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OSANNA @ Roma, Wishlist Club – sulle onde del progressive rock partenopeo!

28-04-2018 11:07 - CONCERTI
Osanna
Deborah Farina
Deborah Farina
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna
Osanna: Irvin Luca Vairetti (sintetizzatori e seconda voce) e Pasquale Capobianco (chitarra)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Pasquale Capobianco (chitarra)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Pasquale Capobianco (chitarra)
Osanna
Osanna: Gennaro Barba (batteria)
Osanna: Gennaro Barba (batteria)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna
Osanna: Gennaro Barba (batteria), Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica) e Osanna: Nello D’Anna (basso)
Osanna: Nello D’Anna (basso)
Osanna: Enrico Capuano (voce) e Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Dunia Molina (voce)
Osanna: Dunia Molina (voce), Enrico Capuano (voce) e Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Sasà Priore (tastiere)
Osanna: Irvin Luca Vairetti (sintetizzatori e seconda voce) e Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Dunia Molina (voce), Deborah Farina (voce), Enrico Capuano (voce) e Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Osanna: Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica)
Travolgente e appassionante serata quella vissuta in compagnia dello combo prog-rock capitanato da Lino Vairetti, che ci ha guidato verso mete affascinanti ripercorrendo tutta la sua lunga carriera, dalle musiche della celebre pellicola ´Milano Calibro 9´ (1972) di Fernando Di Leo all´ultimo ´Live in Japan´ (2017) passando per alcuni tributi alla storia del progressive rock tricolore, di cui la band napoletana è stata ed è ancora, a più di quarantacinque anni di distanza, una dei principali protagonisti indiscussi!

Per definire perfetta una serata memorabile a volte si è soliti usare termini di paragone altisonanti, forse anche troppo esagerati per le circostanze, che spesso sono poco veritieri di quello che poi aimé è lo spettacolo riservato: tutto ciò invece calza a pennello per quanto concerne lo show degli Osanna, storico gruppo napoletano attivo sin dai primi ´70, dedito ad un sound in cui convivono in modo amalgamato e sempre coinvolgente le più svariate influenze musicali, dal progressive rock sinfonico al jazz rock, fino alla musica tradizionale partenopea e mediterranea e tanto altro ancora! La serata di Giovedì 12 Aprile, appena vissuta nell´accogliente location del Wishlist Club di Roma (zona S. Lorenzo), si è rivelata un autentico successo sia sotto l´aspetto musicale e della cornice sonora, e sia per la partecipazione di un pubblico d´elite, attento e preparato, che ha saputo interagire costantemente con Lino e i suoi discepoli, i quali non hanno disatteso minimamente tutte le nostre aspettative: una esibizione che ci ha rapito dal primo all´ultimo minuto, mantenendo sempre desta e partecipe l´attenzione dei presenti, grazie anche alle stupende immagini che sono state proiettate sullo schermo! L´evento, organizzato e fortemente voluto dalla regista Deborah Farina (che sta per l´appunto realizzando il suo quarto lungometraggio che si intitolerà "L´Uomo del Prog. Lino Vairetti e gli Osanna" per il quale ha fatto le riprese anche durante il suddetto concerto - n. d. r.) si è rivelato dunque un autentico successo a parere di chi vi scrive, proprio perché capace di mescolare in modo intelligente immagini e musica, in un universo sonoro e visivo veramente da brividi: questa stupenda serata è stata ancor di più arricchita dalla presenza in sala di ospiti altisonanti tra il pubblico, quali Gianni Leone (Balletto di Bronzo), Claudio Simonetti (Goblin) e Jenny Sorrenti (Saint Just), autentici protagonisti della storia del progressive rock italiano assieme al loro amico e collega Lino Vairetti!


