17 Settembre 2019

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KIKO LOUREIRO TRIO @ Roma, Crossroads Live Club – un metal trio in veste carioca!

10-02-2019 11:45 - CONCERTI
Ancora una volta il Crossroads Live Club di Osteria Nuova (RM) si conferma uno dei locali più ricettivi della scena musicale capitolina e nazionale: un altro nome di spicco si aggiunge alla lunga lista dei tanti musicisti e virtuosi che hanno calcato il gigantesco palco della nota venue romana! Questa volta tocca a Mr. Kiko Loureiro, noto chitarrista attualmente alla corte dei Megadeth, celebre per la sua tecnica cristallina e per essere uno dei cofondatori dei brasiliani Angra: ad accompagnarlo in questo tour solista infatti ci sono due ex compagni di avventura Felipe Andreoli (basso) e Bruno Valverde (batteria)!


Nonostante la serata sia iniziata nel peggiore dei modi per il sottoscritto, avendo dovuto rinunciare all’intervista organizzata con l’artista in questione per un problema all’auto dell’amico con il quale ci stavamo dirigendo al locale, l’appuntamento era troppo imperdibile per rinunciarvi: armati di tanta pazienza, dopo l’arrivo del carro attrezzi, riusciamo a raggiungere la location grazie ad un taxi, in tempo per l’inizio di questo show. Manca dunque poco meno di mezz’ora all’inizio dell’esibizione che vedrà ancora una volta il Crossroads Live Club di Osteria Nuova (RM) protagonista assoluto, grazie soprattutto ad una numerosissima partecipazione di pubblico, arrivato molto in anticipo rispetto all’orario previsto! La serata di Sabato 2 Febbraio 2019, non fosse appunto per l’inconveniente precedentemente descritto, si è rivelata a dir poco fantastica, con un feeling tra i musicisti e l’audience come difficilmente si vede in concerti strumentali di questo tipo. Onore dunque ai tre artisti brasiliani che ci hanno fornito un’ennesima prova delle loro qualità tecniche e soprattutto esecutive: Kiko Loureiro (chitarra), Felipe Andreoli (basso) e Bruno Valverde (batteria) si sono riconfermati tre autentici alieni, capaci di spaziare dai generi più disparati a distanza di pochi secondi. Ma non vi togliamo la sorpresa della lettura di questo reportage che vi saprà certamente far rivivere le emozioni provate grazie anche ad una ricca gallery fotografica!



