08 Luglio 2020
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LIVE REPORT – KALEDON + HOSTILE: all´insegna dell´epicità con il ritorno dei power metallers capitolini @ Jailbreak Live Club di Roma

26-10-2016 01:09 - CONCERTI
Kaledon
Hostile
Hostile: James Mills (voce)
Hostile: A. J. Mills (chitarra)
Hostile: A. J. Mills (chitarra)
Hostile: A. J. Mills senior (basso)
Hostile: Ben Evans (chitarra)
Hostile
Hostile: A. J. Mills (chitarra), Paolo Lezziroli (ospite ai cori) e James Mills (voce)
Hostile: A. J. Mills (chitarra)
Hostile: A. J. Mills senior (basso)
Hostile
Kaledon
Kaledon: Alex Mele (chitarra)
Kaledon: Paolo Lezziroli (basso)
Kaledon: Paolo Campitelli (tastiere)
Kaledon: Tommy Nemesio (chitarra)
Kaledon: Michele Guaitoli (voce)
Kaledon
Kaledon: Manuel Di Ascenzo (batteria)
Kaledon: Michele Guaitoli (voce) e Paolo Campitelli (tastiere)
Kaledon: Michele Guaitoli (voce)
Kaledon: Alex Mele (chitarra)
Kaledon: Paolo Campitelli (tastiere) e Manuel Di Ascenzo (batteria)
Kaledon: Tommy Nemesio (chitarra)
Kaledon: Alex Mele (chitarra) e Paolo Campitelli (tastiera)
Kaledon: A. J. Mills (ospite ai cori) e Paolo Lezziroli (basso)
Kaledon: A. J. Mills (ospite ai cori) e Michele Guaitoli (voce)
Kaledon: Alex Mele (chitarra), Paolo Campitelli (tastiere) e Paolo Lezziroli (basso)
Kaledon
A distanza di poco meno di un anno dalla loro ultima apparizione al Jailbreak Live Club di Roma, il "tempio del rock" per antonomasia (con precisione l´11 Dicembre 2015 - n. d. r.), eccoci nuovamente di fronte al ritorno in pompa magna di una delle band più conosciute e rinomate in campo nazionale ed internazionale, ovvero i romani Kaledon, reduci dall´esaltante trasferta inglese (quattro date lo scorso mese di Maggio - n. d. r.) e dalla recente riuscitissima esibizione alla prima edizione del Volcano Rock Fest di Napoli, il 21 Luglio scorso. Freschi dei due nuovi arrivati, ovvero Michele Guaitoli (voce) e Manuel "Dean" Di Ascenzo (batteria), entrati stabilmente nella line up da circa un anno, il combo capitolino sembra aver ritrovato la serenità e la sinergia che si erano invece andate un po´ perse nel recente passato per varie vicissitudini che esulano dal presente report: di sicuro i due nuovi membri stanno dimostrando tutto il loro indiscutibile valore e le capacità tecniche atte a riportare il sereno nella terra di Kaledon! Per la serata di Venerdì 7 Ottobre 2016, la band di apertura scelta sono i britannici Hostile, attivi da ben dieci anni e con alle spalle diversi tour con live act quali i Machine Head, i LORDI, i Napalm Death, i SoulFly e una rinomata collaborazione in studio con il leggendario K. K. Downing (ex storico membro fondatore dei Judas Priest - n. d. r.): il loro sound è assai debitore delle influenze alternative/thrash/groove metal della prima metà dei ´90, avvicinandosi lontanamente a qualcosa degli ultimi Pantera o dei Sepultura dei fratelli Cavalera. Nonostante questo abbinamento dal sapore dissonante, il pubblico presente ha fatto sentire il suo sostegno ad entrambe le formazioni, tributando il giusto riconoscimento alla band di Alex Mele, da sempre molto seguiti nel panorama metal capitolino e non solo.

