20 Aprile 2019

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LIVE REPORT – WOODY GROOVE VI: splendida serata conclusiva all´insegna della mu-sica indipendente con gli storici Diaframma @Parco Sant´Antonio la Macchia di Potenza

01-09-2016 00:20 - CONCERTI
Pan Island Project - foto di Leonardo Giuzio
Pan Island Project - foto di Leonardo Giuzio
Pan Island Project - foto di Leonardo Giuzio
Pan Island Project - foto di Leonardo Giuzio
Bispensiero - foto di Leonardo Giuzio
Bispensiero - foto di Leonardo Giuzio
Bispensiero - foto di Leonardo Giuzio
Bispensiero - foto di Leonardo Giuzio
Chroma Drama - foto di Leonardo Giuzio
Chroma Drama - foto di Leonardo Giuzio
Chroma Drama - foto di Leonardo Giuzio
Chroma Drama - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
Diaframma - foto di Leonardo Giuzio
A distanza di un anno esatto dalla serata finale della quinta riuscitissima edizione che ha visto come ospiti di chiusura i potentini Ecnephias, eccoci nuovamente giunti al termine di questa sesta e sempre più appassionante manifestazione che di anno in anno sta crescendo di importanza in tutto il panorama musicale indipendente italiano. Dopo una lunga e attenta carrellata di selezioni, che si sono svolte ufficialmente dal vivo al Pipistrello Pub di Potenza a partire dallo scorso Venerdì 8 Luglio, data di inizio del festival, e che sono proseguite Sabato 9, Venerdì 15 e per ultimo Sabato 16, arriviamo infine alla serata di chiusura di questa sesta e attesissima edizione del Woody Groove Festival, la kermesse più importante del sud Italia nel campo della musica indipendente, prevista per Domenica 24 Luglio presso la piazza del Parco di Sant´Antonio la Macchia di Potenza: sono tre infatti le band scelte dalla giuria che avranno l´onore e l´"onere" di aprire per un importante pezzo di storia della musica rock italiana, ovvero i Diaframma! L´evento, organizzato come di consueto dall´ Ass. Culturale Woody Groove, per l´occasione ha scelto il piazzale antistante il Parco di Sant´Antonio la Macchia per allestire l´imponente palco atto ad ospitare questo ultimo appuntamento. La partecipazione del pubblico è stata a dir poco entusiasmante, nonostante un temporale estivo pomeridiano che ha ritardato di poco l´orario di inizio del concerto, e centinaia di presenti hanno così assistito ad un´altra serata di alto profilo musicale nel capoluogo potentino.



Pan Island Project
Dopo essere riusciti a scampare un´ulteriore tempesta, ecco che ha inizio finalmente questa serata all´insegna di nuove sonorità indipendenti, con proposte tra loro eterogenee ma piene di novità, passione e tanto altro. Tocca alla giovane band proveniente da Bisceglie aprire le danze di questa sesta esilarante edizione del Woody Groove: il sestetto pugliese è fautore di un sound che mescola al suo interno le diverse influenze musicali dei rispettivi componenti, perciò una proposta alquanto variegata, che spazia dal rap italiano, al blues, al rock e al funky ben amalgamata e di forte impatto. Personalmente parlando, tutto ciò è quanto di più lontano possa esserci tra i miei ascolti abituali, ma nonostante i gusti personali è sicuramente da apprezzare questa loro commistione sonora di forte presa: partono a razzo con "Rivoluzione", ottimo brano di apertura adatto a scaldare gli animi dei primi venuti. E´ coinvolgente il duetto tra i due frontman del gruppo, ovvero Pan (Andrea Introna – voce/rime) e Teo Papaya (Matteo De Mango – voce e chitarra) pronti a sprigionare tutta la loro poliedricità nella seguente "Oro Donne Porti e Rum", mentre con "Pace Deleteria" assistiamo ad una prova eccellente del duo alla sezione ritmica composto rispettivamente da Trip (Valerio Di Ceglie – basso) e da Denver (Giovanni Bruni – batteria). Con "Nello Status Quo" trovano ampio spazio anche gli inserti di tastiera e gli effetti sonori, creati da PAB (Paolo Figlia – tastiere), mentre gli ultimi due brani previsti per la serata sono estratti entrambi dal loro recente lavoro "Troppo Strani Troppo Eterogenei" (2015): un´intro di batteria seguita da un groove coinvolgente di basso apre la "ballabile" "La Ballata Omologata", mentre al cantato rap fa da controcanto il riff funkeggiante di MKAEL (Michele Spagnoletta – chitarra) e l´assolo in coda al brano degno di nota, mentre per ultimo ci propongono la titletrack dell´album ("Troppo Strani Troppo Eterogenei"n. d. r.), molto diversa rispetto alla precedente canzone, che si attesta su un rock più moderno che ricorda qualcosa dei Subsonica e simili. Al termine del pezzo il gruppo saluta il folto pubblico lucano che li ha sostenuti durante l´esibizione e che ora li applaude calorosamente per tutta la verve sprigionata.


