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PRIMAL FEAR + RIOT V + Existance @ Milano, Legend Club - il live report della data milanese!

14-10-2018 20:41 - CONCERTI
PRIMAL FEAR + RIOT V + Existance @ Milano, Legend Club, Mercoledì 3 Ottobre 2018
Existance
Existance
Existance
Existance
Existance
Existance
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Riot V
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Primal Fear
Metal Warriors United verrebbe da dire, osservando il bill in cartellone stasera, Mercoledì 3 Ottobre, al Legend di Milano. Un trittico d´acciaio puro, duro, e incontaminato , come quello composto per questa occasione speciale, formato dai teutonici Primal Fear, dagli americani Riot V, e dai Francesi Existance, non è facile da radunare in un´unica data. Ma chi, come l´attivissima agenzia Truck Me Hard (organizzatrice dell´evento), lavora bene, nel tempo raccoglie i meritati frutti e non è un caso se stasera (con aumento di capienza del Legend che, dopo l´ultimo lavoro di ristrutturazione del locale, fornisce ora pure un´acustica eccellente e migliorata notevolmente rispetto al passato), nonostante la penalizzazione del giorno lavorativo infrasettimanale che si pone sempre come un´ostacolo, ci sia un bel meritato pienone, da decretarne quasi il sold out! Le premesse quindi, per un concerto da veri True Defenders ci sono tutte e verranno nei fatti poi ampiamente rispettate e soddisfatte strada facendo!


Existance
Ai francesi Existance dunque tocca l´arduo compito di aprire le danze stasera, cercando di scaldare il pubblico (già presente in discreto numero sotto il palco nonostante l´orario) con il loro metal di chiara matrice ottantiana, suonato senza fronzoli e modernismi vari, in modo semplice e diretto, come desidera e vorrebbe sentire sempre un vero purista del genere. Di primordiale scuola priestiana, questi ragazzi non aggiungono e non tolgono nulla ad un genere che ha già dato il meglio di se´ anni fa or sono, ma con la loro carica adrenalinica ed energica riescono comunque a intrattenere piacevolmente per la mezz´ora circa a loro disposizione!"Heavy Metal Fury" e "From Hell", sono i pezzi che più rappresentano lo stile dei francesi, fatto di cinturoni borchiati, chiodo,pelle e catene! Julian Izard, leader indiscusso degli Existance, chitarrista e vocalist, è senza dubbio l´elemento dotato di maggior talento e carisma dei quattro, anche se il lavoro svolto dagli altri membri non è certo inferiore o trascurabile...I gruppi leader indiscussi della nuova ondata HM Europea attuale,Wolf ed Enforcer, oramai parecchi anni fa or sono, hanno iniziato così la loro carriera e ascesa tra i grandi del genere, confezionando dischi pregiati di metallo "duro e puro Old School", infilando date e tour di prestigio in tutti questi anni di attività, suonando ovunque, e con gente del calibro di Firewind, Angel Witch, ecc....sapranno fare altrettanto anche gli Existance? Vedremo cosa riserverà loro il futuro, e se sapranno acchiappare il treno giusto come gli illustri colleghi menzionati: intanto per ora, godiamoceli così, ed esultiamo per questo show spettacolare, fighissimo che ci hanno sparato in faccia con la potenza di un caterpillar e per la credibilità della proposta musicale! Concludendo e per dirla tutta alla francese.. Chapeau!

Setlist:

Heavy Metal Fury
Legends Never Die
Dead Or Alive
We Are Restless
Breaking The Rock
From Hell


