tutti questi anni: ancora una volta Paice si dimostra non soltanto un musicista eccezionale ma soprattutto una persona umile e concreta, facendo parlare di se silenziosamente attraverso la musica, a differenza di molti suoi colleghi meno noti e spesso alquanto esibizionisti. Colpiti da questo suo sincero ringraziamento, adesso anche i più pigri si alzano dai tavoli e iniziano a saltare sulle note dell´ammaliante "Black Night", altro momento topico di questo evento che tutti noi ricorderemo per molto tempo; purtroppo ci viene comunicato in diretta un triste annuncio che ha scosso vistosamente più di qualcuno tra i presenti: è venuto a mancare solo da poche ore uno dei padri del rock, il 90enne Chuck Berry, al quale la band tributa doverosamente l´ultimo brano della serata. "Smoke On The Water" chiude dunque nel miglior modo possibile questa performance che ci ha regalato intense emozioni per tutta la sua lunga durata, nelle due ore piene di concerto: viste le premesse, non poteva che essere un autentico successo il ritorno nella capitale del talentuoso Ian Paice che, a discapito dell´età e dei problemi di salute, si è rivelato un autentico mattatore, ricevendo alla fine un applauso scrosciante ed una standing ovation generale più che meritati, dinnanzi ad un tassello fondamentale della storia della musica!


Ian Paice & Into The Purple setlist:

"The Battle Rages On"
"A Gypsy´s Kiss"
"Hush"
"A Twist In The Tale"
"Highway Star"
"Strange Kind Of Woman"
"Pictures Of Home"
"Speed King"
"Child In Time"
"Perfect Strangers"
"Fireball"
"Lazy" (Ian Paice drum solo)
"Space Truckin´"
"Mistreated"
"Burn"
"Black Night"
"Smoke On The Water"

E´ a dir poco indescrivibile la sensazione di gioia ed estasi provata nel tastare con mano ancora una volta la classe cristallina di un mostro sacro come Ian Paice, dopo averlo già apprezzato anni or sono in quel di Potenza: l´evento è stato veramente ben organizzato e si è svolto nel migliore dei modi, in una delle location veramente più belle della Capitale! Un ringraziamento particolare va rivolto quindi in primis alle due menti che hanno reso possibile questa ennesima serata memorabile, nelle persone di Paolo Sburlati e di Emanuele Morabito, e ovviamente tutto lo staff del Crossroads Live Club per la disponibilità e cortesia da sempre riservateci, oltre che per l´ottima programmazione che li ha da sempre contraddistinti, nel segno della qualità!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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