17 Febbraio 2019

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LIVE REPORT – ROCK METAL FEST X @Pulsano (TA) – il resoconto della decima edizione!

21-08-2018 20:16 - CONCERTI
Necrodeath
Steel Raiser
Steel Raiser
Steel Raiser
Steel Raiser
Steel Raiser
Rock Metal Fest X
Rock Metal Fest X
Overkhaos
Overkhaos
Overkhaos
Overkhaos
Overkhaos
Reality Grey
Reality Grey
Reality Grey
Reality Grey
Reality Grey
17 Crash
17 Crash
17 Crash
17 Crash
17 Crash
17 Crash
17 Crash
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
Necrodeath
In attesa di gustarci la 24esima attesissima edizione dell´Agglutination Metal Festival (svoltasi a Chiaromonte, Potenza, Domenica 19 Agosto - n. d. r.) non potevamo che iniziare ad oleare i motori e gli spiriti affamati di metallo rovente se non con questo nuovo attesissimo appuntamento con il Rock Metal Fest, giunto oramai anch´esso alla sua prima decade di storia! La kermesse di questo anno, svoltasi Venerdì 17 Agosto in quel di Pulsano (TA), si è riconfermato un appuntamento fisso per tutti i metalhead apulolucani e anche provenienti da fuori regione, ancora una volta all´insegna della musica di qualità ed eterogenea come sempre nelle proposte offerteci: dagli heavy/speed power openers catanesi Steel Raiser ai prog metallers tarantini Overkhaos, passando per i death/thrashers Reality Grey e gli sleaze/glam rockers 17 Crash, prima del gran finale con gli storici genovesi Necrodeath! La band di Peso (batteria) e Flegias (voce), con ben trentatrè anni di carriera alle spalle, ci hanno offerto una prova encomiabile di tutte le loro ben note abilità in sede live, prima di rivederli all´opera ancora una volta alla nuova edizione dell´Agglutination Metal Festival, nella vicina Basilicata, a distanza di soli due giorni: il quartetto ligure, in tour a supporto del loro ultimo eccellente lavoro in studio ´The Age Of Dead Christ´ (uscito per la Scarlet Records a inizio 2018 - n. d. r.), si riconfermano come sempre una garanzia, sia per carisma che per le abilità e l´appeal dimostrato, lasciandoci letteralmente basiti ed estasiati al termine della loro entusiasmante esibizione! Ma ancora una volta il vero protagonista è stato il numeroso pubblico, accorso per l´occasione da ogni dove, oltre ad un nutrito numero di famiglie e curiosi locali: insomma non ci resta che augurarvi una buona lettura del resoconto complessivo che noi di VeroRock Italia abbiamo voluto raccontarvi sulle nostre pagine!

Steel Raiser
A inizio così questa decima tanto attesa edizione, a distanza di quasi un anno esatto dall´ultima (che ha visto esibirsi tra gli altri i deathsters Implodead, gli hard/glam rockers Mad Hornet, i progsters abruzzesi Fake Heroes e gli horror/gothic metallers toscani Deathless - n. d. r.): ad aprire le danze ci pensano questa volta gli arrembanti Steel Raiser, e lo fanno nel modo a loro più consono, ovvero con una scarica di puro acciaio rovente! Ne sono prova per l´appunto le iniziali "Ride The Fire" e "Finalizer", capaci di scaldare gli animi dei primi presenti accorsi, grazie soprattutto all´ugola sopraffina di Alfonso Giordano (voce), a cavallo tra Udo Dirkschneider degli Accept e Rob Halford dei Priest, così come le seguenti "Scent Of Madness" e "Fast As The Light", devastanti al punto giusto grazie al supporto di una sezione ritmica di tutto rispetto, composta da Salvo Pizzimento (basso) e da Carlos Cantatore (batteria). Il pubblico sembra apprezzare particolarmente la loro proposta, non originalissima ma sicuramente molto godibile e ben suonata, soprattutto sulle successive "Inexorable" e "Unstoppable" dove ad emergere sono ancora una volta le due "asce", Gianluca Rossi (chitarra) e Giuseppe Seminara (chitarra), due autentici veterani pronti a deliziarci con riff maestosi! "Decapitator" è il brano con cui la band ci saluta, venendo giustamente ricompensata a suon di applausi più che meritati: forged in steel!

Steel raiser setlist:

"Ride The Fire"
"Finalizer"
"Scent Of Madness"
"Fast As The Light"
"Inexorable"
"Unstoppable"
"Decapitator"


