21 Gennaio 2019

News
percorso: Home > News > CONCERTI

LIVE REPORT - TESTAMENT: Chuck Billy e i suoi indomabili thrashers californiani sbancano l´Atlantico Live di Roma!

05-08-2016 21:18 - CONCERTI
Testament
Dying Gorgeous Lie
Dying Gorgeous Lie
Dying Gorgeous Lie
Dying Gorgeous Lie
Dying Gorgeous Lie
Dying Gorgeous Lie
Infernal Tenebra
Infernal Tenebra
Infernal Tenebra
Infernal Tenebra
Infernal Tenebra
Infernal Tenebra
Testament (Chuck Billy)
Testament (Steve Di Giorgio)
Testament (Steve Di Giorgio ed Eric Peterson)
Testament (Alex Skolnick e Steve Di Giorgio)
Testament
Testament (Alex Skolnick ed Eric Peterson)
Testament (Steve Di Giorgio)
Testament (Chuck Billy)
Testament (Alex Skolnick)
Testament (Steve Di Giorgio e Chuck Billy)
Testament (Alex Skolnick, Gene Hoglan e Steve Di Giorgio)
Testament (Alex Skolnick)
Testament (Chuck Billy)
Testament (Alex Skolnick, Steve Di Giorgio e Gene Hoglan)
Testament (Chuck Billy ed Eric Peterson)
Testament (Chuck Billy)
Testament (Steve Di Giorgio)
Testament (Chuck Billy)
Testament (Chuck Billy)
Testament
Testament
A distanza di poco più di un anno dalla loro ultima venuta in terra italica, ritorna a grande richiesta nel nostro Bel Paese una delle band più conosciute e rinomate dell´intero panorama metal internazionale, nonché tra i capostipiti del "Thrash Metal della Bay Area", nato nella prima metà degli ´80 in California, assieme ad altri celebri nomi quali Metallica, Megadeth, Slayer, Anthrax, Death Angel, Exodus e pochi altri: il combo di Oakland, capitanato dall´indiscusso leader Chuck Billy, è tornato a farci visita con un mini tour di tre date nella penisola, di cui la prima assoluta proprio nella Capitale, all´Atlantico Live. L´evento di Giovedì 28 Luglio, organizzato dalla Hellfire Booking in collaborazione con la Erocks Production e il Traffic Live, ha visto la partecipazione di numerosissime schiere di metalheads, che hanno prontamente risposto all´appello, sia da tutto il Lazio che da fuori regione! Quando si parla infatti di nomi storici come i Testament è dunque doveroso esserci, ed è stato piacevole constatare come fossero presenti sia i fan storici della band, che ne hanno potuto apprezzare la nascita e la genesi in queste tre lunghe decadi, e sia le giovani leve, incuriosite e piace-volmente sorprese nel notare lo splendido stato di forma dei "cinque leoni californiani" che, oggi come agli esordi, hanno ancora una volta dimostrato di meritarsi il loro posto di prestigio nell´Olimpo metallico!


Si ringrazia inoltre la redazione di Metalforce.it per averci cortesemente fornito e concesso di utilizzare alcune setlist della serata.


