25 Aprile 2018

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PFM - PREMIATA FORNERIA MARCONI @ Roma, Teatro Olimpico Infinite "Emozioni Progressive"!

19-03-2018 14:20 - CONCERTI
PFM (Premiata Forneria Marconi)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce solista e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce solista e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce solista e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce solista e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi)
PFM (Premiata Forneria Marconi)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso) e Roberto Gualdi (batteria e percussioni)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso) e Roberto Gualdi (batteria e percussioni)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Lucio Fabbri (violino, viola e tastiere)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Lucio Fabbri (violino, viola e tastiere)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alessandro Scaglione (piano e tastiere)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce e batteria), Marco Sfogli (chitarre) e Roberto Gualdi (batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria), Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Lucio Fabbri (violino, viola e tastiere) e Patrick Dhivas (basso)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alberto Bravin (tastiere, seconda voce), Patrick Dhivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Alberto Bravin (tastiere, seconda voce)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Franz Di Cioccio (voce e batteria) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso), Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Patrick Djivas (basso) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Lucio Fabbri (violino, viola e tastiere) e Franz Di Cioccio (voce e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Franz Di Cioccio (voce solista e batteria)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Lucio Fabbri (violino, viola e tastiere), Patrick Dhivas (basso) e Alberto Bravin (tastiere, seconda voce)
PFM (Premiata Forneria Marconi): Alberto Bravin (tastiere, seconda voce) e Marco Sfogli (chitarre)
PFM (Premiata Forneria Marconi)
´Emotional Tattoos Tour´ sbarca nella Capitale, per un ritorno di fiamma della storica band guidata dall´accoppiata Franz Di Cioccio e Patrick Djivas, in una memorabile serata all´insegna del potere della Musica: un concerto sospeso tra i nuovi brani ed i classici senza tempo!

Non è passato neanche un anno dalla loro ultima performance in terra capitolina, per la precisione quella tenutasi lo scorso 4 Aprile 2017 nella storica location del Teatro Brancaccio, ed ecco di ritorno in pompa magna una delle band più amate e seguite dal popolo rock progressivo della penisola, con oramai quasi ben cinquanta anni sulle spalle: il gruppo capitanato dal sempreverde Franz Di Cioccio (voce e batteria), membro fondatore, affiancato dall´immancabile membro storico Patrick Djivas (basso), è tornato a farci rivivere mille "emozioni" nell´altrettanto altisonante palcoscenico del Teatro Olimpico di Roma, la sera di Lunedì 12 Marzo 2018! A distanza di quasi undici anni la P.F.M. è ritornata sul mercato discografico con un doppio album di inediti (due dischi in versione italiana/inglese, uscito lo scorso Ottobre 2017 per la InsideOut - n. d. r.), lo stupendo ´Emotional Tattoos´, capace di coniugare gli stilemi rinomati del loro sound che li hanno resi celebri in tutto il mondo da più di quarant´anni con stili e testi assai attuali: nonostante i pareri come sempre contrastanti da parte di fan e critica, possiamo asserire con convinzione la buona riuscita nonché la genuinità del prodotto, che traspare in queste canzoni, quasi come fossero dei "tatuaggi" che si stampano sulla pelle e nella mente dell´ascoltatore col passare del tempo! La risposta del pubblico a questo evento imperdibile, organizzato in collaborazione con la Venti Dieci e il Teatro Olimpico, è stata stupefacente come sempre, registrando una massiccia affluenza, tra gli affezionati storici e le nuove leve, curiose di tastare con mano la classe e la qualità di una band che non ha certo bisogno di altre presentazioni!