Osanna
Sono da poco passate le ore 22 quando, in apertura al concerto viene proiettato un personale omaggio da parte di Deborah Farina alla pellicola ‘Milano Calibro 9’ di circa dieci minuti, montato appositamente prendendo le parti relative alla pellicola con interviste e commenti da parte di alcuni dei protagonisti coinvolti (Sergio Martino, Lino Vairetti, Barbara Bouchet e Quentin Tarantino – n. d. r.), e altri estratti dedicati sempre al film culto di Fernando Di Leo, il tutto condito con estratti delle musiche originali della suite! Il pubblico sembra essere già rapito da quanto ci viene proiettato, pur essendo consapevoli di assistere solo ad un gustoso antipasto di quello che si rivelerà poi essere in seguito lo spettacolo che Lino & co. hanno riservato a tutti noi. Accolti da un’autentica ovazione, fanno il loro ingresso in scena i sei musicisti partenopei, per ultimo il buon Lino, che salutandoci calorosamente inizia il suo show sulle note di “Pazzariello – Fuje ‘a Chistu Paese”, atte a scaldare gli animi già brilli e accaldati dei presenti per poi proseguire con l’intro di “Animale Senza Respiro”, dallo storico ‘Palepoli’ (1972), e sfociare nel rock’n’roll di matrice anglosassone sulle note dell’arrembante “Mirror Train”, dal precedente ‘L’Uomo’ (1971): la band si rivela subito in una forma smagliante, grazie soprattutto alla verve del frontman, fondatore nonché membro storico Lino Vairetti (voce, chitarra, armonica), coadiuvato dal figlio d’arte Irvin Luca Vairetti (sintetizzatori e seconda voce) e da Gennaro Barba (batteria), già presente quest’ultimo dai tempi della loro reunion avvenuta quasi vent’anni or sono! Si passa adesso al reggae rock di “Taka Boom”, dall’omonimo lavoro in studio del 2001, che in sede live ha una resa e un mood veramente accattivanti, grazie soprattutto all’apporto sonoro e agli arrangiamenti profusi dal sapiente Sasà Priore (tastiere) e dal giovane talentuoso Pasquale Capobianco (chitarra) alla sei corde, protagonista di un assolo verace e al fulmicotone sul finale! Si ritorna indietro nel tempo sulla melodrammatica “In Un Vecchio Cieco”, dalle atmosfere tristi e dolci al contempo, introdotte da un groove pazzesco su cui spicca Nello D’Anna (basso), nonché la chitarra acustica di Lino, per poi passare alla jethro tulliana “Vado Verso Una Meta”, in pieno stile anni ’70 ma con un approccio e un feeling assolutamente freschi e contemporanei nei suoni e nella strumentazione, nonché nell’approccio complessivo all’esecuzione. La prima parte del loro set termina sulle note di “Ce Vulesse” (da Suddance del 1978 – n. d. r.), accolta da applausi generali per quanto sinora ascoltato e vissuto: breve presentazione e ringraziamenti generali da parte di Lino che ci introduce alla seconda parte incentrata interamente sulla soundtrack di ‘Milano Calibro 9’ di Fernando Di Leo, eseguita per l’occasione nella sua interezza! Veniamo dunque trascinati in un viaggio nell’Italia degli anni che furono, quelli dei polizieschi d’autore, con l’iniziale “Preludio” e “Tema” sulla rilettura della composizione di Luis Bacalov per poi passare al primo estratto delle “Variazioni”, quello con l’avvenente balletto di Barbara Bouchet, autentica femme fatale di quegli anni, fino alla conclusiva e sognante “Canzona (There Will Be Time)” che ci culla fino alla reprise del “Preludio”: gli applausi per questa magistrale esecuzione sono profusi a iosa da tutti gli spettatori presenti, rapiti dalla classe e dall’eleganza mostrata dal sestetto napoletano, sulle immagini di coda che scorrono sullo schermo. Al termine di questo entusiasmante viaggio nel cinema d’autore, non possiamo che tornare con i piedi per terra in compagnia della loro hit “L’Uomo”, uno dei brani che li ha resi celebri anche oltre i confini nazionali, intonato dall’inizio alla fine da tutti noi presenti, in un giubilo di euforia ed emozioni fino al bridge con un assolo da applausi che sfocia in un medley di quello della parte elettrica di "Stairway To Heaven" dei Led Zeppelin, egregiamente eseguito da Pasquale; ma è la volta adesso di un tributo a tutta la storia del progressive rock italiano, uno dei generi che ha saputo da sempre coniugare innovazione anglosassone e tradizione mediterranea, arrivando a toccare picchi altissimi in tutto il mondo da oltre cinquant’anni: “Prog Garden Medley” è come un fiume in piena che si dirama in tanti affluenti, da “Non Mi Rompete” del Banco del Mutuo Soccorso, a “Il Banchetto” della PFM fino a “Luglio, Agosto, Settembre Nero” degli Area di Demetrio Stratos, e chi più ne ha più ne metta! Sempre dallo stupendo ‘Suddance’ (1978) viene eseguio il brano “’A Zingara”, con il suo intro di chitarra folk blues, all’insegna di un cantato in dialetto napoletano, altro brano celebre del loro vasto repertorio, riletto in chiave contemporanea con un solo di sintetizzatore da applausi, mentre sempre per rimanere in clima partenopeo viene riproposta la popolare “Michelemmà” (tratta da ‘Palepolitana’ del 2015), dal ritmo elettrizzante, per proseguire sempre su questi lidi con “Santa Lucia / Antotrain” mentre con le immagini della loro amata città natia veniamo trascinati in un finale struggente sulle onde di “Letizia / Canzone Amara”, a dir poco da lacrime con il pathos a mille. Sembra di essere giunti quasi all’epilogo di questa memorabile serata, quando ecco salire sul palco un ospite d’eccezione, Enzo Capuano, celebre artista folk rock italiano, che non poteva che ammaliarci assieme al buon Lino in una versione energica della sua “Tammurriata Rock”, accompagnato per l’occasione anche dalla bellissima e brava Dunia Molina (voce) per poi passare nella tradizionale “In Galera Li Panettieri” della Nuova Compagnia di Canto Popolare! Ma le emozioni non sono ancora esaurite perché Lino torna a scaldarci con un blues d’annata, “Fuje Blues”, classico intro in stile delta del Mississipi con un assolo di organo veramente pregevole, con cui si cimenta in un duetto col figlio Irvin Luca, prima di passare a “Oro Caldo (Fuje ‘a Chistu Paese – reprise)” su cui sale in cattedra anche Deborah Farina assieme a Dunia ed Enzo!
Ma il pubblico è ancora eccitato dallo spettacolo offertoci sino ad ora e alquanto restio a rincasare, ed eccoci invocare a gran voce il ritorno in scena di Lino e soci per i bis finali: veniamo così accontentati con “Landscape Of Life” e la storica “Everybody’s Gonna See You Die” anch’essa all’insegna del rock blues settantiano dal carattere sanguigno così come l’ultima “Palepolitana”, altro manifesto del loro rock mediterraneo! Al calare definitivamente del sipario su questo show intenso e incredibile gli applausi sommergono la band che ci ringrazia per averle nuovamente riservato un’accoglienza maestosa e per aver cantato assieme a loro tutti i successi che li hanno resi celebri a distanza di quasi cinquant’anni dal loro esordio!


