17 Gennaio 2019

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OMEN @ Roma, Jailbreak Live Club – Tuoni, fulmini.....& Heavy Metal!

31-05-2017 10:10 - CONCERTI
Omen
Whisperz
Whisperz: Flavio Falsone (voce)
Whisperz: Massimiliano Maggi (chitarra)
Whisperz: Daniele Di Carlo (batteria)
Whisperz: Leonardo Olasio (chitarra)
Whisperz: Daniele Di Carlo (batteria) e Marco Di Ianni (basso)
Whisperz: Marco Di Ianni (basso)
Whisperz: Flavio Falsone (voce)
Exiled On Earth
Exiled On Earth: Tiziano Marcozzi (voce/chitarra)
Exiled On Earth: Alfredo Gargaro (chitarra)
Exiled On Earth: Tiziano Marcozzi (voce/chitarra) e Luca Bianchi (basso)
Exiled On Earth: Piero Arioni (batteria)
Exiled On Earth: Tiziano Marcozzi (voce/chitarra)
Exiled On Earth: Luca Bianchi (basso)
Exiled On Earth: Alfredo Gargaro (chitarra)
Omen
Omen: Kevin Goocher (voce)
Omen: Roger Sisson (basso)
Omen: Kenny Powell (chitarra)
Omen: Kenny Powell (chitarra)
Omen: Reece Stanley (batteria)
Omen: Kenny Powell (chitarra)
Omen: Kenny Powell (chitarra)
Omen: Reece Stanley (batteria)
Omen: Kevin Goocher (voce)
Omen: Kevin Goocher (voce)
Omen: Roger Sisson (basso)
Omen: Reece Stanley (batteria)
Omen: Reece Stanley (batteria), Kenny Powell (chitarra) e Roger Sisson (basso)
Omen
Lo sbarco nella Città Eterna per la prima volta nella loro storia, di una delle band simbolo dell´epic metal statunitense, capitanata dall´indomabile Kenny Powell, chitarrista e membro fondatore, in un tripudio metallico tutto da raccontare!

Serata quasi estiva quella di Giovedì 18 Maggio, preludio di quella che si rivelerà una battaglia a dir poco epica, che vedrà ancora una volta il rinomato Jailbreak Live Club, il tempio rock della Capitale per antonomasia, trasformarsi in una vera e propria arena (citazione casuale del celebre "Into The Arena" degli Omen per l´appunto - n. d. r.), dove gladiatori metallici e metalheads affamati si sono affrontati in una battaglia memorabile: l´evento, organizzato dal Jailbreak in collaborazione con Altamira Events e Kamelia Production, nonostante il giorno infrasettimanale ed altri concerti in concomitanza, si è rivelato comunque un buon successo, che ha visto la partecipazione di più di un centinaio di persone, numeri non da poco se si pensa alla situazione non facile che si riscontra negli ultimi anni nel panorama musicale romano, dove spesso anche gruppi importanti sono costretti a suonare innanzi a poche decine di spettatori. Anche le due band di apertura, i Whisperz e gli Exiled On Earth hanno letteralmente contribuito a lasciare il segno per quella che si è rivelata essere la prima indimenticabile performance degli Omen nella Città Eterna!

