21 Gennaio 2019

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MARCO MENDOZA @ Roma, L´Asino che Vola – Musica senza Frontiere!

04-02-2017 12:32 - CONCERTI
Marco Mendoza Band
Marco Mendoza (basso e voce)
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza (basso e voce)
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza (basso e voce)
Marco Mendoza Band
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza (basso e voce)
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza (basso e voce)
Marco Mendoza Band
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza Band
Marco Mendoza (basso e voce)
Fabio Cerrone (chitarra e cori)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza Band
Marco Mendoza (basso e voce)
Fabio Cerrone (chitarra e cori) e Marco Mendoza (basso e voce)
Marco Mendoza (basso e voce)
Pino Liberti (batteria)
Marco Mendoza (basso e voce)
Marco Mendoza (basso e voce)
Marco Mendoza Band
La stagione dei concerti nel panorama underground romano non poteva iniziare nel modo migliore in questo preambolo di 2017: tra i tanti eventi presenti in calendario, sicuramente un posto rilevante spetta all´imminente serata in compagnia dell´ecclettico bassista statunitense, di origine messicane, Marco Mendoza, un musicista che nell´arco della sua lunga carriera ha avuto modo di collaborare con i più grandi nomi della scena hard´n´heavy mondiale: da sir David Coverdale e i suoi Whitesnake, a John Sykes, sia nei Blue Murder che nelle recenti incarnazioni dei Thin Lizzy, con il carismatico Ted Nugent, Neal Schon, Tommy Shaw (Styx, Damn Yankees), Bill Ward (ex Black Sabbath), George Lynch e molti altri ancora! Insomma un artista che non ha certo bisogno di ulteriori presentazioni, il cui innato talento, sia a livello musicale sia a livello di intrattenimento, è da sempre apprezzato in tutto il globo, e soprattutto in Italia, paese a cui il buon Marco è da sempre molto legato (come appunto ci racconterà nell´intervista che abbiamo fatto assieme a fine concerto), e in particolar modo alla Città Eterna, dove negli ultimi anni si è esibito costantemente e nel-la quale ha sempre avuto un folto seguito di sostenitori, con diversi dei quali ha oramai instaurato una vera e propria amicizia. Ad accompagnarlo in questa sua tourneè italiana ci sono due musicisti eccezionali, conosciuti e apprezzati dal pubblico romano e italiano per le loro innumerevoli collaborazioni al fianco di nomi importanti del rock: stiamo infatti parlando di Fabio Cerrone (chitarra), che ha collaborato per anni con gente del calibro di Eric Martin (Mr. Big), Tony Martin (ex Black Sabbath) e molti altri, e di Pino Liberti (batteria), turnista per Kee Marcello (ex Europe), Uli Jon Roth (ex Scorpions) solo per citarne alcuni. Non poteva dunque esserci occasione migliore per apprezzare tutta la classe e l´eleganza di Marco se non in compagna di questi due ottimi musicisti, e soprattutto in una location a dir poco fantastica, L´Asino Che Vola, un locale accogliente, in cui si è respirata un´atmosfera intima e magica per tutta la durata del concerto! La serata di Mercoledì 1 Febbraio 2017 è stata accolta con grande ricettività da parte del pubblico capitolino che, da sempre molto legato all´artista americano, ha fatto sentire la propria presenza anche in questa occasione, nonostante fosse un giorno infrasettimanale!