Pan Island Project setlist:


"Rivoluzione"
"Oro Donne Porti e Rum"
"Pace Deleteria"
"Nello Status Quo"
"La Ballata Omologata"
"Troppo Strani Troppo Eterogenei"



Bispensiero
Passiamo adesso alla seconda band della serata, un trio proveniente da Biccari (FG), che abbiamo avuto il piacere e l´onore di conoscere di persona durante tutto il pomeriggio: i tre ragazzi pugliesi, sulle scene quasi da vent´anni, dopo gli esordi come Violet e successivamente Chinasky Technoir, dal 2012 hanno ideato questo progetto a nome Bispensiero, che alterna diverse sonorità all´interno della propria matrice sonora. Si possono difatti riscontrare variegate influenze sonore che spaziano dal post-punk al dark, dal pop all´indie, sempre amalgamati in un alternative rock italiano di pregevole fattura: anche qui, pur non essendo particolarmente un estimatore di tali generi, devo ammettere che la loro proposta musicale è quanto mai vincente e ben presentata! Si inizia con "Stato Vegetativo Permanente", dalle influenze dark wave ottantiane e da un ritornello di facile presa, ripescato dal progetto Malamente che ha coinvolto alcuni anni or sono il frontman del gruppo, Giovanni Casiello (voce e chitarra), mentre la successiva "Ho Paura" ricorda vagamente alcuni passaggi dei Joy Division, soprattutto per le ritmiche di batteria e i campionamenti eseguiti magistralmente da Donato Fiorella (batteria e programmazione) oltre che per gli arrangiamenti strumentali. "Kafka" si assesta invece su binari più lenti, conditi da inserti di tastiera, che rendono tutta la composizione omogenea, fino al ritornello elettrico, "86" è aperta da un´intro elettronica dal sapore molto ´80s per poi sfociare in un ritmo abbastanza standard, spezzato solo da alcuni intermezzi electro-pop che fanno il verso a molte band di riferimento per il loro background musicale (i Joy Division di Ian Curtis sopra tutti – n. d. r.). Il pubblico sembra particolarmente gradire il loro sound e, nonostante la forte umidità, è pronto a rispondere con salti e applausi tra un pezzo e l´altro: "Malditesta" rientra perfettamente nel tipo di suono sino ad ora ascoltato, dalle atmosfere alquanto oniriche e dal cantato ricercato, dove è da sottolineare il buon lavoro alla sei corde di Toto Salvati (chitarra e cori), che si intreccia con il drumming ipnotico di Donato. Dopo questa brillante esibizione, Il trio ci lascia con un ultimo brano, "Demodè", sempre pescato dal repertorio Malamente, dall´andamento grintoso scandito da un riff frenetico di chitarra. A conclusione della loro performance sono veramente in tanti a tributare il giusto riconoscimento alla band della vicina Biccari, con applausi più che meritati, vista tutta l´energia e la passione regalataci dal gruppo: e anche io non posso esimermi dal complimentarmi con loro, nonostante non sia del tutto avvezzo a certe sonorità un po´ moderne (Marlene Kuntz, Verdena solo per citare alcuni – n. d. r.), perché hanno dimostrato oltre che di saper ben tenere il palco anche di riuscire ad interpretare al meglio e con la giusta dose di personalità le loro composizioni. Sicuramente un´esibizione positiva che ha messo in luce tutte le loro caratteristiche sonore e che ci auguriamo di poter apprezzare nuovamente in terra lucana.


Bispensiero setlist:

"Stato Vegetativo Permanente"
"Ho Paura"
"Kafka"
"86"
"Malditesta"
"Demodè"



