19 Gennaio 2019

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ROCK ON NIGHT, primo appuntamento tutto Made In Italy @ Traffic

10-01-2015 01:16 - CONCERTI
Dopo tanta attesa per questo evento, che si spera possa essere solamente l´inizio di una lunga serie, eccoci finalmente giunti alla prima Rock On Night: la serata è stata organizzata dalla Rock On Agency (Sabrina Agasucci) in uno dei migliori locali di Roma dove ascoltare ottimi live acts, il Traffic.

Pur essendo sotto il periodo pre-natalizio, il concerto di Domenica 21 Dicembre 2014, ha avuto un buon riscontro per quanto riguarda i partecipanti e si spera però che, data la più che buona riuscita complessiva, possa migliorare sempre di più, coinvolgendo molti appassionati e metalheads della capitale ma anche di regioni limitrofe. Infatti la forza trainante di un´ evento come questo è, a mio giudizio, sicuramente la passione per la buona musica, a prescindere dal genere che si predilige, la quale deve sempre soddisfare le attese e le esigenze del pubblico, che anche questa volta ha risposto molto bene, partecipando incessantemente allo show, dalla prima all´ultima nota! Infine, anche la scelta delle band proposte, gli Hangarvain, i Midnight Sin e i DragonhammeR è stata molto apprezzata dai presenti: proprio la diversità stilistica e musicale ha caratterizzato questa bellissima serata, senza mai annoiare e scendere di tono. Un grazie speciale va, oltre che all´organizzazione, a Fabio Lione, storica voce dei Rhapsody Of Fire, dei Vision Divine e attuale cantante degli Angra (oltre a molti altri progetti e collaborazioni), che ci ha offerto uno spettacolo strepitoso, anche se di breve durata, mettendoci tutta l´energia e la passione che da sempre lo contraddistinguono!
Ecco a voi il report della serata, realizzato in collaborazione con Roma Daily News. Buona lettura!

Hangarvain

L´arduo compito di rompere il silenzio e di aprire questa prima edizione tocca agli Hangarvain, giovane band proveniente da Napoli, che ci regala una proposta musicale alquanto frizzante e variegata, incentrata su sonorità melodic rock con venature southern e post-grunge, con riferimenti a gruppi storici dei primi anni ´90 quali i Blind Mellon, The Black Crowes e Pearl Jam, e ad alcuni più recenti quali Audioslave e Wolfmother, sempre però con un gusto e una ricercatezza non indifferenti. Il brano apripista della serata è affidato alla arrembante "Through The Space and Time", con un riff iniziale di chitarra, dove tutta la carica è sprigionata dall´ugola di Sergio Toledo (voce) e dall´ottimo solo di Alessandro Liccardo (chitarra e cori). Dopo questa ottima apertura si passa ad uno dei classici del gruppo campano, ovvero la rockeggiante "Get On", una hit che è anche l´inno della squadra di rugby Briganti Napoli American Football Team: il ritornello è cantato all´unisono dal pubblico e ci regala uno dei momenti più intensi della loro esibizione. Pur dovendo tagliare alcuni brani presenti in scaletta (la cover dei Black Stone Cherry "Blame It On The Boom Boom" e "A Life For Rock´n´Roll") per il poco tempo a disposizione, il quartetto partenopeo ci propone un pezzo molto ritmato: "Knock Back Doors" dove la buona prova della sezione ritmica, e in particolare di Alfonso Mocerino (batteria) ci rimanda a lidi più Hard Rock ottantiani, con un bridge molto melodico. A seguire, sempre dal loro recente album di debutto, "Best Ride Horse", la bluseggiante "Free Bird", con un ottimo arpeggio iniziale e una eccellente prova di tutti i membri. Dopo la ben riuscita esecuzione della cover dei Monster Truck, "Old Train", con gli "oh-oh-oh" intonati da tutta l´audience presente, arriviamo alla fine dello show con "Father Shoes": questo brano semi-acustico, risente anch´esso delle influenze southern, soprattutto negli arrangiamenti di chitarra e nell´intonazione canora. Prima di lasciarci, la band ci riserva un´altra sorpresa con la riproposizione di "Even Flow", uno dei brani storici dei Pearl Jam ( dal loro primo storico album "Ten" del 1991), in chiave personale, confermandoci nuovamente le buone capacità del singer, il quale per primo ci conferma la sua passione e affinità con il timbro baritono di Eddie Vedder. Dopo averli visti all´inizio del mese precedente in apertura ai Y &T sempre qui a Roma, anche in questa occasione il gruppo ci conferma tutte le ottime potenzialità espresse nel loro ultimo EP, "Naked", oltre che nel recente disco di debutto, e speriamo possano riservarci altri momenti intensi come questi appena vissuti in loro compagnia!