Overkhaos
Cambio palco abbastanza lungo, dovuto soprattutto a diversi piccoli intoppi tecnici che hanno fatto tardare l´esibizione del secondo gruppo: il combo tarantino, già apprezzato alle recenti selezioni per partecipare alla 24esima edizione dell´Agglutination, ha dimostrato nuovamente tutte le visibili capacità tecniche ed esecutive, a discapito dei problemi logistici accorsi. L´opener "Silent Death" ci catapulta verso un immaginario etereo, grazie alle linee vocali sfoderate dal lungocrinito Mimmo D´oronzo (voce) e supportate dalla splendida e bravissima Anna Digiovanni (basso): il loro set, nonostante il tempo contenuto, ci ha fornito una prova efficace di tutti i loro punti di forza, come su "The Lie You Need" o sulla stupenda "Anna´s Song". Il drumming eterogeneo di Andrea Mariani (batteria), alternando sfuriate a parti più pacate, è un altro fiore all´occhiello di questa giovane realtà musicale del su Italia, così come i due alfieri Davide Giancane (chitarra solista) e Giuliano Zarcone (chitarra ritmica/solista), pronti a deliziarci con assoli da capogiro. Per motivi di tempo, dovuti ai problemi logistici ai quali accennavamo prima, i nostri hanno dovuto togliere "Crumbling" dalla scaletta, lasciandoci comunque appagati dal loro breve ma intenso set con la conclusiva "Die Catsaw", anch´essa condita da spunti progressive/ alternative metal con un sound molto moderno ed atmosferico (Dream Theater, Shadow Gallery, Dark Tranquillity, ecc.): anche per loro applausi più che meritati, sia di incoraggiamento, e sia per la bravura dimostrata in questa occasione!

Overkhaos setlist:

"Silent Death"
"The Lie You Need"
"Anna´s Song"
"Die Catsaw"


Reality Grey
Con un leggero ritardo sul running order previsto, passiamo ora all´esibizione dei baresi Reality Grey, giovane realtà pugliese con all´attivo ben cinque uscite tra demo, ep e album studio, nonché sulle scene musicali da quasi quindici anni (hanno di recente pubblicato su Bandcamp il singolo "The Void" - n. d. r.): le loro influenze musicali sono incentrate principalmente sul melodic death metal di matrice europea (Dark Tranquillity, In Flames, Decide, Malevolent Creation, ecc.), come possiamo visibilmente constatare sull´iniziale "Fade In Fear", aperta da una intro sinistra ed eterea, e sulle seguenti "The Fury" e "I Despise", dove il duo chitarristico, composto rispettivamente da Albo (chitarra) e Anto (chitarra), è fautore di riff micidiali e taglianti quanto basta, a supporto del growl/screaming di Tommy (voce), in gran forma e pronto ad incitare il pubblico che risponde prontamente all´appello! Anche per loro va sottolineato il buon lavoro della sezione ritmica, ovvero Alex (basso) e Francesco (batteria), in particolare sulla turbolenta "Define Redemption": tanti gli applausi e le ovazioni meritate, soprattutto al termine dell´ultima recente "Daybreakers", a riprova del notevole seguito che i cinque ragazzi baresi stanno avendo in questi anni! Buona prova complessiva, nonostante il sottoscritto non sia un amante e appassionato del genere, che ci conferma tutte le aspettative che avevamo: un´autentica garanzia per gli amanti del death melodico!

Reality Grey setlist:

"Intro"
"Fade In Fear"
"The Fury"
"I Despise"
"Define Redemption"
"Daybreakers"


17 Crash
Arriviamo così al live act forse più atipico di questa edizione, ma sicuramente quello più gradito dal sottoscritto, visto il genere proposto: i livornesi sleaze/glam rockers, freschi del loro recente deal con la partenopea Volcano Records che ha portato alla pubblicazione del loro secondo lavoro in studio ´Hit The Prey´ (2017), sono pronti a regalarci un entusiasmante set incentrato totalmente sui brani di nuova produzione che fanno parte appunto del nuovo disco. L´apertura affidata all´opener "Approaching" e all´ottima "Lies" sono un autentico toccasana per i palatini fini, come quelli di chi vi scrive, amanti delle sonorità losangeline anni ´80 (Faster Pussycat, L.A. Guns e Mötley Crüe su tutti) con leggere ma sublimi venature AOR, grazie alla prova canora di Rosario ´Ros Crash´ Vasile (voce), sempre coinvolgente con tutti i numerosi presenti! "Can´t Touch" e "Out Of It" continuano questo lungo ed avvincente viaggio verso le terre d´oltre oceano a stelle e strisce, coadiuvate dalla prova sugli scudi di Lawrence Kaos (basso e cori) e di CJ "Black Dog" Guarne (chitarra): il loro approccio musicale è alquanto genuino e spontaneo, sicuramente ancor più maturo di quello che ricordavo avendoli già visti e conosciuti ben sei anni or sono in quel di Roma assieme ai Wicked Starr di supporto. Assai apprezzato, oltre il mero aspetto musicale, anche il loro sentito quanto doveroso tributo alle vittime della tragedia che solo pochi giorni prima ha investito la città di Genova (di cui il nuovo chitarrista è originario così come i suoi concittadini Necrodeath - n. d. r.): la gente sembra particolarmente gradire questo loro sensibile pensiero, così come la seguente e scanzonata "Rum All Night", vera e proprio ´80s rock song d´altri tempi, grazie anche al prezioso lavoro di Frankie (chitarra) e del mastermind Filippo ´Phil Hill´ Monti (batteria), sempre encomiabile! I nostri ci salutano ringraziandoci per il calore dimostrato loro con la titletrack dell´ultimo album, "Hit The Prey", ricevendo anch´essi la meritata dose di applausi, doverosa per il carisma e la sfrontatezza dimostrata on stage oltre che per tutti i sacrifici che da anni affrontano facendosi strada nel duro ma fantastico mondo del rock (hanno aperto concerti di autentiche leggende come Geoff Tate, Faster Pussycat, Girlschool, Adam Bomb, Crazy Lixx, ecc.). Citando i miei amati Def Leppard: "Rock, rock till You drop.....Rock, rock never stop"!

