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Metal Over Malta III - Alla conquista dell´isola

22-03-2017 22:43 - CONCERTI
Qual è la migliore scusa per una vacanza? Abbinarla ad un festival metal. Ed ecco qui che mi ritrovo con gli amici di Heavyworlds in quel di Malta, un´isola che mescola sapientemente cultura meridionale con quella araba (vi consiglio di visitarla) in un contesto a me familiare, quello musicale.
Escursioni a parte, arriva la prima giornata del festival, ambientato in un padiglione nel bosco, dove di solito si organizzano rinfreschi per matrimoni (Chateau Buskett). L´ambiente è un po´ insolito per un concerto metal, ma è molto carino vedere tanti metallari seduti su sedie candide in ferro battuto.

Day I

Ad aprire il festival, ci sono i maltesi AnimaMortua, già conosciuti sull´isola, grazie ad altre precedenti esibizioni. La band propone un sound piuttosto sul Thrash, con qualche passaggio Groovy e nel complesso l´esibizione è buona; solamente la voce potrebbe forse essere allenata per una resistenza migliore.
Si cambia radicalmente registro con i nostrani Desecrate, attivi dal 1995, che richiamano atmosfere Gothic, con voce growl. Decisamente più maturi nella composizione, portano un po´ di orgoglio italiano nel festival maltese ed anche se il genere non è proprio il mio preferito, devo dire che sceglierli è stato positivo. Arriva un´altra band maltese, i Forsaken; il momento dell´Epic-Doom è qui per noi, tranne che per me, che non sono amante del genere. Tuttavia, sembra esserci molto interesse da parte dei presenti in sala: musicalmente il gruppo non è male, il basso penetrante crea un´atmosfera particolare e diverse persone si avvicinano al palco. La sala non è ancora gremita; lo sarà fra poco, avvicinandosi l´headliner. Infatti manca solo una band all´appello prima dei Civil War, i Poem.
La band greca, dalle sonorità Progressive/Grunge Metal, che ad aprile sarà in tour europeo è forse già conosciuta dai metallari isolani, perché la gente si raduna davanti al palco durante la loro esibizione. La loro bravura è fuori discussione, ma trovo il genere un po´ troppo blasonato.
Ecco finalmente giungere il momento tanto atteso e per creare un po´ di curiosità, l´organizzazione decide di chiudere una tenda bianca davanti al palco durante il cambio; sono davvero curiosa poiché i Civil War sono una grande band e hanno scelto da poco il loro nuovo cantante, un artista che conosco da tantissimo tempo, ovvero Kelly Sundown Carpenter, conosciuto per il progetto di Beyond Twilight, Outworld, ex Firewind ed attualmente anche cantante per i francesi Adagio. Un´ottimo curriculum direi!

Inizia lo show e fin dalle prime note posso dire che Kelly ricopre benissimo il suo nuovo ruolo; i pezzi classici della band vengono proposti tutti, dunque "I Rule The Universe", "Tombstone" (interpretazione migliore dell´originale"), "Deliverance" e per il gran finale "Rome Is Falling", un pezzo davvero bellissimo. Tra canzone e canzone, la band cerca di porsi in maniera molto amichevole con il pubblico, raccontandosi ad esso e scherzando; l´atmosfera allegra e senza pensieri che si respira sull´isola, contagia in fretta.
In quanto al livello dell´esibizione, direi che per aver avuto meno di un mese per prepararsi, la nuova line-up se l´è cavata benissimo. Del resto, per trovare una certa coesione c´è sempre bisogno di un po´ di tempo, ma sono sicura che l´esperienza di ciascun membro come musicista di band importanti (vi ricordo che i Civil War provengono dai Sabaton) sarà d´aiuto . Forse lo stile non è stato molto pertinente alle band che hanno suonato prima, ma la qualità degli svedesi è eccezionale.
Finisce questa prima serata e siamo dunque pronti a riposare per affrontare il giorno dopo la seconda parte del fest, dove gli headliner saranno i nostri cari Orphaned Land.