Kiko Loureiro Trio
Il locale è a dir poco gremito, con tanto di fila aggiuntiva a sedere a ridosso della transenna, quando fanno il loro ingresso in scena Kiko seguito dai suoi fidi compagni di avventura, pronti ad imbracciare i loro rispettivi strumenti per deliziarci nel loro magico mondo metal a tinte verde-oro: gli applausi generali fanno da preludio a quella che sarà una serata quasi tutta dedicata alla produzione solista di Loureiro, che vanta all’attivo ben quattro album in studio, l’ultimo dei quali ‘Sounds Of Innocence’ risalente a ben sette anni or sono. “Pau-de-Arara” da il via allo spettacolo carioca che ci rapirà letteralmente sin dalle prime battute: l’intro iniziale fa da apripista per quello che è un pezzo abbastanza in crescendo, sul quale i fraseggi fulminanti alternati ad un arrangiamento strumentale sublime rendono giustizia ai tre nomi altisonanti presenti sul palco; è veramente trascinante la fluidità delle note che ci vengono sciorinate dall’axe man brasiliano, capace come dicevamo di inserire elementi della musica del suo paese di origine a un riff di matrice prettamente hard rock/heavy metal che strizza l’occhio a Steve Vai, Satriani, Vinnie Moore e chi più ne ha più ne metta, sempre con un tocco personale e una padronanza dello strumento invidiabile che da sempre lo contraddistinguono. Dal suo ultimo album in studio ci viene quindi riproposta “Reflective”, dal ritmo più cadenzato, su cui le melodie sciorinate dalla sua sei corde sgorgano come un torrente in piena: la cura e la meticolosità anche per un giro melodico abbastanza facile è a dir poco sorprendente, a riprova del fatto che si può suonare ed eseguire un pezzo semplice in svariati modi, rendendolo anche arzigogolato in più frangenti. Si ritorna al suo primo lavoro solista con “Escaping”, vera e propria fuga sonora, su cui il drumming di Bruno è sempre preciso senza alcuna sbavatura, un autentico metronomo capace di supportare Kiko e anzi rivelandosi un elemento fondamentale, così come sulla successiva “Graystone Gateway” o sulla titletrack “No Gravity”. Si passa ora ad una commistione più spinta tra metal e ritmiche brasiliane sulla cupa “El Guajiro”, che ricorda molto anche qualcosa dei primi dischi in studio con gli Angra, mentre si arriva ora ad un interludio acustico con “Feijão de Corda”, su cui Kiko mette in mostra tutte le abilità nel suonare quella che a suo dire è “la musica che più adora suonare quando è a casa”: arpeggi sognanti a tinte carioca sembrano trasportarci verso paesaggi inattesi e maestosi a noi lontani eppure così vicini grazie a questa magia musicale riservataci per l’occasione. Sempre dall’album ‘Universo Inverso’ (2006), si prosegue in questa esecuzione di brani intrisi da ritmi e melodie sudamericane, grazie anche al lavoro impeccabile del mastodontico Felipe Andreoli, altro suo ex compagno di merende nella nota metal band brasiliana, che è sempre un piacere rivedere e apprezzare dal vivo anche in brani apparentemente lontani dal loro tradizionale modo di suonare al grande pubblico. Ma consiste proprio in questo aspetto la loro bravura, ovvero nel saper miscelare e vestire anche abiti apparentemente inusuali per i tantissimi metalheads presenti e che li hanno conosciuti per i loro capolavori nel mondo power/prog metal: i musicisti di un certo spessore infatti sono sempre il prodotto di un’eterogeneità di influenze, a volte assai distanti l’una dall’altra, l’importante è essere in grado a trovare il giusto equilibrio e dare sfogo alla propria creatività che attinge qua e la nei diversi campi musicali. Dopo uno stupefacente assolo di batteria che ci mostra ancora una volta la padronanza del giovanissimo Bruno Valverde, la bellissima “The Hymn” è un’altra composizione articolata con cambi di tempo repentini e tempi dispari, in cui tanto la chitarra quanto il basso si scambiano fraseggi e duelli solisti, rincorrendosi sul finale. Il pubblico è letteralmente rapito dalla scioccante bravura mostrataci da parte del trio in scena, nonostante nessun brano cantato: non è stato registrato infatti nessun calo di attenzione da parte dell’audience che anzi ha dimostrato di apprezzare molto la diversità dei pezzi presenti in scaletta. Ma come dicevamo appunto prima, sono tante anche le giovani leve metalliche ansiose comunque di apprezzare anche qualche estratto del repertorio di Loureiro con le due band che lo hanno reso celebre al grande pubblico: ringraziandoci per tutto il calore che sempre gli riserviamo, i nostri ci offrono infatti la breve ma intensa “Conquer Or Die”, dall’ultimo lavoro in studio dei Megadeth (‘Dystopia’ del 2016 – n. d. r.) a cui appunto Kiko ha preso parte anche in veste di compositore, compito non certo facile quando si è al cospetto di un certo Dave Mustaine! E per rendere omaggio anche ai fan del suo ex gruppo, vista anche la presenza di altri due attuali componenti del combo di Rafael Bittencurt, il nostro ospite ci riserva una rilettura strumentale della melodica “Angels and Demons”, brano del periodo in cui alla voce c’era un certo Edu Falaschi: certamente l’impatto live è totalmente differente rispetto alla versione cantata, ma anche questa riproposizione ha riscosso un ottimo responso da parte di tutti, non fosse altro per aver eseguito un brano sicuramente amato dai fan della seconda incarnazione del gruppo brasiliano! Ci avviciniamo sempre più verso l’epilogo di questo eccelso spettacolo musicale sulle note di “Ray Of Life” e dalla seguente “Dilemma”, sulla quale vengono ripresi anche alcuni fraseggi presenti nel penultimo lavoro in studio degli Angra (‘Secret Garden’ sul quale Kiko ancora figurava ufficialmente nella band – n. d. r.). Finta uscita di scena ed eccoli acclamati a gran voce da tutto il locale, ancora stracolmo: pochi istanti per rifiatare e si ritorna a ballare la samba metallica con la conclusiva “Enfermo”, pezzo elettrizzante, capace addirittura quasi a trascinarci in un timido tentativo di scapocciamento. Solo applausi e ovazioni di ringraziamento a fine esibizione con inchini di rito e gradimento sincero per tutta la pazienza e il sostegno che il pubblico anche questa sera ha mostrato nei confronti di Kiko e dei suoi due colleghi!


Kiko Loureiro Trio setlist:

“Pau-de-Arara”
“Reflective”
“Escaping”
“Graystone Gateway”
“No Gravity”
“El Guajiro”
“Feijão de Corda”
“Camino a Casa” (drum solo)
“The Hymn”
“Samba Da Elisa”
“Conquer Or Die” (Megadeth song)
“Angels and Demons” (Angra song)
“Ray Of Life”
“Dilemma”
“Enfermo”


Un piacere immenso, nonostante la mancata intervista di persona prima dell’esibizione, aver assistito a questa stupefacente performance che ha saputo spaziare con gusto da più repertori e che ha messo nuovamente in luce quella che è la classe innata di un talento come Kiko Loureiro e delle grandi capacità tecniche dei suoi accompagnatori, autentici colossi dietro i propri rispettivi strumenti: al termine della serata vengono assaliti da tanti giovani fan tanto che, per l’eccessiva foga di questi, i nostri tre beniamini sono costretti a malincuore a rientrare nel backstage, ringraziando comunque tutti per il supporto ricevuto. Un altro evento mozzafiato targato Crossroads Live Club, che cogliamo l’occasione come sempre per ringraziare per la cortesia, il supporto e l’amicizia che da tempo ci lega a loro da anni, con l’augurio di poter vivere ancora altre serate di alto livello tecnico e musicale: a presto!




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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