17 Crash setlist:

"Approaching"
"Lies"
"Can´t Touch"
"Out Of It"
"Rum All Night"
"Hit The Prey"


Necrodeath
Non si poteva celebrare questa prima decade del Rock Metal Fest se non con la partecipazione di una band storica della scena metal italiana: e chi se non la band ligure death/thrash Necrodeath con alle spalle più di tre decadi di carriera? I nostri beniamini salgono sul palco accompagnati da ovazioni ed applausi generali di un pubblico che ha ormai letteralmente riempito tutto lo spazio parterre a disposizione: si parte dalle origini, ed eccoci accontentati con l´accoppiata iniziale affidata a "Mater Tenebrarum" e "At The Mountains Of Madness" (dallo storico debutto ´Into The Macabre´ del 1987 - n. d. r.) per proseguire con l´avvincente "The Flag", da ´Ton(e)s Of Hate (2003), un manifesto autentico della loro proposta sonora! Ma questo è anche il tour a supporto del nuovo venuto, ´The Age Of Dead Christ´ (Scarlet Records, 2018), che, come ci ricorda il buon Flegias (voce), è uscito a ben trentatrè anni di distanza dalla fondazione della band (tanti quanti sono per l´appunto gli anni che aveva Cristo al momento della morte - n. d. r.): dall´ultimo lavoro vengono quindi eseguite la sinistra "The Whore Of Salem" e "The Triumph Of Pain", accolte da apprezzamenti collettivi! "Forever Slaves" e "Master Of Morphine", dal disco 100% Hell (2006), sono altre perle che ripercorrono la loro lunga carriera iniziata nel lontano 1984, eseguite con tanta energia da tutti i membri: prova da applausi anche per Pier Gonnella (chitarra, già con i Vanexa ed ex Labirynth tra gli altri) e per GL (basso), che si confermano ormai una garanzia per tutti i fan storici del gruppo. Da ´Mater Of All Evil´ (1999) viene eseguita la granitica "The Creature", capace ancora oggi a distanza di quasi vent´anni di aizzare gli animi anche dei più assopiti: i "quattro dell´Apocalisse" sono un tesoro inestimabile per tutto il panorama musicale metal europeo e mondiale, da sempre apprezzati da band altisonanti come i norvegesi Mayhem o da Phil Anselmo dei Pantera! Ci avviciniamo così verso la conclusione di questa ennesima appassionante edizione del Rock Metal Fest con la seguente "Wrath" (dal recente penultimo lavoro in studio ´The 7 Deadly Sins´ del 2014 - n. d. r.), prima di essere travolti dalla turbolenta "Process Of Violation" (da ´Black As Pitch´ del 2001 - n. d. r.). Richiamati a gran voce sul palco i quattro componenti ritornano sul palco per un ultimo tanto bramato sussulto: dal bellissimo ´Fragments Of Insanity´ (1989) viene ripescata la devastante "Thanatoid", per far calare il sipario con la loro celebre rilettura di un classico degli Slayer, "Black Magic" (contenuta nel disco ´Old Skull´ del 2010 - n. d. r.), dove spicca incontrastato il leggendario Peso (batteria, nonché membro fondatore), autentico tritasassi e garanzia dietro le pelli! Applausi a scena aperta ai quali gli stessi musicisti non possono che rimanere colpiti da tanto affetto e supporto dimostratogli dai fan del sud Italia: è per noi un immenso piacere aver potuto nuovamente apprezzare dal vivo questa macchina da guerra eccezionale, capace di far invidia a qualsiasi altra formazione estera. Orgoglio tricolore!


Necrodeath setlist:

"Mater Tenebrarum"
"At The Mountains Of Madness"
"The Flag"
"The Whore Of Salem"
"Forever Slaves"
"Master Of Morphine"
"The Creature"
"The Triumph Of Pain"
"Wrath"
"Process Of Violation"
"Thanatoid"
"Black Magic" (Slayer cover)


Un altro incredibile successo per questa decima edizione di una kermesse divenuta oramai un appuntamento fisso per tutti i metalhead di Puglia e dintorni: grazie alla collaborazione della Rock Metal Events con il Comune di Pulsano (TA) è stato possibile celebrare un decennale degno di tal nome grazie alla partecipazione di ottime band italiane e di uno special guest in chiusura che non ha certo bisogno di alcuna presentazione! Un ringraziamento particolare va dunque a tutto lo staff e all´organizzazione del festival, con l´augurio di poter assistere ad una nuova edizione 2019 che sia ancora migliore di quest´ultima assai gradita!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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