Marco Mendoza Band
Sono da poco passate le 22.30 quando il pubblico presente, alquanto impaziente ed ansioso di rivedere il carismatico artista statunitense e i suoi compagni di avventura, inizia ad invocare a gran voce l’inizio dello show: fanno così il loro ingresso sul palco i nostri tre eroi che ci accompagneranno per quasi due ore di musica intensa, frizzante, elegante ma soprattutto senza alcune distinzioni di sorta! Dopo l’introduzione iniziale fatta da Erica, una delle ragazze del locale, che ci manifesta tutta la felicità nel poter ospitare un musicista di fama mondiale come Mendoza, la parola è affidata al protagonista indiscusso di questa serata che, dopo un breve saluto iniziale di ringraziamento generale, inizia a scaldare gli animi con la raggiante “Let The Sunshine”, dal suo debutto solista, il bellissimo Live For Tomorrow (2007) da cui verranno tratti tutti i brani della sua produzione di questa serata: si parte quindi con un rock melodico di stampo mainstream, molto orecchiabile e condito da pregevoli arrangiamenti, supportati da cori orecchiabili sul ritornello! Il pubblico sembra letteralmente rapito dalla padronanza strumentale ma soprattutto dal forte feeling che lega i tre musicisti, dovuto alle tante avventure musicali condivise da anni in giro per l’Europa: e proprio del suo “vivere con la musica e per la musica” ci parla il simpatico Marco Mendoza (basso e voce), rivelandoci di come lui si senta ogni giorno fortunato di poter vivere della sua arte, grazie soprattutto al sostegno di persone come noi. Tra una risata e un’altra con le prime file si passa così ad un brano della produzione del suo amico Ted Nugent, “Hey Baby”, un blues elettrico sul quale il musicista statunitense si cimenta in un groove pazzesco, supportato dal battere incessante delle mani e dallo schiocco delle dita, come lo stesso Marco ci incita a fare sin dall’inizio, prima di trasformare il brano in un medley dal sapore sudamericano: è infatti proprio questa dimensione più raccolta e familiare del locale che consente un’interazione unica con l’artista, rendendoci partecipi del suo spettacolo su ogni pezzo, quasi come se stessimo ad una sua festa privata! Si ritorna così ad un brano di sua composizione con “Lettin’ Go”, brano dall’andamento tipicamente funky, sul quale ancora una volta è da apprezzare il trascinante ritornello centrale, per potenza e melodia, oltre ovviamente al solo preciso di Fabio Cerrone (chitarra e cori), sempre pronto a sfoderare la sua classe poliedrica sia negli assoli che negli arrangiamenti di pregevole fattura! Tra un morso di mela e un sorso di cocktail (il suo aperitivo prima della cena che potrà concedersi solo alla fine dello show – n. d. r.) il bassista ci introduce al pezzo successivo, “Hole In My Pocket”, composto da un altro suo collega e amico, un certo Neal Schon, con cui condivise la breve avventura nei Soul Sirkus, che forse non tutti tra il pubblico conoscono, come ci fa notare il brioso Marco, sempre pronto alla battuta e molto autoironico: si ritorna nuovamente ad un blues di stampo americano, con un cantato particolarmente ispirato, degnamente sorretto dalla chitarra infiammata di Fabio, il tutto sempre supportato dal calore del pubblico! Ottimo interludio alla successiva “Look Out For The Boys”, un hard rock solido e roccioso, senza troppi orpelli, suonato divinamente dai tre moschettieri: da sottolineare la padronanza e la perizia strumentale anche dell’amico Pino Liberti (batteria), bravissimo nel destreggiarsi su differenti registri stilistici con una inusuale naturalezza, precisione e incisività, a dimostrazione che spesso per essere apprezzati non bisogna necessariamente usare sempre il doppio pedale e suonare brani martellanti come metronomi! E’ stupefacente dunque ammirare il destreggiarsi di questi due fantastici musicisti della nostra terra, guidati dal carismatico ed eclettico Marco, che tra un brano e l’altro non perde occasione di parlare a tu per tu con ciascuno dei presenti, lanciando baci e i suoi ricercatissimi plettri autografati! Si arriva così ad uno dei picchi di questa indimenticabile serata, che ha visto cimentarsi i tre musicisti in un viaggio musicale senza frontiere, passando in modo naturale da un genere ad un altro, dal rock classico, al blues, al soul, al funky, alla musica latinoamericana fino al jazz: tocca così prima alla reinterpretazione in chiave personale della hit di Billie Holiday, “God Bless The Child”, condivisa a stretto contatto con tutti gli spettatori a ridosso del palco, in un connubio intimo e toccante, per poi passare ad una versione tutta sua, la struggente ballad “Still In Me”, dove a più di qualcuno è venuta letteralmente la pelle d’oca per la sua interpretazione sentita e cantata in parte senza l’ausilio del microfono, fianco a fianco con i presenti! Al termine di questa intima esecuzione, il goliardico ospite ci ricorda il suo profondo amore per uno dei grandi della musica, James Brown, una delle sue principali fonti di ispirazione sin dai primi anni di gioventù (come poi ci racconterà nella lunga e divertente intervista che pubblicheremo a breve per Vero Rock Italia – n. d. r.): non poteva esserci occasione migliore per omaggiarlo se non con una sua versione del classico “I Got You (I Feel Good)”, dall’andamento alquanto funkeggiante, che scatena ancora una volta il tripudio tra gli spettatori, sia ai tavoli che a ridosso del palco, rendendoci partecipi di questa festa sonora! Ed è così la volta del rock granitico di “Your Touch”, sempre dal suo primo lavoro solista, al quale contribuisce ai cori anche Fabio, mostrandoci la sua bravura non soltanto come eccelso chitarrista ma anche come cantante dalle doti inusuali, con la sua voce sottile e melodica, a supporto del cantato di Mendoza, che spazia da registri più profondi ad altri più acuti fino ai suoi inconfondibili falsetti e ai suoi giochi gutturali che sfociano quasi in ritmiche tribali dal sapore esotico!
Il trio ci ringrazia nuovamente per tutto l’affetto e la passione che abbiamo dimostrato e condiviso con loro per tutta la serata, promettendoci di ritornare ad esibirsi nella Capitale al più presto, e alle pressanti richieste di un bis finale, dopo una breve pausa per rifiatare, ritornano per un ultimo infuocato sussulto, chiedendoci a gran voce di alzarci in piedi e muoverci: si ritorna nuovamente su lidi funky con la rivisitazione di “Higher Ground”, di Steve Wonder, accompagnata dal battito ritmico delle mani, su cui si staglia la calda voce di Marco, per poi concludere l’esibizione con una travolgente versione di “Chinatown”, cavallo di battaglia dei Thin Lizzy, al termine della quale abbandona il suo basso sul palco, per andare a salutare uno per uno i presenti! Un’uscita di scena che sembrerebbe insolita per qualsiasi artista di fama internazionale, ma non per Mendoza, che ha da sempre avuto un approccio personale verso la musica ma soprattutto verso il suo pubblico, al quale è da sempre molto legato e a cui è grato per tutto l’affetto e il sostegno mostratogli da anni!