Hostile
Sono ancora in parecchi gli spettatori che devono sopraggiungere, quando ecco i cinque britannici calcare il palco, pronti per la loro prima esibizione in terra romana! Guidati dall´imponente James Mills, il quintetto originario di Birmingham è pronto a scatenare l´inferno a suon di riff taglienti e di un drumming serrato: "Lamb To The Slaughter" è l´opener che da il via alle danze, sostenuta dal duo alle chitarre composto da A. J. Mills e dal suo compagno di scuderia Ben Evans. Il ruggito del frontman albionico ricorda molto quello di Phil Anselmo, ex voce dei Pantera, e qualcosa di Max Cavalera, mostrandoci quindi un timbro adatto al genere proposto: pur non essendo assolutamente un appassionato di queste sonorità moderne, alquanto lontane dai miei ascolti abituali, non posso comunque esimermi dall´apprezzare la loro prova nel complesso grintosa, pur non proponendo nulla di veramente originale e di mai sentito prima. "Ego" scorre anch´essa sugli stessi binari, come anche l´arrembante "I Don´t Give A Fuck", che vede la presenza come ospite del loro amico di avventure Paolo Lezziroli, bassista dei Kaledon: sicuramente questa inaspettata sorpresa ha destato ancor più l´interesse dei presenti, che hanno sostenuto le gesta del loro beniamino a suon di cori e di pogo. Anche "Stand Your Ground" e "Fueled By Hate" mettono in mostra tutta la rabbia sprigionata dai cinque musicisti inglesi, e in particolar modo le buone capacità tecniche di Ashley Leatherland (batteria), in una forma sorprendente, sapientemente coadiuvato dal suo collega Andy Mills senior (basso): è sorprendente constatare tutta la passione e la verve di un padre che ha deciso, seppur solo temporaneamente, di supportare i suoi due figli, condividendo con loro questi fantastici momenti! "Brutal Images" e le seguenti "Dig Up The Power" e "All Seeing" riescono, seppur con i loro evidenti limiti compositivi, a destare l´attenzione delle svariate decine di presenti, che, nonostante probabilmente li abbiano conosciuti solo da pochi minuti, sembrano apprezzare comunque la spontaneità e l´impegno profuso da questi ragazzi. Al termine di "Freedom Act" eccoci proporre, prima della fine del loro set, due classici di priestiana memoria: la celeberrima "Painkiller" e l´altrettanto famosa "Breaking The Law", due autentici anthem impressi nella memoria e nelle orecchie di qualsiasi metal head che si rispetti! I due classici targati Judas Priest sono reinterpretati alla loro maniera, forse a volte con qualche imprecisione di troppo, ma la gioia di poter cantare a squarciagola due dei brani più conosciuti della mia band preferita da sempre è più forte di qualunque altra barriera. Per ultimo ci salutano con la loro omonima "Hostile", augurandoci di poterli rivedere al più presto nel nostro paese. Sicuramente, come già sottolineato prima, una scelta coraggiosa quella di farli suonare in un´occasione come questa, ma a prescindere dai gusti personali di ciascuno, è innegabile la simpatia, la spensieratezza e la passione che tutti loro ci hanno offerto in questa loro prima notte romana!

Hostile setlist:

"Lamb To The Slaughter"
"Ego"
"I Don´t Give A Fuck" (feat. Paolo Lezziroli)
"Stand Your Ground"
"Fueled By Hate"
"Brutal Images"
"Dig Up The Power"
"All Seeing"
"Freedom Act"
"Painkiller" (Judas Priest cover)
"Breaking The Law" (Judas Priest cover)
"Hostile"