Whisperz
Il teatro delle battaglie metalliche deve ancora riempirsi quando fanno il loro ingresso i primi guerrieri della serata: stiamo parlando di un gruppo oramai noto già da alcuni anni nel panorama underground capitolino, nati nel lontano 2004 ma con all´attivo un solo full lenght, l´omonimo album di debutto uscito per la Revalve Records nel 2014. La loro proposta musicale è quanto di più genuino possa esistere, ovvero un suono duro ed energico, senza troppi fronzoli o orpelli cari oramai alla stragrande maggioranza delle giovani band contemporanee: ne è la prova lampante la priestiana opener "The Cage", divenuta oramai un vero e proprio must dei loro show; il combo parte con il piede giusto, nonostante il loca-le debba ancora riempirsi, ed è subito il duo alla sei corde composto rispettivamente da Massimiliano Maggi (chitarra) e da Leonardo Olasio (chitarra) ha sfoderare riff arrembanti e soli di raffinata fattura metallica! Ci viene così presentata la nuova "Metamorphosys", che andrà a comporre il loro futuro lavoro in studio, e già possiamo percepire quali sono state tutte le recenti evoluzioni del loro suono: l´alternanza di parte più veloci ad altre più cadenzate, ma soprattutto l´encomiabile lavoro svolto dalla sezione ritmica, che vede in Daniele Di Carlo (batteria), la new entry, e nel suo compare Marco Di Ianni (basso) un´accoppiata a dir poco eccellente. "Underdogs Revenge", altro brano di nuova composizione, ci riconferma tutte le qualità potenziali del quintetto romano, e in particolare del carismatico frontman, Flavio Falsone (voce), che si riconferma ancora una volta un vocalist assai apprezzato nel panorama underground: dopo la sua recente uscita forzata dagli storici Messerschmitt il buon Flavio è da poco entrato ufficialmente in un´altra formazione storica, i TIR (Temple Infernal Rock - n. d. r.) con i quali ha recentemente debuttato in sede live. Insomma le doti canore di Flavio non sono sconosciute al sottoscritto, il quale oltre che un ammiratore è anche un suo amico, anche se probabilmente in questa occasione, soprattutto per il poco tempo a disposizione e magari la stanchezza, nono sono state valorizzate nel pieno del loro potenziale: intendiamoci, stiamo parlando comunque di una prova positiva e riuscita, che forse però in più di qualche passaggio avrebbe meritato maggior mordente, ma nulla di irreparabile! Ci avviciniamo così alla fine del loro breve ma intenso set con la spedita "Dusty Road", altro brano storico del loro repertorio e con la graffiante "Bloody Eyes", ideale per chiudere un´esibizione positiva che speriamo tutti noi di poter rivivere al più presto!

Whisperz setlist:

"The Cage"
"Metamorphosys"
"Underdogs Revenge"
"Dusty Road"
"Bloody Eyes"

Exiled On Earth
Passiamo così al secondo act della serata, e lo facciamo nel migliore dei modi, apprestandoci ad assistere forse ad una delle migliori prestazioni della serata: il quartetto capitolino, guidato dal lungo crinito Tiziano Marcozzi (voce/chitarra), è attivo sulle scene da ormai più di quindici anni, con all´attivo due album e svariate demo. La loro ricetta è assai raffinata e si basa su un thrash metal stile Bay Area, non disdegnando in più di qualche frangente delle fughe progressive vicine ai Coroner e Mastodon. Partenza dunque affidata alla fulminante "Forces Of Denial" (dal loro ultimo disco Punishment 18 Records del 2016), da lasciare stecchito chiunque per forza e potenza sprigionata, così come la successiva "The Glory And The Lie" che ci mostra tutte le notevoli capacità acrobatiche di Piero Arioni (batteria), già nei Rosae Crucis assieme al suo compagno Tiziano Marcozzi, che invece ricorda molto un certo Dave Mustaine per il cantato energico e tagliente nonché per le ritmiche serrate di chitarra! Veniamo così catapultati in un vero e proprio vortice sonoro con la seguente "Vortex Of Deception" sulla quale è invece il corpulento Alfredo Gargaro (chitarra, già noto per il suo recente lavoro solista) ha sciorinare assoli dilanianti: l´ingresso abbastanza recente in formazione di un musicista di tale caratura tecnica ed esecutiva ha contribuito non poco alla causa della band, rendendo il sound ancora più eterogeneo e poliedrico. Su "Lifting The Veil" possiamo apprezzare nuovamente tutta la particolarità della loro matrice sonora e nello specifico il prezioso contributo del silenzioso ma incisivo Luca Bianchi (basso), sempre preciso in tutti gli stacchi previsti; passiamo così ad uno dei picchi del loro set, "Into The Serpent´s Nest", brano alquanto poliedrico al suo interno, composto da parti più lente e da altre più veloci, dove è percepibile tutta la loro inusuale bravura, maturata da anni e anni di esperienza sui palchi d´Italia; i quattro dell´Ave Maria, nonostante suonino ciascuno in differenti band, appaiono molto coesi tra loro e questo feeling dimostrato in questa occasione è sicuramente un ulteriore punto a loro favore, a conferma di tutti gli elogi e critiche positive che hanno ricevuto in questi lunghi anni dalla critica di settore. Ci avviamo così verso la fine della loro esibizione con la metallica "Spiral Damnation", a cavallo tra i Death Angel e i primi Testament, con alcuni spunti quasi hard rock nel pre-ritornello: con un sound così compatto è veramente difficile rimanere indifferenti e non scapocciare dall´inizio alla fine! Il canto del cigno è affidato invece alla possente "Forgotten Lore", con cui ci salutano dopo uno show a dir poco superlativo, sotto tutti i punti di vista, ricevendo applausi e consensi unanimi da parte di tutta l´audience che oramai sta riempiendo sempre più la platea e gli spalti del Jailbreak!

