03 Luglio 2020
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LIVE REPORT-RICHARD BENSON: esibizione “devastante” con raffiche di uova marce, ortaggi e tanto altro sul palco del Traffic di Roma

15-12-2015 18:46 - CONCERTI
Richard Benson - Ph. by Martina Santoro
Il pubblico in estasi per Richard Benson - Ph. by Martina Santoro
Richard Benson visto dal "di fuori" della rete protettiva
Richard Benson visto dal "di fuori" della rete protettiva
Richard Benson(chitarra e voce) e Germano De Angelis (percussioni) - Ph. by Martina Santoro
Richard Benson aiutato nella lettura delle partiture da Germano De Angelis
E’ veramente un’impresa ardua riuscire a descrivere in termini precisi e veritieri la serata di Venerdì 4 Dicembre 2015 al Traffic Live Club di Roma, dove si è esibito uno dei personaggi più noti e controversi del “panorama musicale” underground capitolino da ormai più di tre decadi: il goliardico Richard Philip Henry John Benson. A pochi mesi dalla sua ultima esibizione nella Città Eterna, presso Discoteca Laziale lo scorso 16 Giugno, ecco ritornare a grande richiesta il sessantenne artista angloromano, da anni “bersaglio”, nel vero senso del termine, di tantissimi giovani (e meno giovani), che, armati fino ai denti di svariate pietanze di non meglio identificata provenienza, si dilettano ad insultare e a colpire il “lungocrinito” chitarrista. Già alcune ore prima dello spettacolo possiamo assistere ad una lunga fila al di fuori del locale, con persone alquanto eterogenee tra loro, per look, gusti e stile di vita, ma unite da un unico scopo condiviso: “non permettere al povero Richard di concludere la sua performance!” Viste dunque le rassicuranti premesse, onde evitare ulteriori problemi alla quiete pubblica e al locale in generale, sono stati prontamente chiamati alcuni agenti della sicurezza per poter monitorare, sia all’ingresso che all’interno della sala, che la manifestazione possa svolgersi senza ulteriori impedimenti e danni, a parte quelli già “previsti” sin dall´inizio. L’atmosfera che si respira è a dir poco surreale, con gruppi di ragazzi di tutte le età, muniti di qualsiasi suppellettile pronta per essere lanciata, che invocano gridi di guerra, quasi a sembrare una parodia del film “I Guerrieri della Notte” (1979) di Walter Hill. L’attesa è alquanto spasmodica, e il pubblico è numerosissimo, più di 350 persone, mentre diverse altre non sono riuscite ad entrare per mancanza di spazio, essendo il luogo ormai strapieno. Tra i presenti vari volti conosciuti del panorama musicale romano, tra cui Federico Zampaglione dei Tiromancino, che ha prodotto il recente album di Benson, “L’inferno dei Vivi” (2015), uscito per la INRI, etichetta discografica indipendente di Davide Pavanello (Linea 77). E’ una vera impresa riuscire ad entrare dentro questo vero e proprio “inferno”, gremito all’inverosimile, e pieno zeppo dalle prime alle ultime file, quando, a dir poco sbigottito, e in procinto di entrare all’interno mi ritorna alla mente un monito letto nel Sacro Bosco dei Mostri di Bormarzo, mai attuale come in questa occasione: “Lasciate ogni pensiero voi ch’entrate”!