Dying Gorgeous Lie

La time-line della serata è sfortunatamente posticipata a causa di alcuni problemi tecnici avvenuti prima dell´inizio, ma, nonostante ciò, sono già diverse centinaia di presenti a riempire l´interno del locale, recentemente ristrutturato e climatizzato dignitosamente per ospitare questa bollente serata metallica! E ad infiammare i cuori delle prime file ci pensa proprio il gruppo tedesco guidato dalla spumeggiante Lisa "Liz Gorgeous" Minet, che rompono immediatamente gli indugi e forse anche lo scetticismo di alcuni con il sound dirompente della loro "Ancient Tales": è innegabile che la loro proposta musicale pecchi di poca originalità, spaziando da sonorità thrash più moderne ad alcuni rimandi alla scena death svedese (Arch Enemy?), ma bisogna riconoscer loro la capacità di aver saputo coinvolgere e movimentare un´audience inizialmente un po´ statica viste anche le alte temperature interne. Anche le successive "Rise Again" e "No. 759" vengono abbastanza apprezzate dal pubblico, il quale viene costantemente incitato dai cinque musicisti teutonici. L´accoppiata alle chitarre, composta da Marcel Völkel e da Bernd Stübinger, è protagonista nelle seguenti "Suppressing Fire" e "First World Breakdown", dove si possono riscontrare alcuni rimandi anche all´heavy ottantiano più classico soprattutto nei riff centrali. Forse un loro punto di debolezza, su cui dovranno sicuramente lavorare in futuro, è la coesione compositiva, che spesso viene meno, facendo risultare i pezzi molto eterogeni al loro interno e tra di loro assai simili, più di quanto invece non lo siano realmente. La sezione ritmica riesce comunque a dare un importante contributo alla resa complessiva dei brani, ed è sicuramente positiva la prova del duo costituito da Sascha Schulze (basso) e da Stephan Straubinger (batteria). La loro esibizione scorre abbastanza liscia ed è innegabile la capacità della simpatica e fiammante Lisa nel riuscire ad aizzare i presenti, tanto a livello gestuale quanto con la sua graffiante ugola: buona la sua prova anche su "Edge" e su "Beast Mode", durante le quali spesso scende a ridosso delle transenne per stare a stretto contatto col pubblico. I ragazzi ci salutano infine con la loro omonima "DGL", da cui prende il nome la stessa band, e, al termine di questa ennesima devastante scarica metallica, ricevono un ottimo responso da parte degli spettatori che li applaudono incessantemente per tutta la grinta e l´energia sprigionata!


Dying Gorgeous Lie setlist:


"Ancient Tales"
"Rise Again"
"No. 759"
"Suppressing Fire"
"First World Breakdown"
"Edge"
"Beast Mode"
"DGL"


Infernal Tenebra
Breve cambio palco, ideale per far rifiatare tutti i presenti visto il caldo imperante all´interno del locale, ed ecco quindi passare subito al secondo live act della serata, prima della tanto attesa band di chiusura: il quartetto croato, guidato dall´imponente Darko Etinger (chitarra e voce), ha infatti la sfortunata sorte di doversi esibire oramai fuori orario massimo rispetto al time order prestabilito, per i motivi precedentemente ricordati, ma, noncurante dei relativi disagi, ha dimostrato gran carattere e grinta da vendere! Già con l´iniziale "The Seventh Seal" ci si ritrova al cospetto di un death metal farcito da parti strumentali di alto tasso tecnico: sono a dir poco da applausi i funambolici soli del mai domo Ivo Petrovic (chitarra), pronto a sfoderare tutta la sua perizia strumentistica sulla sei corde, capaci di tenere desta l´attenzione dei tanti amanti del metal estremo. E infatti sono proprio loro, ancor più del gruppo che li ha preceduti, a rendere veramente incandescente l´atmosfera dell´Atlantico, scatenando il pogo più serrato tra le prime file. "Catharsis" è un altro ottimo biglietto da visita che ci mostra i quattro ragazzi all´apice della loro verve, chiamando in causa ciascuno dei componenti alla buona riuscita complessiva: oltre alle pregevoli parti di chitarra, è da sottolineare la bravura della sezione ritmica, affidata rispettivamente a Viktor Sincic (basso) e al suo compagno Sebastian Stell (batteria), delle vere e proprie macchine infernali, atte a dettare i tempi giusti a supporto di riff granitici. Gli spettatori, che ormai hanno riempito quasi tutto il locale, sembrano gradire particolarmente il sound della band, e in particolar modo le atmosfere oscure e decadenti create magistralmente dalla voce cupa e al contempo tagliente del buon Darko: il frontman croato ha sicuramente catalizzato l´attenzione del pubblico oltre che per le sue doti canore, anche per la sua simpatia e spontaneità, interagendo a più riprese con esso. E´ la volta di "Blood Stained Canvas", altro vortice metallico, in grado di avvolgere e stritolare anche i più restii tra le folte schiere dei presenti: l´alternanza di parti veloci ad altre più lineari e cadenzate è ben scandita dai puntuali cambi di tempo, sempre precisi e senza alcuna sbavatura, un vero e proprio valore aggiunto alle già di per sé elaborate composizioni. A malincuore la band è costretta a terminare il suo breve set per mancanza di tempo a disposizione: sembrano visibilmente risentiti e increduli i quattro membri, che, scusandosi con tutti per l´imprevisto, ci promettono che ritorneranno presto nella Città Eterna per regalarci un´esibizione più completa ed estesa. "The Art Of Survival" è l´epilogo dunque della loro sfavillante seppur rapida performance, e viene salutata da tutti quanti con centinaia di applausi calorosi, non soltanto per la difficoltà del momento, ma soprattutto per la bravura che hanno dimostrato di possedere di fronte ad una piazza come quella romana spesso assai critica e poco incline ai complimenti. Indubbiamente una prova superata a pieni voti, nonostante il poco tempo a disposizione, con la promessa e la speranza di rivederli al più presto nella Capitale per un set più esteso che renda piena giustizia alle loro notevoli capacità artistiche!