Exiled On Earth setlist:

"Forces Of Denial"
"The Glory And The Lie"
"Vortex Of Deception"
"Lifting The Veil"
"Into The Serpent´s Nest"
"Spiral Damnation"
"Forgotten Lore"

Omen
Ma le battaglie non finiscono qui, ed eccoci ora pronti a combattere fino all´ultima nota di quello che si rivelerà uno spettacolo degno di un evento di tale portata: ci prepariamo così ad accogliere tra urla di giubilo una delle band storiche del genere, attiva oramai da più di trent´anni, che con il suo sound magniloquente e le sue liriche epiche hanno forgiato letteralmente un genere nato nella prima metà degli anni ´80 negli USA, assieme a band del calibro dei Manowar, Virgin Steele e Warlord solo per citarne alcuni. Non poteva dunque esserci inizio migliore se non con l´opener del loro primo disco, "Death Rider", da Battle Cry del 1984, in grado di scatenare il tripudio tra tutte le prime file. Il combo statunitense appare subito in gran forma, nonostante l´età non sia più la stessa degli esordi, mostrandoci una verve invidiabile, sorpattutto da parte del membro storico Kenny Powell (chitarra), mai domo e sempre coinvolgente con tutto il pubblico. Neanche un momento per rifiatare e siamo subito alla volta del dittico storico composto dalla guerresca "Last Rites" e dalla dilaniante "The Axeman", cantate a squarciagola da tutti noi presenti: è sorprendente riscontrare come, a discapito della poca affluenza verificatasi di recente in altri eventi importanti, la chiamata alle armi da parte dei metallari capitolini, giovani e meno giovani, è stata letteralmente positiva. Il claudicante ma simpatico Kevin Goocher (voce) ci introduce ad un brano di recente composizione, "Up From the Deep", che ci da modo di conoscere anche la faccia moderna della band, che rimane comunque saldamente attaccata al proprio stile, a discapito delle tante mode e generi passeggeri che si sono succeduti in ben più di tre decadi: l´ugola del frontman è indubbiamente apprezzabile, nonostante qualsiasi paragone col suo storico predecessore, il fu J.D. Kimball, possa risultare alla lunga azzardato, ma il suo carisma è a dir poco trascinante per tutti gli spettatori, con i quali dialoga a più riprese, inneggiando al pogo più serrato. E non si può per l´appunto rimanere fermi sulla attesissima "Ruby Eyes (of the Serpent)", altro cavallo di battaglia da sempre presente nel repertorio live della band, introdotto da un arrangiamento mozzafiato di Kenny e del suo amico Roger Sisson (basso), con il quale ebbe modo di condividere i palchi già prima della fondazione degli Omen: la sezione ritmica risulta essenziale nell´apporto sonoro di un sound così roccioso e diretto, sul quale Kenny sciorina soli incandescenti! Torniamo così al presente con la titletrack dell´ultimo lavoro, "Hammer Damage", dove l´epicheggiante voce di Kevin riesce a ricreare atmosfere cavalleresche, supportate dai cori intonati da tutti noi e dai suoi compagni; ma è solo un breve tuffo nel presente, perché la successiva "Dragon´s Breath" ci riporta al primo album del gruppo, che a distanza di più di trent´anni suona ancora dannatamente bene senza risultare in alcun modo desueto: sicuramente ciò è dovuto anche all´apporto di Reece Stanley (batteria), una marcia in più per il quartetto americano! Di classico in classico si passa al capolavoro "Warning of Danger", dall´omonimo album del 1985, dove ancora una volta i riff sanguigni di Kenny mandano in estasi l´intera platea in un headbanging scatenato! Pregevole e toccante l´intro di basso della seguente "Hell´s Gate", altro brano fondamentale della loro longeva carriera, su cui svetta la voce ispirata di Kevin, il quale oltre a ringraziarci personalmente per essere accorsi in massa a questo evento, ci ricorda come sia personalmente legato alla Città Eterna, e in particolar modo al compianto Baffo Jorg, una vera e propria icona dell´hard´n´heavy made in Italy! Ci apprestiamo verso il gran finale e lo facciamo nel migliore dei modi, con la devastante "Termination", una vera e propria scarica di sano heavy ottantiano, pura dinamite atta a scatenare il tripudio tra i fan più accaniti: il buon Kevin da vero comandante in campo è letteralmente indomabile, un vero e proprio leone corazzato che ci guida con il suo gesticolare eloquente! Ma non finisce qui perché i quattro americani sembrano avere altre esilaranti sorprese da riservarci: un vero e proprio trittico da lasciare a dir poco stecchiti per tutta la potenza in grado di sprigionare! "Teeth of the Hydra" è accolta con un´ovazione generale e risulta più infiammabile della benzina, con i suoi riff indelebili, così come la seguente immancabile "Battle Cry", semplicemente il manifesto degli Omen, cantata all´unisono dai più di cento presenti; l´epilogo di questa epocale battaglia metallica che non ha lasciato scampo alcuno agli spettatori è affidato alla trascinante "Die by the Blade", che chiude così una serata che ci ha portato indietro nel tempo, nei gloriosi anni ´80, dove l´heavy metal spadroneggiava in tutto il globo, grazie anche e soprattutto al contributo di band storiche essenziali quali sono appunto il combo di Kenny & co.

