27 Ottobre 2020
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ROCK IN PARK On The Road: il resoconto della prima data in veneto con Elvenking e Deathless Legacy @ La Fabbrica Degli Artisti, Cerea (VR)

28-09-2018 21:10 - CONCERTI
Dial V
Dial V
Dial V
Dial V
Dial V
New Way Out
New Way Out
New Way Out
New Way Out
New Way Out
New Way Out
Svanzica
Svanzica
Svanzica
Svanzica
Svanzica
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Deathless Legacy
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Elvenking
Organizzare un festival di Metal underground è sempre una cosa complessa e impegnativa, che richiede il massimo sforzo e impegno di tutte le forze in campo, per far sì che il risultato sia ottimale, e alla fine vincente. Il Rock In Park, organizzato per l´occasione nella splendida location veronese qual´e´ La Fabbrica Degli Artisti di Cerea, già teatro in passato di eccellenti e prestigiosi eventi (quale Russell Allen tanto per citarne uno a caso dei tanti - n. d. r.),è risultato complessivamente ben riuscito, con solo qualche pecca a livello dei suoni durante l´esibizione dei Deathless Legacy ( di cui vi racconteremo più avanti), ma su tutto il resto, direi ineccepibile: come accesso alle aree di ristoro, toilette, area beveraggio e banchetti merchandising, dove il sottoscritto e il pubblico presente in discreta quantità, hanno provveduto nel fare razzie di dischi e cd, intrattenendosi piacevolmente con tutti gli artisti, sorridenti e tutti indistintamente, disponibilissimi per foto e autografi alla fine della manifestazione, nelle rispettive postazioni assegnate.


Dial V
Purtroppo per motivi di causa di forza maggiore, indipendenti dalla nostra volontà di inviati, siamo giunti all´interno della manifestazione quando questi giovani ragazzi di Villafranca (nei pressi di Verona citta´), stavano praticamente concludendo la loro esibizione. Questo inconveniente non ci ha impedito di assistere alla parte finale e conclusiva, constatando la validità della loro proposta , che definirei un metal molto vario, che spazia tra il classico e il moderno con svariate sfaccettature e influenze. I temi trattati sono molto profondi, come "Invincible", uno dei pezzi che siano riusciti a sentire e tra i più rappresentativi dei Dial V, che parla appunto dell´invincibilita´ immaginaria, che invece, ahimè non appartiene a nessun "comune mortale". Se riusciranno a mantenere le premesse di questa serata, sentiremo parlare presto in futuro dei Dial V, statene certi!


Dial V setlist:

My Captain
Blak Jak
Pull The Trigger
Invincible
Up & Beyond
The Wedding


New Way Out
I New Way Out, sono la seconda band proposta stasera nel bill del Rock In Park. Nati nel 2015, anch´essi di Verona, sono dediti a un metal a forte tinte moderne, a metà strada tra il melodico e il rabbioso-pesante, con sonorità che spaziano dal metalcore all´alternative, ma che tuttavia non ci hanno convinto del tutto. Le capacità dei ragazzi ci sono, l´impegno profuso sul palco pure, e pure le idee stesse come concept e tematiche sono interessanti, ma devono essere più "ordinate", sviluppate e chiare, cercando di trovare una propria strada precisa e sicura da attraversare, evitando di prendere vie poco sicure e poco illuminate che portano solo confusione e smarrimento. L´iniziale "Oblivion", la centrale "Light On My Way", e "Angel Of Disgrace", posta quasi in chiusura set, ci sono apparse le più mature e ispirate delle sette proposte, nettamente superiori e convincenti rispetto alle altre eseguite in questa occasione. L´EP in fase di lavorazione speriamo che, invece, ci smentisca nei fatti, e che riveli la vera natura dei New Way Out, facendoceli vedere in un´ottica diversa, non solo nelle vesti di una metal band emergente e di prospettiva futura (indubbio questo), ma anche in grado di proporsi con una loro vera identità e personalità musicale.