Infernal Tenebra setlist:

"The Seventh Seal"
"Catharsis"
"Blood Stained Canvas"
"The Art Of Survival"



Testament
Mancavano nella capitale da circa sette lunghi anni, nonostante la breve apparizione lo scorso 30 Maggio al METALITALIA.comFESTIVAL al Live Club di Trezzo sull´Adda (MI) in compagnia dei loro connazionali Exodus, ed ecco dunque spiegata la marea metallica presente in sala che, nonostante il caldo imperante e il periodo estivo inoltrato, ha scelto di essere presente per omaggiare di persona uno dei gruppi che ha indiscutibilmente fatto la storia del thrash e del metal in generale. L´attesa è alquanto spasmodica mentre si abbassano le luci su una scenografia a dir poco sinistra: tra teschi, angeli caduti nell´oblio e fumi di spezie aromatiche, si alza un coro incessante che inneggia il nome della band di Oakland!
Pochi attimi ed ecco dunque entrare il quintetto statunitense sulle note di uno dei loro brani d´esordio: la celeberrima "Over The Wall" è la giusta ricetta per destabilizzare tutti, innalzando un muro sonoro, costruito sugli scintillanti riff dell´accoppiata Skolnick/Petersen alle chitarre, mentre fa il suo imperioso ingresso il beniamino Chuck Billy (voce). Il frontman americano è infatti la vera e propria attrazione della serata, essendo uno dei membri storici della formazione (assieme ai due chitarristi sopra citati – n. d. r.), nonché un vero e proprio trascinatore, a discapito dei suoi 54 anni, dall´inizio alla fine dell´intero set: durante l´arrembante "Rise Up" si destreggia con l´asta del suo microfono, impugnandola quasi come una chitarra, e regalandoci i primi assai attesi ruggiti, puntuali e graffianti al punto giusto. Con "The Preacher" si immedesima nei panni di un vero e proprio "predicatore del metallo", pronto a dettare i tempi giusti ai suoi tantissimi adepti, che ne recepiscono subito i preziosi insegnamenti. All´altisonante presenza del buon Chuck fa da controcanto un´autentica macchina da guerra alla sezione ritmica, composta rispettivamente dal tanto amato Steve Di Giorgio (basso), sicuramente uno dei più grandi musicisti esistenti (tornato nella band dopo l´abbandono di Greg Christian pochi anni or sono – n. d. r.), e da un altro colosso del panorama musicale estremo, ovvero il tritasassi Gene Hoglan (batteria): "The Haunting" ma soprattutto la seguente "More Than Meets The Eye" ne sono la conferma autentica di quanto questi due straordinari musicisti hanno dato e danno tutt´oggi alla causa metallica! Altra perla offertaci è indubbiamente "Practice What You Preach", da sempre uno dei cavalli di battaglia del combo a stelle e strisce, mentre la cadenzata "The New Order" è il giusto pezzo per rifiatare e per ammirare a bocca aperta tutta la maestosità e la potenza di questi inimitabili artisti. Anche la più recente "Dark Roots Of Earth" viene accolta dal pubblico con autentiche grida di giubilo, a cui rispondono i soli taglienti del funambolico Alex Skolnick, altro strumentista rinomato e stimato anche in ambienti lontani dal metal, sempre sublimi e mai ripetitivi. Ma arriviamo ora ad uno dei massimi picchi della serata: "Into The Pit", il brano forse più conosciuto e più apprezzato di tutta la loro vasta discografia, si stampa immediatamente sulle bocche dei presenti, che intonano il brano tutto d´un fiato, duettando nel ritornello con il ruspante vocalist americano, sempre pronto ad aizzare gli animi bollenti di tutta l´audience. La tempesta sonora prosegue con "D.N.R. (Do Not Resuscitate)", altro fiore all´occhiello per tutti gli amanti del pogo più serrato, che si scatena in men che non si dica, coinvolgendo proprio tutti i presenti, mentre i cinque componenti sembrano apprezzare tutto il calore e l´ardore manifestatogli. E per l´appunto, dopo la corroborante "3 Days In Darkness", è lo stesso Chuck Billy a ringraziare pubblicamente e sentitamente tutto il pubblico romano, ricordandoci di come si senta legato al nostro paese così come è profondamente legato alla sua gente, i nativi americani, di cui è fieramente orgoglioso: è dedicata a loro infatti la bellissima "Native Blood", tratta dal loro penultimo lavoro del 2012 ("Dark Roots Of Earth" - n. d. r.), caratterizzata da arrangiamenti devastanti di chitarra e da un refrain centrale di facile assimilazione ma con una perfetta melodia. Dopo questo toccante omaggio alla sua terra natia, tocca ora al gigantesco Steve Di Giorgio (basso), salutare e ringraziare tutti i suoi tanti compatrioti, viste le sue origini italiane: il carismatico bassista non si fa ripetere due volte l´invito di Billy, ed eccolo imbracciare il microfono in modo perentorio, scandendo a più riprese alcune bestemmie assai note e gradite al pubblico (rigorosamente in quasi perfetto italiano – n. d. r.), prima di introdurre come un vero e proprio guru verso i suoi ansiosi discepoli, pronti a recepire i suoi verbi metallici, la mastodontica "Disciples Of The Watch", eseguita encomiabilmente da tutti e cinque i componenti! Ci andiamo avvicinando verso il finale di questo indimenticabile show con la cupa "Alone In The Dark", altro brano atteso dalle centinaia di presenti che cantano all´unisono il celebre ritornello, prima del terremoto finale che si abbatterà sull´intero locale: "The Formation Of Damnation", tratta dall´omonimo disco del 2008, è la medicina adatta a scatenare una emorragia metallica, devastante come poche! Il riccioluto frontman e i suoi cinque compagni scendono a più riprese a ridosso delle prime file, come già fatto durante l´intero spettacolo, a stretto contatto con i loro fan, ai quali concedono di condividere una plettrata o addirittura un acuto rabbioso, mentre nel mezzo del parterre si svolge un´autentica battaglia umana, degna delle antiche arene romane, i cui gladiatori vengono incitati dalle "invettive metalliche" del caro Chuck. A conclusione di questo fantastico concerto, tutti e cinque i membri scendono dal palco per salutare e ringraziare il pubblico festante e incredulo di poter toccare i propri idoli di sempre!