Hangarvain set list:
Through The Space and Time
Get On
Knock Back Doors
Free Bird
Old Train (Monster Truck cover)
Father Shoes
Even Flow (Pearl Jam cover)


In attesa del secondo live act della serata, ci viene offerto un gradevole spettacolo con due brave e molto carine danzatrici del ventre: dopo una mezz´ora intensa di musica che ci ha deliziato dall´inizio alla fine ecco che anche l´occhio vuole la sua parte, e come non apprezzare l´esibizione coreografica di queste due affascinanti fanciulle? Le due ragazze,Veronica Condreas ed Eleonora Miele, ci hanno offerto una bella performance, breve, ma assai gradita, riscuotendo molti applausi e consensi, soprattutto da parte di noi maschietti ma anche dalle diverse ragazze carine presenti in sala.

Midnight Sin

Tocca adesso ad una band dal look prettamente glam e old school riportare i presenti nel mondo del rock´n´roll degli ´80s, dopo il piacevole interludio femminile: il quintetto viterbese sale sul palco durante la breve intro registrata "Snake Eyes", una sorta di jingle da saloon seguita da una parte parlata piena di suspense. Ci pensa lo stacco preciso di Dany Rake (batteria) ad introdurre "Midnight Revolution", dove gli ottimi arrangiamenti e soli del duo alle chitarre, composto da LeStar (chitarra solista) e da Maurice Flee (chitarra ritmica), ci offre un brano assai tagliente. "Feed Me Lies" è eseguito con un´iniziale parte affidata a Acey Guns (basso), che ci porta direttamente in un pezzo dalle atmosfere Hair Metal/AOR di trent´anni or sono, ma sempre con tanta freschezza ed energia, regalandoci una song molto apprezzata da tutti quanti soprattutto nei cori del ritornello centrale. "Till It´s All Gone Away" invece è impostata su un mid-tempo assai melodico sia nelle strofe quanto negli assoli, offrendoci una prova fantastica del frontman Albert Fish (voce) (già con gli Heavenue). "No Matter", sia nelle melodie che nel cantato, nei pre-ritornelli e nel bridge, ci riporta alla mente alcuni dei picchi musicali dei Def Leppard dei tempi di Hysteria: l´ottimo uso dei cori, anche a voci alternate, contribuisce sicuramente alla buona riuscita complessiva. La spumeggiante "Rise & Yell" ricorda invece, nella potenza sonora sprigionata e nel cantato, i Motley Crue, citati tra le maggiori influenze della band. Viene poi eseguita "Whiskey In The Jar", celebre canzone popolare irlandese, un pezzo che ha fatto la storia del genere grazie alla reinterpretazione proposta da vari artisti differenti (Thin Lizzy e Metallica): anche questa nuova rilettura ci riserva una buona prova di tutti e cinque i componenti, anche se forse, ma è un parere personale, poco vicina al sound assai definito del combo laziale, ma che comunque riscuote un notevole consenso da parte dei presenti. Ci apprestiamo alla conclusione della loro grintosa performance, con un´ altra song, "2 Words", tratta dal loro primo disco, uscito in questo stesso anno ("Sex First"), e si ritorna su lidi di matrice ottantiana, soprattutto nelle ritmiche e nei ritornelli, di facile presa, che ricordano molto band storiche del calibro dei Warrant o dei primi Tesla. L´ultimo brano è la cover dei Motley Crue, "Kickstart My Heart", eseguita veramente alla grande, con un´ottima prova generale, e cantata per intero da tutto il pubblico numeroso: si sente infatti come le sonorità di Vince Neil e soci siano molto affini alla proposta musicale del giovane gruppo, e sicuramente anche la scelta di questo brano gli ha consentito una chiusura col botto, ricevendo applausi scroscianti da tutti, per la bravura, per il carisma e per averci riportati (seppur solamente per breve tempo aimè) negli anni d´oro della scena Hard Rock losangelina. Avendoli sentiti per la prima volta in assoluto dal vivo, posso garantirvi che sono una band che, a conferma del loro show, dimostra di saper interpretare il giusto spirito di quello Sleaze/Glam stradaiolo di matrice statunitense: della serie, per citare gli Stones "It´s Only Rock´n´Roll But I Like It"!

