06 Agosto 2020
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SOUNDSROCK FEST III @ Roma, Defrag – la terza edizione nel segno dei Secret Sphere!

13-11-2018 09:05 - CONCERTI
Secret Sphere
Gatecloser
Gatecloser
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Chaosm
Chaosm
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Chaosm
Chaosm
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Secret Sphere
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A distanza di pochi mesi dall’ultima “doppia” seconda edizione del Soundsrock Fest, tenutasi nel weekend tra il 24 e il 25 Giugno scorso al Dissesto Musicale di Tivoli (RM) e che ha visto la partecipazione tra i tanti di band blasonate del calibro di Arthemis e Teodasia, eccoci nuovamente pronti per gustarci questa appetitosa terza attesissima edizione di questo appuntamento divenuto ormai fisso, questa volta al Defrag di Roma, Sabato 10 Novembre 2018: per questa nuova kermesse il bill è stato ancora una volta di alto profilo, affiancando agli storici prog/power metallers Secret Sphere tre ottime band del panorama underground italiano e romano, i Maledia, i romagnoli Gatecloser ed infine i prog metallers Chaosm! Insomma anche in questa occasione ce n’è per tutti i gusti e noi di VeroRock Italia non potevamo di certo esimerci dal presenziare e dal raccontarvi con immagini e parole questa ennesimo riuscitissimo evento targato Soundsrock Agency, una giovane agenzia di booking & management, nata solo pochi anni or sono, ma che già sta ottenendo fantastici risultati grazie al proprio lavoro metodico, professionale e svolto con tanta passione e sacrificio! Il pubblico presente purtroppo non è stato così numeroso come ci si aspettava, visto il nome altisonante degli headliner presenti, ma comprensibile data la concomitanza con altri eventi di rilievo previsti la stessa sera (uno tra tutti i Wonderworld di Roberto Tiranti al Let It Beern . d. r.): ma anche in questa circostanza il sostegno da parte di un nutrito gruppo di fan e appassionati non è di certo mancato sia agli ospiti di chiusura e sia a tutte le altre tre meritevoli band, che hanno dimostrato tanta energia e ottime potenzialità per il futuro della loro carriera! Non ci resta dunque che lasciarvi gustare il nostro avvincente racconto, augurandovi una consueta buona lettura!


Maledia
Purtroppo per problemi logistici non abbiamo avuto il piacere di tastare a dovere la performance di questa validissima band romana, attivi sulle scene da poco meno di vent’anni, e artefici di una proposta sonora in bilico tra il metalcore e il death/thrash a discapito delle loro origini più prettamente goticheggianti: di recente il combo ha pubblicato ‘Human Trash Deluxe’, uscito lo scorso anno per l’etichetta Via Nocturna, che ha visto un buon riscontro da parte della critica di settore, da cui sono stati eseguiti tutti i brani in scaletta questa sera. Si parte dunque con “Not Homologated” e “Sweep Away” per passare a “Open Again” dove la sezione ritmica composta da Mechanix (batteria) e Maleun (basso) fa un buon lavoro complessivo così come anche su “Illusion” e “Stop Call” dove anche gli altri tre membri, Daniele (chitarra e voce), Marco (tastiere & screaming) e Hedon (chitarra & screaming), si mettono in evidenza. Peccato il breve set e l’esiguo numero degli avventori ma nonostante tutto il riscontro è stato più che soddisfacente a parere di chi era presente sin dall’inizio. La band ci saluta dunque con “Rotten Fear”, ricevendo il giusto riconoscimento da parte del pubblico e di tutti gli addetti ai lavori!