Day II

Si aprono le danze nel tardo pomeriggio con una band ellenica, i Dimlight, dalle tinte Symphonic Death con doppia voce: quella limpida di Eva ed il growling di Invoker, su un tappeto di sonorità epiche tendenti al Gothic. Il quintetto greco si destreggia molto bene e non è per nulla intimorito per il suo ruolo di opener; con molta grinta ci lasciano il ricordo di una buona esibizione. Dalla Svezia con amore subentrano invece i Loch Vostok, catalogati come Prog Metal. Effettivamente possono essere così definiti, ma ascoltandoli durante alcuni passaggi, percepisco qualche sfumatura alla Sentenced. Leggendo poi la loro biografia su Facebook, devo dire che in modo spiritoso e molto alla mano ripercorrono alcuni fatti in tono ilare, nei quali sicuramente ciascun musicista underground si potrà rispecchiare. Bella l´esibizione, anche se manca un po´ di pepe a mio avviso, ma nel complesso il pubblico applaude soddisfatto.
Più si va avanti e più difficili sono i nomi delle band: abbiamo gli Abysmal Torment con un Death Metal molto tecnico, dove la batteria sembra una mitraglietta. La band, maltese, tende un po´ ad avere un repertorio di brani con poche differenze tra l´uno e l´altro, ma per qualche motivo lo stile mi riporta indietro nel tempo, lo trovo molto simile al Death che era in voga una decina di anni fa, che si fa comunque rispettare.
Cambio palco ed arrivano i belgi Saille, band Black Metal che trae la sua ispirazione da racconti horror, apocalittici, Lovecraft ed atmosfere simili. Mi piacciono molto, perché c´è un giusto mix tra batteria alla Satyricon e la chitarra, che di tanto in tanto si destreggia in solo originali e ben strutturati. A seguire, i Preach, tipicamente Swedish Metal come anche la loro origine; musicisti dotati che tuttavia non mi convincono a livello di songwriting: seguire uno stile senza apportare alcun cambiamento seppur minimo, non fa emergere dalla massa. Siamo infatti sulle orme degli In Flames degli ultimi album, già essi meno apprezzati rispetto ai capolavori dei primi anni, figuriamoci se un´altra band propone le stesse cose. In ogni caso, lo show va avanti e giusto prima degli headliner abbiamo i maltesi Weeping Silence, ai quali si deve anche l´organizzazione di questo festival così particolare. Anche qui vi è un´alternanza tra voce growl maschile e voce pulita femminile, per un Doom melodico che conserva in ogni caso le principali caratteristiche di questo stile, quindi l´inesorabilità, l´epic e sonorità trascendenti. Lo show riesce a mantenere un grande interesse tra il pubblico, perché la band è molto motivata e riesce ad esprimersi al meglio, così che pensiamo, potrebbe essere carino rivederli in qualche contesto nostrano.

Cala il sipario (calano di nuovo le tende, rigorosamente bianche) ed inizia l´attesa per gli Orphaned Land. Un po´ di pazienza ed eccoli, di nuovo sul palco per un´altra avventura musicale insieme e per la prima volta ospiti a Malta! Si parte con "Ocean Land", tanto per dare un tocco di classe mista a potenza, in un connubio al quale siamo ormai abituati, di metal dalle varie nuance ed intermezzi di melodie orientali. Dunque i brani che si susseguono sono presi qua e là dalla discografia della band israeliana; canzoni apprezzabili da tutti, anche da chi non ascolta prettamente musica heavy. E´ questo il bello del loro stile, ovvero il fondersi di tantissimi elementi (musica popolare di diverse culture, "movimentata" dal ritmo del metal, temi danzabili ed altri prettamente più potenti, con voce growl). Superati i 25 anni di carriera, hanno ancora molto da darci secondo me ed ogni concerto elettrizza ed incanta lo spettatore. Lo show prosegue con pezzi interessanti, tra i quali "All is one", "Brother", "Barakah", "Olat Ha´tamid", "Sapari" (arrivano le danzatrici del ventre sul palco), "Halo Dies",... concludendo con "Norra el Norra"+"Ornaments of gold". Esecuzione senza una pecca, Matan, Uri, Idan, Chen, sono dei musicisti di talento e Kobi ha una voce perfetta per questo stile, che passa senza sforzo da growl a pulito. Si giunge a fine concerto anche un po´ dispiaciuti, ma quando il tempo scorre così velocemente senza accorgersene, è tempo ben speso.

Si chiude così la terza edizione del Metal Over Malta. Verorock ed Heavyworlds ci tengono a ringraziare ancora una volta l´organizzazione, per questo festival così particolare, che tende a dare una grande importanza anche a band di talento, pur se facenti parte dell´underground europeo.




Fonte: Report: Crystal Night Pics: Dario Mauri e Marco Brivio - In collaborazione con www.heavyworlds.com



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