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Mtv Headbangers Ball Tour 2017: MAX & IGOR CAVALERA Return To Roots + OVERKILL + INSOMNIUM + DESERTED FEAR live @ L´Usine (Istres - Francia)

10-12-2017 15:03 - CONCERTI
Max e Igor Cavalera, tornano anche quest´anno per ri-celebrare il ventesimo anniversario (1996/2016) di "Roots", uno degli album più ricordati della scena metal degli anni ´90; impossibile mancare a questa fantastica "rievocazione", anche perchè di supporto ci sono gli Overkill!
Arrivo quindi a "L´Usine", un locale del sud della Francia che non conoscevo, ma che mi ha piacevolmente sorpreso, per via dell´ottimo sound ed impianto luci (dunque niente lampade puntate direttamente in faccia ai musicisti) ed organizzazione gentilissima. Di corsa mi reco in sala, per lo show che sta iniziando, con la prima band che apre le danze:

Deserted Fear

Iniziano i Deserted Fear, un trio death tedesco non ancora molto noto, ma sicuramente capace di sostenere la parte. Già rodati in terra crucca, grazie a diverse partecipazioni in festival locali e visti in Europa da chi ha seguito il tour dei Morbid Angel e Morgoroth, nel 2016 firmano con la Century Media Records, per siglare un accordo con una label che sicuramente ha intuito il potenziale della band. In sala non c´è ancora moltissima gente, visto che si tratta di un mercoledì e c´è chi ancora doveva uscire dal lavoro, ma i presenti erano sicuramente già pronti a scatenarsi. Esibizione molto buona, che soddisfa il pubblico.

Deserted Fear setlist:
The Fall Of Leaden Skies
Battalion of Insanities
Kingdom of Worms
Wrath on your Wound
The Carnage
Field of Death
Face Our Destiny
Bury your Dead


Insomnium

Salgono sul palco i finlandesi Insomnium, proprio mentre nella sala ancora un po´ vuota, inizia l´afflusso del pubblico vero e proprio della serata.
Il quartetto death vanta di musicisti preparatissimi che senza troppi fronzoli fanno il loro dovere, proponendo uno stile che non si scosta dal tipico death finlandese, formula sempre vincente, in auge specialmente negli ultimi anni. Con pezzi come "The Killjoy" e "Weather the Storm" (registrata con Mikael Stanne, leader dei Dark Tranquillity) riescono comunque ad impressionarci, mostrandosi una band ben coordinata sul palco. È soprattutto la batteria lo strumento che guida la carica, con un tappeto ritmico dirompente, seguita dal basso del bravo Niilo Sevänen, che si destreggia perfettamente con i cambi ritmici ed ovviamente con la sua parte di cantato. La band chiude con "One for Sorrow" un´esibizione che è riuscita a conquistare i presenti in sala.

Insomnium setlist:
The Primeval Dark
While We Sleep
Unsung
The Killjoy
Revelation
Weather the Storm
Down With the Sun
Ephemeral
One for Sorrow

Overkill

Quando arrivano gli Overkill, la sala è rimasta allo stesso livello di affluenza, perché purtroppo siamo nel sud della Francia ed in mezzo alla settimana, 2 fattori che abbassano notevolmente il numero dei partecipanti (nonostante tutto credo più di 600). Dunque da una parte ci si arrabbia per questo scarso sostegno al metal e dall´altra (almeno per quanto mi riguarda) si vede un concerto della band statunitense per la prima volta senza la gente che ti cammina in testa. Nonostante tutto, Bobby è stracarico, con un look tutto nuovo stile texano ed il suo sprint fantastico che ci appassiona sempre. Cosa dire della scaletta? Si spazia. Da "Rotten to the Core" a "Ironbound" e la grinta non manca mai. Il groove di chitarre che ti avvolge, per un thrash dalla struttura piena ed efficace che non ha mai deluso (dal 1980 ad oggi). Aspettiamo tutti il loro grande classico per eccellenza, "Elimination" (limonation per gli amici), ammirandoli come dei veri e propri pezzi di storia che affascinano ad ogni live. Cosa dire di più? L´unico aggettivo che si può usare, senza stare a ripetere quanto ciascuno di loro apporti la sua parte di sound mitragliante al tutto, è: imperdibili.

Overkill setlist:
Mean, Green, Killing Machine
Rotten to the Core
Electric Rattlesnake
In Union We Stand
Hello From the Gutter
Infectious
Goddamn Trouble
Ironbound
Elimination
Fuck You
(The Subhumans cover)


Sepultura (Cavalera´s brothers)

Ma il grande momento tanto atteso è finalmente arrivato. I fratelli Cavalera entrano in scena e non c´è inizio migliore di Rooooots, Bloody Roots! Subito la gente inizia ad accalcarsi verso le prime file, muovendosi all´unisono al ritmo del refrain, perché iniziando dal brano che è ormai la leggenda del gruppo, il proprio cuore di metallaro si scioglie immediatamente (è magnifico tutto ciò). Si va avanti e Max Cavalera impugna ora un birimbao, partendo sulle ritmiche di "Attitude", fomentando sempre più il pubblico, che canta insieme alla band senza perdersi nemmeno una parola.

Più si va avanti e più la scena si riscalda: iniziano a volare cose e persone su "Ratamahatta", segno che l´apprezzamento è vivo. È veramente una grande possibilità quella di partecipare a questo tour, che ci trascina indietro nel tempo; vedere poi un pubblico così variegato fa un piacere enorme al cuore. Il metal è la musica dell´Unione e della pace e ciò si può vedere in ogni concerto. Ma veniamo ai nostri brasiliani: forse non più scatenati come una volta, ma le note e soprattutto le ritmiche, sono sempre loro e per lo più eseguite alla perfezione. La scaletta va avanti e si passa per "Born Stubborn", Dictatorshit" ed anche un´apprezzata cover di "Ace Of Spades" durante la quale l´esaltazione del pubblico, che sembra non averne mai abbastanza, si fa ancora più forte quando il brano attacca, come un boato. Con Igor la batteria penetrante segna il cammino agli altri strumenti ed il basso gioca sempre con lei il suo duetto, con accordi che rimbalzano nel cuore. Purtroppo, anche questo show giunge al suo termine, chiudendo nuovamente con "Roots, Bloody Roots" suonata in speed-mode, tanto per ri-shakerare l´audience prima di andar via, infatti tra il pubblico si crea un circle pit (dal quale mi scanso prontamente) che dura fino alla fine del concerto.
Ci tengo a ringraziare la K Productions per un´altra ottima data; continuate così ragazzi!

Max & Igor Cavalera setlist:
Roots Bloody Roots
Attitude
Cut-Throat
Ratamahatta
Breed Apart
Straighthate
Spit
Lookaway
Dusted
Born Stubborn
Itsári
Ambush
Drum Jam
Dictatorshit
Ace of Spades
(Motörhead cover)

Encore:
Excruciating
Roots Bloody Roots (fast version)


MAX & IGOR CAVALERA Return To Roots lineup:

Max Cavalera - Guitar & Vocals
Igor Cavalera - Drums
Mike Leon - Guitar
Tony Campos - Bass


Fonte: Crystal Night



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