Omen setlist:

"Death Rider"
"Last Rites"
"The Axeman"
"Up From the Deep"
"Ruby Eyes (of the Serpent)"
"Hammer Damage"
"Dragon´s Breath"
"Warning of Danger"
"Hell´s Gate"
"Termination"
"Teeth of the Hydra"
"Battle Cry"
"Die by the Blade"


Resta veramente poco da aggiungere ad un evento che ha visto un ampio consenso e partecipazione da parte del pubblico capitolino, spesso restio a prender parte ai concerti di un certo livello, soprattutto se infrasettimanali: sicuramente poteva esserci un numero ancor più maggiore di presenze visto che si trattava della prima assoluta degli Omen a Roma, ma nel complesso possiamo essere soddisfatti del responso complessivo. I nostri complimenti infine vanno ad Altamira Events, che dopo averci deliziato con il concerto degli Anvil prima, ha concluso in bellezza questa prima parte di 2017 regalandoci, assieme a Kamelia Production e al Jailbreak, un´altra memorabile serata all´insegna dell´U.S. metal d´annata! Un ultimo ringraziamento va fatto a tutto lo staff del Jailbreak, da Angelo Mercuri a Ilaria Degl´Innocenti, responsabile dell´ufficio stampa, all´amico fonico Nino De Natale, e a tutti coloro che hanno reso possibile un´altra annata strepitosa all´insegna della buona musica, con l´augurio di poter rivivere altri bei momenti al più presto!




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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