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LITTLE STEVEN & THE DISCIPLES OF SOUL @ Roma, Villa Ada Incontra Il Mondo – un´epopea americana nel segno del rock´n´soul in compagnia di Stevie Van Zandt!

25-07-2018 14:09 - CONCERTI
Lo avevamo lasciato poco più di un anno fa, esattamente il 4 Luglio 2017, con il suo memorabile concerto al Pistoia Blues nella splendida cornice di Piazza Duomo a Pistoia ricco di sorprese e ospiti inaspettati (Rick Nielsen dei Cheap Trick e David Bryan dei Bon Jovi, il report dell´evento è disponibile al seguente link - n. d. r.), ed eccoci nuovamente pronti a raccontarvi uno dei ritorni più graditi dell´ultimo anno solare: Little Steven Van Zandt, celebre artista statunitense di origini italiane nonché braccio destro del Boss Bruce Springsteen e cofondatore della sua E Street Band, torna finalmente a farci visita per ben due date in questo mese di Luglio (17/07 a Roma e il 18/07 al Cortona Mix Festival di Cortona, Arezzo - n. d. r.) in compagnia dei suoi fedelissimi The Disciples Of Soul, ricostituiti oramai quasi due anni or sono, alla fine del 2016, dopo un indimenticabile evento londinese che rimarrà nella storia.

In concomitanza con l´uscita del suo nuovo album dal vivo, ´Soulfire Live!´ (Sony Music), in formato digitale dal 18 Agosto, registrato durante le tappe mondiali del Soulfire Tour 2017, il buon Stevie si è nuovamente imbarcato in un´ennesima avventura che lo vede ancora una volta protagonista assieme ai suoi compagni d´avventura: questo nuovo tour è fortemente legato alla sua pregevole iniziativa Teach Rock per il supporto dell´insegnamento musicale nelle scuole, nato per contrastare le forti carenze didattiche nel campo artistico scolastico statunitense, ed esteso a tutte le tappe europee per incentivare l´ascolto e divulgare il sacro verbo della musica rock in forma gratuita e aperta. Il nostro ospite ci ha da sempre abituato ad iniziative di questo genere basti pensare, solo per citarne alcune, al suo impegno politico con il progetto Sun City (1985) contro l´apartheid in Sud Africa oppure il suo coinvolgimento, assieme alla splendida moglie Maureen, come testimonial dell´organizzazione no profit Oscar´s Angel per il sostegno dei bambini affetti da patologie gravi negli ospedali (Lunedì 16 Luglio, il giorno prima della sua esibizione, Stevie ha infatti incontrato i rappresentanti di questa associazione durante la serata del suo Underground Garage Dance Party all´Hard Rock Cafe Rome, il cui report potete leggerlo a questo link - n. d. r.). Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla sua inaspettata carriera di attore/regista/sceneggiatore nei panni prima di Silvio Dante nei The Sopranos e poi di Frank Tagliano nella sua Lilyhammer nonché dall´ideazione del suo seguitissimo programma radiofonico "Little Steven´s Underground Garage" (trasmesso da più di 130 canali radio in tutto il globo - n. d. r.) e dalla fondazione dell´etichetta Wicked Cool Records: al termine del lungo The River Tour assieme al Boss, Stevie ha sentito la forte esigenza di tornare sul palcoscenico, questa volta in veste di musicista, per riportare dal vivo la sua musica e tributare il giusto riconoscimento a tutti gli artisti che da sempre lo hanno ispirato, inducendolo a "comporre canzoni che rimanessero immortali", assieme ai suoi amici Bruce e Southside Johnny alla fine degli anni Sessanta.