Kaledon
Pochi istanti per rifiatare ed eccoci giunti alla band di chiusura della serata: accompagnati dall´incitamento di svariate schiere di fan, nonostante la non numerosa presenza di spetta-tori, fanno il loro trionfale ingresso in scena i sei musicisti capitolini! Si preannuncia dunque una serata dai toni epici e magniloquenti, scandita da una breve intro sinfonica: si parte con la dirompente "The Calm Before The Storm", tratta dal loro ultimo lavoro in studio (Antillius: The King of the Light del 2014 – n. d. r.) ed è un piacere constatare l´incredibile affiatamento tra tutti i componenti, soprattutto nello sfavillante duello di chitarra e tastiera nel bridge centrale. "The Angry Vengeance" ci offre una buona prova del nuovo entrato Michele Guaitoli (voce), nonostante sia non del tutto in serata viste le sue condizioni influenzali, come lui stesso ci confessa simpaticamente tra un brano e l´altro. Con "The End Of The Green Power" ci immergiamo invece in atmosfere più lente e sinfoniche, magistralmente dipinte dalle magiche di Paolo Campitelli (tastiere), sempre efficace sia nelle parti orchestrali che nei soli veloci e devastanti: anche il solo del leader Alex Mele è a dir poco azzeccato, con una melodia di matrice tipicamente maideniana. Il buon Paolo è nuovamente protagonista nell´intro atmosferica di "Into The Fog", con chiari rimandi iniziali ai Goblin di Simonetti, mentre di seguito subentra l´accoppiata alla sezione ritmica composta dal monumentale Paolo Lezziroli (basso) e dalla new entry Manuele Di Ascenzo (batteria), vere macchine da guerra che non hanno perso un solo colpo per tutta la loro esibizione: certo forse non una tra le più memorabili, per presenza di pubblico e per lo stato influenzale di alcuni membri, ma nel complesso è risultata una prova positiva che ci conferma le già note doti del sestetto romano! La bellissima "The Holy Water" e la successiva "Screams In The Wind" imprimono la giusta dose di epicità alla serata, accompagnati dai riff precisi e serrati di Tommy Nemesio (chitarra), bravo ad alternarsi anche in assoli arrembanti con il suo collega Alex: le linee melodiche create dal gruppo sono magistralmente supportate da una invidiabile perizia tecnica di pregevole livello, che ha da sempre contraddistinto il loro sound fresco e detonante! "Surprise Impact" ci conduce indietro nel tempo (con precisione al loro disco (Chapter VI: The Last Night on the Battlefield del 2010 – n. d. r.), e ancora una volta i tappeti sonori orchestrati da Paolo sono il giusto supporto al cantato altisonante di Michele, soprattutto nel ritornello centrale, mentre la dolce e triste "The Fallen King" ci riporta all´ultimo album, con tanto di intro arpeggiata, prima di sfociare in una power song dirompente e sinistra. Sulla successiva "Childhood" viene invitato sul palco per unirsi ai cori il goliardico A. J. Mills, chitarrista degli amici Hostile, con i quali i nostri hanno condiviso ben otto date durante il loro ultimo anno solare: il risultato è a dir poco riuscito, con le prime file infervorate dall´ugola e dal carisma dell´ospite britannico, veramente un ottimo musicista oltre che un gran intrattenitore! "The God Beyond The Man", introdotta da un pianoforte baroccheggiante, ci conduce verso il finale di questa serata un po´ sottotono ma pur sempre strepitosa: il ritmo del brano è molto ottantiano fino al ritornello dai toni epici, intonato da tutti e sei i ragazzi oltre che dagli spettatori. Dopo questa travolgente esibizione, la band saluta e ringrazia tutti i presenti, congedandosi con il loro cavallo di battaglia, il brano più conosciuto e antico della loro carriera, ovvero "In Search Of Kaledon" che chiude una serata piacevole e vissuta con tanta intensità da parte di tutti: ripeto, probabilmente non sarà la loro miglior esibizione degli ultimi tempi, ma sicuramente ci ha consentito di tastare il loro ottimo e promettente futuro visti i due importanti innesti nella formazione, che hanno dimostrato ancora una volta di meritare il loro posto all´interno del gruppo!

Kaledon setlist:

"Intro"
"The Calm Before The Storm"
"The Angry Vengeance"
"The End Of The Green Power"
"Into The Fog"
"The Holy Water"
"Screams In The Wind"
"Surprise Impact"
"The Fallen King"
"Childhood" (feat A. J. Mills)
"The God Beyond The Man"
"In Search Of Kaledon"



Per concludere, una serata che ci ha consentito di scoprire nuove realtà musicali, come appunto gli albionici Hostile, e di ritrovare e apprezzare vecchie conoscenze, gli amici Kaledon: entrambe le band infatti hanno dimostrato tutte le loro ineccepibili qualità in sede live, grazie soprattutto ad anni di esperienza in giro per l´Europa! Infine un ringraziamento speciale va fatto al Jailbreak, sempre disponibile e cortese nei nostri confronti, oltre che artefice di un´altro interessante evento nel suo ricco palinsesto autunnale!








Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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