Midnight Sin set list:
Snake Eyes (intro)
Midnight Revolution
Feed Me With Lies
´Till It´s All Gone Away
No Matter
Rise & Yell
Whiskey In The Jar (Thin Lizzy/Metallica cover)
2 Words
Kickstart My Heart (Mötley Crüe cover)

Prima della band di chiusura della serata e in attesa dell´ ospite d´onore, possiamo nuovamente rifarci gli occhi con un nuovo intermezzo di danza, sempre in compagnia delle due graziose ballerine: questa volta, a ritmo di suoni orientali, le due giovani ci offrono un mini set di Belly Dance con costumi alquanto sfarzosi e sensuali, oltre che ad una simpatica trovata con tanto di ali dorate e argentate, con cui aprono questa seconda ed ultima parte del loro spettacolo. La scelta di alternare, durante il cambio di palco, le performance delle band con altre di questo tipo, è a mio giudizio ben riuscita, e soprattutto varia, sia perchè mantiene desta l´attenzione dei presenti, che altrimenti si precipiterebbero fuori o a bere, e sia perchè cosi si offre la possibilità di apprezzare anche altri generi di performance artistiche dal vivo.

DragonhammeR + Fabio Lione (special guest)

Arriviamo ora agli attesissimi headliner di questa prima kermesse targata Rock On Night, sempre in attesa della sorpresa finale, ovvero l´esibizione di Fabio Lione in veste di ospite. Il combo romano, attivo sulle scene dal 1999, dopo diversi cambi di formazione e un ritorno di fuoco nel 2013 con la loro ultima release, è pronto dunque a regalarci uno show emozionante: dopo una intro dal carattere sinfonico, eccoci subito di fronte ad uno dei loro primissimi pezzi, "Legend", direttamente dal loro album di debutto ("The Blood Of The Dragon" del 2001), incentrato su cori dal tocco epico e da ritmiche in pieno stile power, vecchio stampo, con ottimi arrangiamenti e soli di chitarra/tastiera. Dopo questo primo brano, il pubblico è nuovamente ritornato a seguire assiduamente sotto il palco e, nonostante la proposta sia molto diversa da quella delle due band di supporto, i presenti manifestano apertamente il loro gradimento! Con un salto temporale di quasi dodici anni ci viene proposta "Seek In The Ice", dal loro ultimo album "The X Experiment" (2013), aperta da un riff tagliente seguito da uno stacco di batteria: questa composizione risulta essere al suo interno assai più variegata, sia negli arrangiamenti che nei cambi di tempo, con riferimenti a band internazionali della scena prog/power quali i Dream Theater o i Symphony X. E´ la volta poi di "YMD (You Must Die)", dal loro secondo disco "Time For Expiation" (2004), anch´essa basata su ritmi più mid-tempo, con un buon fraseggio di chitarra nei ritornelli: va sottolineato il preziosissimo lavoro di Giulio Cattivera (tastiere), sia nei soli di grande perizia tecnica ma soprattutto nell´uso ben calibrato di tutti gli effetti che si amalgamano alla perfezione con il sound degli altri membri, e il poliedrico solo di Giuseppe De Paolo (chitarra solista). Sempre dallo stesso album, viene eseguita "Fear Of A Child", con ritmiche più veloci e aggressive rispetto ai brani precedenti: eccellente il cantato di Max Aguzzi (voce e chitarra solista), che riesce a dare il giusto pathos e la giusta intonazione sia su tonalità alte sia su quelle medie. Si ritorna all´ ultimo lavoro direttamente con la title track, "The X Experiment", dove l´arrangiamento delle tastiere e i synth introduttivi fungono da filo conduttore di tutto il brano: atmosfere di stampo progressive metal si respirano nella seconda parte dove va apprezzato il bellissimo bridge centrale seguito da ottimi soli di chitarra prima di giungere alla fine con una reprise iniziale. "Last Solution" è invece caratterizzata da sonorità più oscure alternate a parti più melodiche e arricchite con più voci, soprattutto nel pre-ritornello: buoni gli stacchi della sezione ritmica composta da Gae Amodio (basso) e Andrea Gianangeli (batteria), e il duello tra chitarre con il bridge finale.