Chroma Drama
Arriviamo così al terzo ed ultimo gruppo di apertura di questa fantastica serata di fine luglio, prima della chiusura riservata agli storici fiorentini Diaframma: il loro ambizioso progetto vuole trovare un connubio tra Arte e Musica, andando ad attingere dall´universo dei movimenti delle avanguardie artistiche (dal Dadaismo, al Futurismo fino al Surrealismo – n. d. r.) e dal garage rock di gruppi quali i The Kills o i The Dead Weather. Il combo originario di Foggia, ha sin da subito un forte impatto sia dal punto di vista sonoro che visivo: la sanguigna "BlackSmith Of A Blender" è il giusto biglietto da visita per presentarsi dinanzi al numeroso pubblico potentino. Anche qui, a prescindere dai gusti datati e un po´ lontani di chi vi scrive, siamo di fronte ad una proposta assai particolare e mai scontata, soprattutto per l´eterogeneità dei registri sonori utilizzati dalla mai doma Sara Palmieri (voce/kazoo), che in più di un´occasione ricorda l´ugola di Alison Mosshart. "About: Blank" è la giusta scossa elettrica che ci vuole per rivitalizzare il pubblico lucano, vista anche l´ora: alla verve sprigionata dalla leader, vera e propria trascinatrice, risponde l´ottimo lavoro alla sei corde di Valerio De Santis (chitarra e cori). Con "Violence" assistiamo ad un´altra prova positiva di tutti e quattro i componenti, nessuno escluso, che riescono a mostrarci un inusuale affiatamento, uno degli ingredienti imprescindibili che purtroppo spesso manca alle giovani band contemporanee: Roberto Consiglio (basso) e il suo collega Alessandro Ricciardiello (batteria) sono protagonisti dell´ottimo groove ideato per questo pezzo. L´audience sembra scioccata e allo stesso tempo estasiata dalla poliedricità e dall´intensità offertaci dal gruppo, sicuramente la proposta più originale e più riuscita tra tutte e tre quelle ascoltate in questa kermesse di chiusura, che comunque non hanno disatteso, nessuna esclusa, le aspettative e che anzi hanno dimostrato tutte di meritare questa finale: "Dead Man" è introdotta da un suono di chitarra orientaleggiante, che via via si trasforma in un mix tra musica colta gitana e il classico garage rock a cui ci hanno abituato in precedenza. Uno dei loro punti di forza è probabilmente la ricchezza compositiva riscontrabile all´interno di ciascun brano che, nonostante il breve minutaggio, appare al quanto eterogeneo ma ben amalgamato nelle diverse parti e ritmiche. La chiusura del loro breve ma riuscitissimo set è affidata a "Shameando", uno dei loro cavalli di battaglia, senza ombra di dubbio: dalle strofe arpeggiate e cadenzate si passa ad un ritornello molto orecchiabile e un po´ ruffiano che ha di certo il pregio di destare l´attenzione anche dei più assopiti o dei meno avvezzi a queste sonorità. Altra prova più che positiva dunque per questo quartetto sempre proveniente dalla vicina Puglia che forse più di tutti ha saputo sfruttare appieno la grandissima occasioneperdi farsi conoscere alle centinaia di presenti nel capoluogo potentino.


Chroma Drama setlist:


"BlackSmith Of A Blender"
"About: Blank"
"Violence"
"Dead Man"
"Shameando"