Micol
Quasi inaspettatamente per i più tra i presenti, ad aprire questa magica serata ci pensa una inusuale ma assai gradita esibizione d´arpa: sono da poco passate le 21 quando sale sul proscenio una giovane musicista, Micol, diplomata al conservatorio e con svariate collaborazioni sul suo curriculum (tra cui anche alcune assieme al maestro Riccarco Muti n. d. r.), pronta a regalarci momenti di altissima estasi sonora, con la riproposizione di alcuni classici immortali del rock, ovviamente in chiave "arpistica": si parte prima con la perla "Stairway To Heaven" dei Led Zeppelin, rivisitata in chiave più intimistica ma pur sempre gradita e originale, per poi passare per un viaggio spaziale assieme al Duca Bianco (David Bowie per chi non lo sapesse n. d. r.) con la sua "Space Oddity", prima di conludere questo breve ma apprezzato show con una trascinante "Born To Run" del Boss Bruce Springsteen! Insomma, un´occasione più unica che rara per poter tastare con mano la classe di questa artista che riceve un meritato riconoscimento da tutto il pubblico romano: ci saluta tutti ricordandoci la presentazione del suo disco d´esordio, previsto per il prossimo 4 Maggio all´Auditorium Parco della Musica!

Micol setlist:

"Stairway To Heaven" (Led Zeppelin cover)
"Space Oddity" (David Bovie cover)
"Born To Run" (Bruce Springsteen cover)

PFM - Premiata Forneria Marconi
Siamo ora tutti pronti a riabbracciare una band che definire leggendaria è a dir poco riduttivo, visti gli invidiabili traguardi raggiunti a livello mondiale in ben più di quattro decadi di musica: si affievoliscono le luci e un applauso scrosciante accoglie i nostri beniamini che ci salutano sulle note di "Il Regno", dal loro ultimo lavoro in studio, caratterizzata da atmosfere eteree e quasi sognanti, sulle quali si staglia pacata ed ispirata la voce unica del tanto amato Franz Di Cioccio (voce solista e batteria), prima di sfociare in un mid-tempo su cui entrano tutti gli altri componenti che contribuiscono concretamente a creare un tappeto sonoro da sogno! Ma come ci viene preannunciato dal buon Franz, questo sarà un lungo viaggio nel tempo con diversi "salti pindarici" tra l´antico e il moderno, la storia e l´attualità: ed è così la volta di un classico immancabile, "La Luna Nuova" (da ´L´isola di Niente´ del 1974 n. d. r.), sul quale il frontman torna nei suoi panni di indomito batterista, affiancandosi al suo compagno di scuderia Roberto Gualdi (batteria e percussioni), lasciando il cantato ad Alberto Bravin (tastiere, seconda voce), mentre l´acclamatissimo Lucio "Violino" Fabbri (violino, viola e tastiere) si alterna egregiamente tra i suoi strumenti, contribuendo a dipingere questo acquerello sonoro! Ma si rimane ancora sui "preliminari", come goliardicamente ci ricorda il buon Franz, con la stupenda "Photos Of Ghost" (dall´omonimo terzo album, datato 1973, primo album italiano ad entrare nella prestigiosa classifica Billboard negli USA n. d. r.), introdotta dal nuovo entrato Alessandro Scaglione (piano e tastiere), il cui lavoro risulta a dir poco egregio ed encomiabile, così come quello del simpatico e preciso Marco Sfogli (chitarre), la cui esecuzione è veramente da applausi per la destrezza e scioltezza con cui si alterna su parti accompagnate ad altre in cui invece svetta tutto il suo estro tecnico; passiamo ancora ad un pezzo di storia della Musica come è per l´appunto l´appetitoso e tanto amato "Il Banchetto" (dal secondo disco ´Per Un Amico´ del 1972 n. d. r.), sul quale svettano le celebri polifonie vocali all´inizio ed in coda al brano, mentre l´esecuzione complessiva, seppur orfana del dimissionario Franco Mussida uscito dal gruppo soltanto pochi anni or sono, brilla di una nuova veste che forse mancava ormai da tempo, mettendo in mostra tutta la bravura di Bravin e Scaglione, coadiuvati dal monumentale Patrick Djivas (basso), silenzioso ma sempre presente in ogni passaggio con la sua famigerata estrosità!