Visti i suoi ultimi show, nessuno dei quali è riuscito a giungere a conclusione a causa dei “bombardamenti gastronomici” subiti, sono in parecchi a ipotizzare una breve durata anche per questa esibizione: sembra quasi di trovarsi alla Snai, con i presenti intenti a scommettere sull’effettiva durata dell’evento, da un minimo di quindici minuti, ad un massimo di cinquanta, sempre in base alla resistenza del povero malcapitato.
E nonostante siano passate da poco le 22.30, e siano già pronte schiere di giovani pronti a giocare al tiro a segno, il protagonista della serata sembra farsi molto desiderare, mentre la gente urla a gran voce il suo nome, o sempre più spesso alcuni simpatici appellativi sessuali a lui riferiti. La scenografia prevista ricorda molto quella presente nel film “The Blues Brothers” (1980) di John Landis, nella scena in cui il gruppo si esibisce in un locale country, protetto da una rete metallica: difatti tutto il palco è stato coperto da questa recinzione, per evitare che il personaggio si faccia ulteriormente male, come successo qualche anno addietro. Non percependo alcuna risposta alle provocazioni ricevute da parte del pubblico, alcuni pensano addirittura che, per la paura di potersi sentire male, il povero Richard possa aver rinunciato all’ultimo ad entrare in scena, salvo poi ricordarsi immediatamente che questo suo modo di “fare spettacolo” è diventato sostanzialmente la sua principale fonte di sostentamento degli ultimi quindici anni. E infatti inavvertitamente, senza alcun preavviso, Benson fa il suo ingresso, sommerso immediatamente da applausi e fischi, oltre che da coloriti epiteti, che sembra gradire particolarmente, e ovviamente da tantissime “sostanze organiche”. A fargli da “spalla” ci pensa il suo fido amico, Germano De Angelis, da lui presentato come un ex collaboratore e membro degli storici Area: spero vivamente fosse un semplice scherzo, altrimenti non oso immaginare come si stesse rivoltando nella tomba il povero Demetrio Stratos! Al suo gelido urlo “Vi dovete Spaventareeee!!!” rispondono in coro i presenti apostrofandolo nei peggiori modi possibili: tra le tante suppellettili portate appositamente per l’evento, spicca una finta lapide di cartone, con su scritto il suo nome italianizzato “Riccardo Benzoni” (anche se per alcuni è il suo vero nome, ma esistono a tal proposito diverse scuole di pensiero e leggende metropolitane).


Purtroppo chi, come me, si aspettava di poter quantomeno sentire un brano eseguito per intero, dall’inizio alla fine, senza interruzioni varie, è “tristemente” rimasto deluso, perché, appena l’ospite della serata prova a sedersi imbracciando la chitarra, dopo pochissimi istanti viene sotterrato da raffiche violente di svariata provenienza e natura: non soltanto dalle prime file ma anche dal fondo del locale volano alimenti, molti scaduti o andati a male, che si infrangono inesorabilmente sulla povera vittima, dopo essere stati parzialmente frenati dalla provvidenziale barriera metallica! E, a proposito di “muri e barriere”, eccolo tentare di iniziare un accenno alla conosciutissima “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd, quasi a voler richiamare il tentativo degli accaniti spettatori di demolire la rete per poterlo aggredire una volta per tutte: alle strofe canticchiate da Richard, però seguono gli oramai famigerati improperi da parte di un’audience a dir poco impazzita. Venendo stoppato a più riprese, per consentire al folle musicista di ripulirsi un minimo il viso, il brano viene prolungato di molto, trasformandosi addirittura in “Satisfaction” dei Rolling Stones: insomma, un autentico minestrone, a cui fanno da eco le variegate vivande gentilmente portate dai presenti (dall’immancabile pollo, agli spaghetti, verdure varie, uova marce, yogurt, ecc.), gli “ingredienti giusti” per elettrizzare l’ambiente! Di tanto in tanto lo stesso De Angelis, che prova ad accompagnarlo alle percussioni, è costretto con una torcia a sorreggergli innanzi delle partiture, visti gli “impedimenti visivi” del rocker di origini britanniche. Terminata questa lunga parentesi, lo showman prova a intrattenere i numerosi presenti, provando a raccontare una delle sue avvincenti peripezie o alcuni aneddoti su celebrità che si vanta di aver conosciuto, ma gli agguerriti spettatori non sembrano volergli concedere alcuna tregua, e riprendono col lancio di prodotti alimentari. Benson prova allora a placare gli animi riproponendo due pezzi del suo repertorio, tratti dall’ultimo album, “Vi Dovete Spaventare” e l’incalzante “I Nani”, ma i suoi buoni propositi di redimere gli animi non trovano alcun successo: tutto il pubblico è follemente infervorato al cospetto del proprio “beniamino”, che viene nuovamente insultato e bersagliato dalle più strane pietanze immaginabili.
La star capitolina prova quindi a minacciare continuamente la platea gremita, promettendo di interrompere all’istante la performance o appellandoli ad “Ultimi!”, ma oramai il dado è tratto, e non gli resta altra scelta se non quella di riproporre nuovamente l’ultimo brano eseguito (“I Nani” – n. d. r.) in una versione ancora più trash dell’originale, quasi prendendosi in giro da solo.
Sembra essere trascorsa un’eternità per l’intensità con la quale è stata vissuta questa serata, da tutti i punti di vista, tranne forse da quello più strettamente musicale, ma lo si sapeva già in partenza come sarebbe andata a finire: l’intera performance dura poco meno di cinquanta minuti, già di per se un record, visti i suoi ultimi show, finiti a volte anche molto prima! Molti provano comunque ad “invitarlo cortesemente” ad uscire per un ultimo bis, sempre con i coloriti epiteti usati già in precedenza, ma il nostro Riccardo “Cuor di Leone” sembra averne avute abbastanza anche questa volta, e lo si vede scendere dal retro del palco, accompagnato dal suo bastone e sotto braccio dall’onnipresente Germano, mentre ad accoglierlo nel backstage c’è la sua amatissima moglie, Ester Esposito, che lo aspetta a braccia aperte, pronta a “consolarlo” e ripulirlo alla meglio. Diverse decine di persone cercano invano di attirare la sua attenzione, anche solo per avere una foto ricordo con lui, ma le condizioni fisiche del nostro guerriero, ridotto ad un ammasso gelatinoso, non gli consentono di accontentare le richieste dei fan, a differenza di altre occasioni, forse meno turbolente.