Riot V
La serata ora entra nel vivo e si inizia a fare sul serio...i Riot V, la leggenda del Metal made in USA, stanno calcando il palco di un Legend che a questo punto della serata è diventato straripante di gente, dove davvero si boccheggia letteralmente, complice anche l´afa e la temperatura pressoché estiva della giornata, che non ha certo aiutato bands e pubblico, uniti in una sauna metallica comune. Mark Reale è una specie di icona, di Dio da venerare per il sottoscritto e per ogni defender degno di tale nome, da ringraziare a vita per tutto ciò che ha donato e lasciato in eredità con i Riot e per essersi battuto fino alla morte con coerenza encomiabile alla causa del metal classico, fino alla (purtroppo) prematura scomparsa (R.I.P), sempre fedele e in sella alla sua creatura, anche in anni in cui questo genere fu completamente snobbato e definito "superato"! Ma Reale, tenace e caparbio, lui e Johnny (la storica mascotte dei Riot con corpo umano e testa di foca), nonostante le tante avversità attraversate, lutti, sfortune di vario tipo, e innumerevoli cambi di lineup che hanno da sempre attanagliato la band minandone la stabilità e rendendo incerto il loro futuro, contro ogni avversità e pronostico, nel 2018 i Riot sono ancora qua tra di noi, vivi e vegeti! Oggi, quei Riot non esistono più, ma la reincarnazione attuale di quello storico moniker, denominato Riot V, non è ne una brutta copia ne tantomeno un becero tributo di se stessi, ma, al contrario, una grande realta´, che nulla ha da invidiare al glorioso passato! Due dischi all´attivo di ottima fattura in studio, ´Unleash The Fire´ (2014) e ´Armor Of Light´ (uscito a metà 2018), che non sfigurano accanto a "Narita", "Fire Down Under" o "Thundersteel", con un Todd Michael Hall alla voce semplicemente spaziale, secondo solo all´inarrivabile Tony Moore, il cantante del capolavoro massimo dei Riot ´Thundersteel´ (1988), del quale Hall, dal canto suo, non teme confronti e rivalità, possedendo nelle sue corde vocali delle tonalità altissime ed estensione vocale quasi pari all´ex collega, capace stasera di fare tremare letteralmente i muri del Legend senza fare (apparentemente) la ben minima fatica! Scaletta divisa tra estratti del nuovo album ´Armor Of Light´ e classici del passato, come "Swords And Tequila" o "Warrior", dove oltre che la voce di Hall, si distinguono il veterano Mike Flyntz (chitarra), supportato da una sezione ritmica devastante creata dal basso di Don Van Starven e dal rullo compressore del batterista Frank Gilchriest, e il validissimo giovane chitarrista Nick Lee, perfettamente inserito e a proprio agio tra i "dinosauri" del Metal made in USA. "Victory" è il brano con cui i Riot V decidono di iniziare il martellamento acustico, continuando senza respiro con l´accoppiata d´asce, "Flight Of The Warrior" e "Johnny´s Back" (estratti di ´Thundersteel´) ", a cui dallo stesso, si aggiungerà a metà scaletta un´ulteriore brano, "Bloodstreets". "Take Me Back", "Caught In The Witch´s Eye", "Angel´s Thunder..." sono pezzi vincenti, che live incidono e graffiano al punto giusto così come le celebri songs, rivisitate e aggiornate dai Riot V, ovvero le storiche "Swords And Tequila" e "Warrior", sembrano oggi avere una marcia in più rispetto alle versioni originali dell´epoca, reinterpretate in modo più aggressivo e metallico da Hall! In chiusura di set, l´immancabile "Thundersteel" cantata in modo travolgente e a squarciagola dal marziano Todd Michael Hall, che non ha abbassato di neppure mezzo tono la tonalità del suo cantato da inizio a fine concerto, cosa che lo consacra di diritto tra i migliori vocalist HM mondiali in circolazione attualmente. Peccato per l´assenza della custodia della chitarra di Mark Reale sul palco in questa occasione (sempre presente nel palco nei tour precedenti) , la cui visione per noi fans della prima ora regala sempre forti emozioni ma, in compenso, un cicchetto di Tequila in ricordo del compianto Mark Reale ce lo siamo simbolicamente buttati giù tutti d´un fiato con "Swords And Tequila", sempre a calici alti e in sua memoria, che da lassù sicuramente starà godendo ed applaudendo la sua band, che ne ha ereditato lo stesso spirito compositivo ed umiltà umana! STORICI, EROICI,CLAMOROSI! Senza nulla togliere agli headlinear Primal Fear, pronti ad esibirsi tra pochi minuti, (che adoro, visti live più volte, di cui sono un fan e possiedo l´intera discografia, premetto - n. d. r.), stasera non c´e´ ne´ stata per nessuno...hanno vinto loro.. i RIOT V!!!

Setlist:

Victory
Flight Of The Warrior
Johnny´s Back
Caught In The Witch´s Eye
Bloodstreets
Angel´s Thunder, Devil´s Reign
Swords And Tequila
Warrior
Thundersteel