Concluso il brano ecco giunto il momento che tutti i presenti stavano aspettando: viene invitato a salire sul palco l´ospite della serata, una delle migliori voci della musica italiana e mondiale, nonchè un artista con un notevole background, Fabio Lione! Lo stesso vocalist pisano, sempre in grande sintonia con il pubblico e con i membri della band, ci presenta il primo brano che si apprestano ad eseguire: "The End Of The World", tratto anch´esso dall´ultima fatica del quintetto capitolino, che vede la partecipazione in studio di un altro grande frontman del calibro di Roberto Tiranti (ex Labyrinth). L´esecuzione è alquanto magistrale e lo storico leader dei Rhapsody Of Fire si dimostra in gran forma, oltre a sfornare un carisma veramente inusuale. Successivamente, ecco infatti proporci dallo stesso Fabio uno dei cavalli di battaglia della band triestina, ovvero la celeberrima "Emerald Sword" (da "Symphony Of Enchanted Lands" del 1998): la calda voce del cantante toscano ci regala momenti a dir poco sublimi, con un´interpretazione molto sentita, e sostenuta da tutta l´audience che intona in coro le parole del ritornello. Anche i DragonhammeR dimostrano grande dimestichezza e capacità nell´eseguire uno dei brani di certo non semplici del vastissimo repertorio del buon Fabio. Iniziamo ad avvicinarci al termine di questa indimenticabile serata,ed è lo stesso ospite ad annunciarci la riproposizione di uno dei classici del genere, di una band con cui egli stesso ha avuto il piacere di condividere decine di date e tour in giro per l´Europa anni or sono: "Black Diamond" degli Stratovarius. Altra esecuzione mozzafiato, con una performance del frontman dei Vision Divine assolutamente da applaudire: è stupefacente come Fabio riesca a caricare gli animi dei presenti, soprattutto nel refrain centrale, cantato da tutti a squarciagola. Arriviamo quindi all´ultimo brano della serata, ovvero uno dei pezzi più celebri nonchè simbolo del gruppo capitanato da Max Aguzzi: "DragonhammeR", presente già nel loro demo di esordio "Age Of Glory" del 2000 e nel successivo primo disco del 2001, si rivela un´ ottima scelta per concludere alla grande questa bellissima prima Rock On Night! E´ nuovamente il cantato di Fabio a impressionare tutti e a riscuotere consensi, insieme ovviamente a tutti i membri della band, che ci forniscono un´ ultima prova di tutte le loro potenzialità in fase esecutiva quanto compositiva.

DragonhammeR set list:
Intro
Legend
Seek In The Eyes
YMD (You Must Die)
Fear Of A Child
The X Experiment
Last Solution
The End Of The World (feat. Fabio Lione)
Emerald Sword (Rhapsody Of Fire cover) (feat. Fabio Lione)
Black Diamond (Stratovarius cover) (feat. Fabio Lione)
DragonhammeR (feat. Fabio Lione)


Dopo i ringraziamenti finali e le foto di rito, non ci rimane che essere soddisfatti di un evento e di uno spettacolo come quello regalatoci al Traffic: nonostante il poco tempo a disposizione, e l´ora tarda, lo stesso Lione si è rivelato disponibilissimo per salutare i molti fan accorsi, dimostrando di essere non soltanto un grandissimo interprete ma anche una persona simpatica, coinvolgente e autoironica. Molti avrebbero voluto qualche altro classico in più eseguito da lui, ma la prestazione intensa, seppur breve, fornitaci dal buon Fabio è quanto basta per rimanere pienamente appagati dalle aspettative e augurarci di poter assistere nuovamente ad un´altra entusiasmante Rock On Night, con tante band emergenti interessanti da scoprire e alcuni grandi nomi da apprezzare e conoscere di persona! Alla prossima, Rock On!





Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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