Diaframma
Sono passati poco più di sette mesi dalla loro ultima venuta in terra lucana, precisamente lo scorso 11 Dicembre 2015, con il loro "From Siberia To Matera", evento riuscitissimo che si è tenuto presso l´ Hamilton MSC Animazione della Città dei Sassi, organizzato dall´Ass. Culturale "Astarte": da sempre la band capitanata dal membro fondatore e principale compositore Federico Fiumani (voce e chitarra) ha riscosso un ottimo successo nella nostra regione, e ancora una volta il sostegno del pubblico è stato a dir poco strepitoso! E´ sempre un piacere poter apprezzare dal vivo un gruppo storico, che ha scritto pagine indelebili nel panorama musicale italiano, riuscendo a farsi apprezzare ancor oggi per la loro coerenza e personalità compositiva, che aimè è venuta meno a molte altre band di quel periodo: nonostante i vari cambi di line up che si sono succeduti dal loro lontano esordio nella prima metà degli anni ´80, la ricetta di Fiumani appare da sempre spontanea e sincera, proprio perché non legata in alcun modo alle logiche di mercato bensì ad un´ispirazione sempre tenuta viva da un songwriting giovanile ma maturo al punto giusto. Per l´occasione la band ha promesso una riproposizione integrale del loro capolavoro d´esordio che porta l´altisonante nome di "Siberia" (1984), un autentico manifesto della dark wave italiana degli anni ottanta: l´apertura è appunto affidata all´omonima song ("Siberia" per l´appunto – n. d. r.), che ci conduce in un viaggio sonoro a ritroso nel tempo, tra le gelide terre dell´estremo est e suoni ancestrali, supportate dall´enigmatico cantato di Fiumani. Dopo questo capolavoro senza tempo che è stato definito da autorevoli critici musicali uno dei pezzi più rappresentativi della musica italiana dal dopoguerra ad oggi (Rolling Stone Italia ha inserito l´intero disco alla posizione numero 7 tra 100 dischi scelti – n. d. r.) si passa alla successiva "Neogrigio" dal ritmo altalenante, dove spicca il martellante Luca Cantasano (basso e cori), puntuale e preciso nella scansione ritmica. Proseguiamo il nostro viaggio con l´ariosa "Impronte", cantata in coro da tutte le prime file, a supporto del cantato cupo di Fiumani, istrionico e carismatico leader, che come sempre si rivela un autentico trascinatore in sede live. Passiamo adesso ad un altro dei brani più noti del gruppo fiorentino, la celeberrima "Amsterdam", che fu incisa a suo tempo in collaborazione con i loro concittadini Litfiba, compagni dell´allora emergente etichetta discografica I.R.A. Records (Immortal Record Alliancen. d. r.): di fronte a questa perla ottantiana tutto il pubblico batte le mani a tempo, intonando il conosciutissimo ritornello. "Delorenzo" è la giusta prosecuzione di questa avventura sonora, e ancora una volta è da sottolineare la buona prova della sezione ritmica, e in particolare di Lorenzo Moretto (batteria e cori), ottimo sostituto del dimissionario Francesco Cerrone. Gli arpeggi oscuri di "Memoria", eseguiti dallo stesso Fiumani e dal suo collega Edoardo Daidone (chitarra e cori), creano delle atmosfere catartiche, quasi sognanti, mentre la seguente "Specchi D´Acqua" è caratterizzata da un cantato urlato a tratti quasi isterico, con i testi dal sapore simbolista, da sempre cari al fondatore della band. "Desiderio Del Nulla" è accolta da un autentica ovazione da parte degli spettatori che si sono dimostrati partecipi per tutta la serata: anche in questo brano si riscontrano tutte le influenze che hanno dato vita al sound tipico del gruppo toscano più di trent´anni or sono (su tutti i Joy Division e i The Cure – n. d. r.). A dispetto dell´ora tarda i tantissimi presenti sembrano non essere assolutamente stanchi, ed eccoli accontentati con la bellissima "Elena", altro brano di spicco della produzione dei Diaframma: lo scanzonato ritornello è un toccasana per tutti i fan del gruppo, pronti a cantare ogni singola parola assieme ai propri beniamini. Anche l´esecuzione di "Ultimo Bouvelard" riscuote enorme consenso da parte di tutti gli affezionati che incitano a più riprese i quattro componenti, che continuano incessantemente a sprigionare energia e sudore. Dopo questa lunga carrellata che ha ripercorso i principali successi della loro ricca carriera, il quartetto si concede giusto il tempo necessario per rifiatare prima di ringraziare tutta la platea, regalandoci un´ultimo sussulto: decidono di eseguire la rilettura di un classico dei Television, storico gruppo proto-punk statunitense, ovvero la rockeggiante "See No Evil", riletta in chiave più dura rispetto alla versione originale. Chiusura più azzeccata non poteva esserci, e nuovamente Federico si dimostra un degno interprete anche su di un brano come questo, riuscendo a non far rimpiangere la voce cristallina del buon Tom Verlaine, e offrendoci un finale col botto, gradito a tutti quanti. Gli applausi fragorosi sono tutti per loro, che quasi sorpresi dal constatare così tante giovani presenze, ci riservano un ringraziamento speciale per tutto il supporto e l´affetto riservatogli, promettendoci che torneranno presto a farci visita per un´altra fantastica notte lucana!


Diaframma setlist (incompleta):

"Siberia"
"Neogrigio"
"Impronte"
"Amsterdam"
"Delorenzo"
"Memoria"
"Specchi D´Acqua"
"Desiderio Del Nulla"
"Elena"
"Ultimo Bouvelard"


Encore:

"See No Evil" (Television cover)


Tirando le somme, anche questa sesta edizione del Woody Groove si è rivelata un´autentica conferma di quella che sta diventando a tutti gli effetti una delle manifestazioni principali di quella che è la ricca e variegata scena musicale indipendente contemporanea. Anche se le premesse climatiche non erano delle migliori, l´evento è stato portato a conclusione con professionalità e capacità da parte di tutta l´organizzazione e delle tante persone dello staff che hanno reso possibile la buona riuscita finale. Un ringraziamento finale va fatto all´Ass. Culturale Woody Groove per averci offerto un palinsesto musicale di tutto rispetto, culminato in questa gran bella serata, e in particolare a Leonardo Giuzio, fotografo ufficiale che ci ha consentito di utilizzare il materiale fotografico, ed infine a tutti i partner che hanno supportato attivamente questo evento (dal fondo per le attività sociali BCC di Laurenzana e Nova Siri, ai locali Groove Live di Foggia e Pipistrello Pub di Potenza che hanno ospitato le selezioni in Puglia e basilicata, a Basilicata Metal, all´Associazione BOOM!, alle webzine Metalinitaly.com. e a noi di Verorock.it, a IoPotentino, Wave Service e Universo Sud), con l´augurio di poter assistere ad una nuova ed interessante settima edizione il prossimo anno!







Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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