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KIRK WINDSTEIN dei CROWBAR: pubblica il suo debutto solista, “Dream in Motion” il 24 gennaio 2020

11-11-2019 11:28 - NEWS
Credit - Jimmy Hubbard
COMUNICATO STAMPA

KIRK WINDSTEIN dei CROWBAR pubblica il suo debutto solista, “Dream in Motion” il 24 gennaio 2020.

L’amato progenitore del Southern Metal svela il video della title track del suo attesissimo debutto solista.


È l’uomo che VICE definisce “un’istituzione” e che possiede una voce che Rolling Stone descrive come il suono della resilienza. Ora, Kirk Windstein, il rispettatissimo pioniere dello sludge metal e l’inconfondibile voce dei Crowbar, per la prima volta si presenta in veste solista. Il 24 gennaio 2020 Entertainment One (eOne) pubblicherà “Dream in Motion”, il singolare debutto di Windstein, che vede il signore oscuro del riff spiegare le sue ali creative e potenziare il suo indelebile retaggio.

Registrato in due anni nella natia Louisiana, nei periodi di vacanza tra un tour e l’altro, “Dream in Motion” è un lavoro molto intenso, che attinge da ogni angolo della carriera ultratrentennale del re riff. Il disco possiede una profondità lirica, un peso emotivo e una potenza musicale forgiati attraverso migliaia di spettacoli dal vivo in tutto il mondo, una meritata reputazione per aver creato la melodia malinconica che è diventata sinonimo di heavy metal di New Orleans e una riflessione su una vita ben vissuta. L'incursione solista di Windstein è un sincero ritorno alla supremazia del rock orientata agli album, evitando la prevedibile deriva dei dischi acustici per prediligere un approccio più diretto alle chitarre, anche se non è meno intenso o meditativo di quanto i fan di Crowbar si possano aspettare. Kirk si è occupato di voci, chitarre e basso dell'album, mentre alla batteria e agli effetti troviamo il produttore e collaboratore di lunga data Duane Simoneaux (Crowbar, Down, Exhorder).

Un primo assaggio del debutto di Kirk è il video della title track "Dream in Motion", diretto da Justin Reich (Black Label Society, Royal Thunder).

https://youtu.be/a-ItzmWYqPo

“L'idea di registrare un album solista è nata come ‘Realizzerò un disco acustico’, ma è un cliché, sai?”, dice Windstein. "Non ho niente di contrario a ciò, ma è stato fatto un milione di volte. Tuttavia mi frullava per la testa di fare qualcosa di un po’ più tranquillo per un po’. È una cosa che volevo fare, che avevo bisogno di fare. È un altro aspetto del mio modo di scrivere e della mia personalità. È un altro lato di me. È un qualcosa che ho fatto per me stesso. Non è nemmeno vero che esso non sia pesante, perché ci sono pezzi che sono molto pesanti. Ma anche il riff più pesante è qualcosa che non potevo davvero fare nei Crowbar. Se ad alcuni fan dei Crowbar non piace, lo capirò. Ma spero che la gente lo apprezzi".

Il risultato finale è semplicemente sorprendente. "Dream in Motion", che apre il disco, è una canzone rock n 'roll con solo un pizzico di atteggiamento aggressivo. "Hollow Dying Man" è atmosferica, con melodie enormi e un'autenticità working class. Il disco si chiude con una fedele interpretazione di uno dei brani preferiti di Windstein di sempre: "Aqualung", la traccia che dà il titolo al capolavoro concettuale del 1971 dei Jethro Tull.

Tracklist:
1. Dream In Motion
2. Hollow Dying Man
3. Once Again
4. Enemy In Disguise
5. The World You Know
6. Toxic
7. The Healing
8. Necropolis
9. The Ugly Truth
10. Aqualung (* Jethro Tull cover)

I pre-ordini di 'Dream in Motion' sono attivi qui:


Windstein e i suoi amici festeggeranno l’uscita di “Dream In Motion” con una festa speciale nella sua città natale il 28 dicembre al Riffer Madness di Jefferson, LA.

Per tutti gli aggiornamenti su “Dream in Motion” di Kirk Windstein sintonizzatevi su CrowbarNola.com e seguite i Crowbar su Facebook, Instagram e twitter.

"Il padrino del metal di NOLA spiega le sue ali e non ha mai suonato meglio di così” - Revolver

"Windstein canta da un luogo di resilienza più che di disperazione. Non è solo il metal classic ad ispirare Windstein: l’album dei Crowbar del 2000, ‘Equilibrium’, conteneva una cover grintosa ma al tempo stesso rispettosa del brano soft rock di Gary Wright, ‘Dream Weaver’ del 1975” - Rolling Stone


Fonte: Redazione



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