Testament setlist:


"Over The Wall"
"Rise Up"
"The Preacher"
"The Haunting"
"More Than Meets The Eye"
"Practice What You Preach"
"The New Order"
"Dark Roots Of Earth"
"Into The Pit"
"D.N.R. (Do Not Resuscitate)"
"3 Days In Darkness"
"Native Blood"
"Disciples Of The Watch"
"Alone In The Dark"
"The Formation Of Damnation"


Era da molto tempo che non si vedevano cosi tante persone rispondere all´appello ad un evento di tale portata nella capitale, complici diversi fattori non sempre comprensibili: nonostante fossero previste ben tre date nella penisola, il pubblico romano ha risposto egregiamente alla chiamata, regalando alla stessa band una prima assoluta da incorniciare, vissuta con la giusta intensità e dose di coinvolgimento da parte di tutti. Pertanto è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tale avvenimento, e in particolar modo gli organizzatori (Hellfire Booking, Erocks Production e il Traffic Liven. d. r.), attenti a recepire i gusti di una piazza non semplice come quella capitolina! Speriamo dunque che un evento assai riuscito come questo possa essere il preludio ad una successiva rinascita a livello di partecipazione ai concerti in territorio italiano e più in particolare romano, viste le buone premesse di questa indelebile serata!


Fonte: Raffaele Pontrandolfi



Informativa privacy
Testo dell´informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio




[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell´informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio