28 Settembre 2020
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RIOT V @ Roma, Jailbreak Live Club – Sword & Tequila ... sotto il segno di Mark Reale!

14-12-2017 21:09 - CONCERTI
Riot V
Vultures Vengeance
Vultures Vengeance: Tony L.A. (chitarra)
Vultures Vengeance: Tony T. Steele (voce e chitarra) e Matt Savage (basso)
Vultures Vengeance: Tony L.A. (chitarra) e Tony T. Steele (voce e chitarra)
Vultures Vengeance: Tony T. Steele (voce e chitarra)
Vultures Vengeance: Matt Savage (basso)
Vultures Vengeance: Kosathral Khel (batteria)
Vultures Vengeance: Tony L.A. (chitarra) e Tony T. Steele (voce e chitarra)
Rosae Crucis
Rosae Crucis: Alfredo Gargaro (chitarra) e Daniele Cerqua (basso)
Rosae Crucis: Alfredo Gargaro (chitarra)
Rosae Crucis: Tiziano Marcozzi (chitarra)
Rosae Crucis: Daniele Cerqua (basso) e Giuseppe Cialone (voce)
Rosae Crucis: Alfredo Gargaro (chitarra) e Daniele Cerqua (basso)
Rosae Crucis: Daniele Cerqua (basso)
Rosae Crucis: Piero Aironi (batteria)
Rosae Crucis: Daniele Cerqua (basso) e Giuseppe Cialone (voce)
Rosae Crucis: Giuseppe Cialone (voce)
Riot V
Riot V: Frank Gilchriest (batteria)
Riot V: Todd Michael Hall (voce)
Riot V: Don Van Starven (basso)
Riot V: Mike Flyntz (chitarra) e Don Van Starven (basso)
Riot V: Todd Michael Hall (voce)
Riot V: Don Van Starven (basso)
Riot V: Mike Flyntz (chitarra)
Riot V: Nick Lee (chitarra)
Riot V: Mike Flyntz (chitarra), Nick Lee (chitarra) e Don Van Starven (basso)
Riot V: Mike Flyntz (chitarra)
Riot V: Mike Flyntz (chitarra) e Nick Lee (chitarra)
Riot V
Riot V
Nella loro unica tappa italiana dell´anno, la prima in assoluta nella Capitale, sbarca in una fredda notte invernale, Sabato 9 Dicembre 2017, presso il Jailbreak Live Club di Roma, il combo americano, nato solo pochi anni or sono dalle ceneri di quello che è considerato uno dei gruppi leggendari che hanno saputo declinare le lezioni dell´hard´n´heavy britannico in terra d´oltreoceano sin dalla seconda metà degli anni ´70, gli storici Riot di Mark Reale, capitanato dai reduci Mike Flyntz (chitarra) e dall´altro membro storico Don Van Starven (basso, ex S.A. Slayer), presenti nella formazione originale rispettivamente dal 1990 e dal 1988 e da annoverarsi a tutti gli effetti come membri rappresentativi di quello che è stato sicuramente uno dei periodi più prolifici del combo a stelle e strisce (si pensi per l´appunto ai due capolavori usciti proprio in quegli anni, Thundersteel e The Privilege Of Power - n. d. r.). Dopo il benestare da parte dello stesso Reale prima di venire a mancare, i due musicisti hanno arruolato tra le loro fila gente di tutto rispetto dell´attuale scena metal americana, si pensi solo a Nick Lee (chitarra), Todd Michael Hall (voce, ex Harlet e già con i Jack Starr´s Burning Starr) e al redivivo Frank Gilchriest (batteria, Liege Lord, ex Virgin Steele), con i quali hanno rilasciato alle stampe il dilaniante Unleash The Fire (edito per la SPV nel 2014 - n. d. r.), un concentrato di tutto quello che è l´essenza del sound ideato dalla ex band di Guy Speranza. L´evento targato Ace Records e Cruz del Sur, ha visto la partecipazione di numerose schiere di metalheads provenienti da Roma e dintorni, ansiosi di vedere (o rivedere) in sede live tutta la maestosità dell´eredità musicale di Mark Reale, messa in luce nuovamente da una lineup strepitosa come accennato poc´anzi: altrettanto si può dire anche per i due opener previsti per la serata, ovvero gli "ottantiani" Vultures Vengeance e i nostri concittadini Rosae Crucis, questa volta con Alfredo Gargaro (già con gli Exiled On Earth) in forza alla sei corde (per sostituire all´ultimo minuto l´infortunato Andrea Magini), pronti a regalarci uno show infuocato come non se ne vedeva ormai da tempo nella Capitale! Ma questa serata è stata anche l´occasione adatta per tributare il giusto riconoscimento che merita a un musicista romano, Fernando Regaldo, da poco tristemente scomparso, con alcune immagini proiettate prima del concerto e con una selezione dei brani più conosciuti della sua band storica, gli S.O.S.: il responso dell´audience è stato veramente commovente, con un lungo e prolungato applauso di riconoscimento verso un artista che ha dato tanto alla causa del rock e metal italiano nell´ambiente underground! Il vero protagonista è stato per l´appunto, come non mai, il pubblico presente, di poco sotto le trecento persone, che, visto il triste trend degli ultimi periodi, può e deve considerarsi sicuramente un dato positivo, con la speranza di poter rivivere costantemente queste serate insieme a tanti amici all´insegna del sacro metallo, una grande passione che da sempre ci accomuna e ci unisce!


Vultures Vengeance
Al termine del preannunciato Meet & Greet con i Riot V, prolungatosi forse un po´ oltre la tabella di marcia, e il già citato doveroso quanto apprezzato tributo a Fernando Regaldo, fanno il loro ingresso in scena finalmente i primi guerrieri di questa lunga e memorabile nottata: sulle scene già dal 2009, la band capitolina, guidata dall´imponente e carismatico Tony T. Steele (voce e chitarra), si è fatta conoscere e apprezzare nel corso di questa ultima decade in lungo e in largo per la penisola, partecipando a svariati festival hard´n´heavy e riscuotendo un ottimo responso da parte di critica di settore e fan. Il loro set, seppur di durata contenuta, è stato certamente gradito da parte di un non poco nutrito seguito presente sin dall´inizio della serata: la loro proposta sonora, presentata nel loro unico e recente EP ´Where the Time Dwelt In´ (uscito per la Gates of Hell Records nel 2016 - n. d. r.), strizza l´occhio ad un heavy metal d´annata, con un sound debitore di storici act dell´U.S. Metal ottantiano quali Warlord, Omen, Virgin Steele e molti altri, come è sin da subito riscontrabile nella epicheggiante "A Curse from Obsidian Realm", dove alle linee melodiche di stampo statunitense si sovrappongono liriche con riferimenti all´universo fantasy, un classico del genere! Il quintetto è protagonista di uno show sugli scudi, come dimostra l´esecuzione delle nuove "Empire Of The Crimson Fields" o "Into The Cave", dove alla fantastica voce di Tony, che a tratti ricorda anche un po´ il primissimo Geoff Tate, fa da controcanto una sezione ritmica a dir poco micidiale, composta da Matt Savage (basso) e dal tritasassi Kosathral Khel (batteria); il folto pubblico sembra veramente rapito da questo devastante tripudio metallico, incoraggiato dall´esecuzione di brani di pregevole fattura come ad esempio "And The Wind Still Scream His Name" o "On A Prisoner´s Tale", dove a parti più veloci si alternano altre più lente e arpeggiate, eseguite magistralmente anche dal nuovo membro Tony L.A. (chitarra), protagonista anche di un goliardico siparietto "pirotecnico" assieme al suo compagno Matt. Siamo giunti quasi all´epilogo della loro esibizione con la micidiale "Rise Of The Morning Star", altro brano godibilissimo, per poi terminare sulle note di "Towards The Gates Of Unknown", sulle quali centinaia di meritati applausi suggellano una prestazione a dir poco invidiabile: una garanzia per tutti gli amanti del metallo tricolore!

Vultures Vengeance setlist:

"A Curse from Obsidian Realm"
"Empire Of The Crimson Fields"
"Into The Cave"
"And The Wind Still Scream His Name"
"On A Prisoner´s Tale"
"Rise Of The Morning Star"
"Towards The Gates Of Unknown"


Rosae Crucis
Ma come preannunciato, la serata è soltanto iniziata, sotto il segno del metallo più puro e incontaminato, per la gioia dei tantissimi metalheads presenti come non mai nel capiente Jailbreak: siamo pronti adesso per goderci un altro apprezzato act a livello nazionale, ormai attivi da più di venticinque anni, con alle spalle cinque full-lenght e svariate demo ed EP. Nonostante un infortunio che ha reso impossibilitato lo storico membro fondatore Andrea Magini (chitarra) proprio all´ultimo minuto, il combo romano ci ha deliziato con il loro energico acciaio italico, accompagnati per l´occasione da Alfredo Gargaro (chitarra) in sostituzione del loro componente stabile. Abbiamo avuto il piacere di ammirare tutta la loro classe e verve già in diverse occasioni, soprattutto nella loro precedente esibizione sempre qui al Jailbreak in apertura a Ross The Boss (ex Manowar) lo scorso 25 Marzo, e anche in questa occasione si sono rivelati una certezza per le orecchie e gli occhi degli impavidi defenders italiani: il loro infatti è uno spettacolo sia visivo quanto sonoro, soprattutto per il loro inconfondibile look da crociati che da sempre li contraddistingue! Apertura dunque affidata a un´accoppiata da brividi con "Rosa Croce" e "Hiram Abif", capaci di scatenare il tripudio nelle prime file tra gli scatenati fan: Giuseppe Cialone (voce) si conferma ancora una volta un autentico condottiero, pronto a guidare tutti i suoi proseliti verso una battaglia metallica all´ultimo respiro, e ce ne da prova a pieni polmoni su un altro brano ben noto ai più, la veloce "Sancta Sanctorum" (dal loro ultimo ´Massoneria´ del 2014 - n. d. r.). Un omaggio doveroso al loro amico Fernando, scomparso pochi mesi or sono, è proposto con l´esecuzione del loro classico "Militia Templi", per poi lasciarci guidare tutti in una immancabile "Guerra Santa": i riff e i fraseggi all´unisono tra Tiziano Marcozzi (chitarra) e il suo collega Alfredo sono eccezionali, visto soprattutto il forte feeling musicale che scorre tra i due (essendo inoltre entrambi membri degli Exiled On Earth assieme al loro compagno Piero - n. d. r.). Ma infatti non possiamo che sottolineare anche la prova sulle righe di Piero Aironi (batteria) su altre perle del loro vasto repertorio come "Fede Potere Vendetta" o "Anno Domini", così come quella del suo compagno di scuderia Daniele Cerqua (basso), un´accoppiata a dir poco vincente e oramai consolidata nel corso degli anni! "I Vermi della Terra", introdotta dalla sinistra voce di Giuseppe, ci conduce verso la fine di uno show che ha saputo come sempre regalarci grandi emozioni, soprattutto durante l´esecuzioni delle ultime "Massoneria", un vero e proprio must che è già entrato di diritto nelle loro scalette, cantata da tutti in coro nel refrain centrale, e della dirompente "Crociata", sulla quale i cinque guerrieri ci salutano ringraziandoci per il supporto costante e ricordandoci di continuare a farlo, soprattutto in nome del metal italiano: altra notte di giubilo in compagnia dei custodi della Santa Croce!

Rosae Crucis setlist:

"Rosa Croce"
"Hiram Abif"
"Sancta Sanctorum"
"Militia Templi"
"Guerra Santa"
"Fede Potere Vendetta"
"Anno Domini"
"I Vermi della Terra"
"Massoneria"
"Crociata"


Riot V
Ancora estasiati da cotanta goduria, dopo due prestazioni di spicco come quelle appena apprezzate da parte delle due band romane, non siamo per nulla stanchi ma ancora furenti di una fame metallica che andrà presto saziata con il piatto forte della serata, dopo queste due ricche e abbondanti porzioni iniziali: stiamo per assistere finalmente ad un evento di alto profilo, come non lo si vedeva da tempo nella Capitale! Mentre il locale oramai è stracolmo di appassionati che hanno letteralmente invaso tutta l´area antistante il palco e oltre, fino all´ingresso, ecco entrare in scena il quintetto americano, capitanato dal duo storico composto da Mike Flyntz (chitarra) e dal biondo Don Van Starven (basso), sulle note della loro bellissima "Ride Hard Live Free", dal loro ultimo lavoro in studio: la melodia e l´energia profusa nei fraseggi di chitarra, coadiuvati soprattutto dall´energia del giovane Nick Lee (chitarra) sono il marchio di fabbrica che i nostri portano ancora sotto il benestare del compianto Mark Reale, il fondatore dei Riot, che dall´alto del cielo sicuramente apprezzerà! Ma dal presente passiamo invece ad un pezzo di storia come il glorioso ´Thundersteel´ (1988) da cui verranno riproposti gran parte dei brani in scaletta, sull´onda della dilaniante "Fight or Fall", intonata da tutti all´unisono, mentre il buon Todd Michael Hall (voce) ci regala a più riprese degli acuti degni del suo predecessore Tony Moore, oltre che una presenza sul palco coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Dal seguente ´The Privilege Of Power´ (1990), l´album più amato dal sottoscritto della terza incarnazione della band, viene eseguita "On Your Knees", mentre si ritorna al giorno d´oggi con l´inno "Metal Soldiers", anch´esso cantato da tutti in coro: il gruppo sa come fare presa sull´audience tanto con i classici quanto con i brani di recente produzione. E a proposito di classici, come non menzionare la folgorante esecuzione di "Don´t Hold Back", dal Capolavoro ´Fire Down Under´ (1981)? Non ci sono parole per descrivere la gioia manifestata da tutti quanti noi in un pogo serrato tra le prime file, se non menzionando uno scatenato Giovanni Loria, aizzatore di giovani virgulti, incontenibile come non si vedeva ormai da anni, così come sulla fantastica "Johnny´s Back", introdotta dal groove corposo di Don e dal drumming al cardiopalma del devastante Frank Gilchriest (batteria, ex Virgin Steele) dietro le pelli! Ma l´headbanging scatenato sembra non voler cessare, soprattutto se ci vengono proposti pezzi del calibro di "Wings Are for Angels" e di "Black Leather and Glittering Steel", sulle quali anche il più restio e timido non riesce a contenersi, come il nostro Captain John Lory (aka Giovanni Loria, sempre lui - n. d. r.) ci insegna; ma c´è anche spazio per ascoltare il repertorio della quarta incarnazione dei Riot, ovvero quella con Mike DiMeo alla voce, con la classicheggiante "Angel Eyes", forse non proprio adatta ai registri acuti di Todd, ma pur sempre eseguita con eleganza e maestosità, così come nel ripetuto fraseggio tra le due asce! Ma è su brani come "Outlaw" (il più bello in assoluto dell´intera discografia Riot a parere di chi vi scrive - n .d. r.), del periodo con Speranza, o sulla successiva "Heavy Metal Machine", del periodo con Forrester, che l´eccitazione generale arriva alle stelle, sia dei più giovani che dei rocker più duri e attempati: Don e Mike scherzano a più riprese col pubblico, in particolare con le tante pulselle presenti, al quale offrono tra un brano e l´altro un sorso della loro tequila, dimostrandosi dei grandissimi intrattenitori oltre che dei musicisti eccezionali! Dal celebratissimo ´Thundersteel´ vengono sciorinate perle immortali come "Flight of the Warrior" e "Bloodstreets", riscuotendo ancora una volta un agguerrito plauso generale, mentre l´arrembante "Take Me Back" ci riporta al loro ultimo disco, con degli arrangiamenti veramente da applausi (che al sottoscritto hanno ricordato più di una volta qualcosa dei britannici UFO - n. d. r.) così come la melodia centrale e il solo di chitarra di Nick Lee. Ma non poteva mancare anche qualche brano dal loro storico secondo album ´Narita´ (1979), come ad esempio ´"Road Racin´", le cui note è sempre un piacere risentire, anche in una veste più contemporanea, così come l´esecuzione memorabile di una "Swords and Tequila" tanto bramata da tutto il pubblico, che ci vede protagonisti di una performance all´unisono assieme alla band, nel pieno spirito di fratellanza metallica che da sempre ci lega! Dopo la consueta pausa di rito, richiamati a gran voce dal numeroso pubblico, la band rientra in scena accolta da un autentico boato per il gran finale riservato tutto ai classici che tutti noi conosciamo: si parte con la guerresca "Warrior" per poi passare alla monumentale e tanto richiesta "Thundersteel", sulla quale si scatena un vero e proprio putiferio, così come sul riff monolitico di "Fire Down Under", immancabile perla in una setlist già ricca di tanti brani che hanno fatto scuola, mentre la tempesta sonora si placa solo sulla melodia midtempata di "Sign of the Crimson Storm", ottimo outro per concludere al meglio questa fantastica serata all´insegna del sano e amato metallo a stelle e strisce! C´è ancora tempo per alcuni ringraziamenti da parte della band verso tutta l´organizzazione che ha re-so possibile questa serata e verso tutti i fan che hanno supportato questo evento, dall´inizio alla fine, dimostrando mai come in questa occasione uno spirito di fratellanza verso questa musica, ancora una volta la vera essenza che da sempre accomuna le nostre vite!