New Way Out setlist:

Oblivion
Run Away
Change The Future
The Gamer
Light On My Way
Angel Of Disgrace
Lost In My Darkdream


Svanzica
Con gli Svanzica, si chiude di fatto il trittico delle tre bands locali, ospiti del Rock In Park, e in crescendo decisamente. Sono quelli infatti, che ci hanno dato l´impressione di essere più pronti per un salto di qualità, sia da un punto di vista musicale che espressivo, di grande confidenza e personalità sul palco. Non a caso la band e´ attiva dal lontano 2005 e ,nonostante diversi cambi di lineup, ha maturato esperienze live e in studio, e il nuovo album ´Red Reflection´, (uscito lo scorso 19 Luglio - n. d. r.) di cui stasera verranno proposti alcuni estratti, ne e´ prova tangibile! Stilisticamente la loro proposta è sempre un misto di metal moderno, a tratti molto screamo urlato, a tratti più "dolce" e più cantato, sempre dando alla melodia ampio spazio. Curioso lo stile scelto dalla band, molto ordinato e abbottonato, in forte contrasto con la proposta musicale degli Svanzica, decisamente più aggressiva. Ci hanno riferito loro stessi innanzi, alla nostra curiosità, che questa scelta ricade sulla scelta del concept del disco stesso, ispirato al libro di fantascienza anni ´30 di Lewis, intitolato "Lontano dal Pianeta Silenzioso", che ha indirizzato gli Svanzica nella scelta di questo look vintage, e un po´ british gentleman al tempo stesso.Tecnicamente tutti molto preparati, spicca su tutti la capacità del vocalist di passare a più cambi di tonalità con una naturalezza disarmante, e apparentemente senza fatica! I pezzi che maggiormente hanno impressionato stasera del loro show, sono state senza alcun dubbio "Lunar Verbs" e "Whisper Of Light".Una bella realtà è scoperta gli Svanzica! Avanti così ragazzi!

Svanzica setlist:

Trough Ocean of Quiet
First Step
Lunar Verbs
Brotherhood
Whisper Of Light
Spirit Of The Valley


Deathless Legacy
Con i toscani Deathless Legacy (all´attivo con ben 4 dischi di successo nel loro palmares - n. d. r.), si inizia a fare sul serio, e ci si addentra nel vivo del Rock In Park. Personalmente avrei inserito la band capitanata dai carismatici Frater Orion e Steva Deathless, come headlinear e non come co-headlinear, con tutto il rispetto per gli Evelnking e senza nulla togliere al livello del loro concerto (che approfondiremo dopo) di assoluto livello. Anche se nati molti anni dopo (2006 i Deathless Legacy e 1997 gli Elvenking - n. d. r.), personalmente ritengo che una band che tratta tematiche Horror- esoteriche, con uno spettacolo teatrale e di grande impatto visivo come quello proposto dai Deathless Legacy, meriti una collocazione in tarda serata, in primo piano, collocati in chiusura di un festival metal, dove, come in un film horror appunto, restano impresse nella mente le scene più scioccanti e macabre degli interpreti. Ma al di là di queste mie personalissime e soggettive considerazioni, quello che ha deluso molto durante il loro show sono stati gli evidenti errori tecnici dei suoni di chi di competenza, completamente errati, che sono andati inevitabilmente a penalizzare pesantemente proprio la loro esibizione. Un vero peccato perché i ragazzi erano molto in palla stasera e sicuramente avrebbero potuto fare un concerto più memorabile di quello a cui di fatto abbiamo assistito: purtroppo sono inconvenienti che possono succedere, senza volere dare colpe specifiche a nessuno, ma che vanno a discapito della band in primis e dello spettatore di conseguenza. Dopo i primi tre pezzi in cui la voce non si riusciva praticamente neppure a percepire da sotto il palco, la situazione è andata pian piano leggermente migliorando nel tempo e la splendida "I Summon The Spirits" ci regala il primo vero macabro sabba di gruppo (dove si inizia a distinguere la voce di Streva), e abbiamo tutti voglia di aiutare i Deathless Legacy ad andare oltre l´ostacolo, incitandoli e riempiendoli di meritatissimi applausi, ricambiati con abbracci e strette di mano reciproche. "Ars Goetia" e "Litch", brani tratti dall´ultimo capolavoro in studio ´Ritual of Black Magic´, emozionano e tengono sempre alta la tensione, impreziositi oltre che dalla bravura di Steva e di tutti gli altri membri, da una performer super, tale Anfitrite, brava sia come attrice complice di Steva che come danzatrice sexy-horror, e intrattenitrice da solista nelle letture magiche. Il Rito volge (purtroppo) velocemente al termine ma non prima di congedarsi con una superba interpretazione di "Dominus Inferi", con tanto di comunione e bevuta di "sangue" finto, che simula la più blasfema e orrorifica delle "funzioni ritualistiche magico- sataniche", nella speranza remota che chi vi assiste comprenda sempre la differenza tra lo spettacolo scenografico-iconico horror musicale, rappresentato dai Deathless Legacy nello specifico, e la realtà. Da tempo sostengo che i Death SS hanno partorito i loro figli naturali legittimi, e questa è molto più che una mia convinzione, ma una certezza che si è trasformata ora in una belliSSima realtà ! Il taglio finale di "Join The Sabbath", uno dei loro pezzi chiave e più rappresentativi (presumo attribuibile a motivi di tempistiche da rispettare), è stato un altro boccone amaro da digerire di una serata decisamente storta per loro. Deathless Legacy... Fateci SSempre " Magick" (amente) "Fare.. ciò che Volete" ..Sarà Tutta la Vostra (e Nostra) Legge!