Maledia setlist:

“Not Homologated”
“Sweep Away”
“Open Again”
“Illusion”
“Stop Call”
“Rotten Fear”


Gatecloser
Cambiamo adesso area geografica, ed eccoci di fronte ad un’altra interessante realtà del panorama underground italiano, proveniente dall’Emilia Romagna: i giovani metalheads romagnoli, provenienti tra Ravenna e Forlì, unitisi recentemente nell’Agosto del 2016, hanno dato vita ad un progetto sonoro moderno ma al contempo interessante, che unisce il sound dell’hard’n’heavy classico con venature thrash e alternative metal più contemporanee: come per la band precedente premetto di non essere un grande appassionato di gran parte della musica uscita dopo il 2000, ma purtroppo questo è un semplice limite che difficilmente riesco ad attenuare! Non posso comunque che complimentarmi con loro per il coraggio e l’energia sprigionata durante il loro set, apprezzato molto da tutti gli spettatori presenti: dopo il breve intro “From The Wasteland” si passa a due brani di pregevole fattura come “The Crow” e “Bury Him Alive”, dove al grintoso ruggito di Stefano "Ste" Tarroni (voce e chitarra) fanno da contraltare i soli al fulmicotone del giovanissimo Matteo "Teo" Corbara (chitarra) e la sezione ritmica composta dall’imponente Nicola "Nico" Gavini Fiorentini (basso) e da Alessandro "Ale" Cupici (batteria). Il genere proposto è dunque un mix ben calibrato di suoni più vicini agli Alter Bridge, ai Five Finger Death Punch o ai Godsmack, senza però dimenticare la lezione di maestri del genere come Megadeth e Metallica! “White Bones” e “Take My Hand” sono accolte con applausi da tutti i presenti che stanno mano a mano riempiendo il locale: il gruppo sembra apprezzare particolarmente l’attenzione rivoltagli dai presenti e continua a sprigionare tanta verve on stage, soprattutto nei cambi di tempo e nei soli. “Death Parade” e la conclusiva “Black March” sono un ottimo biglietto da visita per salutarci e ringraziarci per tutto il supporto e il calore ricevuti in questa importante occasione!

Gatecloser setlist:

“From The Wasteland” (Intro)
“The Crow”
“Bury Him Alive”
“White Bones”
“Take My Hand”
“Death Parade”
“Black March”

Chaosm
Breve cambio palco e passiamo così da sonorità più taglienti ad alter più dolci e melanconiche, intrise di un progressive metal di scuola Dream Theater, suonato con perizia strumentistica da tutti i componenti di questa giovane realtà capitolina: ed è sulle note della fantastica “Dreamer” (di cui è stato girato anche un videoclip lo scorso anno – n . d. r.) che i nostri entrano in scena, accolti da applausi di sostegno, mentre Alessio Manca (voce) ci mostra subito le sue notevoli doti canore, grazie anche al contributo corposo di musicisti molto preparati tecnicamente! “The Same Things” infatti mette in luce la caratura tecnica ed esecutiva di Alessandro Pansieri (basso), il membro che forse più di altri mi ha colpito per la naturalezza con cui ha eseguito i brani, sempre a suo agio e senza mai sbagliare un colpo, così come Dario Palazzolo (tastiere), capace di creare degli universi sonori sug-gestivi sia col piano che con i pad sinfonici! “Begin To Live” è un altro brano di ottima composizione ma è certamente la super ballad “Journey” a regalarci altri momenti da ricordare, con un assolo fantastico di Federico Palucci (chitarra), bravo nel destreggiarsi anche negli arrangiamenti; anche la prova di Dario "DB" Bernardini (batteria) è apparsa positiva, complice sicuramente il notevole affiatamento visto tra tutti e cinque i componenti della band. La loro ben riuscita esibizione si conclude sulle note di “Take Over Meaning”, altro brano da apprezzare dall’inizio alla fine, ricevendo anche loro la giusta dose di applausi più che meritati! Con la speranza di rivederli nuovamente calcare un palco importante, non possiamo che complimentarci con loro per tutta la passione e bravura mostrataci in questa occasione di alto profilo!