Riot V setlist:

"Ride Hard Live Free"
"Fight or Fall"
"On Your Knees"
"Metal Soldiers"
"Don´t Hold Back"
"Johnny´s Back"
"Wings Are for Angels"
"Black Leather and Glittering Steel"
"Angel Eyes"
"Outlaw"
"Heavy Metal Machine"
"Flight of the Warrior"
"Bloodstreets"
"Take Me Back"
"Road Racin´"
"Swords and Tequila"
"Warrior"
"Thundersteel"
"Fire Down Under"
"Sign of the Crimson Storm"


Non sembra vero di aver vissuto una serata pazzesca e soprattutto ad alto tasso metallico, come quella appena vissuta e che noi di Vero Rock Italia abbiamo provato a raccontarvi attraverso le nostre emozioni e di quelle di chi c´era, dei tanti amici presenti che colgo l´occasione di salutare: in particolar modo Fabiana Spinelli (Loud and Proud), Gianluca ´Graz´ Grazioli (Metal It), Roberto Manenti (Metalforce) e l´indomabile amico Giovanni Loria (redattore di Classixx Metal e accanito divoratore di musica e collezionista rinomato - n. d. r.)! Vorrei infine ringraziare tutti coloro hanno reso possibile questo indimenticabile evento, come non se ne vedeva ormai da tempo nella Capitale: la Cruz del Sur e in particolar modo Enrico Leccese, Stefano Denni della Ace Records e naturalmente tutto lo staff del Jailbreak Live Club, dai fratelli Angelo e Pino Mercuri all´ufficio stampa gestito dall´amica Ilaria Degl´Innocenti, per la cortesia e disponibilità, nonché per l´affetto che ci lega già da diverso tempo. Con l´augurio di poter assistere ad altri eventi di questo livello e con una partecipazione così ampia anche il prossimo anno, auguriamo a tutti quanti i nostri lettori un felice augurio di buone feste!




Fonte: Redazione



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