Deathless Legacy setlist:

Rituals Of Black Magic
Vigor Mortis
Bloodbath
I Summon The Spirits
Ars Goetia
Litch
Dominus Inferi


Elvenking
Agli storici Elvenking il compito quindi di chiudere alla grande questa edizione del Rock In Park, cosa che riusciranno fare in modo egregio, complice anche il giusto e ritrovato assetto dei suoni, che risulteranno essere (in questi caso) un grande alleato per tutta la loro esibizione. Con ben 7 dischi all´attivo (l´ultimo uscito nel 2017 intitolato ´Secret Of The Magick Grimoire´ - n. d. r.) la power metal band di Sacile, sfodera una prestazione perfetta e impeccabile, sotto ogni punto di vista, scenografico (trucco e look impeccabile) e tecnico. La voce di Damnagoras e´ sempre pulita e raggiunge tonalità da capogiro letteralmente in alcuni frangenti, tanto da riuscire quasi ad insidiare la leadership dei grandi maestri del genere, come gli Skyclad stessi, ovvero la loro fonte di ispirazione massima. Le influenze degli Elvenking non sono solo power classico e puro di stampo tedesco ma sono molto più versatili, variando dal metal puro, al folk, all´hard rock, spingendosi a tratti al confine del progressive. L´intro di "Invoking The Wooland Spirit", introduce e fa´ da preludio al primo pezzo in scaletta "Draugen´s Maelstrom", che parte subito a razzo con la potenza esplosiva che contiene, scatenando subito l´headbaging generale del pubblico sotto il palco, così come le successive "Pagan Revolution" e "The Horned Ghost And The Sorcerer", indubbiamente uno dei pezzi più carismatici e riusciti che gli Elvenking abbiamo mai scritto nella loro pluridecorata carriera e che abbiamo avuto il piacere di sentire dal vivo stasera. Pur non essendo un cultore di power metal in generale, è impossibile non lasciarsi coinvolgere dal ritmo travolgente di "Infection", " Elvenlegions" e dalle conclusive (momentaneamente) "The Divided Heart" e "Neverending Nights"! L´acclamazione dei fans più scatenati e turbolenti degli Elvenking, che non ne vogliono sapere di andare a casa, viene placata dal duo d´asce "The Loser" e "The Wanderer", che ribadisce ancora una volta che in questo genere i sacilesi non temono rivali e concorrenza straniera, anzi...forse la dovrebbero temere loro, l´esatto contrario! Dopo 1 ora e 30 circa di metallate si chiude alla grande la loro performance e di conseguenza si chiude (nel miglior modo possibile) questa edizione del Rock In Park On The Road 2018! Al prossimo anno ragazzi!


Un ringraziamento di cuore a tutto lo Staff del Rock In Park per la grande cortesia con cui siamo stati accolti, in particolare a Lucia e Filippo, che ci hanno gentilmente regalato anche dei graditissimi gadgets.

Elvenking setlist:

Invoking The Woodland Spirit (intro)
Draugen´s Maelstrom
Runereader
Pagan Revolution
The Horned Ghost and The Sorcerer
Trows Kind
Infection
Black Rose for The Wicked One
The One We Shall Follow
Elvenlegions
The Divided Heart
Neverending Nights

Bis- (extra):

The Loser
The Wanderer





Fonte: Report: Alessandro Masetto - Foto: Rita Rose Profeta



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