La serata di Martedì 17 Luglio 2018 ha visto la stupenda e frizzante cornice di Villa Ada (nell´ambito della rassegna annuale Villa Ada Incontra Il Mondo - n. d. r.) fare da quinta ideale a quello che già da mesi si preannunciava essere uno dei concerti più attesi dell´anno: dopo lo spostamento delle due tappe italiane previste per il Dicembre 2017, il nostro eroe del New Jersey è finalmente tornato per regalarci due ore e mezza di musica da vivere a stretto contatto con lui e la sua fantastica band, senza nessun altro gruppo di supporto. Ma come già successo in altre recenti occasioni, la risposta del pubblico purtroppo, a differenza degli altisonanti e futili appelli sui social, non è certamente stata delle migliori: come lo stesso amico Claudio Trotta (boss della Barley Arts Promotion, promoter di Little Steven e di Bruce Springsteen - n. d. r.) ci ha fatto più volte notare, prima e dopo il concerto, spesso la cosiddetta "fratellanza musicale" nasce e muore sul web, mancando di supporto concreto in eventi di tale portata con artisti che hanno letteralmente scritto pagine importanti della musica mondiale! Fatta questa triste ma doverosa premessa, possiamo invece constatare di come i "pochi ma buoni" presenti siano stati testimoni di un´altra memorabile serata al cospetto di Stevie e dei suoi discepoli, che ci hanno letteralmente rapito catapultandoci in una lunga ed avvincente epopea della storia musicale americana: scaletta come sempre ricca di classici e di brani recenti, con duetti ed improvvisazioni da capogiro, grazie soprattutto all´ensemble eccezionale dei ben quindici musicisti presenti sul palco, che ci hanno tenuti desti e partecipi come non mai!

Dopo aver salutato tanti amici in compagnia di una fresca birra ghiacciata, ci apprestiamo a raggiungere le prime file quando, alle ore 22.00 in punto, incoraggiati dai nostri incessanti applausi, fanno il loro ingresso in scena uno ad uno i fedelissimi Disciples Of Soul: per ultimo come da copione, entra il beneamato Stevie, accolto da un´ovazione generale, sulle note di una tiratissima "Sweet Soul Music", rilettura del brano di Arthur Conley, sulla quale si dimostra subito essere in serata, pronto a farci saltare e danzare per tutto il tempo dello show. Si passa subito alla celebre "Soulfire", reinterpretazione dei The Breakers, introdotta dai riff taglienti e funkeggianti di Marc Ribler (chitarra, già con Darlene Love), mentre il nostro eroe imbraccia la sua sei corde: il pubblico canta all´unisono ogni singola parola del brano, creando quasi una catarsi con gli artisti sul palco, da brividi! Ma è subito un tuffo nel passato con la furente "Lyin´ in A Bed Of Fire" e la malinconica "Inside Of Me" (dal primo storico album ´Men Without Women´ del 1982 - n. d. r.), interpretate magistralmente da Steven e da tutti i componenti: da apprezzare l´eccezionale lavoro della sezione ritmica composta da Rich Mercurio (batteria, già all´opera con Ben. E. King, Regina Spektor, Idina Menzel, ecc. - n. d. r.) e dal lungo crinito Jack Daley (basso, storico collaboratore di Lenny Kravitz, Michael jackson, Bo Diddley, Iggy Pop, James Brown, Beyoncè, Mick Jagger - n. d. r.). Si passa poi al doveroso tributo a Etta James con "The Blues Is My Business" per poi farci cullare da una struggente interpretazione di "Love On The Wrong Side Of Town", del suo fido amico Southside Johnny, prima di tornare ad altri classici dal primo amato disco d´esordio come "Untill The Good Is Gone" e la saltellante "Angel Eyes", capaci di farci estasiare al settimo cielo! "Love On The Wrong Side Of Town" ci riporta per un attimo alle atmosfere sognanti di Southside Johnny, prima di essere ammaliati da una magistrale versione di "Under The Gun" e della seguente "Saint Valentine´s Day", primo singolo dell´ultimo album studio, cover dei Cocktail Slippers. Ma non poteva di certo mancare un pensiero anche a Gary "U.S." Bond, con il quale Stevie ha collaborato negli anni ´80: un tributo ad uno dei maestri della musica contemporanea, quale è Ennio Morricone, con l´epicheggiante e selvaggia "Standing In The Line Of Fire"! Le spumeggianti "I Saw The Light" e "Salvation" (da ´Born Again Savage´ del 1999 - n. d. r.) ci mostrano la classe e l´energia delle tre coriste JaQuita May, Sara Devine e Tania Jones, così come la grinta instancabile del nuovo Anthony Almonte (percussioni), mentre veniamo dolcemente cullati dalla ineguagliabile ugola del nostro Miami Steve sulla lenta "The City Weeps Tonight". Ma come il nostro amico ci ricorda, è grazie soprattutto all´incontro tra la black music e il rock´n´roll dei primi anni Sessanta, nonché all´evoluzione del doo-wop, se esiste la buona musica che ascoltiamo oggi: viene rimarcata l´importanza fondamentale della scena di Detroit che ha dato i natali alla Motown e ad artisti del calibro degli MC5, di Iggy Pop & The Stoges, ecc. Non poteva dunque mancare una maestosa versione di "Down and Out In NYC", a firma James Brown, sulla quale svettano incontrastati tutti e cinque i fantastici componenti della sezione fiati, chiamati uno ad uno per singole esecusioni soliste: Stan Harrison (sax tenore/flauto, già con David Bowie, Talking Heads, Radiohead, ecc.), Eddie Manion (sax baritono, noto per aver collaborato con Springsteen, AllMan Brothers e Bob Dylan), Clark Gayton (trombone, Springsteen, Sting, Rihanna), Ravi Best (tromba, Ani DiFranco, Lindsay) e da Ron Tooley (tromba, con un curriculum che va da James Brown a Lennon e Jaco Pastorius). Non si può certo non menzionare anche il pregevole contributo del simpatico Lowell "Banana" Levinger (piano/mandolino, storico membro dei newyorkesi The Youngbloods - n. d. r.) e dell´occhialuto Andy Burton (tastiere/organo/fisarmonica, già con Ian Hunter e John Mayer - n. d. r.) sulla successiva immancabile "Princess Of Little Italy", degno tributo alle origini italiane di Stevie e di Levinger, eseguita anch´essa con un pathos ed un´intensità unici. "Ride The Night Away", dal suo connubio con Jimmy Barnes sul disco ´For the Working Class Man´ (1985), è l´ideale per ridestare anche gli animi più intorpiditi da questa ubriacante ed appassionante epopea sonora, prima di tuffarci nel rock latino della super hit ottantiana "Bitter Fruit", altro successo planetario del nostro Steven Lento, così come la seguente "Forever"; l´ombra di Southside Johnny ritorna sulla triste e malinconica "I Don´t Want To Go Home", altro brano cantato all´unisono dall´audience e dai musicisti. Sembra essere calato il sipario quando, richiamati a gran voce sul palco, rientrano uno ad uno i quindici eccezionali componenti per una versione da applausi di "Out Of Control" degli U2 e per la conclusiva "Out Of The Darkness", sulla quale Stevie ci saluta ringraziandoci ancora una volta per aver dimostrato tutta la passione e il supporto che da sempre contraddistingue il pubblico italiano, a cui lui stesso si sente da sempre legato!