Chaosm setlist:

“Dreamer”
“The Same Things”
“Begin To Live”
“Journey”
“Take Over Meaning”


Secret Sphere
Ma è giunta finalmente l’ora degli ospiti di chiusura, una delle band cardine della scena power/progressive italiana ed europea ormai da quasi due decadi, grazie al loro capolavoro assoluto, ‘A Time Never Come’ (2001), che a parere di chi vi scrive è ancora oggi un must per tutti gli amanti del genere (infatti è stato recentemente riedito con alla voce Michele Luppi nel 2015 – n. d. r.): dopo il ben riuscito album ‘Portrait of a Dying Heart’ (2012) che ha coinciso con l’ingresso in formazione dell’attuale frontman e la pubblicazione dell’eccellente live ‘One Night In Tokyo’ (2016), i nostri tornano alla ribalta con un ottimo full lenght, ‘The Nature of Time’ (2017), uscito per la Frontiers Records. Per l’occasione dunque la setlist è assai variegata, spaziando da brani di recente produzione ad altri storici della prima formazione con Roberto Messina. L’attesa per questo ritorno di fiamma della band capitanata dal membro storico e cofondatore Aldo Lonobile (chitarra), a distanza di circa due anni or sono dalla loro ultima apparizione nella Capitale (per la precisione il 15 Aprile 2016 al Traffic Club - n. d. r.) è stata dunque celebrata nel migliore dei modi con un’accoglienza assai calorosa da parte del pubblico che è stato naturalmente ripagato da una performance sugli scudi da parte di tutti e cinque i musicisti! La breve intro “Intermission” fa da apripista alla successiva “The Calling”, sempre dall’ultimo lavoro in studio così come i primi sette brani eseguiti in successione questa sera: composizioni come la dolce “Love” o la seguente arrembante “Courage” sono una panacea per i nostri palati sopraffini e la loro resa in sede live è ancora più apprezzabile rispetto alla già fantastica versione studio, complice un invidiabile affiatamento tra i cinque componenti sul palco, che con l’ingresso in lineup di Michele Luppi (voce) hanno raggiunto una stabilità e acquisito in freschezza ed energia! Il nostro beniamino, recentemente entrato anche in pianta stabile alla corte di Sir David Coverdale nei suoi Whitesnake, si dimostra ancora una volta non soltanto una delle voci più originali e suggestive del panorama musicale nazionale, bensì anche una persona dotata di carisma e quella giusta dose di ironia e simpatia che lo rende affabile con tutti noi durante l’esibizione, scherzando e interagendo con tutta l’audience dall’inizio alla fine dello show. La semi-ballad “Kindness” e la rocciosa “Honesty” scorrono leggere e soavi grazie al pregevole lavoro perpetrato dal silenzioso ma incisivo Gabriele Ciacca (tastiere), abile sia nei tappeti sonori sinfonici e sia nei veloci soli di lead e synth, catapultandosi spesso in duelli serrati con il buon Aldo alla sei corde! La sublime “Faith” chiude il capitolo più recente della band, eseguita ancora una volta con maestria da parte di tutti i componenti, complice una sezione ritmica di notevole spessore composta da Andrea Buratto (basso) e da Marco Lazzarini (batteria) semplicemente ineccepibili! Si passa adesso al predecessore di questo ultimo apprezzatissimo lavoro, ‘Portrait of a Dying Heart’ (2012), da cui vengono eseguiti ben cinque brani: “X” e “Healing” fanno da apripista alla coinvolgente “Union”, intonata da tutti noi spettatori assieme alla band, proprio a voler ribadire il concetto di unione e fratellanza mostrataci in ogni istante da Luppi & co. Ma le sorprese non sembrano finire, quando vengono chiamati sul palco due componenti dei capitolini Sailing To Nowhere, il giovanissimo Francesco Ciancio (chitarra) e l’affascinante Sara Tiezzi (voce), per un’esecuzione da brividi della stupenda “Lie To Me”, in un duetto da applausi con Michele! Con “The Fall” si chiude dunque il capitolo della produzione più recente della band, per passare ora ai classici della prima era, richiesti anch’essi a gran voce da tutto il pubblico, prima dell’epilogo di questa memorabile serata: “The Scars That You Can't See” (da Archetype del 2010 – n. d. r.) è accolta da applausi generali, eseguita anch’essa con una verve notevole, mentre è con l’immancabile “Legend” che si tocca l’apice sonoro dell’esibizione, alme-no a parere di chi vi scrive, da sempre legato emotivamente allo stupendo ‘A Time Never Come’ (2001), secondo storico capitolo del gruppo! L’esecuzione del pezzo in questa nuova veste sembra ridare smalto ad un cavallo di battaglia che rese il gruppo a suo tempo conosciuto in tutto il globo: l’ugola di Michele Luppi riesce ancora una volta a non far rimpiangere in alcun modo la tanto amata versione originale cantata da Roberto Messina, apportandovi anzi quella freschezza ed energia che un brano di tale portata merita! Dopo la classica “finta” uscita di scena, i nostri risalgono per regalarci un ultimo sussulto assai gradito: dallo stesso storico album viene eseguita la bellissima “Lady Of Silence”, cantata anch’essa da tutti noi all’unisono con il gruppo, a chiusura di una serata a dir poco magica e godibile! Applausi meritatissimi per tutti e cinque i membri che ci hanno mostrato ancora una volta come questa nuova era musicale della band sia vissuta da tutti loro come una “seconda giovinezza”, grazie non solo a due pregevoli lavori in studio ma anche ad una ritrovata energia live che sembrava essersi un po’ assopita nel corso del tempo. Non ci resta dunque che sperare di rivederli presto nella Città Eterna, magari questa volta con un nuovo capitolo della loro avvincente saga musicale!