Osanna setlist:

“Pazzariello – Fuje ‘a Chistu Paese”
“Intro Animale”
“Mirror Train”
“Taka Boom”
“In Un Vecchio Cieco”
“Vado Verso Una Meta”
“Ce Vulesse”

Milano Calibro 9 set:

“Preludio” (Luis Bacalov)
“Tema” (Luis Bacalov)
“Variazione” (balletto Barbara Bouchet)
“Variazioni”
“Canzona (There Will Be Time)”
“Preludio” (final reprise)

_______________________

“L’Uomo”
“Prog Garden Medley”

“’A Zingara”
“Michelemmà”
“Santa Lucia / Antotrain”
“Letizia / Canzone Amara”
“Tammurriata Rock” (NCCP cover feat. Enrico Capuano e Dunia Molina)
“In Galera Li Panettieri” (NCCP cover)

“Fuje Blues”
“Fuje ‘a Chistu Paese” (reprise)

Encore:

“Landscape Of Life”
“Everybody’s Gonna See You Die”
“Palepolitana”


Non ci resta così che accomiatarci da questo stupendo viaggio tra le melodie partenopee, con un ringraziamento particolare alla fantastica Deborah Farina, che ha fortemente voluto e creduto in questo evento, per la disponibilità e cortesia, a dimostrazione che con la passione e l’entusiasmo si possono veramente fare grandi cose e raggiungere importanti traguardi, nonché a tutto lo staff del Wishlist Club che ha reso possibile questo evento più unico che raro nonché a tutti gli ospiti che hanno degnamente onorato questo evento, partecipando dall’inizio alla fine, e ovviamente a Lino e tutta la band per aver scritto un altro capitolo memorabile della loro già ricca e gloriosa storia nell’universo progressivo internazionale!




Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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