26 Ottobre 2020
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Intervista con i Black Thunder

28-02-2020 17:35 - INTERVISTE
Suoni diretti e potenti, rabbia, violenza, energia per uno stile heavy metal alla vecchia maniera con una spolverata di trash e groove.. Sono i “Black Thunder”!
Band proveniente dalla Lombardia composta da Andrea Ravasio, Davide Ferrandi e Ivan Rossi . ”Dominant idea” è il loro promo cd uscito nel 2014 dove l'idea dominante è quella di fare musica alla loro maniera; nel 2019 pubblicano l'album di dieci tracce “All my scars”. Oggi sono qui con noi per raccontarci la loro musica, le loro ispirazioni e perché no anche i sogni per il futuro.

Ci raccontereste come e quando nascono i “Black Thunder”?
Il gruppo nasce nel 2011 da Andrea Ravasio (batteria – voce solista) e Davide Ferrandi in arte Ferdy (chitarrista). I fondatori del gruppo hanno già avuto esperienze insieme in altri progetti in passato, Truck of the Year e Anxiety e vista la sintonia e l'amicizia decisero di ripartire da zero e creare una band con obiettivi precisi. Iniziarono a scrivere l'intero album e nel frattempo si misero alla ricerca di un bassista. Nel 2012 arrivano alla formazione attuale con Ivan “The Bass Machine”.
Il primo Cd è stato “Dominant Idea”. Il nome del nostro lavoro rappresenta l'idea dominante di suonare e fare musica.
Tra il 2013 e il 2018 abbiamo presentato Dominant Idea in diverse situazione live e nel frattempo abbiamo scritto nuove canzoni per arrivare al nostro secondo lavoro “All my Scars”.

Vorrei soffermarmi sulla vostra formazione che è molto particolare. Siete in tre: Andrea Ravasio (Drum & vocals), Davide Ferrandi (Guitar & vocals) e Ivan Rossi (Bass guitar & vocals) e tutti e tre vi adoperate per la parte vocale; questa caratteristica è stata una scelta voluta o è avvenuta spontaneamente sulla base delle vostre attitudini? Suonare e cantare è abbastanza complicato sopratutto per chi si occupa della batteria cosa ci dite di questo?
In realtà la voce principale è quella di Andrea Ravasio e gli altri componenti accompagnano nelle backing vocals. Ivan Rossi svolge un ruolo più attivo sui cori e gli accompagnamenti vocali mentre Davide Ferrandi canta solo i cori. La scelta è stata presa poichè non abbiamo mai trovato un cantante che potesse svolgere questo ruolo di estrema importanza. Possiamo dire che è difficile suonare e cantare la batteria ma alcuni batteristi cantanti hanno fatto la fortuna delle band come Don Henley ( The Eagles), Roger Taylor (Queen) che era un backing vocal ma ha cantato canzoni intere come “I'm in love with my car”, Ringo Starr (the Beatles), Luca Capitani, Sheila E., Anderson PaaK, Levon Helm, Deen Castronovo, Tailor Hawkins (Foo Fighter), Mick Dolenz, Dave Growl (Nirvana, Foo Fighters), Brann Dailor, Robert Wyatt, Don Brewer, Tony Cicco, The Rev, Kirk Convington, Peter Criss, Franz di Cioccio, Phil Collins e altri. Quindi fare il cantante batterista è complicato, visto che la sezione ritmica ha il ruolo di motore della band e il batterista è anche il regista delle tempistiche da palco, ma fattibile con molto impegno e “coraggio”.

La vostra è una band heavy metal “old school” che si ispira agli anni '80.
Quali sono le band di quegli anni da cui traete maggiore ispirazione? come definireste il vostro sound? E' un sound propriamente heavy metal o risente anche di influenze di altri sottogeneri?
Black Sabbath, Judas Priest, Pantera, Testament, Megadeath, Motorhead e altri recenti come Rage Against the Machine, Black Label Society, Sick of it All, System of a Down, Mastodon, Tremonti, Slipknot. Il nostro sound è decisamente granitico, potente con la ricerca di suoni scuri e cupi in pieno stile old school. Sicuramente ci sono dei sottogeneri che ci hanno influenzato dal trash metal al metalcore e il crossover ma anche altri generi musicali come grunge, stoner, hard rock, rock, blues.

Cosa ci dite del vostro album “All my Scars” uscito nel 2019? Lo definireste il vostro vero e proprio album di debutto o un consolidamento di lavori precedenti? Cosa rappresenta il titolo, quali sono le cicatrici cui fa riferimento “All my Scars”?
Possiamo dire che All My Scars rappresenta il primo lavoro fatto in uno studio di livello professionale, poiché Dominant Idea è stato registrato da noi. Quest'ultimo rimane il primo nostro lavoro, un CD ricco di idee musicali e di piacevole ascolto. All My Scars è un album che migliora dal punto di vista dell'esecuzione, della produzione, delle linee vocali più che delle idee. Possiamo dire che è un lavoro più maturo musicalmente, come noi!
All my scars un mix di sensazioni, stati d'animo, opinioni e sentimenti come la rabbia, le idee antireligiose, la denuncia della violenza sui minori, la risalienza dell'individuo agli urti della vita, la rabbia sociale, la incondizionata voglia di sognare, la sofferenza nella malattia, la consapevolezza della imprevedibilità della vita e la speranza.

Qual è il ruolo di ognuno di voi nel comporre la vostra musica e i testi? Quale messaggio volete trasmettere a chi ascolta i vostri brani?
La composizione della musica viene fatta da Andrea e Davide che solitamente portano delle idee in sala prove e vengono poi arrangiate durante le sessioni di prova insieme a Ivan. I testi vengono scritti da Andrea. Il messaggio che cerchiamo di dare è l'amore per la musica e tutti i nostri lavori sono decisamente personali incentrati su riflessioni sociali, percorsi di vita e attimi introspettivi.

Cosa ne pensate della scena underground metal e rock italiana? E della scena locale che vivete nelle vostra città?
La situazione è molto difficile. Non vorremmo parlare addirittura del pay to play. La scena musicale è stagnante, la gente ascolta molti generi e certamente la nostra musica è di nicchia. Inoltre, noi stessi musicisti non ci muoviamo per supportare l'underground pretendendo che altri possano venirci a vedere e su questo vogliamo fare un appello ai tutti i ragazzi che fanno musica underground, “usciamo e supportiamoci a vicende quando è possibile! ”. A Bergamo la situazione è ancora “vivace” visto tre locali che permettono di suonare a gruppi come noi. La stessa Milano offre poco. Noi ci spostiamo tra Milano, Varese, Novara stiamo cercando una data a Genova, insomma cerchiamo di aprirci verso altre regioni e speriamo un giorno anche fuori Italia. Auspichiamo che la gente abbia voglia di tornare a vedere i concerti anche delle band non troppo conosciute aprendosi a musica diversa dalla loro abitualmente ascoltata.

Grazie per il tempo che ci avete dedicato! Volete lasciare un messaggio ai lettori di “Vero Rock”?
Come al solito!
Ringraziamo le persone che ci seguono e continuano ad apprezzarci sperando che questa famiglia cresca sempre di più.
Don't forget about us we are Black Thunder hard'n'heavy band till the death.
Keep high your horns in the air!



Fonte: Chiara Giuliani



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