Primal Fear
Ralph Scheepers & Co. sembrano averci trovato gusto nel venire in Italia, viste le continue e costanti apparizioni nel nostro Belpaese, non ultima quella dello scorso luglio del "Luppolo in Rock" di Cremona! E a noi fans la cosa da´ solo immensa gioia perché i Primal Fear rappresentano la più grande realtà HM contemporanea, e sono, a mio parere, la naturale evoluzione e prosecuzione dei Judas Priest, specie nel cantato di Ralph, che non si limita a scimmiottare miseramente l´innarrivabile "Metal God" Rob Halford, ma anzi, al contrario, ne trae dallo stesso linfa ed ispirazione per il suo personalissimo modo di cantare, che indubbiamente si rifà a lui, ma con uno stile e risultati assai diversi. Altra icona dei Primal Fear è sicuramente individuabile in Matt Sinner (basso e cori), che da queste parti però non ha mai riscosso molto interesse di massa con la band che porta il suo stesso nome (i Sinner - n. d. r.), a cui non posso non affiancare e sottolineare,(con grande orgoglio personale), il nome del nostro italianissimo connazionale Francesco Jovino (batteria), attualmente uno dei migliori batteristi metal in circolazione della nuova scena mondiale, anche stasera autore di una prestazione sontuosa ed impeccabile dietro le pelli, priva di sbavature ed errori tecnici. Eppure, nonostante tutto ciò, il concerto dei Primal Fear stasera non è stato del tutto memorabile e perfetto, specie nelle fasi iniziali, in cui ci sono voluti almeno 4 pezzi prima che la voce di Scheepers iniziasse a ingranare e a rendere, come ci ha abituati (bene) da sempre, il piglio giusto. Dettagli, certo, forse cavilli per qualcuno, ma dai Primal Fear è giusto e lecito esigere sempre il meglio, in primis perché sono in grado di poterlo fare , e in secondo luogo perché è giusto mantenere sempre uno standard qualitativo elevato una volta raggiunto, come conviene a dei fuoriclasse puri quali sono i Primal Fear per l´appunto...Ecco perché ritengo che i Riot V abbiano vinto stasera il confronto diretto tra Big, perché hanno tenuto un livello qualitativo impeccabile in ogni singolo elemento, dall´inizio alla fine! Ma andiamo ora ad analizzare il loro show nello specifico: "Apocalypse"( l´intro) è il preludio di una pace apparente prima di una guerra di "fuoco e fiamme" che si scatenerà da lì a breve..."Final Embrace" è sempre un bell´impatto emotivo e un pugno in faccia, con il suo incedere dirompente, ed e´ risultata certamente una scelta corretta quella di posizionarla in apertura, seguita da una "Chainbreaker", altrettanto dirompente , coinvolgente e distruttiva, in pieno Primal Fear style. Come detto in prefazione di report, purtroppo la prestazione vocale di Scheepers fino alla quinta "Face The Empitness", non è stata delle migliori, denunciando più "fiacchezza" e meno estensione rispetto agli standard qualitativi a cui ci ha abituati il muscoloso frontman tedesco: intendiamoci, sempre su livelli più che buoni, ci mancherebbe, ma da un numero uno come lui è giusto pretendere sempre la perfezione assoluta. Con il super classico "Nuclear Fire", riconosco finalmente tutto il suo talento vocale, e, trascinato dall´esaltazione generale del pogo del Legend, mi scateno in una sorta di headbaging di adolescenziale memoria. Non poteva mancare, come in un concerto dei Primal Fear che si rispetti, una delle mie preferite, ovvero "When Death Comes Knocking", e dall´altro l´ennesimo classicone, che e´ divenuto nel tempo di fatto il loro motto personale, "Metal Is Forever", dove davvero sono rimasto senza voce a furia di cantare il ritornello a squarciagola! Neanche il tempo di ripigliarci da questa ennesima mazzata sonora, che parte la splendida "Fighting The Darkness", dove Ralph (ora in grande spolvero), riesce ad emozionare come pochi sanno fare, ribadendo il concetto (a chi non è ancora chiaro), che si può essere metallari duri, puri e incazzati, ma al tempo stesso riflessivi e raffinati, senza per questo scadere necessariamente nello sdolcinato o nel mieloso, spesso appartenente ad altre frange del metal, ma non certo al quello tradizionale né tantomeno ai Primal Fear. In chiusura, come atto finale, viene eseguita una trascurabile "Running In The Dust", scelta non proprio condivisibile dal sottoscritto, che avrebbe preferito maggiormente una più dinamica e tagliente "Rullbreaker", ma tant´e´... Tanti applausi e infinite ovazioni (meritatissime) a fine concerto, di un pubblico estasiato ed estremamente innamorato dei propri idoli tedeschi sul palco, ricambiati dalla consueta signorilità degli interpreti stessi a più riprese. I Primal Fear sono da oggi la più grande HM band Europea contemporanea, senza se´ e senza ma, e anche in questa data milanese hanno messo nuovamente in luce tutto il carisma e la padronanza tecnica che possiedono, con una disinvoltura unica, appartenente ed accostabile solo ai grandi Maestri del passato. I Primal Fear hanno già preparato da tempo la loro comoda e imbottita poltrona di lusso nell´Olimpo del Metal, e credo che ci vorranno restare comodamente seduti ancora molto a lungo ... La classe non è´ acqua! Metal Is Forever.. Forever Primal Fear!

Setlist:

Apocalypse (Intro)
Final Embrace
Chainbreaker
Blood, Sweet & Fear
Face The Emptiness
Hounds Of Justice
The Ritual
Under Your Speel
Nuclear Fire
Eye Of The Storm
King Of Madness
The End Is Near
When Death Comes Knocking
Metal Is Forever
Fighting The Darkness
Running In The Dust





























Fonte: Report: Alessandro Masetto - Foto: Rita Rose Profeta



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