Ma i "preliminari" non finiscono qui: ed infatti dal capolavoro ´Storia di Un Minuto´ (1972) viene riproposta integralmente la sublime "Dove...Quando", divisa come di consueto in due parti, un altro dei momenti più commoventi e profondi di tutta la loro esibizione questa sera, con le parole quasi sussurrate da Franz, come a volerci cullare, mentre si rimane negli stessi ambiti discografici, ma con un ben diverso piglio ritmico, con l´applauditissima "La Carrozza di Hans", un altro classico del progressive mondiale, capace di smuovere gli animi anche dei più intorpiditi tra le prime file, merito sicuramente del mai domo Franz, pronto a correre da una parte all´altra del palco, alla faccia dei suoi settanta e passa (settantadue per la precisione n. d. r.) anni, roba da fare invidia a tutti noi giovani, questa volta ancora dietro le pelli in un infinito duello di batteria con il suo amico Roby Gualdi, nonché del coinvolgente e ridente Sfogli, a suo agio sia con la chitarra elettrica che sull´intermezzo acustico. Prima di essere ricatapultati nel presente, non potevamo esimerci dal lasciarci trasportare sulle note di un classico immortale qual´è "Impressioni di Settembre", cantato magistralmente da Di Cioccio, sul quale si staglia il consueto tappeto sonoro profuso da Fabbri/Scaglione/Bravin, che a distanza di anni rimane ancora una perla della musica di tutti i tempi: l´assolo di minimoog è semplicemente un marchio di fabbrica della band, indelebile per tutti gli affezionati e non.

E al termine dei "preliminari" si ritorna alla realtà odierna con un poker di assi calato sapientemente dal buon Di Cioccio e compagni in un contesto quantomai attuale: si parte con la "Lezione" (di cui è stato girato anche un videoclip n. d. r.), una sorta di summa di quello che costituisce la vita pronta a darci sempre un insegnamento, sulla quale è la sei corde di sfogli a sciorinare un assolo sanguigno e melodico, mentre con "La Danza degli Specchi", il brano più amato dal sottoscritto del loro ultimo album, Franz ci ricorda come non esita una musica migliore o peggiore riferita ad un genere preciso ma come essa sia "potente...perché è solo un grande continente" (cit.), trascinandoci in un brano dal sapore pop dal ritornello trascinante e dal bridge atto a far ballare e battere le mani all´unisono a tutta l´audience dell´Olimpico!Ma il loro nuovo lavoro in studio tratta non soltanto di tematiche emotive ed ambientaliste, bensì anche di riflessioni sul mondo attuale della politica, vista come sempre in una chiave indiretta senza nessun riferimento preciso ma stimolando il senso critico del singolo ascoltatore, con l´accoppiata "Quartiere Generale" (dove i potenti "parlano molto ma fanno sempre poco" n. d. r.) / "Freedom Square", brano quest´ultimo strumentale, dove gli umori della piazza vengono rappresentati con questa ardita rivoluzione musicale!

A sorpresa, dopo questo tuffo nel presente, si ritorna ad uno dei loro album più apprezzati dalla critica, ´Chocolate Kings´ (1975), di cui viene proposta la multicolore "Harlequin", brano dalle mille sfaccettature, capace ancora oggi di suscitare emozioni inusuali, tanto nel cantato quanto nell´esecuzione non facile ma ben riuscita ancnora a distanza di decenni. I riflettori sono adesso tutti puntati su Patrick Djivas che prende la parola per ringraziarci e per porci un divertente quesito: cosa potrebbero mai pensare i celebri compositori classici del Settecento di una band come la PFM? La risposta per quanto difficile da trovare, è facile da intuire, almeno per quanto riguarda il loro sound, una vero e proprio connubio tra musica classica e rock sinfonico, tra le sonorità della terra di Albione e la poesia epica degli autori romantici: viene eseguito "Romeo e Giulietta: Danza dei Cavalieri", brano del compositore russo S. Prokofiev, rivisitato dai nostri in chiave contemporanea (sull´album ´PFM In Classic´ del 2013 n. d. r.), mentre la jazzistica/blueseggiante "Mr. 9 Till 5", condita da fughe pianistiche e da duelli di chitarra/violino/tastiera, dal fantastico ´Photos Of Ghost´ (1973) per poi tornare ad una cavalcata classica di Gioacchino Rossini, "Guillaume Tell Ouverture (William Tell Overture)", su cui è ancora l´iperattivo Lucio Fabbri a svettare incontrastato col suo violino elettrico, mentre Di Cioccio & co. lo supportano in un crescendo accompagnato da un applauso corale da parte di tuti gli spettatori.