Secret Sphere setlist:

“Intermission” (intro)
“The Calling”
“Love”
“Courage”
“Kindness”
“Honesty”
“Faith”
“X”
“Healing”
“Union”
“Lie To Me” (feat. Sara Tiezzi e Francesco Ciancio – Sailing To Nowhere)
“The Fall”
“The Scars That You Can't See”
“Legend”
“Lady Of Silence”


Nel complesso un evento che ci ha regalato, nonostante le premesse iniziali relativi ad una partecipazione meno corposa di quanto ci si aspettasse, momenti veramente emozionanti, soprattutto per merito degli headliner e di tutte le band di supporto che, nessuna esclusa, hanno dimostrato il loro valore innegabile e la loro caratura, a prescindere dal genere proposto e dall’esperienza maturata. Un ultimo ringraziamento ci tengo a farlo agli amici Giovanni Noé e Andrea Lanzillo della Soundsrock Agency, ancora una volta protagonisti di una kermesse che si sta confermando un appuntamento fisso per tutti gli ap-passionati della buona musica hard’n’heavy di Roma e dintorni, con l’augurio di poter raggiungere sempre nuovi ambiziosi traguardi, che noi di VeroRock speriamo di potervi nuovamente raccontare prossimamente!








Fonte: Raffaele Pontrandolfi
Marco D'Ortona (krepka81) 13-11-2018
bellissima serata.
peccato per la poca affluenza di pubblico... rispetto alle mie aspettative, io mi sono sobbarcato 238 chilometri di macchina e tre ore di viaggio (dal Molise) per vederli finalmente dal vivo, ma un sacrificio ricompensato alla grande! Ho presenziato al soundcheck, salutati di persona (gentili e riconoscenti) e mi hanno fatto godere di un ottima performance on stage. Buona anche la resa sonora del locale (e prezzo di ingresso veramente contenuto). Tracklist ricca di brani (avrei gradito giusto un cavallo di battaglia in più, una "under the flag of Mary read" *.*) Felicissimo & soddisfatto, un grande Luppi, voce indiscutibile e bravissimo intrattenitore con il pubblico! Bravissimi anche i restanti componenti della band, professionali, sorridenti e grintosi. :)



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