Termina cosi questa serata all’insegna del Trash allo stato puro, che sicuramente non avrà deluso i tantissimi partecipanti, che da mesi attendevano con ansia questo avvenimento, lasciando marcire quotidianamente alcuni alimenti appositamente per questo momento!
Certo, se si conoscono le gesta artistiche di Benson, soprattutto quelle dei suoi esordi negli anni ’70, quando aveva comunque condiviso il palco con artisti di un certo livello internazionale (Banco del Mutuo Soccorso, Osanna, Garybaldi, Van Der Graaf Generator, Soft Machine, ecc.), oppure il suo periodo televisivo e radiofonico degli anni ’80 (“Scala A Interno 5” o “Ottava Nota”), dove aveva contribuito alla divulgazione delle novità discografiche in ambito rock, anche se sempre in piccolo, è difficile riuscire pienamente a comprendere quali pos-sano essere state le motivazioni che lo hanno spinto a ridursi cosi, da quindici anni a questa parte, se non quelle strettamente di carattere economico, ma ovviamente ognuno è padrone delle proprie scelte, e non spetta di certo a noi esprimere giudizi sulle sue valutazioni lavorative! Solo una considerazione ci terrei a fare: se si pensa il numero dei paganti dell’evento, poco meno di 400, e quelli invece presenti a molti altri concerti, di un livello musicale di gran lunga superiore, tenutisi nella stessa location (basti pensare che il giorno prima agli Operation: Mindcrime di Geoff Tate c’erano all’incirca 80/90 persone), c’è allora da riflettere sullo stato dell’”arte” e soprattutto dei gusti che piacciono oggi alle masse. Ma ovviamente questi sono semplici pensieri e punti di vista personali, e d’altronde ciascuno è libero di divertirsi nel modo più “sano” possibile: “Panem et Circenses”! (cit. Giovenale, Satira X)



Ma a prescindere da tutto ciò, va nuovamente fatto un plauso speciale al Traffic Live Club e a tutto il suo staff, sia per la consueta disponibilità offertaci, e soprattutto per aver saputo comunque offrire un altro evento importante, da molti attesissimo, e per aver gestito nel miglior modo possibile una situazione inconsueta come questa, con controlli e sicurezza efficientissimi. Un ultimo ringraziamento va in particolare alla fotografa ufficiale del locale, Martina Santoro, artefice di un servizio fotografico eccellente, nonostante le difficoltà logistiche, degno dei report di guerra di Robert Capa, che ci ha gentilmente concesso la pubblicazione di alcune immagini che sintetizzano alla perfezione le atmosfere vissute!


Richard Benson setlist (parziale):


“Another Brick In The Wall” (Pink Floyd cover)
"Satisfaction" (Rolling Stones cover)
“Vi Dovete Spaventare”
"I Nani"
"I Nani" (reprise)




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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