Little Steven & The Disciples Of Soul:

"Sweet Soul Music" (Arthur Conley cover)
"Soulfire" (The Breakers cover)
"Lyin´ in A Bed Of Fire"
"Inside Of Me"
"The Blues Is My Business" (Etta James cover)
"Love On The Wrong Side Of Town" (Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)
"Untill The Good Is Gone"
"Angel Eyes"
"Some Things Just Don´t Change" (Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)
"Under The Gun"
"Saint Valentine´s Day" (Cocktail Slippers cover)
"Standing In The Line Of Fire" (Gary U.S. Bond cover)
"I Saw The Light"
"Salvation"
"The City Weeps Tonight"
"Down and Out In NYC" (James Brown cover)
"Princess Of Little Italy"
"Ride The Night Away" (Jimmy Barnes cover)
"Bitter Fruit"
"Forever"
"I Don´t Want To Go Home" (Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)
"Out Of Control" (U2 cover)
"Out Of The Darkness"


A dispetto di quello che sembravano essere le iniziali aspettative, visto purtroppo il numero degli spettatori abbastanza esiguo per un evento di siffatta portata, ancora una volta siamo rimasti stregati ed estasiati da quasi due ore e mezza di uno spettacolo sia sonoro che visivo al limite della perfezione, nel quale il nostro Little Steven Van Zandt ci ha offerto uno show da capogiro grazie anche al prezioso contributo dei quindici sensazionali musicisti che hanno condiviso con lui il palco: applausi a scena aperta al termine dello show per tributare uno degli artisti più importanti del pianeta, sulle scene da più di quarant´anni, che ancora una volta ha dimostrato la sua grandezza coinvolgendoci e rendendoci partecipi della sua esibizione dal primo all´ultimo istante! Un ringraziamento particolare va certamente a tutta l´organizzazione, in primis all´amico Claudio Trotta e a tutto lo staff della Barley Arts Promotion, nonché agli organizzatori della kermesse "Villa Ada Incontra Il Mondo", che hanno reso possibile questo evento in una cornice suggestiva come poche altre, trasformando la location "in una piccola Asbury Park", proprio come sottolineato durante il concerto dallo stesso Stevie Van Zandt!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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