Marco Mendoza Band setlist:

“Let The Sunshine”
“Hey Baby” (Ted Nugent cover)
“Lettin’ Go”
“Hole In My Pocket” (Neal Schon cover)
“Look Out For The Boys”
“God Bless The Child” (Billie Holiday cover)
“Still In Me”
“I Got You (I Feel Good)” (James Brown cover)
“Your Touch”
“Higher Ground” (Steve Wonder cover)
“Chinatown” (Thin Lizzy cover)

Dopo averlo visto e apprezzato già in diverse occasioni negli ultimi tre anni, posso con assoluta certezza affermare di aver assistito probabilmente alla sua migliore performance soprattutto per l’approccio molto diretto e intimo che ha tenuto con il numeroso pubblico accorso per ascoltarlo e riabbracciarlo: ancora una volta il buon Marco Mendoza si è rivelato un artista dalle notevoli capacità musicali, non soltanto per la sua famigerata padronanza tecnica e canora, bensì anche e soprattutto per la sua visione della musica a 360° che lo porta a spaziare repentinamente su più fronti sonori, rendendo partecipi anche i più scettici e i più restii tra i presenti! Colgo infine l’occasione per ringraziare ufficialmente la Break Live Music Agency e ovviamente il bellissimo locale, L’Asino Che Vola, una location a dir poco fantastica per godere di simili spettacoli, in totale intimità con I musicisti, con l’augurio che possa continuare ad organizzare serate degne di tale nome come questa!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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