Lo spettacolo sembra dunque essere giunto all´epilogo quando Franz e soci ci salutano con gli inchini di rito, ma l´audience è ancora affamata di musica, ed eccoli ritornare sul palco acclamati con una standing ovation da stadio: il bis è tutto riservato all´attesissima esecuzione de "Il Pescatore", eseguito nella forma canzone che la PFM ha saputo donare a questa composizione di Fabrizio De Andrè già nel lontano 1979, anno in cui iniziò questa gloriosa rilettura dei brani assieme al cantautore genovese, ed è un tripudio di festa tra tutti i presenti che cantano a squarciagola il celebre ritornello, incitati a più riprese dall´instancabile frontman. Ma non vi è tempo per rifiatare che eccoci ancora una volta trascinati in una "festa continua" con le immancabili "E´ Festa / Celebration", sorrette dal battito di mani e dal solo all´unisono di batteria di Franz e Gualdi, un´accoppiata delle meraviglie che continua incessantemente a deliziare il nostro condotto uditivo, mentre Scaglione e Fabbri, coadiuvati da Bravin e Sfogli, rendono degnamente giustizia a questo manifesto del progressive mondiale, trademark di una band che ha lasciato un segno indelebile in quasi cinquant´anni di Musica, oggi come non mai in piena salute, che ancora una volta ha lasciato un solco indelebile nella mente e nelle orecchie di tutti gli ascoltatori presenti in sala! Altra standing ovation d´obbligo al termine dell´esibizione, prima che il sipario cali a chiusura di una notte da sogno.....sospesa tra musica e poesia.....tra passato e presente....in un´interminabile "emozione progressiva"...perché come il buon Franz ci ricorda: "la Musica è potente perché è solo un grande continente!"



PFM - Premiata Forneria Marconi setlist:

"Il Regno"
"La Luna Nuova"
"Photos Of Ghost"
"Il Banchetto"
"Dove...Quando" pt. 1
"Dove...Quando" pt. 2
"La Carrozza di Hans"
"Impressioni di Settembre"
"La Lezione"
"La Danza degli Specchi"
"Quartiere Generale"
"Freedom Square"
"Harlequin"
"Romeo e Giulietta: Danza dei Cavalieri" (Sergei S. Prokofiev cover)
"Mr. 9 Till 5"
"Guillaume Tell Ouverture (William Tell Overture)" (Gioachino Rossini cover)

Encore:
"Il Pescatore" (Fabrizio De André cover)
"E´ Festa / Celebration"
"Se Le Brescion"


Non ci resta dunque che terminare questo lungo ed avvincente racconto "progressivo", attraverso oramai quasi cinquant´anni di storia della Musica, se non con la felice constatazione di aver apprezzato in sede live un´icona del rock mondiale in pieno stato di forma, nonostante i tanti anni alle spalle e i recenti cambi di lineup, grazie soprattutto all´innesto di giovani e talentuosi musicisti come Alessandro Bravin, Scaglione e lo stesso Marco Sfogli, degni di portare alta la pesante eredità che gli è stata lasciata: come non citare però l´energia e la verve invidiabile del buon Franz Di Cioccio o la statuaria eleganza e classe di Patrick Djivas? Insomma un successo a dir poco meritato che noi di Vero Rock abbiamo avuto il piacere di raccontarvi in prima persona: un ringraziamento particolare va a Iaia De Capitani della D&D, per la sua cortesia e disponibilità nei nostri confronti, oltre a tutto lo staff della Venti Dieci e del Teatro Olimpico che hanno contribuito alla buona riuscita dell´evento!


Fonte: Raffaele Pontrandolfi






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